martedì 12 febbraio 2008

Il rimpasto non piace a Salvatore Piccolo

Continua l’attesa per la manovra di riassetto annunciata a palazzo Santa Lucia, ma il rimpastino non piace all’area di minoranza del Pd, secondo quanto spiega Salvatore Piccolo. Cosa non vi convince? «La portata della manovra. E gli slittamenti sembrano il sintomo di una difficoltà prevedibile. Bisognava mettere in campo qualcosa di più ampio respiro, rispetto a qualche sostituzione resa necessaria dalle dimissioni dei due assessori dell’Udeur e dalle ambizioni di altri assessori che hanno deciso di correre per il Parlamento. Così non si risolve la grave emergenza istituzionale in Campania». Cosa occorrerebbe fare invece? «Fin dal primo momento alcuni di noi nel Pd hanno chiesto una svolta reale, visibile e concreta. Perché la discontinuità nel governo regionale fosse leggibile e percepibile per l’opinione pubblica. E perché si potesse allo stesso tempo restituire efficienza all’amministrazione di Santa Lucia». In concreto? «Bisognava dare segnali forti sui settori più critici, ovvero non soltanto all’Ambiente, ma anche nella gestione dei fondi europei, della Sanità, in quel sistema di consulenze che va modificato. Questo chiedevamo quando sollecitavamo l’azzeramento della giunta: mica pretendevamo che tutti gli assessori andassero a casa. Ma certo bisognava agire sui punti nodali. Questo non sta avvenendo. E il rimpastino ci sembra francamente un’operazione riduttiva». Dietro questi rinvii c’è anche qualche no all’ingresso in giunta da parte dei tecnici contattati? «Questo è possibile, proprio a causa del corto respiro che ha la manovra. A chi può interessare il coinvolgimento in soluzioni di tamponamento provvisorio? Ecco perché non c’è molto entusiasmo in giro. Altro sarebbe stato se il segnale di cambiamento fosse stato davvero forte: si sarebbe trovata maggiore disponibilità». Suggerimenti? «C’è qualcosa che deve cambiare nella filosofia complessiva di governo, operando con consapevolezza, coraggio, generosità. Le stesse qualità che occorrono in vista delle Politiche e delle amministrative perché la consultazione sia la più ampia possibile, in assenza di primarie». (cor.cas.il Mattino)

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