Domani, nel primo anniversario della tragedia costata la vita a quattro persone, il Procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso terrà una conferenza stampa per aggiornare l'opinione pubblica sullo stato dell'inchiesta
Torre Annunziata - È passato esattamente un anno da quel drammatico 17 aprile 2025, quando il cedimento della cabina numero 2 della funivia del Monte Faito trasformò una giornata di primavera in tragedia. Domani, 17 aprile 2026, nel giorno del dolore e della memoria, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha deciso di rompere il silenzio per fare chiarezza su uno dei casi giudiziari più complessi e sentiti del territorio. Con un decreto firmato ieri, il Procuratore Capo Nunzio Fragliasso (foto) ha convocato giornalisti e testate per le ore 10.00 presso l’aula riunioni del Tribunale. Non sarà solo un atto formale, ma un momento di "corretta e trasparente informazione" volto a rispondere al forte bisogno di verità che accomuna i familiari delle quattro vittime e l'intera comunità di Castellammare e Vico Equense. Al tavolo siederanno i protagonisti del coordinamento investigativo: i rappresentanti della Squadra Mobile della Questura di Napoli, del Commissariato di PS di Castellammare e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Un segnale di unità tra le forze che, fin dai primi istanti dopo lo schianto, hanno lavorato tra i boschi del Faito per soccorrere i feriti e raccogliere i primi, decisivi reperti tecnici. L’inchiesta punta a ricostruire l’esatta catena di responsabilità che ha portato alla precipitazione della cabina. In questi dodici mesi, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle manutenzioni, sulle certificazioni di sicurezza e sulle componenti meccaniche dell'impianto.
Sebbene il lavoro investigativo sia ancora in corso, la conferenza di domani servirà a delineare i passi avanti compiuti e i prossimi obiettivi della Procura. Mentre nelle aule giudiziarie si cerca la verità tecnica, il territorio si stringe nel ricordo. Tra Castellammare di Stabia e Vico Equense sono previste diverse iniziative commemorative per onorare la memoria delle vittime e sostenere l'unica persona sopravvissuta al disastro, rimasta gravemente ferita. La conferenza stampa si pone dunque come un ponte tra il dovere della giustizia e il diritto della cittadinanza a non dimenticare, cercando di dare un nome e un cognome alle responsabilità di quel tragico mattino di un anno fa.

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