Vico Equense - Con l’arrivo della bella stagione, la caccia a un parcheggio per lo scooter si trasforma in un’impresa titanica. Ma a rendere la situazione davvero insostenibile non è solo il sovraffollamento: è la gestione arbitraria dello spazio pubblico, ormai ridotto a una sorta di estensione privata di alcune attività commerciali. La denuncia corre tra i residenti, stanchi di girare a vuoto o di rassegnarsi a multe salate per aver lasciato il mezzo fuori dagli stalli. Il dito è puntato contro quegli esercizi che occupano sistematicamente intere batterie di strisce bianche con i propri mezzi aziendali. Una vera e propria "prenotazione" abusiva del suolo pubblico, che sottrae alla collettività il diritto alla sosta gratuita per favorire interessi privati. "Nessuno vede, nessuno interviene": è questo il coro amaro che rimbalza tra le strade del centro. Il paradosso è stridente e alimenta un profondo senso di impotenza: mentre il cittadino comune è sotto la lente d'ingrandimento, queste occupazioni seriali sembrano godere di una sorta di immunità invisibile, come se lo spazio pubblico fosse diventato zona franca. A Vico Equense il motorino non è un lusso, ma una necessità vitale per lavoratori e residenti che cercano di sopravvivere al caos del traffico. Vedere le poche strisce bianche superstiti trasformate in "showroom" privati alimenta un senso di ingiustizia sociale profondo e non più tollerabile. Con l’estate ormai alle porte, il quesito è d’obbligo: l’Amministrazione Comunale intende ristabilire il primato della legalità e del bene comune, o continueranno a ignorare questo "Far West" della sosta? I cittadini non chiedono privilegi, chiedono solo che lo spazio di tutti torni, finalmente, a essere di tutti.

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