sabato 18 aprile 2026

Vico Equense, l’identità perduta di Via Castello Marina: quando il restauro diventa oblio

Vico Equense - "Vivi in Paradiso". È il commento unanime che riceve chiunque dica di venire da Vico Equense. Un riconoscimento che arriva da ogni angolo d’Italia, ma che oggi suona quasi ironico di fronte alle trasformazioni che stanno interessando il cuore della nostra terra. Mentre il resto del Paese ci guarda con ammirazione, tra le strade di Vico cresce un interrogativo doloroso: quanto siamo disposti a sacrificare della nostra storia in nome della funzionalità? Il grido d’allarme arriva dalla consigliera comunale Francesca Esposito, che dalla Basilicata affida ai social una riflessione profonda: “Una pietra non è solo una pietra, una strada non è solo una strada. Tutto questo è la nostra storia, è la nostra anima, è ciò che ci differenzia e non ci omologa”. La critica non nasce da un capriccio estetico, ma da una questione di identità. Intervenire su un luogo storico come Via Castello Marina non significa semplicemente sistemare un manto stradale, ma maneggiare la memoria collettiva. Secondo la consigliera, spogliare questi luoghi del loro aspetto originario per renderli "moderni" significa ignorare ciò che li rende unici, trasformandoli in spazi senza tempo e senza volto. Il dolore espresso da molti cittadini e ribadito dalla consigliera riguarda la scelta metodologica: si doveva puntare su un restauro conservativo, capace di curare le ferite del tempo senza cancellare i segni del passato. Invece, si è scelta la strada della trasformazione radicale. Ma la riflessione di oggi si scontra con una realtà tangibile e raggelante: il lavoro è ormai quasi finito. Guardando Via Castello Marina, ci si accorge che il volto della strada è cambiato definitivamente. Quei materiali, quelle pendenze e quegli scorci che per secoli hanno raccontato chi siamo, sono stati sostituiti da una visione nuova, funzionale, forse "pulita", ma irrimediabilmente diversa. C’è un’amarezza di fondo che accompagna la fine dei lavori: la consapevolezza che tornare indietro è a dir poco impossibile.

 

Ciò che è stato rimosso o coperto non tornerà. Quello che poteva essere un atto di tutela si è trasformato in un capitolo di oblio. “Non può essere concesso tutto in nome del progresso”, conclude la consigliera. Se è vero che a qualcuno il nuovo aspetto della via potrà anche piacere, resta il fatto che un altro pezzo della nostra identità è stato consegnato alla storia. Vico rimane bellissima agli occhi dei turisti, ma per chi la vive e ne custodisce la memoria, Via Castello Marina sarà d’ora in poi il simbolo di un'occasione perduta: quella di proteggere l'anima di un luogo prima che la modernità la rendesse irriconoscibile.

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