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lunedì 7 settembre 2009

Arriva Bersani, area Franceschini contro Piccolo

Continua il dibattito interno al Pd in vista della stagione congressuale e dei prossimi appuntamenti elettorali. Dopo il tour di Dario Franceschini, è il turno di Pier Luigi Bersani: il candidato alla segreteria nazionale sarà a Napoli martedì per incontrare Enzo Amendola, in corsa per la segreteria regionale, con cui si recherà anche a Caserta. Una seconda visita - a Salerno, Benevento e Avellino e di nuovo a Napoli per la festa di Sinistra e libertà - è invece in programma il 19 settembre. Intanto ieri la senatrice Teresa Armato ha replicato a Salvatore Piccolo (foto) che ha lasciato intendere di essere pronto ad appoggiare la mozione Bersani: «È davvero sbalorditivo che, per mascherare incoerenze e cambi di posizione, si affermi che non c’è molta differenza tra le due mozioni - dice la Armato - Il messaggio di Franceschini sul tema dell’innovazione a favore di una classe dirigente è chiaro e netto, così come la concezione del partito e delle alleanze». Intanto, in vista delle Regionali, il coordinatore nazionale del Partito socialista Marco Di Lello chiarisce: «Bene l’apertura di D’Alema, ma le alleanze si fondano su un programma, non su formule algebriche». «Occorre ripartire da un programma chiaro e condiviso e su quello costruire una nuova coalizione - aggiunge Di Lello - perché, se da un lato, e meno male, si è conclusa la stagione dell’autosufficienza del Pd è altrettanto vero che non si può tornare a una coalizione di undici sigle che litiga su tutto». (Il Mattino)

sabato 10 gennaio 2009

«Avanti con l’innovazione, attenti alle solite melasse»

Salvatore Piccolo, deputato del Pd, promotore del documento di solidarietà a Nicolais: cosa si aspetta dal commissario Morando? «Mi aspetto che valorizzi la linea dell’innovazione portata avanti da Nicolais e che rafforzi la linea della discontinuità e del ricambio della classe dirigente». La linea va rafforzata in uno spirito unitario? «Bisogna prima capire che cosa si intende per unità. Nel Pd ci sono opinioni così diverse sui governi locali e sulla linea del partito che se per unità si intende la solita melassa noi non ci stiamo. Non può sempre finire tutto a tarallucci e vino». Morando manterrà in vita l’esecutivo provinciale formato da Nicolais e che è composto da soli esponenti della maggioranza? «Deciderà Morando. Ma non credo che il commissario abbia interesse ad azzerare un organismo che ha avviato una profonda azione di rinnovamento. A Napoli e provincia il tesseramento è stato fatto, i circoli sono stati costituiti, il partito si è radicato. Credo che questi risultati vadano valorizzati». Ma c’è il rischio che Morando possa apparire un commissario di parte? «Nessuno vuole un commissario di parte. A Morando chiediamo di prendere atto delle difficoltà del partito e di portare avanti quel processo di innovazione avviato da Nicolais e al quale tutti debbono concorrere in maniera leale. Le dichiarazioni di intenti non bastano se poi i comportamenti non sono conseguenti». La Iervolino è attesa dal voto di fiducia in Consiglio. Come voteranno i consiglieri del Pd dell’area Nicolais? «Le posizioni critiche devono emergere con serietà e senso di responsabilità. La battaglia può anche assumere toni forti ma si fa senza tendere trappole». (p.mai. il Mattino - Foto di Alessandro Savarese)

lunedì 17 novembre 2008

“Quale scuola dopo la riforma?”

Piano di Sorrento – “Quale scuola dopo la riforma?”. E’ l’incontro organizzato alla Biblioteca comunale dal PD. Al dibattito, previsto per oggi, parteciperanno l’On. Luisa Bossa, l’assessore provinciale Pietro Sagristani e l’On. Salvatore Piccolo, modera il segretario dei democratici Luigi Pontecorvo.

Il parcheggio di Piano di Sorrento

mercoledì 27 agosto 2008

Piccolo: "De Luca? E' il simbolo della discontinuità. Nicolais? Alla città metropolitana"

Ci si aspetterebbe qualche motivo di perplessità di fronte all'ipotesi De Luca-governatore da Salvatore Piccolo, deputato del Pd dell'area-Nicolais. E invece no. Tutt' altro. Anzi, Piccolo esclama: «Quanta grazia, quanto spreco». E arriva persino a ipotizzare per quei due un ruolo alla Regione e uno alla guida della Città metropolitana di Napoli, qualora il ministro Roberto Maroni cancellasse la provincia. Ma andiamo con ordine. De Luca è pronto per le primarie alle Regionali. Lei cosa dice? “È una risorsa importante: può legittimamente aspirare a concorrere per la guida della Regione. E un amministratore efficiente. E poi a Bassolino gliele ha sempre dette a viso aperto le cose che non andavano. “È così; ha sempre segnato la discontinuità e la distinzione rispetto al modello di potere regionale” Dunque, la prospettiva la convince in un percorso di mediazione tra le varie anime del Pd campano'? “Va da sé che la scelta finale deve avvenire con le primarie. E finora abhiamo queste due disponibilità in campo: Nicolais e De Luca”. Fra I due chi sceglierebbe? Sono entrambi personalità di tutto rispetto. Sono la dimostrazione che il Pd ha classe dirigente di qualità, per rappresentativitàe capacità di raccogliere la sfida del rinnovamento. E la sa una cosa?». Prego? «De Luca ormai è ben conosciuto anche a Napoli ed è capace di pescare anche in ambicnti trasversali, che altrimenti voterebbero per il centrodestra». Si, ma tra i due chi sceglierebbe? «Per il momento mi viene da dire: quanta grazia! Quanto spreco». A meno che uno dei due non potesse essere maggiormente interessato alla guida della Città metropolitana? “L'ipotesi, per quanto fantasiosa, mi seduce” Con Nicolais sindaco metropolitano di Napoli «Non lo so proprio. Per ora da membro della commissione della Camera Affari costituzionali so soltanto che il ministro vorrebbe optare per non andare al voto alle Provinciali nella prossima primavera nelle nove future città metropolitane. Vedremo». (Corrado Castiglione da il Mattino)

giovedì 21 febbraio 2008

Dicono

Tino Iannuzzi. «Sono profondamente addolorato per la scelta di De Mita di lasciare il Pd. I rapporti personali e umani sono stati, sono e resteranno forti». Proverà a convincere De Mita a ripensarci? «Spero che si possano realizzare le condizioni, da me sempre ricercate con impegno in queste settimane, per recuperare al Pd l’impegno di una personalità così autorevole e prestigiosa. Per senso dello Stato, cultura politica, radicamento popolare De Mita è un grande patrimonio e lavoreremo in tutte le direzioni per conservarlo».

Salvatore Piccolo. Veltroni interpreta l’esigenza di novità che il popolo delle primarie ha espresso più volte: rammarico per la scelta di De Mita, ma è giusto da parte del segretario battersi per la discontinuità. È il pensiero di Salvatore Piccolo, componente dell’assemblea regionale del Pd, veltroniano che si è sempre definito alternativo alla maggioranza del partito campano costruita sull’asse Bassolino-De Mita. De Mita sbatte la porta.

martedì 12 febbraio 2008

Il rimpasto non piace a Salvatore Piccolo

Continua l’attesa per la manovra di riassetto annunciata a palazzo Santa Lucia, ma il rimpastino non piace all’area di minoranza del Pd, secondo quanto spiega Salvatore Piccolo. Cosa non vi convince? «La portata della manovra. E gli slittamenti sembrano il sintomo di una difficoltà prevedibile. Bisognava mettere in campo qualcosa di più ampio respiro, rispetto a qualche sostituzione resa necessaria dalle dimissioni dei due assessori dell’Udeur e dalle ambizioni di altri assessori che hanno deciso di correre per il Parlamento. Così non si risolve la grave emergenza istituzionale in Campania». Cosa occorrerebbe fare invece? «Fin dal primo momento alcuni di noi nel Pd hanno chiesto una svolta reale, visibile e concreta. Perché la discontinuità nel governo regionale fosse leggibile e percepibile per l’opinione pubblica. E perché si potesse allo stesso tempo restituire efficienza all’amministrazione di Santa Lucia». In concreto? «Bisognava dare segnali forti sui settori più critici, ovvero non soltanto all’Ambiente, ma anche nella gestione dei fondi europei, della Sanità, in quel sistema di consulenze che va modificato. Questo chiedevamo quando sollecitavamo l’azzeramento della giunta: mica pretendevamo che tutti gli assessori andassero a casa. Ma certo bisognava agire sui punti nodali. Questo non sta avvenendo. E il rimpastino ci sembra francamente un’operazione riduttiva». Dietro questi rinvii c’è anche qualche no all’ingresso in giunta da parte dei tecnici contattati? «Questo è possibile, proprio a causa del corto respiro che ha la manovra. A chi può interessare il coinvolgimento in soluzioni di tamponamento provvisorio? Ecco perché non c’è molto entusiasmo in giro. Altro sarebbe stato se il segnale di cambiamento fosse stato davvero forte: si sarebbe trovata maggiore disponibilità». Suggerimenti? «C’è qualcosa che deve cambiare nella filosofia complessiva di governo, operando con consapevolezza, coraggio, generosità. Le stesse qualità che occorrono in vista delle Politiche e delle amministrative perché la consultazione sia la più ampia possibile, in assenza di primarie». (cor.cas.il Mattino)

sabato 10 novembre 2007

Pd, Graziella Pagano è Presidente

«Le cose che abbiamo in comune sono 4.850…». Ci vuole ironia a scegliere il tormentone di Daniele Silvestri per battezzare il Pd campano. Il matrimonio tra Ds e Margherita è andato in scena oggi a Città della scienza. Proclamato segretario Tino Iannuzzi, vincitore, con il 53,6 per cento dei consensi, 484 i delegati regionali. Presenti anche i 266 eletti all’assemblea nazionale che hanno però solo diritto di parola, non di voto. Offerta alla minoranza la carica di Presidente, due i candidati proposti. Salvatore Piccolo che si ritira, per lasciare il posto a Graziella Pagano, che incassa 226 voti. Dodici le schede bianche e 9 le nulle. La neo Presidente del Pd è nata il 5 novembre 1945 a Napoli, insegnante, quattro legislature alle spalle, alle scorse Europee si è candidata con l’Ulivo risultando tra le prime non elette.


lunedì 29 ottobre 2007

Segreteria provinciale Pd: 202 a 198

Prossimo appuntamento, il 10 novembre. Quel giorno si terrà la prima assemblea regionale che proclamerà Tino Iannuzzi segretario. Due settimane dopo, il 24 novembre, saranno eletti i segretari provinciali. Sabato, a Milano, Walter Veltroni ha indicato il metodo: gli eletti nelle assemblee nazionale e regionale eleggono, a maggioranza assoluta dei presenti e con eventuale ballottaggio tra i primi due, il coordinatore provinciale. È inutile dire che in Campania il percorso sarà complesso e condizionato dalle polemiche che hanno accompagnato le primarie. A Napoli, la partita si gioca sul filo dei delegati. L'area Iannuzzi, tra delegati al nazionale (66) e al regionale (136) - può contare su 202 grandi elettori. La minoranza Piccolo-De Franciscis-Mazzarella tocca quota 198: 75 i delegati al nazionale, 123 al regionale. Poi, c'è da aggiungere l'unico eletto dell'area Bindi. Detto che i dati per il regionale non sono stati ancora pubblicati (l'attribuzione dei seggi potrebbe varare di qualche unità), appare evidente che con quattro delegati di differenza la ricerca di un dialogo si rende quasi obbligata. Piccolo, De Franciscis e Mazzarella potrebbero proporre un candidato comune, ma molto dipende dai nomi che proporrà l'area Iannuzzi.

mercoledì 17 ottobre 2007

Se Piccolo fosse Al Gore

Saranno anche state quella grande festa della democrazia auspicata da Prodi: fatto sta che le primarie in Campania si sono trasformate in un inconcludente (e a tutt'oggi inconcluso) baccanale di cifre a vanvera, di percentuali virtuali e di risultati definitivi continuamente rinviati che la dicono lunga sulla «ventata di rinnovamento » di cui sarebbe protagonista anche nella nostra regione il neonato Partito democratico. Cominciamo dalle percentuali ottenute dai vari candidati in lizza: l'afflusso alle urne della storica giornata di domenica deve essere stato davvero sensazionale, dal momento che i consensi dei quattro contendenti, sommati gli uni agli altri, raggiungono la strepitosa percentuale del centoquindici per cento, come visivamente sintetizzava la «torta» pubblicata ieri dal «Corriere del Mezzogiorno» in prima pagina... continua clicca sul titolo

domenica 7 ottobre 2007

Paliotto choc, abbandona le primarie

Gli occhi di Rossella Paliotto si riempiono all'improvviso di lacrime quando Salvatore Piccolo le dice che la sua rinuncia alla candidatura rappresenta «una macchia sulla nascita del Partito democratico campano», aggiungendo, subito dopo, di «avvertire la responsabilità di dover andare avanti» e che spera di «riconquistarla alla causa dopo il 14 ottobre». È solo un attimo. L'ex presidente dei Giovani di Confindustria Campania, l'imprenditrice di successo, l'esponente della società civile che aveva deciso di sporcarsi le mani con la politica accettando di guidare nel collegio Napoli 2 la lista «Un nuovo inizio per l'Italia» con Walter Veltroni, ha appena annunciato con voce ferma di non essere più in corsa per l'assemblea nazionale del Pd, pur confermando il sostegno a Piccolo per la segreteria regionale. È amareggiata e delusa per la vicenda delle liste avversarie ammesse alle primarie nonostante la negazione «sostanziale e non solo formale, del principio della partecipazione paritetica delle donne» alla competizione elettorale. E ce l'ha con Walter Veltroni che «a Napoli ha plaudito ai risultati e alle azioni messe in campo da questa Regione e nelle persone dei suoi rappresentanti istituzionali, evitando come Ponzio Pilato le questioni (appunto le irregolarità nelle liste per le primarie, ndr) qui nate e indegnamente risolte dai garanti... continua clicca sul titolo

martedì 2 ottobre 2007

Liste chiuse, ora si va al voto


È finita. Almeno in Campania la bagarre delle liste è chiusa. Il collegio dei garanti ha terminato ieri il suo lavoro, con alcuni interventi sanzionatori, a causa di carenze nelle liste regionali.
Ce n´è stato un po´ per tutti. La seconda lista per Salvatore Piccolo, "Territori protagonisti", è stata depennata da due collegi del napoletano, quelli di San Carlo Arena e Pomigliano, per insufficiente numero di candidati. Idem per i "Riformisti coraggiosi per De Franciscis" nel collegio di Gragnano. Più corposa però la faccenda per la "Campania democratica" di Iannuzzi, incappata in numerosi casi di mancato rispetto del rapporto uomo-donna nei capilista di collegio. I garanti hanno consentito di invertire i capilista ma fino a un massimo di tre collegi. Poiché i casi erano sette, gli iannuzziani hanno dovuto sacrificare quattro collegi. Sono stati scelti San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, Napoli Ischia e Napoli Ponticelli… continua clicca sul titolo.

L'area Letta ricorre

I lettiani: ecco il ricorso
Napolionline - la citta vista da dentro - martedì 02 ottobre 2007


I Garanti sanano le liste (Metropolis)
http://81.208.11.52/assets/rassegna/1118883.pdf

mercoledì 19 settembre 2007

Campania: 5 liste ma nessuna si richiama a Veltroni


In Campania non ci sarà nessuna lista che si richiami esplicitamente al sindaco di Roma. Il comitato veltroniano presieduto da Teresa Armato ha dovuto prendere atto ieri sera che, dopo la deroga concessa ai rutelliani di De Franciscis per una loro lista, era improbo ridurre a unità i fan di Iannuzzi e quelli di Piccolo.
Il risultato è che ci saranno cinque liste veltroniane. La cosa allarga il campo dei candidati e dei possibili voti, come si era augurato qualche giorno fa il cristiano-sociale Samuele Ciambriello, in compenso nessuna usufruirà del riferimento al nome di Veltroni. Forse cambierà nome anche quella promossa in Campania dal ministro Nicolais. L´opposizione degli «ecodem» alla scelta di Iannuzzi come candidato da appoggiare sul regionale potrebbe far sì che la lista, che sul nazionale si chiama «Ambiente innovazione, lavoro», in Campania perda il riferimento all´ambiente. Alle cinque liste pro Veltroni vanno poi aggiunte quella per Letta (che propone Eugenio Mazzarella per la segreteria regionale) e quella per Bindi.

domenica 16 settembre 2007

Pd Campania




Veltroni manda un messo di pace
Napolionline - la citta vista da dentro - domenica 16 settembre 2007


Grillo alla festa dell'Unità




Il Partito Democratico: “Una roba che nasce morta”, del resto “come fai a credere a un partito che in Campania, come tutor dei giovani, sceglie De Mita?”.

venerdì 14 settembre 2007

Adesso tocca alle liste (Clicca)

Quattro candidati alla segreteria campana del Pd. Tre sostenuti da liste di veltroniani. Uno messo in campo da Letta. Nessuna donna. Nessun esponente dell'area Bindi. Nessuno con origini politiche nei Ds. Questo lo scenario su cui la Campania deve formare il nascente Partito Democratico.
Dietro i numeri la profonda spaccatura sia nello schieramento della Quercia che in quello della Margherita dove ampie fila di esponenti politici di tutto rispetto non digeriscono l'indicazione dell'asse De Mita - Bassolino.
In ordine di presentazione della candidatura sono scesi in campo il veltroniano Salvatore Piccolo (59 anni, di Brusciano, Napoli, coordinatore provinciale della Margherita); Eugenio Mazzarella (56 anni, di Napoli, preside della Facolta' di Lettere e Filosofia della Federico II) per Enrico Letta; il secondo veltroniano Tino Iannuzzi (46 anni, di Salerno, avvocato, deputato della Margherita), frutto dell'intesa fra De Mita e Bassolino, 'benedetto' da Fassino; Sandro De Franciscis (52 anni di Caserta, pediatra, presidente dell'attuale amministrazione provinciale casertana) in pista con i Rutelliani per Veltroni. Adesso tocca alle liste.

Pd, i sindaci candidati nelle liste
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 14 settembre 2007

Deluso il comitato dei 78 "Solo nomi"
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 14 settembre 2007

Pd: sondaggio per il Cormez
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 14 settembre 2007

mercoledì 12 settembre 2007

Campania Pd, ultime ore per un accordo (clicca)


Ultime ore per le candidature alla segreteria regionale del Pd: c’è tempo fino a mezzanotte. Non c’è accordo unitario nella maggioranza, mentre l’area veltroniana e i «coraggiosi » che avevano firmato il manifesto rutelliano si spaccano. Per ora, sono tre i candidati per l’area veltroniana: Iannuzzi e Piccolo dei Dl, e il «senza partito» de Franciscis. Un solo outsider: Eugenio Mazzarella, candidato dell’area che fa capo a Letta. Nell’area Bindi si continua a discutere sulla possibilità di candidare Lilli De Felice. Stamane sarà sciolta la riserva.

Primarie da 5 euro a 1 euro

Prima Rosy Bindi. Poi Enrico Letta e infine Walter Veltroni. I tre principali candidati alla segreteria del partito democratico hanno chiesto di abbassare da 5 a un euro la quota per partecipare alle primarie del 14 ottobre. Sembra che la richiesta è stata accolta. A questo punto mancano soltanto i passaggi formali, che verranno discussi dal comitato dei 45 nella riunione di giovedì. Ma la decisione politica orami è stata presa.

domenica 9 settembre 2007

Bassolino critica Piccolo (clicca)


Antonio Bassolino ha detto all’assemblea nazionale di Alleanza riformista. «Il candidato alla segreteria regionale del Pd campano dovrà rappresentare una soluzione largamente condivisa, di rinnovamento e, se possibile, che guardi al futuro attingendo alle generazioni più giovani». Bassolino critica la scelta di Salvatore Piccolo, segretario provinciale della Margherita napoletana, il quale l'altro giorno ha rotto gli indugi e ha accettato di scendere in campo, sostenuto da un vasto schieramento di politici ed esponenti sindacali alquanto «trasversale». «Penso, ha aggiunto, che si possa guardare avanti, al futuro, con generazioni più giovani rispetto alla mia». Si riferiva forse al trentaquattrenne segretario regionale Ds Enzo Amendola? Certo è che quest'ultimo potrebbe offrire quella «discontinuità » anche anagrafica da più parti invocata.

mercoledì 8 agosto 2007

Comitato promotore dei 78 apre la sede di viale Gramsci

Le vacanze possono attendere. Le scadenze del Partito democratico rivoluzionano la programmazione delle ferie e così stamane, in pieno agosto, in via Gramsci, 19 (il palazzo dell’ex cinema President) sarà inaugurata la sede napoletana del comitato promotore del Partito democratico. L’appuntamento è alle 12. Al taglio del nastro è prevista la presenza del segretario provinciale della Margherita Salvatore Piccolo, il segretario della federazione napoletana dei Democratici di sinistra, Massimo Paolucci (nella foto), il responsabile cittadino di Alleanza riformista Roberto De Masi. Oltre ai tre esponenti politici ci saranno anche alcuni dei settantotto componenti del comitato promotore. Quella che apre stamane è la prima sede del Partito democratico che si inaugura a Napoli.