Vico Equense - Nella narrazione pubblica che da mesi circonda la vicenda della passerella sulla spiaggia del Pezzolo c’è una dimenticanza sistematica, quasi scientifica: il ruolo dei consiglieri comunali. Quando si racconta questa storia, la si dipinge troppo spesso come una "storiella" burocratica confinata agli uffici tecnici, alla Giunta e al privato beneficiario. Si omette, probabilmente per comoda distrazione, che gli atti amministrativi non camminano da soli, ma si reggono sulle gambe, sulle scelte e sulle precise responsabilità politiche dei rappresentanti eletti dal popolo. Ed è proprio tra i banchi del Consiglio Comunale che si è consumato il cortocircuito più grave. In questo scenario opaco, c'è chi la propria parte l'ha fatta fino in fondo. I consiglieri di opposizione, a partire dal capogruppo di Un’altra Vico è possibile Luigi Vanacore, hanno esercitato con fermezza e precisione il ruolo di controllo che la legge assegna loro. Sono stati i consiglieri di minoranza a sviscerare i profili di illegittimità del contratto di sponsorizzazione tecnica, a denunciare l'assurdità di un'opera legata a una Villa Romana ormai inesistente e a pretendere che la questione venisse discussa nell'aula massima della democrazia cittadina. Che la macchina della propaganda locale ometta di riconoscerlo, trova il tempo che trova: il loro lavoro ispettivo, i verbali e le battaglie della minoranza sono scritti nero su bianco e restano scolpiti, in modo indelebile, negli atti ufficiali del Consiglio Comunale. Mentre l'opposizione presidiava le istituzioni per tutelare i cittadini e difendere il territorio, la maggioranza sceglieva la via del mutismo e, infine, della ritirata. Il culmine di questa irresponsabilità politica si è palesato proprio nella seduta consiliare del 13 giugno dello scorso anno. Chiamati a esprimersi sulla mozione di revoca di quella delibera illegittima, ben cinque consiglieri di maggioranza hanno preferito non presentarsi in aula. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al completo, Giuseppe Russo, Giovanni Starace, Vincenzo Cioffi (Forza Italia), Domenico Trombetta (Per il territorio) e Mariangela Savarese (UdC) hanno dato forfait.
Una strategia dell'assenza calcolata per non esporsi e per evitare di mettere la propria faccia e il proprio nome di fronte a un provvedimento indifendibile. Il colpo di grazia alla trasparenza è arrivato dal Presidente del Consiglio comunale, Andrea Buonocore. Nonostante fosse informato dell'assenza fino al 14 giugno 2025 del consigliere di minoranza Maurizio Cinque, ha forzato lo stesso la convocazione dell'Assise per il 13 giugno. Ma il fatto più grave si è consumato al momento del voto sulla revoca, respinta per un solo voto di scarto: 6 a 5. A salvare il sindaco Giuseppe Aiello e la sua Giunta è stato proprio il voto decisivo del Presidente Buonocore. Una figura che, per statuto e per legge, riveste un ruolo super partes a garanzia di tutta l'aula e dell'intera comunità, si è trasformata nell'ultimo scudo difensivo di un provvedimento illegittimo e osteggiato dalla cittadinanza, vanificando lo sforzo democratico e istituzionale delle opposizioni. La maggioranza ha scelto di giocare al gioco delle tre scimmie: non vedo, non sento, non parlo. Raccontare la vicenda del Pezzolo escludendo il ruolo dei consiglieri comunali significa falsare la realtà dei fatti. La passerella non è solo il frutto di un errore burocratico, ma l'effetto diretto di una maggioranza consiliare che ha preferito abdicare alle proprie funzioni di controllo pur di proteggere l'esecutivo. I fatti e i documenti depositati e verbalizzati dalla minoranza restano lì, a futura memoria, per ricordare alla città chi ha difeso la legalità nelle sedi opportune e chi, invece, ha preferito voltare le spalle al Pezzolo.

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