domenica 19 aprile 2026

Vico Equense, il Sindaco Giuseppe Aiello sfida la "politica dei like": «Le opere restano, i post passano»

Vico Equense - Lo scontro politico cittadino rompe gli argini dell’aula consiliare e infiamma il dibattito virtuale. Al centro della contesa, un duro affondo social di una parte della minoranza che, parlando di un «disastro ovunque», il primo cittadino rispedisce le accuse al mittente, distinguendo nettamente tra la politica dei "like" e quella dei fatti. Lo abbiamo sentito per un commento a freddo sulla vicenda. Sindaco Aiello, l'opposizione alza i toni. Qual è la sua reazione? «Guardi, rispondo con estrema serenità, ma non nascondo un certo rammarico. Vedo una parte della minoranza che ha smarrito il senso delle istituzioni, riducendo il dibattito politico a una caccia sfrenata ai "like". La politica vera, però, richiede fatica: si fa negli uffici, studiando i dossier e approfondendo gli atti. Se non si frequentano le sedi comunali e non si leggono le carte, si finisce per cavalcare il malcontento virtuale senza avere la minima cognizione della realtà amministrativa.» Lei fa riferimento alla "conoscenza degli atti". Quali sono i fatti che, secondo lei, smentiscono le critiche della minoranza? «Parlano i cantieri. Nel 2022 abbiamo ereditato un centro storico che soffriva di un’incuria decennale. Siamo partiti da Largo dei Tigli, un’area allora devastata da una frana e totalmente dimenticata. Ricordiamo tutti le condizioni di quel luogo: asfalto a terra, vasi di fiori sui muretti come unico arredo urbano, nessuna telecamera e zero controlli. Era il simbolo dell’abbandono e del disinteresse politico. Noi abbiamo scelto di ripartire proprio da lì.» A che punto siamo oggi con la riqualificazione di quel quadrante? «Oggi l’80% degli interventi è completato. Abbiamo trasformato un'area degradata in uno spazio sicuro, curato e decoroso. Abbiamo rimosso l'asfalto per utilizzare materiali architettonici coerenti con il pregio del nostro centro storico e installato sistemi di videosorveglianza. Mentre noi eravamo impegnati a risolvere i danni di una frana e a progettare il futuro della città, altri preferivano restare protetti dietro uno schermo. È questa la differenza tra chi governa con i documenti in mano e chi cerca la visibilità facile.»

 

C'è però un altro cantiere al centro delle polemiche, quello di via Castello Marina. Molti cittadini e associazioni lamentano ritardi e scelte estetiche discutibili. Cosa risponde? «Rispondo che il tempo delle critiche sterili deve finalmente lasciare il passo alla realtà dei cantieri. Siamo intervenuti su via Castello Marina non per fare un semplice "restyling" superficiale, ma per affrontare nodi strutturali che nessuno aveva avuto il coraggio di toccare per decenni. È un'opera complessa, che restituisce un’arteria vitale a cittadini e turisti in totale sicurezza. Sull'estetica si può discutere all'infinito, è un fattore soggettivo, ma la sicurezza e la riqualificazione sono dati oggettivi. Chi oggi urla allo scandalo parlando di ritardi o di "mattonelle", spesso è lo stesso che per anni ha avallato l'immobilismo e ha permesso che quel percorso restasse in condizioni precarie. Noi abbiamo scelto di agire, leggendo le carte e trovando i finanziamenti. Preferisco una polemica oggi su una scelta estetica, piuttosto che dover giustificare domani un'omissione su una strada pericolosa. Chi ignora gli atti non capisce che stiamo costruendo la Vico dei prossimi trent'anni, non quella dei prossimi tre "mi piace".» In definitiva, intravede la possibilità di un dialogo o la frattura con questa parte dell'opposizione è ormai insanabile? «C’è una distanza siderale. Esiste chi vede la politica come un palcoscenico virtuale per ottenere un applauso digitale e chi, invece, entra in Comune ogni mattina con l’obiettivo di migliorare la vita della comunità. Chi mi attacca oggi dimostra di ignorare i passaggi tecnici e le fatiche amministrative necessarie per riqualificare un territorio complesso come il nostro. Noi preferiamo rispondere con la concretezza dei lavori fatti. Il tempo dei post finisce, le opere restano a disposizione dei cittadini.»

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