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venerdì 2 ottobre 2009

Campania pulita…

La questione morale in Campania agita l’Italia dei valori. «Sono stato il primo a denunciare la questione morale in Campania nell'Idv, ben prima di MicroMega». Anche se poi, Franco Barbato, parlamentare dipietrista di lungo corso, rimarca che i veri casi si contano numericamente «sulle dita di una mano». In casa PD, invece, leggetevi l’articolo di Vincenzo lurillo da il Fatto Quotidiano, pure lì si parla di Campania. Sempre nel PD Luisa Bossa replica alla Collega Picierno. “Mi sorprendono certe dichiarazioni di esponenti della mozione Franceschini, come quella fatta dalla giovane deputata Pina Picierno, secondo la quale Bersani vince dove regnano i signori delle tessere: vorrei segnalare alla collega che i signori delle tessere regnano anche dove vince Franceschini, come ad esempio Messina, e che non mi sembra che ci siano aree del partito immuni da questo vizio". Così l’ex Sindaco di Ercolano. “Le dichiarazioni che sento in queste ore - continua la parlamentare - sono sgradevoli sia perche' mancano di rispetto verso i nostri iscritti, sia perchè segnalano i risultati di regioni del Sud come meno liberi di quelli espressi in altre aree del Paese. Questo e' un approccio sottilmente razzista. L'idea che al centro nord si voti liberamente e secondo coscienza e che al Meridione si voti sotto il controllo dei feudatari e' tipica della Lega e dispiace sentirla da colleghi giovani che peraltro si propongono come elementi di rinnovamento”.”Personalmente - conclude Bossa - sostengo Bersani e ho solo la mia tessera. Solo con la mia tessera ho costruito la mia storia politica, lavorando sul territorio, provando a conquistare le persone e il consenso sulle idee e sulla fiducia. Agli amici della mozione Franceschini consiglierei di stare sereni. La sconfitta al congresso non e' un dramma. Il partito e' patrimonio di tutti e sarebbe utile non denigrarlo perchè, comunque vada, il giorno dopo si deve lavorare tutti assieme”.

mercoledì 23 settembre 2009

Fincantieri: “Il Ministro venga al tavolo delle trattative e affronti la questione”

"L'emergenza occupazionale che sta investendo lo stabilimento della Fincantieri di Castellamare di Stabia è seria e richiede al Governo un’assunzione di responsabilità chiara. Per questo è necessario che sia il Ministro dello sviluppo Scajola in persona a condurre il tavolo che si sta per insediare al Ministero e che sia il Governo a prendere impegni precisi”. Lo dichiara Luisa Bossa, deputato del Pd, che da alcune settimane è impegnata accanto ai lavoratori della Fincantieri nella vertenza sulla crisi occupazionale nell’area industriale stabiese. Migliaia di posti di lavoro a rischio, un massiccio ricorso alla cassa integrazione e una crisi strisciante e “invisibile” nell’indotto. “I numeri – continua l’on. Bossa – parlano di un dramma crescente. Il Governo, se vuole, può fare molto nella direzione di sbloccare alcune commesse, di investire sulle infrastrutture, di avviare un piano di rottamazione delle navi che inneschi un circuito virtuoso. Questi impegni, però, devono nascere da un confronto diretto con il Ministro. Non bastano più i tavoli tecnici, ci vogliono assunzioni di responsabilità da parte dei politici. Scajola venga al tavolo delle trattativa e dica con chiarezza che cosa il Governo intende fare sulla vertenza Fincantieri”.

martedì 21 luglio 2009

Inchiesta della commissione antimafia sulle rivelazioni di Ciancimino

Bossa (Pd): “si indaghi sul rapporto tra criminalità e politica”.

“L’idea di una inchiesta ad hoc sulle stragi di Capaci e via D’Amelio potrebbe finalmente dare alla Commissione antimafia un ruolo che non è riuscita ad avere in questo primo anno di legislatura: quello di un luogo di indagine, approfondimento e di elaborazione sulla criminalità organizzata in Italia”. Lo dichiara Luisa Bossa, deputato napoletano del Pd, componente della commissione antimafia. “E’ ora – aggiunge – che cominciamo a mettere le mani su un tema di cui tutti parlano ma su cui nessuno attiva un’attenzione vera. Quello dei rapporti tra politica e criminalità organizzata. La commissione antimafia si dia il compito di indagare a fondo su questo: vada a cercare le connessioni, le interdipendenze tra mafia, potere politico, potere economico e apparati deviati dello Stato. Ha l’autorevolezza e la forza, gli strumenti normativi e i poteri per farlo. Dalla commissione antimafia potrebbe così arrivare un contributo decisivo a un problema su cui non si è mai voluto fare davvero luce”. “La commissione – conclude l’on. Bossa – ha poteri speciali che gli consentono di lavorare su archivi segreti, su carte processuali, su indagini in corso. Ha la possibilità concreta di aprire un varco e di consegnare alle forze politiche e al Paese un’immagine chiara, netta, delle possibili compromissioni tra la società, nelle sue articolazioni politiche ed economiche, e le mafie. Lo faccia e così darà un senso e un valore al suo ruolo”.

lunedì 13 luglio 2009

Quattordicenne accoltellato a Sant’Antimo

Luisa Bossa ( Pd): “Un piano di interventi sulla condizione minorile a Napoli e provincia che metta assieme istituzioni e operatori sociali e lavori sul disagio dei ragazzi”

“Bisogna che ci si interroghi seriamente sulla condizione minorile a Napoli e si costruisca un piano di interventi per i ragazzi di questa città e della sua area metropolitana”. Lo dichiara Luisa Bossa, deputato Pd, componente delle commissioni Antimafia e Affari sociali. “La rissa con i coltelli tra due ragazzi a Sant’Antimo – dice l’on. Bossa –, che rischia di costare la vita a un quattordicenne, è la spia di un malessere su cui non possiamo continuare a tenere gli occhi chiusi. Ormai i modelli violenti dilagano e né la scuola né la famiglia riescono più a porre un argine. Dell’episodio di Sant’Antimo colpisce che i due ragazzi siano incensurati, di buona famiglia, e vengano descritti da tutti come giovani comuni, come ce ne sono tanti, né bulli né di malaffare. Se questo livello di violenza riguarda ragazzi così allora davvero si è superato l’argine. Mi chiedo fino a quando si continuerà a fingere che la cosa non ci riguardi? Bisogna intervenire presto e bene. A cominciare dal Parlamento, che deve considerare come priorità il rifinanziamento di leggi importanti come la 285 e la 328, che sono state colpevolmente depotenziate. Poi le istituzioni territoriali, che devono farsi carico del malessere dei ragazzi di questo territorio e costruire risposte, progettare vie di intervento insieme al non profit e al mondo del volontariato. Nell’insieme, un grande progetto per i minori significa più risorse, più operatori sociali, più presenza dello Stato, più cultura, più aggregazione su modelli positivi. Solo in questo modo possiamo invertire la rotta. Altrimenti continueremo, dopo ogni tragedia, a piangere lacrime da coccodrillo".

Napoli, accoltellato dopo uno scherzo in piscina: quattordicenne in fin di vita

giovedì 18 giugno 2009

(Euro)Parlamentare …

Sui giornali locali si parla di PD. La Parlamentare Luisa Bossa, in una lettera al Corriere del Mezzogiorno, afferma che per il PD il futuro in Campania non passa per Bassolino e i fedelissimi ed aggiunge: “è un Pd a cui verrebbe voglia di dire «se ci sei, batti un colpo». Se, infatti, il governatore — che si sia o no d’accordo con lui — colpisce per tenacia e carattere, il Pd spicca per la sua abulica assenza. Il segretario regionale Iannuzzi, nel convocare la direzione regionale per i prossimi giorni, si è limitato a dire che lui è intenzionato a valutare anche conseguenze drastiche, adombrando la possibilità di dimissioni. Ci mancherebbe altro. Perdiamo tre province, perdiamo Napoli con una distanza enorme, non riusciamo ad «esistere » come partito nelle scelte, nella società, tra la gente: uno scossone, francamente, mi sembra il minimo. È una questione di serietà: i dirigenti devono assumersi le responsabilità. Altrimenti che dirigenti sono?”. Invece l’Europarlamentare Andrea Cozzolino sceglie Repubblica per invitare Rossi-Doria alla ricostruzione del PD. “L´ultima tornata elettorale ha consegnato al Partito democratico un risultato in larga parte negativo. Da parte nostra, sarebbe inutile e dannoso nasconderlo. C´è un problema di radicamento e di consenso del Pd al Nord, come al Sud e, per la prima volta, anche nelle regioni cosiddette "rosse", in particolare nelle Marche e in Umbria, dove si è perso il primato a vantaggio del Pdl. Anche in Campania si sono avuti risultati negativi, in particolare alle provinciali, dove, nonostante gli sforzi delle ultime settimane, non si è riusciti a mettere in campo delle proposte davvero competitive e alternative al centrodestra sotto il profilo di leadership riconosciute, di proposte programmatiche condivise e di una capacità a saper mettere in campo alleanze ampie e radicate sul territorio.” Insomma, tante buone intenzioni...

giovedì 7 maggio 2009

Bossa contro Cesaro

Provincia di Napoli - Sulle elezioni provinciali, si è in attesa della chiusura delle liste. Luisa Bossa, ex sindaco di Ercolano e ora, da deputato, impegnata nella commissione antimafia, sarà candidata dal Pd nello stesso collegio di Cesaro. Sfida frontale, dunque. «Accetto l´invito che mi è pervenuto dal Pd - dice Bossa - Sant´Antimo è la città di Cesaro e il collegio include anche Grumo Nevano e Casandrino. Una zona ricca di potenzialità, con una storia antica e spesso dimenticata, un tessuto produttivo vivo e nascosto. Una fetta di territorio mortificata negli anni dalla camorra e dalla cattiva politica. La mia candidatura è al tempo stesso un simbolo e un investimento, il segno che il Pd intende investire con serietà nella lotta all´illegalità».

mercoledì 29 aprile 2009

Bossa,sorveglianza speciale anti-camorra

Provincia di Napoli – “Chiediamo che le prossime elezioni provinciali di Napoli si svolgano sotto una sorveglianza speciale di Prefettura e forze di Polizia rispetto al tema delle infiltrazioni e del condizionamento camorristico". Lo dichiara Luisa Bossa, deputato Pd, componente della commissione antimafia. “Sappiamo - ha detto il parlamentare, rivolgendo un invito pressante al prefetto e al questore di Napoli - che la presenza camorristica a Napoli e nell'area metropolitana e' pressante. La camorra ha interessi economici ramificati e un controllo del territorio asfissiante. Non e' pensabile che alle prossime elezioni stia a guardare. La Provincia, peraltro, e' uno snodo istituzionale fondamentale per temi come l'urbanistica e sappiamo come la camorra abbia forti interessi nel settore dell'edilizia residenziale. Chiediamo, per questo,al Prefetto e al Questore, alla magistratura, di alzare il livello dell'attenzione”. (Ansa)

Provinciali, campagna elettorale “sgrammaticata” per il PD

giovedì 23 aprile 2009

Siamo donne …

Luisa Bossa deputato Pd e componente della commissione antimafia rispedisce al mittente il protocollo “col trucco”sulla legalità annunciato da Luigi Cesaro. «Decalogo - incalza la Bossa - scritto e sbandierato solo per darsi una patente di credibilità, solo per avere un lasciapassare a cui si cerca un´adesione per siglare una tregua su temi che si vorrebbe depennare dalla campagna elettorale e di cui invece si dovrà parlare a lungo con chiarezza e senza finzioni». Accuse che scaldano una campagna elettorale per la Provincia finora fredda. Sul versante Europa, quest’oggi dal Corriere del Mezzogiorno interviene Rosetta D’Amelio, ex sindaca di Lioni ed ex assessora regionale alle Politiche sociali che, dice la sua sulla candidatura al Parlamento euro­peo dell’ex collega di giunta Andrea Cozzolino, che, dopo l’indicazione del Pd, resta al suo po­sto di responsabile delle Attività produttive e dell’Agricoltura. All’inizio del 2008 quando cir­colò il suo nome come probabile candidata alla Camera, la D’Amelio rassegnò le dimissioni dal­l’esecutivo regionale guidato da Antonio Basso­lino. Lo stesso fecero Teresa Armato, responsa­bile dell’università, e Marco Di Lello, delegato al turismo, imitati, successivamente, anche da Enzo De Luca, titolare dei lavori pubblici. Ma, a differenza degli altri tre, l’ormai ex delegata al­le politiche sociali non trovò spazio in lista. In­tanto, il suo posto in giunta era stato occupato dall’attuale assessora Alfonsina De Felice. Cozzolino, intanto, prende tempo.

venerdì 13 febbraio 2009

Sull'emergenza criminalità a Napoli, il governo dica parole chiare

“Dopo il duplice omicidio di ieri sulla circumvallazione esterna di Napoli è necessario un intervento chiaro, senza tentennamenti, del governo sull’escalation criminale nell’area metropolitana del capoluogo campano”. A chiederlo è il deputato del Pd Luisa Bossa, componente della commissione antimafia, intervenuta ieri sera ad una tavola rotonda a Torre Annunziata, organizzata dall'Associazione Controcorrente - Forum di cittadinanza attiva, in occasione della presentazione del libro del magistrato Raffaele Cantone. "L’audizione in commissione del ministro Maroni – dice la parlamentare campana – non è più rinviabile. Il Ministro dell’interno deve venire a dire parole chiare su come il governo intende rispondere alla drammatica questione criminale. Abbiamo assistito, nell’ultimo mese, a decine di fatti di sangue. L’efferato omicidio del consigliere comunale di Castellammare Gino Tommasino, prim’ancora le sparatorie ad Ercolano e Portici, le minacce al sindaco di Pomigliano d’Arco, fino a ieri, a questo nuovo, brutale, duplice omicidio avvenuto ancora una volta su una strada trafficata, sotto gli occhi di tutti. Il territorio napoletano, in particolare l’area vesuviana e stabiese, non possono più attendere e vogliono risposte chiare in termini di politiche per la sicurezza. Più uomini, più mezzi, più risorse, più controllo del territorio”.

giovedì 5 febbraio 2009

Luisa Bossa:"L’assassino di Luigi Tommasino chiama in causa tutti"

Il deputato Pd, componente della commissione antimafia scrive al sindaco di Castellammare Salvatore Vozza

"La barbara uccisione di Luigi Tommasino è avvenuta nel cuore della città, a pochi passi dagli uffici giudiziari, in pieno giorno, sotto gli occhi di commercianti, di passanti, perfino del figlio tredicenne. Si tratta di un monito chiaro, un segnale preciso lanciato dalla camorra. Non solo uccidere ma farlo platealmente. Farlo in centro, di giorno. Farlo davanti a tutti". Comincia così la lettera che Luisa Bossa, deputato Pd, componente della commissione antimafia, ha inviato al sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, e al Presidente del Consiglio comunale Antonio Iovino in occasione della convocazione di una seduta straordinaria dell’Assemblea civica. "L’assassinio di Tommasino – continua il parlamentare - chiama tutti in causa. La camorra detta legge. Vuole controllare il territorio. Agisce con arroganza, oltre che con violenza. Per questa ragione lo Stato, in tutte le sue articolazioni, non può e non deve arretrare. Da parlamentare della commissione antimafia, in questo momento, mi sento più vicina che mai alla comunità di Castellammare". L’on. Bossa, ex sindaco di Ercolano, ha voluto inviare un messaggio personale anche alla famiglia del consigliere comunale barbaramente assassinato. "Stringo nel mio abbraccio – ha scritto il deputato - la famiglia di Luigi, la moglie, il figlio che ha negli occhi gli ultimi istanti del padre. E offro la mia solidarietà, il mio convinto sostegno al Sindaco Salvatore Vozza, al presidente del Consiglio comunale, a tutti i consiglieri comunali, alle forze politiche e sociali della città, con l’impegno che saremo determinati a far sentire con forza la voce delle istituzioni, la voce dello Stato, la voce della legalità e della civiltà". (Comunicato stampa)

martedì 27 gennaio 2009

La provocazione della deputata "racchia" Luisa Bossa

Egregio Sig. Presidente del Consiglio, lei ha detto: "Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle donne in Italia e credo che non ce la faremo mai". Sono totalmente d'accordo con lei, mi sembra plausibile. Sig. Premier, non si scoraggi, secondo me è una cosa che si può fare. "Yes, we can!" direbbe un suo avversario. Mi segua…Innanzitutto, ogni bella donna italiana dovrebbe avere nel cassetto del comodino il proprio bel book fotografico. Di profilo, primo piano, di tre quarti, da tergo. Si, insomma, bisogna che ci si assicuri che sia stuprabile, ché noi non siamo un popolo che spreca risorse, figuriamoci un militare. Una raccolta di foto dai 18 ai 40 anni, non di più: gli stupratori, lo sappiamo tutti, son personcine dal palato fine e le cariatidi o le acerbe manco le guardano. Chiunque si trovi nella fascia d'età citata, manderà il suo curriculum fotografico, corredato da qualche breve nota su giro vita, peso e taglia di reggiseno. Lei, intanto, provvederà ad istituire in Parlamento una apposita CCS (Commissione Candidate allo Stupro) che vaglierà, scrupolosamente, ogni invio, decretando chi è inclusa o meno nell'assegnazione del soldato anti-violenza. Qualora la donna superi le selezioni, un militare le sarà inviato direttamente al suo domicilio e la seguirà passo passo, più fedele di un cucciolo salvato dal canile e più vigile di un mastino insonne. Ovviamente sono escluse dalle selezioni quelle donne che hanno già aderito alla campagna "sposa un milionario" le quali sono nelle condizioni economiche di procurarsi un body guard di tasca loro. La Commissione dovrà, altresì, lavorare sulle candidature dei militari che saranno assegnati alle miss da stupro. Saranno esclusi soldati in astinenza sessuale da tempo protratto. I quiz preselettivi dovranno prevedere prove di resistenza quali "Non perdere il tuo aplomb in un harem di donne discinte" o "Tieni indosso la tua divisa su una spiaggia di nudiste senza implodere". Coloro che risulteranno vincitori delle prove, saranno inclusi nell'albo dei soldati anti-stupro e non potranno fare richiesta per altre liste, quali, ad esempio, quelle di soldato vigila-discarica per ovvi motivi di conflitto di interessi. Una volta accoppiati, donna stuprabile e militare anti-violenza saranno legati da vincolo legale inscindibile fino a quando non si presenterà una delle cause di rescissione dal contratto e cioè: a) sopravvenuta bruttezza imputabile ad un improvviso e inaspettato decadimento fisico o ad incidente sfigurante; b) sopraggiunti limiti d'età; c) caduta del governo. Ha visto, Sig. Presidente, com'è stato facile? Non è complesso, ci ripensi, non molli. Io sarò con lei per l'organizzazione di tutto. Posso dedicarle tutto il tempo di questo mondo: sono racchia, e non devo passare il mio tempo a preoccuparmi di chi potrebbe violentarmi. (Luisa Bossa, deputata PD)

giovedì 22 gennaio 2009

Un po' arrugnati … ma rinnovati

Anche oggi si parla di rinnovamento, e scoppia il “caso” Di Palma. Da Repubblica Napoli si legge che gli esponenti di Verdi (Mario Cacciola), Sinistra Democratica (Salvatore Vozza) e uscenti “vendoliani” da Rifondazione (Andrea Di Martino) troverebbero disdicevoli le primarie annunciate dal Pd che sarebbero solo un trucco, per imporre un candidato piddino anche alla Provincia. Dal momento che il presidente uscente ha fatto bene va riconfermato, altrimenti — nei fatti – si fa un favore al centrodestra: si dice implicitamente che i cittadini fanno bene a votare per “loro”, perché si “esprime un giudizio negativo sull’operato di quel presidente, della sua giunta e della maggioranza che lo ha sostenuto in Consiglio nei cinque anni di mandato”. Il Pd, tuttavia, sembra abbia intenzione di farle le primarie, se del caso anche di partito e non di coalizione, il che potrebbe voler dire arrivare a un primo turno in cui il Pd va da solo. In più, sempre oggi, Luisa Bossa con una lettera al Corriere del Mezzogiorno, per chi non se ne fosse accorto, ci spiega il coraggio e l’innovazione di Walter. Infine, per il professor Luigi La Bruna questo rinnovamento è «arrugnato»...

Il «celolunghismo» di Morando dovrebbe indignare le donne del Pd

venerdì 21 novembre 2008

"Scelta in dissenso dal partito dettata da motivi di coscienza"

Luisa Bossa, deputata del Pd, ha espresso il suo voto contrario in Aula alla Camera, in dissenso dal suo gruppo, al decreto legge per la partecipazione dell'Italia alla missione Ue in Georgia. "La mia scelta - ha spiegato in Aula - è dettata da motivi di coscienza: sono infatti convinta che le guerre si sconfiggono preparando la pace e la pace si prepara aumentando le spese per la cooperazione internazionale e diminuendo quelle degli armamenti. Gli squilibri mondiali devono essere affrontati aiutando i paesi poveri ad uscire dalle loro prigioni e che non c`è profitto che tenga di fronte ai milioni di bambini che muoiono di fame anche grazie ai nostri modelli di vita e ad uno sviluppo distorto che nessuno ha voglia di raddrizzare".

lunedì 17 novembre 2008

“Quale scuola dopo la riforma?”

Piano di Sorrento – “Quale scuola dopo la riforma?”. E’ l’incontro organizzato alla Biblioteca comunale dal PD. Al dibattito, previsto per oggi, parteciperanno l’On. Luisa Bossa, l’assessore provinciale Pietro Sagristani e l’On. Salvatore Piccolo, modera il segretario dei democratici Luigi Pontecorvo.

Il parcheggio di Piano di Sorrento

venerdì 24 ottobre 2008

Pd e Sd, scontro in aula per un seggio

Regione Campania - C’è un seggio conteso in consiglio regionale. Se lo giocano Franco Salvatore (Pd) e Marcello Chessa (Sd): entrambi furono candidati con i Ds ma solo uno potrà subentrare a Luisa Bossa, eletta deputato. Ieri, in aula, il caso è esploso. Ma andiamo con ordine. Il primo dei non eletti è Salvatore, al quale il 15 settembre scorso il Consiglio ha contestato una incompatibilità: è presidente del Ceinge, società controllata dalla Regione. Entro un mese, Salvatore avrebbe dovuto produrre le controdeduzioni ma una sua nota è pervenuta solo ieri mattina. Nella nota, il professore sostiene di non essere incompatibile e chiarisce il suo rapporto con il Ceinge. Fatto sta che l’aula rinvia il voto. Provocando la reazione di Angelo Giusto (Sd): «Chi è incompatibile deve essere fuori dal Consiglio. Fra l’altro la nota è irricevibile perchè pervenuta oltre i termini di legge». La giunta per le elezioni torna a riunirsi e decide che il Consiglio deve esprimersi. L’aula a quel punto vota l’incompatibilità. Salvatore ha ora quindici giorni di tempo per decidere: o lascia il Ceinge o rinuncia al seggio. Se non deciderà, l’aula lo dichiarerà decaduto spianando la strada a Chessa che tornerebbe in Consiglio aderendo al gruppo di Sd che passerà così da due a tre consiglieri.

lunedì 28 luglio 2008

Bossa: «Caro Bassolino, non puoi liquidare Nicolais»

«Antonio parli per sè. Se ritiene che è tempo di mettersi da parte, si metta. Certo, però, non può dire agli altri che cosa fare, tantomeno a Luigi Nicolais». Luisa Bossa, ex sindaca di Ercolano, parlamentare del Pd, replica a Bassolino. Venerdì il governatore, in una intervista televisiva, aveva detto: «Largo ai giovani. Nicolais in questo momento assolve a un dovere, ma poi rinnovamento». Parole che vanno inquadrate nelle schermaglie che da tempo contrappongono il presidente della giunta e l'ex ministro dell'Innovazione. Bassolino e i suoi sospettano che ci sia la vendetta del docente, estromesso dalla giunta, dietro molte delle critiche che piovono sul governatore. Contestano inoltre che il segretario provinciale del Pd sia davvero un alfiere del rinnovamento e, a riprova di ciò, citano il sostegno determinante che ha ottenuto da Pasquale Sommese, il signore delle preferenze, ex Margherita, nella corsa alla segreteria provinciale. «Anche i bassoliniani hanno provato ad allearsi con Sommese perchè sostenesse Andrea Cozzolino», replicano però alcuni dei fedelissimi di Nicolais. «Nei giorni del congresso », aggiungono, «abbiamo assistito alle pressioni di Bassolino, si era all'imbarco degli aliscafi vicino alla stazione marittima, affinché Sommese appoggiasse l'assessore regionale alle Attività Produttive». In questo scenario interviene Luisa Bossa, che traccia una disamina impietosa dello stato di salute del suo partito. Quali i sintomi della malattia del Pd che annoterebbe il dottor House, l'unico il quale, secondo Enzo Amendola, l'ex segretario campano dei Ds, potrebbe curare l'ammalato Pd? «Balbuzie, personalismo, mancanza di fantasia e scarsa reattività. È un partito balbuziente perché non riesce ad imboccare una linea, una strada maestra. Si va a tentoni, non si trova un linguaggio chiaro tra di noi e verso l'esterno. È una forza politica afflitta dal personalismo. Non l'unica, certo, perché se si guarda al centrodestra non stanno messi meglio, nè in Campania, nè a livello nazionale. Non è però motivo di consolazione. La stessa contrapposizione per la segreteria provinciale si è giocata più sulle persone, sui calcoli delle tessere che sulle prospettive». Arriviamo così alla scarsa fantasia. «Esatto. Una forza di sinistra non può limitarsi a gestire l'esistente. Deve interpretare i bisogni e, possibilmente, anche i sogni della società, particolarmente dei settori più deboli di essa. La sinistra deve muoversi in una logica di progresso, di trasformazione dell'esistente. Altrimenti che sinistra è?» Il quarto sintomo rilevato dal dr House-Bossa: scarsa reattività. Come lo descriverebbe nella cartella clinica del Pd? «E' l'incapacità di trarre da una batosta elettorale la lezione per cambiare strategia e gettare le basi della rivincita. Siamo come un pugile che è andato a terra e, invece di rialzarsi, continua a contemplarsi le ferite ». Dopo la diagnosi, la cura. Quale terapia per il Pd? «E' fondamentale che questo partito si radichi nella società. Dobbiamo essere presenti nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle scuole con proposte forti, visibili, alternative a quelle della destra. In questa prospettiva, decadrebbe anche la sterile contrapposizione tra gli uomini, si sgonfierebbero i personalismi. quando la politica, nel senso nobile della parola, tramonta, si rafforzano le beghe e le clientele». (Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno)

Regione Campania - Villari accusa: «C’è chi cerca solo visibilità in vista delle regionali. Così perderemo»

venerdì 25 luglio 2008

A Luisa Bossa subentra Chessa, e bagarre per il capogruppo

Regione Campania - Nel gioco delle sostituzioni dei consiglieri regionali eletti parlamentari, il Partito democratico perderà un consigliere, passando dagli attuali venti a diciannove. Il primo dei non eletti dietro la neo-deputata Luisa Bossa è Franco Salvatore. Ma il professore di Biochimica umana alla facoltà di Medicina e chirurgia della Federico II è ineleggibile in quanto presidente e direttore scientifico del Ceinge, il centro di biotecnologie avanzate di cui la Regione è socia al 60 per cento. In pratica, Salvatore avrebbe dovuto lasciare il Ceinge al momento della candidatura. Tocca dunque al secondo dei non eletti. Che è Marcello Chessa, candidato dei Ds ma che non ha aderito al Pd scegliendo la Sinistra democratica, che passerebbe così da due a tre consiglieri. Si riunisce stamane il gruppo del Pd. All’ordine del giorno le dimissioni di Mario Sena. Alla riunione parteciperà anche il segretario regionale Tino Iannuzzi che in settimana ha avuto una serie di consultazioni per cercare una soluzione quanto più condivisa possibile. Stando alle notizie di ieri, un accordo unitario appare complesso. Resta aperta la possibilità che Sena possa ritirare le dimissioni, ma solo se dovesse riscontrare di avere la fiducia dei consiglieri, a partire dal riconoscimento del lavoro svolto finora. Tuttavia, non è da escludere che possano spuntare nuove candidature. Difficile che la soluzione venga posticipata a dopo la pausa estiva così come appare remota una fase di transizione affidata ai tre componenti del direttivo: Peppe Russo, Felice Iossa, Pietro Ciarlo. E se l’outsider fosse proprio uno dei tre? (Il Mattino)

venerdì 27 giugno 2008

Pd, la Bossa insiste per Cennamo

Provincia di Napoli - Responsabilità è la parola d’ordine, eppure il nome per la soluzione unitaria non si trova, in un gioco di veti incrociati. Si ripete lo stesso film delle primarie del 14 ottobre 2007, ma con profonde differenze. Rileva il parlamentare Salvatore Piccolo: «Di fronte alla grande partecipazione di tanti erano in campo delle proposte politiche differenti. Ora no: abbiamo un partito che non può permettersi ulteriori lacerazioni. Adesso c’è bisogno di tanto buon senso per accelerare il percorso e trovare un’intesa». La pensa così il consigliere regionale Pasquale Sommese, che a ottobre era in Campania democratica e invita a ricordare la contrapposizione che spaccò l’assemblea provinciale fra Cortese e Giammattei: «Bisogna evitare lo scontro, fu l’appello che facemmo allora e che mi sento di ripetere adesso. Dobbiamo avere la consapevolezza che quella fu un’esperienza negativa, tant’è che poi abbiamo avuto dei risultati poco lusinghieri alle elezioni. Ecco perché vanno ritrovati equilibrio e intelligenza». Più ottimista appare Luisa Bossa, che continua a credere fortemente nelle chance del ”segretario di garanzia” Aldo Cennamo: «La storia, la conoscenza del territorio, l’autorevolezza, la capacità in organizzazione ne fanno il candidato ideale. È conosciuto e apprezzato a Roma. Manca ancora qualche ora. C’è la possibilità concreta di arrivare all’accordo su Cennamo». Sul senso di responsabilità insiste anche il senatore Riccardo Villari: «Occorre buon senso, perché qui c’è il rischio del commissariamento. Non si possono ripetere le liturgie del 14 ottobre, riunendo intorno ad un tavolo le stesse divisioni di allora». (cor.cas. il Mattino)

venerdì 18 aprile 2008

La sinistra ...

Continua, su tutti i quotidiani il dibattito interno al Pd, senza grandi novità sulle alleanze e sulle primarie in Campania. Luisa Bossa, appena eletta e da buona veltroniana della prima ora, incarna l´anima di chi non vuole ripensamenti sulle alleanze e preme sull´acceleratore delle primarie. Insomma Bossa vede la spina già staccata alla Regione Campania. «Io comunque - aggiunge - ho già chiesto alla Giammattei (coordinatrice provinciale) di lanciare queste benedette primarie: bisogna ancora distribuire il certificato di iscrizione al partito». Il più incavolato di tutti è Pasquale Sommese (foto), che sostiene la necessità di costituire i circoli territoriali del Pd prima di andare alle primarie. Invece a sinistra il geniale Corrado Gabriele – dice - "bisogna rimontare subito in sella" e pensa ad un nuovo partito si chiamerà “La sinistra”…

domenica 23 marzo 2008

Elezioni, i candidati si sfidano sul web

Veltroni resta indietro. Il suo "I care" è roba da preistoria, Luigi Nicolais lo ha ufficialmente mandato in soffitta ieri con il nuovo slogan "I share Nicolais". Con questo augurio alla condivisione dei destini elettorali il ministro ha messo in rete proprio ieri il suo sito web, non privo di altre novità come lo "shotcode", il codice a barre che permette di collegarsi direttamente al sito senza digitare l´indirizzo Url. Innovazione, dunque, come da competenza ministeriale, e Nicolais vince così la corsa alla tecnologia elettorale. Prima di lui erano arrivate sotto l´ala del web due donne del Pd, Luisa Bossa e Maria Fortuna Incostante. La prima ha un po´ rimodernato il suo sito di consigliere regionale, mantenendo però l´icona di copertina, il suo primo piano con indice pensoso alla bocca. La Incostante invece si è prodotta in un sito nuovo di zecca, all-green veltroniano e scritte similstudentesche su fogli a quadretti. Molto veltroniano anche Alfonso Andria, con un richiamo al bus verde del leader, una sua foto dagli scranni di Strasburgo e il link alla "Andria web tv". Aggiornata anche Annamaria Carloni, eccezion fatta per un colore dominante giocato sul registro del giallorosso, con il verde veltroniano relegato a un link sulla maglietta con le versioni poliglotte del "Si può fare". (Tratto da Repubblica)

Pdl, campagna sonnolenta "Ma dopo Pasqua si cambia"
Napolionline - la citta vista da dentro - domenica 23 marzo 2008