martedì 11 agosto 2026

Vico Equense. Ospedale De Luca e Rossano: la salute dei cittadini non sia un terreno di scontro elettorale

Vico Equense - C’è un limite sottile, ma invalicabile, che separa l’attivismo civico dalla pura propaganda elettorale anticipata. Questo limite rischia di essere superato a Vico Equense, dove la legittima e doverosa mobilitazione per la riapertura del Pronto Soccorso dell'ospedale "De Luca e Rossano" rischia di essere snaturata e trasformata nell'ennesimo capitolo di una guerra politica contro il sindaco Giuseppe Aiello e la sua amministrazione. L’analisi di alcuni recenti attacchi rivolti al primo cittadino solleva un forte dubbio: l’obiettivo principale è davvero la tutela della salute pubblica, o si sta semplicemente sfruttando una ferita aperta del territorio per logorare politicamente l’avversario? Il tempismo di certe contestazioni non è casuale. Dichiarare il sindaco “non interlocutore” e di intimargli di “andare a fare la campagna elettorale altrove”, rifiutandone la presenza al presidio. Si tratta di una trappola retorica studiata a tavolino: se il sindaco resta nel palazzo viene accusato di vigliaccheria e disinteresse; se scende in piazza tra i suoi cittadini viene bollato come un opportunista in cerca di "passerelle" e visibilità mediatica. In questo modo, l'amministrazione viene condannata a prescindere, dimostrando che l'intento di chi attacca non è costruttivo, ma puramente distruttivo. Nessun comitato, per quanto animato da buone intenzioni, può pensare di ottenere la riapertura di un reparto ospedaliero isolando il proprio Comune. La sanità è una materia complessa che si decide sui tavoli della Regione Campania e della dirigenza ASL, luoghi in cui la voce dei cittadini ha forza legale solo se rappresentata e difesa dalla massima autorità sanitaria locale, che per legge è proprio il sindaco. Isolare l'istituzione comunale significa depotenziare la protesta, riducendola a uno sfogatoio che non spaventa i veri decisori regionali.

 

La sensazione è che per qualcuno il presidio non sia più un luogo di aggregazione sociale per il bene comune, ma un fortino politico da cui lanciare la volata per le prossime elezioni. Questo modo di fare politica sulla pelle dei cittadini è pericoloso. Chi semina divisioni e alza muri contro il municipio non sta difendendo l'ospedale; sta solo cercando di capitalizzare il malcontento popolare per fini personali. Vico Equense ha bisogno del suo Pronto Soccorso, non di una faida permanente. La protesta e lo stimolo dei cittadini sono vitali, ma quando si rifiuta il dialogo istituzionale, la difesa del territorio cessa di essere civismo e diventa, tristemente, solo l'ennesima lotta di potere.

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