lunedì 20 aprile 2026

Vico Equense. Mercato sospeso: non serviva un genio, bastava un altro posto

La chiusura del mercato nelle giornate del 18 e 25 aprile non è un destino inevitabile, ma il risultato di una scelta comoda. Perché non si è voluta percorrere la strada del trasferimento temporaneo? 

Vico Equense - Non serve un esperto di urbanistica, né un genio della logistica per capire che una comunità vive di riti e di spazi condivisi. Eppure, a Vico Equense, si è preferito percorrere la strada più breve e meno faticosa: quella del divieto. La sospensione del mercato del sabato per le giornate del 18 e 25 aprile viene presentata come una necessità legata alla sicurezza e agli eventi in corso, ma a guardar bene assomiglia molto di più a una mancanza di visione. Il punto è semplice: se Piazza Marconi non è agibile, la città non finisce lì. Vico Equense ha già dimostrato in passato che il mercato può traslocare senza morire. Aree come Piazzale Giancarlo Siani, via San Ciro o la zona di Santa Maria del Toro hanno già ospitato le bancarelle in situazioni d’emergenza o durante lavori pubblici. Individuare un’area alternativa per soli due sabati non era un’impresa impossibile; richiedeva semplicemente la volontà di sedersi a un tavolo, studiare una piantina e coordinare il personale. Invece, si è scelto di "spegnere" l'evento, ignorando il danno economico per gli operatori e, soprattutto, quello sociale per i cittadini. La decisione dell'Amministrazione parla chiaro e svela una gerarchia di valori discutibile. Evidentemente, per chi governa, il mercato settimanale è considerato un accessorio sacrificabile, un ingombro da gestire e non un pezzo fondamentale dell'identità cittadina. È una questione di sensibilità: chi vede nel mercato solo "bancarelle che bloccano il traffico" prenderà sempre decisioni diverse da chi vi riconosce il cuore pulsante della socialità, specialmente per le fasce più fragili come gli anziani.

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