A dodici mesi dal drammatico incidente della funivia, il Procuratore di Torre Annunziata fa il punto su un’inchiesta "titanica". Escluso il maltempo: si indaga su errore umano e carenze nella manutenzione
Torre Annunziata - Il 17 aprile resterà per sempre una data spartiacque per la comunità dei Monti Lattari e della Costiera. Un anno fa, il silenzio della montagna veniva squarciato dal tragico schianto della cabina della funivia del Faito, costato la vita a Carmine, Elaine, Graeme e Janan. Oggi, mentre il dolore delle famiglie resta una ferita aperta, l’inchiesta giudiziaria cerca di dare risposte definitive a un territorio che chiede giustizia e sicurezza. Il Procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, è stato chiaro nel tracciare il bilancio di questo primo anno di indagini: il fattore ambientale è fuori discussione. "Si può escludere che alla base di quanto accaduto ci siano gli eventi atmosferici", ha dichiarato, puntando il dito verso il fattore umano. Al centro degli accertamenti ci sono le procedure di controllo che, secondo la Procura, devono essere "effettive, periodiche e fatte con oculatezza". Per arrivare alla verità è stato necessario un dispiegamento di forze straordinario, reso difficile dalle condizioni proibitive del terreno. La cabina era rimasta in bilico su un costone verticale, sospesa a 200 metri dal suolo tra una fitta vegetazione. 26 indagati: tra cui 25 persone fisiche e la società di gestione EAV.
1.370 Vigili del Fuoco: impegnati in 158 ispezioni sui luoghi. 150 giorni di rilievi: durante i quali la Polizia Scientifica ha isolato 44 reperti chiave, tra cui le fondamentali "boccole delle teste fuse". 5 mesi per il recupero: solo il 18 dicembre scorso i resti della cabina sono stati rimossi grazie al supporto degli elicotteri dell'Esercito. Mentre i reperti sono attualmente sotto analisi nei siti militari di Torre Annunziata e Nola, l’attenzione si sposta ora sulle aule di tribunale. Dopo un iter complesso e la sostituzione di un perito, il deposito della perizia tecnica definitiva nell'ambito dell'incidente probatorio è atteso per l'estate. Questa strategia permetterà di cristallizzare la prova scientifica, velocizzando i tempi del futuro processo. Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 7 maggio 2026, data in cui le famiglie delle vittime e l'intera comunità sperano di fare un passo decisivo verso la comprensione di una tragedia che non doveva accadere.

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