di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino
Sorrento - «Se le forze politiche e sociali della città avessero un po' di orgoglio dovrebbero rifiutarsi di presentare le liste, almeno fino alla decisione sul possibile scioglimento». È la provocazione lanciata da Ivan Gargiulo, l'ex consigliere comunale di Sorrento che con le sue denunce ha scoperchiato il sistema delle mazzette sugli appalti che faceva capo all'ex sindaco Massimo Coppola. La proposta si inquadra nel clima di incertezza che si respira in attesa della decisione del Consiglio dei Ministri chiamato a valutare la relazione della commissione d'accesso inviata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, su delega del titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, per verificare «la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell'amministrazione». Secondo Gargiulo «la mancata presentazione delle liste comporterebbe il rinvio delle elezioni alla sessione autunnale. Se poi medio tempore il governo decidesse per lo scioglimento ne prenderemo atto e valuteremo il da farsi». Lo stesso ex consigliere, però, non nasconde scetticismo sul possibile accoglimento della sua iniziativa. «Purtroppo non accadrà e siamo quindi tutti costretti ad operare in un clima di totale incertezza che non fa bene alla città e che di fatto altera e comprime la libera partecipazione alla competizione elettorale». Intanto incassa il sostegno di Bruno Morelli, che in questi giorni si è accreditato come uno dei possibili candidati.
«Ho lanciato un appello pubblico agli aspiranti sindaci, ai partiti, ai movimenti civici intenzionati a partecipare alla prossima tornata elettorale - spiega - invitandoli a non presentare le liste entro la scadenza». È invece risoluto nel proseguire Ferdinando Pinto, unico candidato ufficiale a primo cittadino. «Dico le cose come stanno: questa proposta è una bestialità giuridica ed è politicamente inaccettabile. Non esiste una norma o un meccanismo che permetta di rinviare il voto di pochi mesi e, soprattutto, non eviterebbe in alcun modo un eventuale scioglimento deciso dal Consiglio dei Ministri. La realtà è più semplice: o si vota adesso, o si voterà tra un anno o tra due. Chi propone il rinvio sta chiedendo il prolungamento del commissariamento. Abbiano almeno il coraggio di dirlo». E annuncia: «Entro il fine settimana predisporremo le liste e ci apriremo al confronto con chi voglia sposare il progetto. Presenteremo i nomi del vice sindaco e dell'assessore alla legalità per un segnale chiaro sui valori che intendiamo sposare».

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