mercoledì 22 aprile 2026

Vico Equense. Intervista al Sindaco Giuseppe Aiello: “Così proteggiamo l'anima di Vico dal turismo di massa”

Vico Equense - In un’epoca in cui la Penisola Sorrentina sfida i limiti del turismo di massa, Vico Equense emerge come un’eccezione virtuosa: un avamposto di autenticità che rifiuta la logica del consumo rapido. Non più semplice tappa di passaggio, ma destinazione d'elezione per chi cerca il lusso del silenzio e il sapore della tradizione. Abbiamo incontrato il Sindaco Giuseppe Aiello per capire come la città sia riuscita a trasformare la "resistenza" in una strategia di accoglienza vincente. Sindaco, Vico Equense sembra vivere un momento d'oro. Mentre molte località limitrofe soffrono per l'eccessivo affollamento, qui si respira ancora un’aria autentica. Qual è il vostro segreto? «Il segreto è la resistenza. Abbiamo scelto di non inseguire i numeri a tutti i costi, puntando tutto sulla vivibilità. Vico non è un luogo di "passaggio" veloce per un selfie e via; è una destinazione per chi cerca il respiro del mare unito al silenzio delle borgate collinari. Difendiamo con orgoglio la nostra dimensione di "paese", dove residenti e visitatori condividono lo stesso spazio con rispetto reciproco.» Sempre più turisti scelgono Vico proprio perché è rimasta "vera". In che modo riuscite a conciliare l'ospitalità con la tutela delle tradizioni locali? «Valorizzando l’identità. Dalla nostra eccellenza enogastronomica, come la pizza a metro e i prodotti caseari, alle tradizioni delle nostre borgate. Il turista che viene qui non cerca un "parco giochi", ma un’esperienza reale. Siamo convinti che se preserviamo la qualità della vita dei cittadini, garantiamo automaticamente un'esperienza migliore a chi ci visita. Un paese che funziona per chi ci vive è un paese che incanta chi lo scopre.» Parliamo di gestione del territorio. Come riuscite a evitare il caos tipico del turismo di massa e a mantenere questo senso di ordine? «Lavoriamo molto sulla programmazione e sul decoro urbano: l’ordine deve essere il nostro biglietto da visita. Non vogliamo un turismo "mordi e fuggi" che soffochi le nostre strade, ma un flusso consapevole. Questo richiede controlli costanti, cura del verde e servizi efficienti. La sfida quotidiana è mantenere questo equilibrio sottile: crescere economicamente senza svendere l'anima del territorio.» Qual è il messaggio che vuole lanciare a chi sceglie di soggiornare a Vico Equense? «Che qui troveranno il lusso della tranquillità. A Vico si viene per rallentare. Invitiamo i visitatori a scoprire i nostri sentieri, le nostre chiese e il lavoro dei nostri artigiani. Chi sceglie Vico decide di far parte, anche solo per pochi giorni, di una comunità che conserva con fierezza le proprie radici.»

 

Sindaco, per attuare questa visione di "resistenza qualitativa" serve però un’attenzione capillare a tutto il territorio, non solo al centro. Quali sono i prossimi passi concreti? «Esattamente. Per proteggere l'anima di Vico occorre dare dignità a tutti i nostri borghi e completare il percorso delle infrastrutture. Penso, ad esempio, a comunità come Arola, dove stiamo lavorando per garantire servizi essenziali moderni, come l'antenna per la telefonia mobile, e alla determinazione con cui dobbiamo continuare il ripristino definitivo del manto stradale. L'obiettivo è un'ospitalità diffusa: utilizzare tutto il territorio e le sue peculiarità per offrire un turismo vivibile e mai caotico. Solo valorizzando ogni singola frazione possiamo distribuire i flussi e non congestionare il cuore della città.» C'è poi il tema delicato dell'emergenza abitativa e della fuga dei residenti. Come si combatte questo fenomeno? «Questa è la nostra sfida più grande. Dobbiamo puntare su turisti di qualità in strutture accoglienti e diffuse, evitando quelle masse che, specialmente nel dopo Covid, hanno saturato il mercato immobiliare riducendo all'osso i fitti a lungo termine. Questo meccanismo sta costringendo i nostri giovani a cercare casa altrove. Dobbiamo capire che ogni giovane o cittadino vicano che cambia residenza porta con sé un pezzettino di storia, di identità e di tradizione. Molte grandi mete turistiche internazionali sono ormai gusci vuoti, prive di identità proprio perché hanno perso i loro abitanti. Noi siamo ancora in tempo per evitarlo: la soluzione è investire sulla qualità della proposta turistica e, soprattutto, dare fiducia e spazio ai nostri giovani affinché restino qui a costruire il futuro di Vico.»

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