di Antonino Siniscalchi
Sorrento - A un anno esatto da uno dei periodi più oscuri della storia amministrativa recente, Sorrento torna a interrogarsi sul proprio futuro politico. La griglia di partenza per le prossime elezioni comunali si delinea attorno a tre nomi che, per esperienze e percorsi differenti, rappresentano altrettante visioni della città: Ferdinando Pinto, Corrado Fattorusso e Raffaele Attardi. Tre candidati, tre profili che si muovono in un contesto tutt’altro che ordinario. Il 2025 ha infatti segnato una frattura profonda nella vita istituzionale sorrentina, tra inchieste giudiziarie che hanno scosso il Palazzo municipale, il conseguente commissariamento dell’ente e, soprattutto, l’insediamento della commissione di accesso incaricata di verificare eventuali condizionamenti o irregolarità nell’azione amministrativa. Un quadro che ha inevitabilmente incrinato il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. In questo scenario, la candidatura di Ferdinando Pinto, già sindaco dal 1995 al 2000, sembra muoversi nel solco dell’esperienza amministrativa, puntando sulle competenze di docente universitario di Diritto amministrativo e la conoscenza della macchina comunale. Non a caso, Ferdinando Pinto ha già annunciato due figure chiave della sua eventuale squadra di governo: Pierluigi Picardi come vicesindaco ed Ernesto Aghina come assessore alla legalità, entrambi magistrati emeriti, ponendo al centro “competenza, autorevolezza e senso delle istituzioni” per evitare il rischio di un nuovo commissariamento.
Nel suo schieramento emergono anche profili della società civile, come Patrizia Fiorentino, docente di lingue straniere e dirigente del Liceo scientifico Gaetano Salvemini per 14 anni, incarico lasciato nello scorso settembre, segnale di una coalizione che punta anche su competenze culturali e formative. Corrado Fattorusso, assessore dimissionario al Comune di Sant’Agnello, già assessore al Comune di Sorrento, invece, potrebbe rappresentare una proposta di mediazione tra tradizione politica e rinnovamento, cercando di intercettare un elettorato disorientato ma non disposto a rinunciare alla stabilità. Nel suo schieramento si segnala la candidatura di Ivan Gargiulo, consigliere uscente, in campagna elettorale aggregato al gruppo dell’ex sindaco Massimo Coppola, eletto nel 2020 al termine del ballottaggio contro Mario Gargiulo, poi diventato uno dei più determinati oppositori dello stesso Massimo Coppola. "Quando il confronto sulla situazione di Sorrento ha iniziato ad assumere connotazioni progettuali più che di semplice visione dei fatti - spiega Corrado Fattorusso -, insieme ad Ivan Gargiulo ed altri, abbiamo iniziato a prendere in considerazione la possibilità di lavorare per la ricostruzione della città". Più defilata, ma non meno significativa, la posizione di Raffaele Attardi, sindaco facente funzioni dal 2000 al 2002, che si affaccia come possibile interprete di una domanda di discontinuità, alimentata proprio dagli eventi dell’ultimo anno. Ma al di là dei nomi e delle strategie elettorali, c'è chi alimenta perplessità sulla opportunità di tornare subito alle urne. La domanda attraversa trasversalmente il dibattito pubblico. Da un lato, il voto rappresenta l’essenza stessa della democrazia e la possibilità per i cittadini di riappropriarsi del proprio destino amministrativo. Dall’altro, il clima ancora segnato da accertamenti in corso e da una verifica istituzionale non ancora conclusa suggerirebbe prudenza. Il rischio, secondo alcuni osservatori, è quello di una campagna elettorale condizionata più dalle ombre del passato recente che da una reale progettualità per il futuro. E in effetti, a un mese dal voto, il confronto pubblico appare ancora sbilanciato: programmi e visioni restano sullo sfondo, mentre si rincorrono voci di accordi, strategie e tatticismi. Ferdinando Pinto guarda già al futuro, con una linea ben delineata che rivendica una campagna fondata su idee e partecipazione, annunciando per domani sera un incontro pubblico in piazza Angelina Lauro per presentare coalizione e progetto politico. Un tentativo di riportare il dibattito sui contenuti, in una fase in cui il Comune sembra ancora sospeso tra passato e futuro, tra il commissariamento e le nuove opportunità di ridare una immagine di speranza per una città che, attraverso il turismo, garantisce un gettitto di 10 milioni di euro solo con l'imposta di soggiorno, una risorsa da amministrare con trasparenza e programmazione. Sorrento dunque guarda a una nuova guida politica, pur nell'attesa che il quadro giudiziario e amministrativo si chiarisca del tutto. La comunità chiede trasparenza, stabilità e, soprattutto, credibilità. Qualità che il prossimo sindaco, chiunque sarà, dovrà dimostrare sin dal primo giorno.

Nessun commento:
Posta un commento