Dall’incontro tra i giovani dell’alberghiero e la sapienza di Franca Di Mauro, nasce un omaggio al Presidio Slow Food che unisce la terra di Castellammare alla tradizione panificatoria di Rodolfo Molettieri
Castellammare di Stabia - Di fronte alla platea attenta degli studenti dell’istituto alberghiero, il Mediterranean Cooking Congress è diventato teatro di una narrazione che va ben oltre la semplice cucina: è stata una lezione di biodiversità e identità territoriale. Protagonista assoluto, il Carciofo Violetto di Castellammare di Stabia, il "nobile" della terra vesuviana, oggi tutelato come Presidio Slow Food. Franca Di Mauro ha ripercorso le tappe di questo ortaggio antico, la cui coltivazione richiede ancora oggi gesti rituali. Noto per la sua precocità, il violetto di Stabia deve la sua unicità alla tecnica della "scappucciatura": le infiorescenze centrali vengono coperte con piccole coppe di terracotta (le pignattele) per proteggerle dal sole, rendendole tenere, dolci e di un colore pallido sfumato di viola. Le proprietà organolettiche sono inconfondibili: una consistenza croccante, un'assenza quasi totale di spine e una dolcezza minerale che racconta la ricchezza dei suoli vulcanici ai piedi dei Monti Lattari. Il momento clou della giornata è stata la degustazione di un’insalatina che Franca Di Mauro ha definito una "carezza croccante". Un piatto che ha saputo far dialogare la Campania con il Piemonte, in un equilibrio di contrasti perfettamente riuscito. L'Insalatina di carciofi violetti di Castellammare è stata presentata in purezza, esaltata dal Joleum alla menta, un olio extravergine che con le sue note balsamiche pulisce il palato e sposa la naturale freschezza dell'ortaggio. A dare profondità sapida, i petali di toma piemontese, che hanno aggiunto una nota lattica e burrosa, contrastata dal calore pungente del pepe nero. Il tocco estetico e vegetale è stato affidato a foglie di piselli e fiori di glicine, che hanno trasformato il piatto in un giardino primaverile commestibile. A completare l'esperienza sensoriale, l'abbinamento con i pani di Rodolfo Molettieri.
La struttura fragrante e la ricerca sui lieviti del maestro panificatore hanno offerto la base ideale per accogliere l'insalatina, creando un morso in cui la sapidità del grano ha esaltato le note ferrose e dolci del carciofo. Questo incontro al Mediterranean Cooking Congress non è stato solo un momento conviviale, ma un passaggio di testimone verso le nuove generazioni, affinché la cultura del "buono, pulito e giusto" continui a germogliare partendo dalle radici profonde del nostro territorio.

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