sabato 25 aprile 2026

A Stabia Main Port si celebra la Noce della Penisola Sorrentina: quando la biodiversità si fa scuola

Castellammare di Stabia - Ci sono persone che legano indissolubilmente il proprio nome a un pezzo di terra e ai suoi frutti. Luisa Miniero (foto) è esattamente questo: l’anima, il motore e la custode più appassionata della Noce della Penisola Sorrentina. Presidente della Comunità e riconosciuta come prima e instancabile promotrice del Presidio Slow Food, Luisa ha trasformato la sua piccola realtà contadina di Vico Equense in un avamposto di resistenza gastronomica contro l'oblio. Tutto parte da Massaquano, una frazione collinare di Vico Equense, dove sorge la piccola azienda agricola di Luisa Miniero. Tra questi terreni scoscesi, baciati dal sole e accarezzati dal vento del golfo, Luisa porta avanti una tradizione millenaria con principi fermi: biodiversità, chilometro zero e assoluto rispetto dei cicli naturali. È stata proprio lei a intuire che quel frutto dal guscio sottile e dal gheriglio delicato e poco oleoso – tanto celebrato fin dall'epoca romana – stava scivolando via, schiacciato dalle logiche delle grandi distribuzioni e dall'abbandono delle coltivazioni tradizionali. Luisa non è rimasta a guardare: rimboccandosi le maniche, ha guidato la battaglia per l'ottenimento del Presidio, riunendo sotto un unico severo disciplinare una manciata di "eroici" coltivatori locali. Ma per salvare un prodotto non basta produrlo; bisogna farlo amare. Ed è qui che emerge il lato più luminoso e carismatico di Luisa Miniero: la sua innata dote di divulgatrice. Chi l'ha vista all'opera nei laboratori del gusto – come quello recente allo Stabia Main Port insieme ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero "R. Viviani" – sa quanta emozione e quanta energia trasmetta nel raccontare la "bacchiatura" (la raccolta tradizionale scuotendo i rami) e i rischi di estinzione legati alla mancanza di manodopera specializzata. Parlando ai giovani, Luisa non insegna solo a riconoscere una noce di qualità, ma insegna a difendere un'identità territoriale. Il lavoro di Luisa non si ferma alla difesa passiva.

 

Negli ultimi anni è stata l'asse portante di corsi regionali e progetti mirati alla salvaguardia degli ecotipi di noce autoctoni, arrivando persino a mappare e raccogliere le piccole piante nate spontaneamente per allevarle nei vivai pubblici e garantirne la riproduzione tramite innesti mirati. L'azienda di Luisa, insignita anche del prestigioso Premio Minerva per le sue storie di vita e dedizione alla terra, dimostra che un'agricoltura diversa è possibile. È un'agricoltura fatta di volti, di mani che accarezzano la terra e di una instancabile e testarda fiducia nel futuro. Se oggi nei ristoranti stellati della Costiera, nei laboratori di pasticceria e nelle case dei consumatori più attenti la Noce della Penisola Sorrentina continua a sprigionare la sua inconfondibile delicatezza, gran parte del merito va a donne coraggiose come lei. Luisa Miniero non coltiva semplicemente noci: coltiva speranza per tutta la comunità agroalimentare campana.

Nessun commento: