giovedì 16 aprile 2026

Nel giorno della mobilitazione dei media, Vico Equense sceglie la selezione dei cronisti

Vico Equense - In un’epoca in cui la comunicazione istituzionale viaggia veloce sui social, si tende spesso a dimenticare un dettaglio fondamentale: la conferenza stampa non è un palcoscenico privato, ma un atto di rendicontazione pubblica. Quando un’amministrazione comunale decide di non invitare un giornalista a un incontro di presentazione di una manifestazione — realizzata con il contributo economico della collettività — compie un gesto che va oltre il semplice sgarbo. È un messaggio di chiusura. Scegliere chi può o non può porre domande significa, di fatto, selezionare l'interlocutore in base al gradimento, trasformando l'informazione in propaganda. Un ente pubblico che eroga fondi per un evento ha il dovere morale e democratico di garantire la massima pluralità. Escludere una testata o un professionista significa privare i cittadini del diritto di vedere quegli stessi fondi "osservati" da un occhio critico e indipendente. Proprio per questo, di fronte a un episodio di tale gravità, è necessario un intervento diretto e deciso del Sindaco Giuseppe Aiello. In quanto garante della trasparenza e rappresentante di tutti i cittadini, il primo cittadino non può restare indifferente: ha il dovere di censurare pubblicamente tale condotta, richiamando chi ha gestito l’organizzazione al rispetto dei principi democratici. Il silenzio del vertice, in questi casi, equivale a un'implicita autorizzazione alla discriminazione mediatica. Il tempismo, poi, rende l’episodio ancora più amaro.

 

Oggi, mentre il settore vive una giornata di sciopero, il gesto di "chiudere le porte" risuona come un attacco alla funzione sociale del giornalismo. La categoria incrocia le braccia per rivendicare dignità e libertà, e proprio in questo contesto il "mancato invito" si palesa per ciò che è: un tentativo di silenziare chi ha il compito di analizzare, e non solo di narrare. Se la politica decide di dialogare solo con chi plaude, smette di amministrare per diventare un club privato. La libertà di stampa non si misura solo nei grandi scenari internazionali, ma soprattutto nel quotidiano. Invitare tutti non è una cortesia, è un obbligo di trasparenza a cui il Sindaco deve farsi garante senza esitazioni.

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