mercoledì 15 aprile 2026

Il silenzio del Faito: Vico Equense si ferma per non dimenticare le vittime della funivia

Venerdì 17 aprile ore 14.30 piazzale della funivia

Vico Equense - Il tempo, si sa, scorre inesorabile, tentando di levigare anche le ferite più profonde. Ma ci sono cicatrici che appartengono non al singolo, bensì a un’intera comunità, e che richiedono di essere curate con il balsamo della memoria. A un anno di distanza da quel tragico evento che ha sconvolto la quiete del Monte Faito, Vico Equense si prepara a vivere un momento di profonda commozione collettiva. Il prossimo 17 aprile, la montagna non sarà solo un luogo di bellezza naturalistica, ma un altare a cielo aperto dedicato al ricordo. L’appuntamento è fissato per le ore 14:30 presso il Piazzale della Funivia. Non ci saranno grandi discorsi o celebrazioni sfarzose: la scelta degli organizzatori — il Circolo VAS Vico Equense e l’associazione “I Cuccioli di Patrizia Veniero” — è quella di un silenzio partecipe. Un omaggio floreale verrà deposto laddove la vita si è bruscamente interrotta, trasformando un piazzale di transito in uno spazio sacro di raccoglimento. Il gesto di portare un fiore rappresenta la volontà di mantenere vivo un legame che la tragedia ha spezzato fisicamente, ma non spiritualmente. Come sottolineato dai promotori dell’iniziativa, l’obiettivo è trasformare il peso del dolore in "memoria condivisa", affinché il lutto delle famiglie non sia vissuto in solitudine, ma avvolto dall’abbraccio di tutta la cittadinanza. L’iniziativa nasce dal basso, dal cuore pulsante del tessuto associativo locale.


Il Circolo VAS e l’associazione intitolata a Patrizia Veniero — da sempre impegnata nel sociale — hanno sentito l’imperativo morale di non lasciar passare questa ricorrenza nell’indifferenza. La loro chiamata a raccolta non è rivolta solo alle istituzioni, ma a ogni singolo cittadino, ai giovani, agli anziani, a chiunque senta il bisogno di fermarsi a riflettere sulla fragilità della condizione umana e sull'importanza della sicurezza e della cura del territorio. «Vogliamo che la memoria diventi un monito», spiegano le associazioni. Ed è proprio in questo equilibrio tra ricordo e impegno civile che risiede il senso profondo della giornata del 17 aprile. Onorare le vittime significa anche ribadire l’amore per una montagna, il Faito, che deve tornare a essere esclusivamente sinonimo di vita, svago e meraviglia. La partecipazione alla cerimonia è libera. Si prevede una presenza silenziosa e composta, una testimonianza di civiltà che Vico Equense ha già ampiamente dimostrato nei giorni più bui dell'incidente. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla distrazione, fermarsi per un’ora, alle 14:30 di un venerdì pomeriggio, diventa un atto rivoluzionario di umanità. Il Faito, con i suoi faggi secolari e le sue vedute mozzafiato, farà da cornice a questo momento di preghiera laica. Un appuntamento per non dimenticare, per restare vicini a chi soffre e per promettere, ancora una volta, che nessuno sarà lasciato solo nel ricordo.

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