Vico Equense - Guardando in alto, tra i palazzi che delimitano la storica cornice di Piazza Umberto I a Vico Equense, l’occhio dei cittadini più attenti e degli storici locali non può fare a meno di notare un’assenza pesante. Da tempo manca all'appello la storica targa toponomastica che con i suoi caratteri incisi indicava il nome della piazza. Rimossa in occasione di passati interventi di ristrutturazione dell'edificio su cui poggiava, la lastra non è stata mai più ricollocata. Piazza Umberto I non è uno slargo qualsiasi: nata tra il 1832 e il 1840 durante la progettazione della nuova strada per Sorrento, l'area è il vero e proprio fulcro della vita cittadina, resa celebre anche dalla sua monumentale fontana dei delfini. La targa perduta, intitolata al "Re Buono", rappresentava una traccia fisica del passaggio della città attraverso le epoche storiche. La sua scomparsa ricalca purtroppo un fenomeno tristemente comune a molti centri storici della penisola sorrentina: durante il rifacimento dei prospetti esterni dei palazzi privati o i restyling dell’arredo urbano, i vecchi elementi toponomastici vengono smontati. Il problema sorge alla chiusura dei cantieri, quando queste testimonianze del passato – spesso pesanti e difficili da ricollocare senza autorizzazioni – finiscono dimenticate in qualche deposito, se non addirittura gettate tra le macerie. Il silenzio attorno alla mancata ricollocazione della targa solleva diversi interrogativi tra i residenti. La targa è ancora integra ed è attualmente custodita nei depositi comunali? Perché non viene sostituita con una fedele riproduzione in caso di danneggiamento? Senza questi piccoli ma fondamentali dettagli visivi, le nostre piazze rischiano di perdere la propria anima, uniformandosi a spazi moderni privi di narrazione storica. Restituire la targa a Piazza Umberto I non è un mero capriccio nostalgico, ma un dovere di tutela verso il patrimonio e la memoria pubblica di Vico Equense. Si spera che l’amministrazione comunale possa fare luce sul "mistero" della lastra scomparsa, affinché quel piccolo pezzo di marmo torni presto a indicare il cuore pulsante della città.
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