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giovedì 23 aprile 2009

Siamo donne …

Luisa Bossa deputato Pd e componente della commissione antimafia rispedisce al mittente il protocollo “col trucco”sulla legalità annunciato da Luigi Cesaro. «Decalogo - incalza la Bossa - scritto e sbandierato solo per darsi una patente di credibilità, solo per avere un lasciapassare a cui si cerca un´adesione per siglare una tregua su temi che si vorrebbe depennare dalla campagna elettorale e di cui invece si dovrà parlare a lungo con chiarezza e senza finzioni». Accuse che scaldano una campagna elettorale per la Provincia finora fredda. Sul versante Europa, quest’oggi dal Corriere del Mezzogiorno interviene Rosetta D’Amelio, ex sindaca di Lioni ed ex assessora regionale alle Politiche sociali che, dice la sua sulla candidatura al Parlamento euro­peo dell’ex collega di giunta Andrea Cozzolino, che, dopo l’indicazione del Pd, resta al suo po­sto di responsabile delle Attività produttive e dell’Agricoltura. All’inizio del 2008 quando cir­colò il suo nome come probabile candidata alla Camera, la D’Amelio rassegnò le dimissioni dal­l’esecutivo regionale guidato da Antonio Basso­lino. Lo stesso fecero Teresa Armato, responsa­bile dell’università, e Marco Di Lello, delegato al turismo, imitati, successivamente, anche da Enzo De Luca, titolare dei lavori pubblici. Ma, a differenza degli altri tre, l’ormai ex delegata al­le politiche sociali non trovò spazio in lista. In­tanto, il suo posto in giunta era stato occupato dall’attuale assessora Alfonsina De Felice. Cozzolino, intanto, prende tempo.

venerdì 18 gennaio 2008

Verso il rimpasto

Regione Campania - Mercoledì pomeriggio, poche ore dopo gli arresti dei loro colleghi dell'Udeur Andrea Abbamonte e Luigi Nocera, alcuni assessori regionali, tra i quali la titolare della delega alle Politiche sociali Rosa D'Amelio, erano pronti a dimettersi. Ma sono stati frenati dal governatore Antonio Bassolino e, soprattutto, da «un invito» romano a soprassedere. Lo ha raccontato la stessa D'Amelio ieri ai consiglieri regionali del Partito democratico riuniti per l'analisi della situazione politica, dopo l'ulteriore complicazione rappresentata dal caso-Udeur. L'ipotesi dello scioglimento anticipato dell'assemblea non è stata presa in considerazione. A frenare i consiglieri, oltre alle considerazioni di ordine strettamente politico, anche la consapevolezza della difficoltà di una campagna elettorale da preparare in tempi brevi e, soprattutto, da affrontare col vento contrario. E così, si è cercato di immaginare una prospettiva per una maggioranza numericamente autosufficiente