lunedì 10 agosto 2026

Sanità: il grande inganno del post-Covid e la beffa del "ritorno al passato"

Vico Equense - Ci hanno raccontato per anni che la chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale De Luca e Rossano, avvenuta nell'ormai lontano ottobre 2020, fosse solo una misura temporanea ed emergenziale. Una bugia istituzionale a cui, a distanza di anni, non crede più nessuno. La triste realtà che si profila oggi a Vico Equense ha il sapore amaro della beffa: dopo fiumi di parole, promesse elettorali e roboanti piani sanitari, lo scenario più ottimistico a cui la cittadinanza può aspirare non è un potenziamento, ma – se va bene – il mero ripristino di ciò che già stringevamo tra le mani prima della pandemia. Il recente sit-in davanti ai cancelli del nosocomio, che ha visto la partecipazione di cittadini, comitati e istituzioni locali, fotografa perfettamente il corto circuito in atto. Da un lato, una cittadinanza stremata che sperimenta quotidianamente sulla propria pelle la gravità di un’emergenza-urgenza negata, costretta a fare i conti con corse disperate verso i già saturi pronti soccorso di Sorrento o Castellammare. Dall'altro, una classe politica che sfila davanti alle stesse macerie che ha contribuito a creare o che non ha saputo difendere, trasformando la sanità pubblica nell'ennesimo terreno di scontro ideologico e di propaganda. Per anni la narrazione dominante ha usato lo specchietto per le allodole del Nuovo Ospedale Unico della Penisola Sorrentina a Sant'Agnello. Un progetto faraonico da oltre 65 milioni di euro, sbandierato dalla Regione come la panacea di tutti i mali, che ha di fatto giustificato lo smantellamento progressivo dei presidi locali.

  

La verità è emersa in tutta la sua crudezza con lo stop definitivo al progetto e la conseguente revoca dei finanziamenti. Anni di pianificazioni, conferenze dei servizi e dibattiti pubblici cancellati con un colpo di spugna. Il risultato? Nessun nuovo ospedale all'orizzonte e due strutture esistenti – Vico Equense e Sorrento – ridotte ai minimi termini da tagli lineari e carenze di personale. Fa rabbia ricordare che Vico Equense disponeva già di una struttura moderna, concepita con standard elevati e dotata di posti letto e reparti efficienti. Smantellare quel modello per inseguire una chimera centralizzata si è rivelato un fallimento politico e strategico senza precedenti. La morale di questa triste vicenda è disarmante. Nella sanità campana del post-Covid, il massimo dell'ambizione politica rimasta è la restaurazione del pre-2020. Un paradosso inaccettabile per un territorio a fortissima vocazione turistica e con una popolazione residente che non può, e non deve, rassegnarsi a considerare la salute come un lusso o, peggio ancora, come una scommessa contro il tempo. 

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