venerdì 17 aprile 2026

Monte Faito, il dolore un anno dopo: Vico Equense ricorda le vittime della funivia

Vico Equense - È trascorso un anno esatto da quel 17 aprile 2025, una data che ha squarciato il silenzio dei Monti Lattari e cambiato per sempre il volto del Monte Faito. Questa mattina, in un clima di commossa partecipazione e profondo raccoglimento, le istituzioni e i cittadini si sono ritrovati nei pressi della lapide commemorativa, installata lo scorso anno, per onorare la memoria delle quattro persone che persero la vita nel tragico incidente della funivia. La cerimonia, sobria e solenne, è stata scandita dalla deposizione di una corona di fiori. Un gesto simbolico per ribadire che il tempo non ha scalfito il ricordo di una ferita che resta, nelle parole di molti, ancora "aperta e sanguinante". Il sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, ha espresso il cordoglio dell'intera amministrazione e del comprensorio: «È stata una tragedia devastante, non solo per la città di Vico Equense ma per tutto il territorio. Ha segnato profondamente la nostra comunità, cambiando anche la percezione del Monte Faito». Prima di quel fatidico giorno, la montagna stava vivendo una stagione di rinascita, un rilancio turistico e ambientale atteso da decenni. L’incidente ha bruscamente interrotto questo entusiasmo, trasformando un luogo di svago e bellezza in un monito costante sulla fragilità e sulla necessità di sicurezza assoluta. «Il Faito stava vivendo una stagione importante dopo anni difficili», ha ricordato Aiello, sottolineando come oggi la sfida sia quella di non permettere che l'oblio cada su quanto accaduto, mentre la giustizia prosegue il suo corso per accertare le responsabilità.

Il primo anniversario non è dunque solo un momento di dolore, ma un impegno collettivo affinché la sicurezza dei trasporti diventi una priorità inscindibile dal godimento delle bellezze naturali. Mentre i fiori colorano la pietra grigia della lapide, la comunità di Vico Equense si stringe attorno alle famiglie delle vittime, cercando nella memoria la forza per guardare di nuovo alla cima del monte con speranza, ma senza mai dimenticare il sacrificio di chi, quel giorno, non ha fatto ritorno a casa.

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