Nella notte di ieri, dopo una seduta fiume, la quarta commissione (Urbanistica) ha dato il via libera al Piano Casa che approderà in aula mercoledì prossimo. L'approvazione è avvenuta all'unanimità dei presenti. Il presidente della commissione interessata, Pasquale Sommese dice: “Il testo che abbiamo approvato è una legge che può contribuire a superare il difficile momento di crisi economica, tutelando il territorio, il paesaggio e le zone ad alto rischio sismico e vulcanico dentro la cornice del Ptr, coinvolgendo pienamente le autonomie locali, ridefinendo i criteri delle aree degradate. Inoltre è stato aggiunto un ulteriore comma che proroga la tanto attesa legge dei sottotetti”. Ma sinistra e ambientalisti non sembrano per nulla rincuorati e parlano di “sciagurata deregulation che affida la trasformazione delle nostre città alla proprietà fondiaria”. Il consigliere regionale Paolo Romano Pdl, invece, afferma attraverso una nota. "Più che il metodo di lavoro e di raccordo e sintesi sbandierato dal Presidente della Commissione Urbanistica, che anche questa volta tratta la sostanza come fosse un dettaglio, l'approvazione del Piano Casa in Commissione la si deve al senso di responsabilità politica, del Pdl. Del centrosinistra, in commissione, c'erano infatti solo alcuni componenti del Pd e dello Sdi, oltre ai nostri. Dunque, checché se ne dica, senza il Pdl, che ha davvero garantito con la sua presenza e le sue proposte un contributo qualificato nell'esclusivo interesse dei cittadini, il testo non avrebbe mai potuto vedere la luce. La conferma di tutto questo la riavremo in Aula laddove, siamo certi, riemergeranno prepotentemente tutte le divisioni e le spaccature di una coalizione politica sulla quale la Campania, ancora una volta, non potrà fare affidamento. Se l'esame e l'approvazione del Piano Casa andranno a buon fine non lo si dovrà certo al centrosinistra".
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sabato 26 settembre 2009
Le mani sulla regione… è merito del PDL
Nella notte di ieri, dopo una seduta fiume, la quarta commissione (Urbanistica) ha dato il via libera al Piano Casa che approderà in aula mercoledì prossimo. L'approvazione è avvenuta all'unanimità dei presenti. Il presidente della commissione interessata, Pasquale Sommese dice: “Il testo che abbiamo approvato è una legge che può contribuire a superare il difficile momento di crisi economica, tutelando il territorio, il paesaggio e le zone ad alto rischio sismico e vulcanico dentro la cornice del Ptr, coinvolgendo pienamente le autonomie locali, ridefinendo i criteri delle aree degradate. Inoltre è stato aggiunto un ulteriore comma che proroga la tanto attesa legge dei sottotetti”. Ma sinistra e ambientalisti non sembrano per nulla rincuorati e parlano di “sciagurata deregulation che affida la trasformazione delle nostre città alla proprietà fondiaria”. Il consigliere regionale Paolo Romano Pdl, invece, afferma attraverso una nota. "Più che il metodo di lavoro e di raccordo e sintesi sbandierato dal Presidente della Commissione Urbanistica, che anche questa volta tratta la sostanza come fosse un dettaglio, l'approvazione del Piano Casa in Commissione la si deve al senso di responsabilità politica, del Pdl. Del centrosinistra, in commissione, c'erano infatti solo alcuni componenti del Pd e dello Sdi, oltre ai nostri. Dunque, checché se ne dica, senza il Pdl, che ha davvero garantito con la sua presenza e le sue proposte un contributo qualificato nell'esclusivo interesse dei cittadini, il testo non avrebbe mai potuto vedere la luce. La conferma di tutto questo la riavremo in Aula laddove, siamo certi, riemergeranno prepotentemente tutte le divisioni e le spaccature di una coalizione politica sulla quale la Campania, ancora una volta, non potrà fare affidamento. Se l'esame e l'approvazione del Piano Casa andranno a buon fine non lo si dovrà certo al centrosinistra".
lunedì 14 settembre 2009
Pasquale Sommese: basta con il braccio di ferro su Bassolino, il Pd parli di programmi
«Il Partito democratico deve guardare con attenzione alle esigenze dell’area moderata, perché altrimenti si rischia una notevole emorragia di consenso», è il monito del consigliere regionale Pasquale Sommese. «D’altra parte, già prima delle Provinciali – dice – avevo sollecitato il partito a guardare all’Udc e a formare più liste di appoggio. Non sono stato ascoltato ed è finita come poi si è visto…». D’altra parte, però, sembra che le idee nel Pd non siano troppo chiare se è vero che il dibattito pre-congressuale si è ridotto ad una sorta di duello tra avversari e sostenitori di Bassolino… «Io penso che si debba uscire da questa polemica, altrimenti a farne le spese sarà solo la nostra credibilità. Personalmente, sono stato molto critico verso certi aspetti della gestione, basti pensare alle questioni legate alle società miste e alle consulenze. Ma è chiaro che, in questo momento, qualsiasi scontro, formato su pregiudizi e rancori, non farebbe altro che acuire divisioni interne». Lei sostiene a livello nazionale Franceschini e in Campania il candidato della mozione Bersani, Amendola. Fatto, questo, che ha aperto un altro fronte di tensione con accuse di trasformismo più o meno esplicite… «Premesso che le tre soluzioni in campo non sono quelle che avevo immaginato, credo che Amendola sia quella che può dare le risposte alle istanze dei territori. O, almeno, me lo auguro. Diversamente, si aprirebbe una fase difficile e dagli sviluppi anche imprevedibili». Ma se i moderati dovessero risultare sempre più emarginati, come lei ha denunciato più volte, potrebbe guardare al Grande Centro che evoca Casini? «No, ma ci sarebbe il rischio di perdere molti voti. D’altra parte, che ci sia un problema è evidente. basti guardare a quanto è successo nel mio caso alle Europee: De Castro in Europa, Tedesco in Parlamento. Evidentemente c’è una doppia morale». Per le Regionali del prossimo anno ritiene che si debba proseguire nella ricerca di un accordo con l’Udc? «Sì, ne sono convinto. Anche perché lo scenario, il prossimo anno, potrebbe presentare diversi motivi di interesse. E per questo bisogna proseguire nel dialogo con il partito di Casini, perseguendo una politica delle alleanze oculata e basata su una piattaforma programmatica ben delineata». (di Mario Pepe da il Roma)
sabato 29 agosto 2009
Riesplode il caso delle tessere: «Non volevano iscrivermi»
La denuncia di un militante non bassoliniano. Sommese: «il Pd? sembrano i Ds». Amendola promette: recuperare il centroNel Pd campano riesplode il caso del tesseramento gonfiato, e i sospetti tornano ad alimentarsi. Quello che è ancora più inquietante è che persino un esponente di spicco del partito come Leonardo Impegno, tra l’altro candidato alla leadership regionale, non si periti di dolersi pubblicamente dell’incresciosa faccenda ammettendo così di candidarsi alla guida di un partito che nei fatti, almeno in questa regione, non esiste. «Qui in Campania - afferma infatti il pupillo di Franceschini - il Pd è un partito che ancora non esiste, tant’è che risultano ben 120 mila iscritti ma nella realtà ci sono persone che fanno fatica anche solo a tesserarsi». A sostegno delle sue affermazioni, Impegno fa pure nomi e cognomi: «Si tratta di un mio sostenitore, Alfonso De Stefano, responsabile del gruppo Semplicemente Democratici in Campania». «Ci ho messo più di 20 giorni per avere la mia tessera - conferma De Stefano - perchè in ogni circolo in cui mi sono recato o non ho trovato il responsabile del tesseramento o addirittura la porta chiusa. Alla fine però mi sono rivolto alla segreteria provinciale e lì mi hanno fatto la cortesia di concedermi la tessera prima della scadenza del 21 luglio in vista del congresso». Ma nel Pd i malumori di fine estate non si fermano alle tessere. Qualche mugugno infatti arriva pure dall’area moderata del partito con Pasquale Sommese (foto). Il consigliere regionale ex margherita, dopo aver sentito Franceschini parlare al Borgo Marinari lamenta: «Vedo che continua a parlare una sola voce» dice, riferendosi all’area degli ex ds, da cui invero provengono più o meno tutti gli aspiranti segretari regionali oltre allo stesso Impegno. Ma sul punto una rassicurazione arriva dal candidato dell’area Bersani Enzo Amendola, al quale Sommese conferma il sostegno al congresso regionale: «Noi lavoriamo ad un programma per recuperare terreno verso il centro». (at il Roma)
giovedì 6 agosto 2009
Pd, Sommese con Amendola
Altro strappo nell´area Franceschini: il consigliere regionale va con il candidato di Bersani Sommese ha scelto Amendola. L´ultimo incerto fra i “grandi elettori” nel Pd campano, il consigliere regionale forte di 94 mila voti alle ultime elezioni europee, scioglie la sua riserva. Lo fa senza pronunciarsi apertamente, senza mai citare Leonardo Impegno e lanciando viceversa un appello al suo candidato preferito: stesso metodo adottato nei giorni scorsi dagli altri “dissidenti” dell´area Franceschini, vale a dire coloro i quali stanno con una mozione al congresso nazionale (Piccolo, Mosella, Cuomo e i sindaci dell´area moderata) e con il rappresentante di quella avversaria in campo regionale. «Vorrei che Amendola», dice Sommese, «chiarisca quali sono le alleanze che immagina per le prossime elezioni regionali; quale ruolo e funzione pensa per una concreta valorizzazione delle autonomie locali, e attraverso quali percorsi intende avvicinare quel vasto mondo dell´associazionismo cattolico e quei partiti e parti sociali che hanno una forte assimilabilità con la nostra anima popolare». Come con Piccolo e Mosella, Amendola accoglie l´appello dopo qualche ora: «Sarà mia intenzione presentare la candidatura con spirito inclusivo e lavorando sodo sui contenuti». Sommese sente «di interpretare il sentimento di una vasta area del Pd che non è per nulla affascinata da una estenuante battaglia congressuale». Tre candidature (c´è anche Franco Vittoria, per la mozione Marino) gli sembrano troppe, e pure lui si sbarazza del «rischio di un aspro confronto troppo incentrato sul dualismo bassolinismo-antibassolinismo». Dunque stanno tutti insieme gli avversari di una volta: da Mazzarella a Piccolo, da De Luca a Bassolino, da Montemarano a Sommese. Sostegno anche dai giovani Di Marzio e Falcone, che si svincolano dall´area Nicolais, e attraverso «il progetto di Letta all´insegna delle parole futuro, merito e modernità» vanno al congresso schierandosi con Bersani e Amendola, al quale chiedono però «una più accentuata autonomia politica e indipendenza di scelte strategiche». (di an. car. da la Repubblica Napoli)
mercoledì 17 giugno 2009
Gruppo PD punta a coalizione ampia dal centro alla sinistra
Regione Campania - Costruire un'ampia coalizione, dal centro alla sinistra, per affrontare adeguatamente le prossime scadenze politiche. E' il primo punto su cui i componenti del gruppo regionale campano del Pd hanno trovato un'intesa nel corso di una riunione indetta nel pomeriggio dopo le sollecitazioni di Pasquale Sommese che ha insistito per un confronto interno dopo l'esito deLle europee e il rimpasto (fatto ieri) in giunta dal Presidente Bassolino. Una nota a firma del capogruppo Pietro Ciarlo riferisce che i componenti il gruppo hanno concordato anche di ''definire un programma per il prossimo anno di lavoro del Consiglio regionale che verta su decentramento, legge sul turismo, normativa sulla casa e sulla valorizzazione delle esigenze dei territori''. Fra gli impegni messi in agenda anche un incontro con il segretario regionale del Partito Democratico, Tino Iannuzzi (impegnato a Montecitorio) ed il governatore Bassolino ''per chiarire e mettere a fuoco le tematiche in discorso''. Il gruppo, conclude la nota, ''ha stigmatizzato l'inconsueta applicazione della legge elettorale europea che sembrerebbe penalizzare il Sud e le isole nella ripartizione dei seggi''. (Asca) Pd, la corsa mancata dei quarantenni
domenica 14 giugno 2009
Sommese punta all’Europa: «Ci andrò al posto di Pittella»
«Gianni sarà governatore in basilicata»Provincia di Napoli - Dopo i ballottaggi si aprirà la partita per la definizione del nuovo segretario provinciale del Partito democratico. In corsa, secondo quanto riferisce Il Velino, ci sarebbero Enzo Amendola, ultimo segretario regionale dei Ds, e presidente di Red, associazione vicina alle posizioni di Massimo D’Alema, e Massimiliano Manfredi, dirigente nazionale del partito. Una partita tutta da definire, anche perché si tratta di rumors visti gli ottimi rapporti che intercorrono tra i due potenziali candidati. E comunque molto conteranno anche gli equilibri interni al Pd napoletano, con le diverse correnti che si confronteranno per arrivare all’individuazione, se possibile, di un candidato unitario. Intanto, nella segreteria nazionale dei Giovani democratici entrano Giuseppe Razzano, da Maddaloni, come responsabile comunicazione del partito, e Carlo Pedata, da Sant’Antimo, che ha avuto la delega alle politiche del Mezzogiorno. E Michele Grimaldi, segretario regionale, afferma che «la nomina, con due deleghe di rilievo, di due ragazzi campani che hanno meno di trent’anni nella segreteria nazionale dei Giovani democratici è la dimostrazione della centralità della nostra regione nell’organizzazione dei Giovani democratici e nel Partito democratico, anche a livello nazionale». (Il Roma)
sabato 16 maggio 2009
Sottotetti abitabili, c'è il primo sì
Testo licenziato in quarta commissione. Protesta Idv: Seduta lampo, tutto da rifareRegione Campania - Passa all'esame della quarta Commissione (Urbanistica) la legge sul recupero dei sottotetti. "Poche regole certe - spiega il presidente dell'organismo consiliare, Pasquale Sommese - per consentire a chi possiede un sottotetto di poterci abitare tranquillamente". Innanzitutto l'edificio in cui è situato il locale deve essere in parte o tutto destinato ad uso abitativo. Il sottotetto deve essere stato realizzato legittimamente o, se realizzato abusivamente, deve essere stato sanato. Ma non sono mancate le polemiche. Giuseppe Maisto dell'Idv riferisce di un vero e proprio blitz compiuto in commissione, "con un via libera arrivato solo in 20 minuti e dopo che la seduta era stata sconvocata per mancanza del numero legale".
giovedì 9 aprile 2009
Meno oneri per i Comuni
Regione Campania - La commissione Urbanistica regionale, presieduta da Pasquale Sommese, ha approvato all’unanimità la legge che dispone la determinazione degli oneri di urbanizzazione. Il provvedimento aggiorna tabelle che in Campania erano ferme da venti anni e pertanto consentirà ai Comuni maggiori introiti da reinvestire in nuove infrastrutture. La normativa, che ha ottenuto il via libera al termine di un lungo e articolato dibattito,stabilisce alcune previsioni di riduzione degli oneri per alcune tipologie di intervento (ad esempio, nei centri antichi, nei centri storici e per gli interventi di edilizia sostenibile) e prevede aggiornamenti periodici delle tabelle ogni cinque anni. Alla legge sono allegate le norme tecniche di determinazione degli oneri, il regolamento in base al quale verranno calcolati gli importi.
sabato 28 marzo 2009
Guerra di liste
È alta tensione nel Pd. Da Repubblica Napoli, si apprende che il motivo è il numero di liste per le Provinciali. Il tavolo della riunione decisiva, giovedì sera, è stato abbandonato in anticipo dal consigliere regionale Sommese e dal deputato Cesario, in segno di protesta verso il "no" di Morando alla loro proposta: la "lista dei territori". I cattolici vorrebbero metterla in campo accanto a quella col simbolo Pd e quella del presidente. Morando è contrario. Uno stop che ora spinge Sommese a far balenare aria di rottura. «Sono sempre più convinto della necessità di un´iniziativa del genere. Morando ha una sua convinzione, io proseguo». Prosegue, ma Morando potrebbe non autorizzarla. «Alla fine comprenderà. Altrimenti sarò costretto ad andare avanti lo stesso, chiedendo che sia il candidato Nicolais a farne comprendere le ragioni». E se pure Nicolais si opponesse? Sommese replica: «Da solo non sono niente, rappresento la voce dei territori. Riunirò i rappresentanti. E a quel punto si può arrivare a qualunque decisione». Anche correre da soli con un proprio candidato alla presidenza? «Non lo escludo». In queste ore, invece, secondo indiscrezioni raccolte da «Il Velino», Rifondazione Comunista sta puntando alla candidatura di Raffaele Carotenuto alla presidenza della Provincia di Napoli, che ha più volte precisato di voler correre da sola alle provinciali cioè fuori dalla coalizione che sosterrà Luigi Nicolais. A ventiquattr'ore dalla direzione nazionale del Prc di sabato a Roma chiamata a decidere il nome del commissario da inviare a Napoli per sbrogliare l'impasse creatosi dopo la scissone con i vendoliani. Carotenuto, capogruppo comunale di Rifondazione, risponderebbe all'identikit tracciato dal segretario nazionale Paolo Ferrero: fuori dagli incarichi di gestione negli ultimi anni di governo, ma in grado di compattare il partito che pure aveva pensato nelle scorse settimane alla candidatura dell'ex senatore Tommaso Sodano. «Sì, è vero – commenta lo stesso Carotenuto – ho ricevuto sollecitazioni soprattutto da mondo associativo, del volontariato e professionale: dobbiamo ragionare nel partito tutti insieme».Bassolino: Veltroni mi ha sfidato Quel duello per me è un mistero
venerdì 27 febbraio 2009
Prc contrari alle primarie
Provincia di Napoli - La bozza di regolamento delle primarie è pronta. Domenica sarà ufficialmente sottoscritta da Pd, Verdi, Mps, Sd e Partito socialista. Il Prc (Adnkronos) fa sapere che è contrario alle primarie per stabilire il candidato del centrosinistra alle elezioni provinciali a Napoli. E' l'orientamento emerso dalla riunione della segreteria nazionale del partito che, per bocca del leader Paolo Ferrero, ha fatto sapere di essere contraria alla proposta avanzata dal Partito Democratico. "Come abbiamo detto più volte -ha dichiarato Ferrero alla Camera- a Napoli serve un atto di discontinuità. Per questa ragione abbiamo deciso che non parteciperemo alle primarie. Questa ci sembra la scelta più limpida da fare". Quanto alle primarie - dal Mattino - resta aperta l’ipotesi di una seconda candidatura interna al Pd. Non è escluso che sia un giovane estraneo alla dirigenza del partito, il cui nome possa emergere dall’assemblea giovanile promossa da Nicola Corrado che si terrà il 7 marzo a Castellammare. Tuttavia, nel Pd c’è fibrillazione. Anche sulle primarie. «Mi sembra tutto così assurdo e surreale. Mentre dall’altro lato c’è un candidato in campo già da due mesi - dice Pasquale Sommese - noi dobbiamo aspettare il 22 marzo per decidere se Nicolais sarà il nostro candidato. E fino al 22 marzo Nicolais cosa farà? Parlerà a titolo personale? Le primarie avevano un senso due, tre mesi fa, non ora. Come se avessimo la vittoria già in tasca ci trastulliamo in queste inutili liturgie. Ma la vittoria non è affatto certa, anzi. E la conferenza programmatica di sabato? Sui manifesti ci sono i nomi di Morando e D’Alema. E dov’è il candidato? La conferenza poteva essere l’occasione per lanciare Nicolais e invece sabato presentiamo il programma di Morando e D’Alema perchè il candidato non c’è ancora. O, meglio, c’è ma non possiamo dirlo».
mercoledì 11 febbraio 2009
Scala risponde a Sommese: ma quale alleanza sbilanciata a sinistra?
"Resto senza parole". Questa l'affermazione del consigliere regionale SD Tonino Scala rispetto ad alcune dichiarazioni rilasciate dal consigliere del Partito Democratico Pasquale Sommese su presunte alleanze sbilanciate a sinistra. "Vorrei sapere - continua Scala - dove, come e quando. Vorrei ricordare al collega Sommese che il solo rappresentante di sinistra che abbiamo è il Presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, ed anche in questo caso si è pensato di ritener chiusa la sua esperienza e pensare ad altri nomi da candidare per la prossima tornata elettorale". Da parte sua, Scala continua a chiedersi dove siano state intraviste queste alleanze segnalate da Sommese. "Il Partito Democratico, con la sua scelta autoreferenziale, in questi mesi ha distrutto rapporti ed alleanze pensando di poter fare da solo e adesso invoca alleanze. In Consiglio Regionale – commenta Scala- soltanto una settimana fa abbiamo dato vita ad un patto tra i consiglieri di Sinistra Democratica, Verdi, Socialisti e Movimento per la Sinistra. Dieci consiglieri regionali che hanno scelto di lavorare insieme per riprendere il filo del rapporto interrotto con gli elettori dando vita ad un patto di fine legislatura. Quattro forze politiche che intendono lavorare sul terreno della politica senza rivendicare incarichi o altro. Se il Pd pensa che la politica si possa fare occupando ogni spazio ed ogni casella siamo completamente fuori pista. Prima di farneticare su presunti ed inesistenti sbilanciamenti a sinistra - conclude il consigliere SD - puntiamo a costruire un programma credibile su punti chiari e precisi per un nuovo e rinnovato centro sinistra". (Simone Rocco StabiaChannel.it) Primarie, Nicolais aspetta i suoi avversari
mercoledì 4 febbraio 2009
Sommese: morte inspiegabile, era fuori dai giochi della politica
«Una famiglia stimata, una persona fuori dai giochi della politica. Per tutti noi si tratta di una morte inspiegabile». A tracciare un ricordo del consigliere comunale ucciso a Castellammare di Stabia è Pasquale Sommese, consigliere regionale del Pd molto votato nella zona del Vesuviano. «Era stato manager della Sector - ricorda - ma quando la ditta fallì aprì un negozio di abbigliamento. Si avvicinò alla politica per prendere il posto del fratello». «Politicamente non era vicino a me - dice - due anni fa al congresso cittadino presentò una lista autonoma opposta alla mia e da allora ha assunto posizioni autonome nel partito segnalandosi peraltro per certe tesi culturalmente berlusconiane, a differenza del fratello Giovanni che era organico alla Margherita. Lui no. Lui stesso - prosegue Sommese - non faceva mistero di certe sue simpatie berlusconiane pur stando nel Pd» (Il Mattino.it)
"Esprimo sdegno e profondo dolore per il barbaro agguato eseguito con modalità che appaiono di stampo camorristico, che ha stroncato con inaudita violenza la vita di Antonio Tommasino, consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia. A nome mio e del Pd regionale esprimo commossa solidarietà e vicinanza alla famiglia colpita da questo agghiacciante e gravissimo crimine. Occorre una ferma ed immediata risposta da parte dello Stato. E’ necessario che la magistratura e le forze dell’ordine assicurino con la massima rapidità alla giustizia gli autori di questo delitto che suscita tanto allarme, sconcerto e dolore". Lo dichiara Tino Iannuzzi, segretario regionale del Pd della Campania.
"Un agguato efferato, una pagina di orrore della camorra". Walter Veltroni commenta così l'assassinio di Gino Tommasino. Il segretario del Pd, che ha espresso "solidarietà e affetto alla famiglia" del politico, ha sottolineato: "Stroncare la camorra, metterla in condizione di non fare più assassinii, di non pesare più nella vita del Paese, deve essere un compito di tutte le forze politiche". (Adnkronos)
giovedì 29 gennaio 2009
Provinciali, il centrosinistra fa quadrato su Di Palma
Avviare un percorso unitario partendo da una precisa condizione: l’esperienza della giunta Di Palma non può essere cancellata con un colpo di spugna. È la linea di Udeur, Rifondazione, Verdi, Movimento per la sinistra, Sinistra democratica e Partito socialista che torneranno a incontrarsi venerdì in attesa che dal Pd arrivino segnali. «Le condizioni per confrontarsi ci sono tutte ma per noi è importante partire da quello che c’è, ovvero da Di Palma», spiega il segretario di Sd Salvatore Vozza che lunedì ha incontrato Enrico Morando. «C’è da parte sua - dice il sindaco di Castellammare - la disponibilità al confronto e il fatto che si provi a costruire un percorso unitario è la conferma che c’è la volontà di proseguire insieme. È chiaro però che tutte le scelte devono essere condivise». I partiti minori contestano al Pd di aver liquidato troppo in fretta Di Palma la cui giunta, sottolinea il segretario dell’Udeur Antonio Ramondo, «non solo non ha vissuto un giorno di crisi in cinque anni» ma «si regge proprio sui nove assessori del Partito democratico». Inoltre, c’è per l’Udeur un’altra questione aperta e riguarda la riforma della legge elettorale per le europee che potrebbe fissare una quota di sbarramento al 4 o al 5 per cento. «Se il patto scellerato Pd-Pdl va avanti - dice Ramondo - ci prepariamo a porci come alternativa». Il Pd, dal canto suo, parte da un altro punto fermo: l’esperienza Di Palma è finita e per le provinciali di giugno occorre «un nuovo nome, di straordinaria popolarità». Un nome che unisca anche il partito perchè se si predica una soluzione unitaria per la segreteria lo stesso vale evidentemente anche per il candidato alla Provincia. L’altra sera l’area Nicolais si è incontrata (ma l’ex ministro non c’era) e si parla di pressioni (anche romane) sull’ex segretario provinciale perchè accetti di candidarsi. Ma Nicolais non sembra disponibile. Venerdì l’area tornerà a riunirsi e ci sarà anche l’ex ministro. Nel Pd, ad ogni modo, resta ferma la volontà di fare le primarie. «Magari primarie modello Prodi - dice Pasquale Sommese - per evitare competizioni pericolose per l’unità interna». Sommese conferma anche il suo proposito di presentare un’altra lista accanto a quella del Pd. «Se vogliamo partecipare per vincere - sostiene - è necessaria. Con la sola lista del Pd si perde». (p.mai. il Mattino)
venerdì 16 gennaio 2009
Si registra che …
Il famigerato registratore ritorna. Luigi Nicolais fa registrare nuove polemiche e nuovi strappi nel Pd. «Il registratore - spiega il deputato del Pd - era uno scatolino che stava sul tavolo, che è stato spostato dietro la televisione quando hanno portato il caffè; sembrava un oggetto non me ne ero accorto». Nicolais, deputato ed ex segretario provinciale del Pd, ospite di Omnibus in onda su La7 ieri mattina descrive così la scena dell’apparecchio con cui il sindaco ha registrato la riunione sul rimpasto della Giunta. Nicolais precisa ancora: «Ho sentito Vincenzo Lipardi, il capo del dipartimento comunicazione del Comune a ”Ballarò” dire il contrario, cioè che io sapevo del registratore. Non sapevo nulla del registratore, lo confermo», ha concluso. Nicolais ha anche affermato che in Campania il Pd ha problemi di rinnovamento per il peso della leadership che De Mita e Bassolino hanno espresso per anni. Lunedì Veltroni torna a Napoli, ed il "Mattino", ieri, intervista Pasquale Sommese fino a qualche giorno fa vicesegretario vicario del Pd napoletano. Poi, come Nicolais, ha rassegnato le dimissioni lasciando il posto al commissario. «Viviamo un momento difficile - dice Sommese - e siamo in grande ritardo rispetto alla costruzione del partito. Purtroppo la complessità dei problemi del Pd napoletano non è coniugabile con la tempistica dell’agenda del commissario Morando. Una svolta è possibile solo recuperando il rapporto con il territorio e ascoltando la parte moderata che ha la stessa dignità degli ex diessini». Non vi sentite coinvolti? «Non adeguatamente. Il matrimonio tra diessini e diellini rischia di dare voce solo allo sposo e ai suoi familiari. La sposa, invece, potrebbe essere relegata in un angolo. Così la convivenza non può funzionare».Benvenuti a Cesaropoli la capitale del mattone selvaggio
Reportage da Sant'Antimo, il paese di Luigi Cesaro prossimo candidato del Pdl alla presidenza della Provincia sebbene citato da un pentito in un´inchiesta su camorra e politica
mercoledì 7 gennaio 2009
«Necessaria una riflessione interna»
«A questo punto nel Partito democratico si pone un problema di tenuta, è una questione profonda. Credo che queste difficoltà vadano affrontate andando oltre gli episodi preoccupanti delle ultime ore». Lo afferma il vicesegretario provinciale vicario del Pd, Pasquale Sommese (foto), che esprime sconcerto per la crisi politica scaturita dal rimpasto della giunta comunale. «Il problema è la spaccatura del partito, che si può affrontare solo con senso di responsabilità - prosegue - A mio avviso occorre una riflessione interna complessiva e attenta, il nostro è un partito di massa, non può essere rivolto solo a una piccola elite, e questo non va dimenticato. Bisogna rendere conto agli elettori che ci hanno sostenuto e ciò provoca disagio e imbarazzo». Da qui l’appello alla coesione: «L’unità deve prevalere, le difficoltà di questi momenti (la nascita di una giunta che non ha risolto il problema, anzi lo ha aggravato, le dimissioni di Nicolais e la nomina di un commissario) sono avvenute con una rapidità incredibile. Fermiamoci un attimo e ragioniamo altrimenti sarà il caos totale» conclude il consigliere regionale. È d’accordo il parlamentare del Pd Bruno Cesario, secondo cui «la situazione è molto grave. La gente invocava una svolta che non è arrivata. Il paradosso è che Nicolais è andato via, mentre gli altri restano». E ancora: «Si tratta di una spaccatura non solo interna al partito, ma anche radicata nella società e sui territori. Nicolais è l’unico che ha avuto il coraggio di dimettersi, altri non mollano mai, sono irriducibili e non si rendono conto che il mondo è ormai diverso e le cose sono profondamente cambiate. Urgono scelte innovative - tuona - siamo stanchi di queste liturgie. Alla fine coloro che lavorano nel partito e nei territori sono solo portatori d’acqua utile a riempire le cisterne di chi non rappresenta niente e non ha più il senso della realtà». A sollecitare un chiarimento, poi, è Teresa Armato, senatore del Partito democratico: «Abbiamo gli uomini, le donne e le idee per superare qualsiasi difficoltà e per andare avanti con l’obiettivo di vincere qualsiasi sfida». Infine il capogruppo al Comune di Napoli, Antonio Borriello: «Non nascondo il dispiacere per le dimissioni di Nicolais al quale rivolgo il mio invito a ritirarle e a costruire tutti assieme una nuova stagione dell’impegno politico programmatico del Pd per la città e per il suo radicamento nella società napoletana. In tale contesto, inoltre, il consiglio comunale di Napoli è chiamato a svolgere una funzione di indirizzo, di proposta e di controllo volto a dare il giusto impulso e slancio alla città». (ger.aus. il Mattino)
giovedì 1 gennaio 2009
«Il Piano casa esiste solo nei convegni»
Regione Campania - Ascoltato il 24 dicembre come persona informata dei fatti, il consigliere regionale del Pd Pasquale Sommese conferma quanto detto in una conferenza stampa indetta pochi giorni prima, dopo che il suo nome era apparso in alcune intercettazioni tra l’immobiliarista Alfredo Romeo e l’ex assessore comunale Giuseppe Gambale. Il presidente della commissione Urbanistica afferma di avere conosciuto Romeo nella primavera del 2007 «quando mi è stato presentato da Giuseppe Gambale». E sulla questione di quello che «volgarmente viene definito “piano casa”», Sommese racconta di avere spiegato a Romeo «che era una legge di cui si discuteva solo nei convegni perché se prima il Governo non muoveva i suoi passi non avremmo, come Regione, potuto approvare quella legge». E ancora: «Da quella data (la primavera 2007 ndr) non ho più parlato della problematica del piano casa con il dr. Romeo». Sommese racconta anche che «non mi ha nascosto, il Romeo, la sua stretta amicizia con Ciriaco De Mita, circostanza questa confermatami dallo stesso Gambale. Non ho mai chiesto all’on.le De Mita la conferma di questa circostanza». E riguardo alla conversazione del 15 maggio 2007, Sommese afferma di non ricordare «chi sia la persona di cui si stava parlando, che a dire del Romeo “avrebbe potuto dare una mano”. Quello che posso ora pensare è che si trattasse di una vicenda politica, sebbene in questo contesto non sono nemmeno in condizione di ricordare di cosa si stesse discutendo».
giovedì 20 novembre 2008
Pd, Sommese: no equivoci
«Interverremo politicamente in quelle realtà come Boscotrecase, Pimonte, Visciano e Casamarciano dove maggioranza e opposizione hanno aderito al Pd, per frenare sul nascere qualsiasi equivoco». Lo assicura, in una nota, Pasquale Sommese, vice segretario provinciale del Pd. «Mentre si avvia a conclusione questa straordinaria e complessa stagione delle adesioni al Pd e della creazione di una rete di circoli sull'intero territorio provinciale, restano alcuni problemi da affrontare al più presto — spiega in una nota —. E il primo punto da inserire nell'agenda politica è la risoluzione dei problemi di natura politica emersi nel corso del tesseramento del Pd. Problemi ai quali vanno date risposte di natura politica, mantenendo il principio che il partito deve accompagnare lo sforzo compiuto dai sindaci e dalle amministrazioni locali in questa che rappresenta una fase di transizione». (Corriere del Mezzogiorno)
mercoledì 1 ottobre 2008
Tesseramento Pd, adesioni al 35 per cento
Castellammare di Stabia - «Il tesseramento costituisce un grande sforzo democratico e di partecipazione, ma non rappresenta la burocratizzazione del partito». A gettare acqua sul rovente clima di polemiche che in questi giorni infiamma le sezioni locali del Pd è il vicesegretario provinciale Pasquale Sommese. Un tentativo di mitigare i toni in seguito alla corsa al tesseramento in vista dei congressi per l’elezione dei circoli territoriali. Elezioni che si sarebbero dovute concludere già per la metà di luglio, ma il tutto era saltato sia per scelta del neo segretario Luigi Nicolais, sia per le irregolarità e le anomalie registrate nel corso delle primarie a Torre Annunziata. «Non consentiremo alla freddezza dei numeri il compito di lavorare alla formazione del governo – aggiunge il vicesegretario –, in questo modo si rischia di spaccare il partito. Ecco perché non consentiremo a nessuno di vanificare gli sforzi finora messi in campo, attraverso eccessi ed episodi che vanno contro le regole che ci siamo dati». Un lavoro di ricerca di adesioni che finora ha raggiunto appena il 35 per cento della provincia, ma che ha già innescato duri contrasti nelle maggiori città. A Castellammare sono state registrate quasi 3mila tessere (quasi un terzo dei voti che Ds e Margherita hanno conseguito alle ultime amministrative) ripartite senza sostanziali differenze tra l’asse che, secondo indiscrezioni locali, farebbe capo al vicesindaco Nicola Corrado contro l’asse che vedrebbe schierati l’ex vicesindaco Gaetano Cimmino. Un quadro non confermato però dal consigliere provinciale Nello Cuomo. «Stiamo lavorando alla formazione del partito – spiega –, poi, fissate le regole lavoreremo al rientro in giunta, ovviamente partendo dall’azzeramento degli incarichi. Finora sono emerse troppe questioni personali che ora vanno messe da parte, il partito deve decidere in maniera unitaria e guardare a Vozza non come il nostro nemico, ma come un sindaco da sostenere, ma che allo stesso tempo deve rispettare la nostra posizione». Nella vicina Gragnano, invece, terminato il tesseramento, il congresso ha portato all’elezione di Silvana Somma a referente cittadino, come nel caso di Boscotrecase, dove la lista del sindaco Agnese Borrelli ha avuto la meglio sul gruppo che fa capo al consigliere regionale Franco Casillo. A Pimonte, invece, il congresso è stato rinviato a fine ottobre, a causa della spaccatura in due aree del partito, in seguito ai duri scontri tra i gruppi che fanno capo al sindaco Giuseppe Dattilo e all’ex primo cittadino Gennaro Somma. Situazione di stallo, invece, in penisola Sorrentina. A Vico Equense dopo una prima intesa sulla presentazione della lista unica, il processo sembra arenato a causa di qualche ripensamento, mentre a Piano la situazione rimane agitata a causa delle divergenze tra i membri del gruppo consiliare. Solo a Sorrento, l’accordo raggiunto durante l’estate tra le diverse aree sembra essere rimasto invariato. (tratto dal Mattino di Ciro Saccardi)
venerdì 5 settembre 2008
Crisi dei partiti o crisi del sistema?
Caro direttore, in questi giorni la stampa ha dato ampio risalto alle dichiarazioni relative all'operato della Giunta comunale di Napoli prima del leader degli industriali. A cui hanno fatto seguito le inusitate bordate in stile «fuoco amico» di esponenti della Giunta regionale, accompagnate, infine, da autorevoli interventi di intellettuali sempre attenti ad analizzare gli errori dei politici come altrettanto poco inclini ad impegnarsi direttamente. Le critiche, per certi versi giustificate e comunque legittime, sono il risultato di un sistema di governo basato su forte personalismo che il post Mani Pulite e la crisi dei partiti storici avevano reso quasi ineluttabile come soluzione per tamponare una crisi della credibilità dei partiti che pareva allora definitiva. La guida personalistica della amministrazioni — a tutti i livelli — ha ora il fiato corto e i fatti lo dimostrano. Le accuse di questi giorni e le difficoltà amministrative sono un dato di fatto che origina non da colpe dei partiti ma, anzi, dal loro progressivo esautoramento dalle scelte e dall'impossibilità manifesta di svolgere quel prezioso ruolo di anello di congiunzione fra istituzioni e cittadini che il sistema democratico assegna loro. Troppi in questi anni i momenti delle scelte solitarie, poche, di converso, le occasioni per i partiti per esprimere una linea programmatica da affidare agli amministratori. Così sono proliferati a dismisura i consulenti e gli assessori «tecnici» che poi di tecnico nella sostanza hanno solo l'etichetta, visto che in ogni caso nessuno di loro, benché meno Velardi e D'Antonio, sono atterrati da Marte. Niente contro le libere associazioni, fuori o dentro il partito. Altra cosa è, però, se coloro che costituiscono queste associazioni sono legati, oltre che da modalità di pensiero analoghe, anche da una sostanziale posizione di potere. Ovviamente, questo fatto non può e non deve essere una limitazione alla libertà di ciascuno di aderire ad un'iniziativa politica rispettabile e per certi versi utile alla vita di un partito in via di consolidamento come il Pd. Peraltro, assistiamo al paradosso di chi dopo aver messo a soqquadro le istituzioni dichiara candidamente che mai e poi mai si sottoporrà al giudizio degli elettori — unica vera verifica del proprio operato — auspicando la nascita di liste civiche come soluzione ai guasti della partitocrazia. Ma quale partitocrazia? I partiti sono da anni una sorta di cartelli elettorali svuotati di vita democratica interna dalle cooptazioni dall'alto e fuori dalle scelte importanti. Il lento e difficoltoso processo di costruzione del Pd ha favorito nell'ultimo anno un malcostume, peraltro ben radicato, di nominare come assessori personalità che, però, lasciano gli enti amministrati più poveri di progettualità mentre i «nominati» spesso vanno via complessivamente più ricchi. Piuttosto, c'è da interrogarsi sul perché di uno scarso appeal di consenso da parte di chi gestisce i nostri enti locali da tanti anni. Ecco, per concludere, la missione che dobbiamo affidare a noi stessi, come classe politica nella sua generalità. Pd ma anche il nascente Pdl — ammesso che nasca mai — devono riconquistare, in Campania più che altrove, il ruolo centrale e fondamentale di luogo dell'elaborazione politica che il sistema democratico affida loro. (Pasquale Sommese da il Corriere del Mezzogiorno)giovedì 21 agosto 2008
Sommese: «Centrodestra senza classe dirigente, ma il Pd si svegli»
Il Partito democratico deve darsi la carica. Una sorta di sveglia e prepararsi, come sta già facendo il Pdl, ad affrontare i prossimi appuntamenti elettorali, a cominciare dalle consultazioni provinciali, comunali e regionali. È quanto afferma Pasquale Sommese, consigliere regionale e vicesegretario provinciale di Napoli del Partito democratico. «Oggi — spiega — abbiamo due conferme: la prima è che il Pdl non ha alcuna intenzione di diventare un vero partito unico del centrodestra, giacché rischierebbe di essere pesantemente penalizzato dal sistema elettorale in vigore alle prossime elezioni per il rinnovo degli enti locali. L'altra conferma è che la classe dirigente campana del centrodestra mostra tutta la sua incapacità a elaborare una proposta elettorale convincente, se è vero, come leggo dal Corriere del Mezzogiorno, che è costretta a cercare tra gli imprenditori il possibile candidato alla presidenza della Regione, in una partita che vede impegnati i nostri avversari a corteggiare imprenditori del calibro di Marinella, Punzo e D'Amato». Certo, ammonisce Sommese, ma il Partito democratico non è che stia esibendo un volto più rassicurante. Anzi. «È proprio così — conferma il numero due del Pd napoletano —: non possiamo continuare a fare gli spettatori delle vicende politiche. Con gli esponenti del Pdl che si affrontano sui giornali a colpi di proposte, sia pure dimostrando tutti i limiti della propria capacità di sintesi politica, e noi che non riusciamo a superare le difficoltà registrate da Bassolino sull'emergenza rifiuti. Non si può negare — dice il consigliere regionale — che noi, in confronto al Pdl, una classe dirigente locale ce l'abbiamo e non aspetta che sottoporsi alle prossime prove elettorali». Così come viene auspicato in casa Pdl, anche per le sorti future del Pd Sommese esorta a stabilire nuovi rapporti di dialogo con l'Udc: «Occorre affrontare un confronto ravvicinato con il partito di Casini e De Mita se vogliamo presentarci adeguatamente alle future sfide elettorali. Altrimenti, saremo noi ad accusare i problemi maggiori, continuando ad adagiarci sui luoghi comuni e a non ragionare» (A. A. da il Corriere del Mezzogiorno)
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