di Antonino Siniscalchi
Sorrento - La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto il sequestro preventivo dell'intera area e del cantiere del complesso eliportuale "Le Tore", Sorrento. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di oggi dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e dalla Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli, in esecuzione di un decreto emesso dal Gip su richiesta della Procura. L'inchiesta riguarda presunte violazioni in materia urbanistica e paesaggistica. Secondo quanto riferito nel comunicato ufficiale della Procura, risultano indagati un dirigente e un funzionario dell'Area Lavori Pubblici del Comune di Sorrento. Le indagini, supportate da una consulenza tecnica, avrebbero accertato che gli interventi di riqualificazione del complesso "Le Tore" sarebbero stati eseguiti in un'area ricadente quasi totalmente nella Zona Speciale di Conservazione "Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano", appartenente alla Rete Natura 2000 e gestita dall'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari. L'area risulta inoltre sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale, a vincolo idrogeologico e classificata con un grado medio di pericolosità per eventi franosi. Secondo gli accertamenti tecnici richiamati dalla Procura, i lavori sarebbero stati autorizzati senza l'attivazione della procedura di Valutazione d'Incidenza Ambientale (VIncA), ritenuta necessaria in considerazione della localizzazione dell'intervento, e in assenza della prescritta autorizzazione paesaggistica. La Procura evidenzia, inoltre, nel provvedimento presunte irregolarità nello svolgimento della Conferenza dei Servizi. In particolare, viene contestato il carattere decisorio assunto dalla stessa, nonostante il progetto esaminato fosse ancora qualificabile come studio di fattibilità tecnico-economica e non come progetto esecutivo.
Sarebbero mancati, inoltre, i pareri di alcuni enti ritenuti competenti, tra cui l'Autorità di Bacino dell'Appennino Meridionale. Un ulteriore profilo riguarda la presenza di manufatti abusivi già acquisiti al patrimonio comunale. Secondo la consulenza tecnica, il progetto approvato avrebbe previsto la demolizione e ricostruzione di tali manufatti, considerandoli legittimati da una domanda di condono edilizio ritenuta tuttavia irritualmente estesa a opere che, secondo gli inquirenti, non avrebbero potuto beneficiare della sanatoria. Per la Procura, come sottolinea la nota a firma del procuratore Nunzio Fragliasso, il sequestro preventivo si è reso necessario per evitare l'aggravamento delle conseguenze delle presunte violazioni, trattandosi di opere insistenti in un'area sottoposta a particolari vincoli ambientali e paesaggistici. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come precisato dalla stessa Procura il decreto di sequestro è impugnabile davanti al Tribunale del Riesame e gli indagati, in base al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, devono considerarsi non colpevoli fino all'eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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