venerdì 1 maggio 2026

Vico Equense. Il Pino che rischia l'abbattimento

di Fabrizio Geremicca - Il Corriere del Mezzogiorno

Vico Equense - Il pino della spiaggia del Pezzolo ha un centinaio di anni, è alto 18 metri e caratterizza il paesaggio di Vico Equense, in Penisola Sorrentina. Potrebbe avere però i giorni contatti perché la proprietaria del fondo sul quale l’albero insiste, l’ex consigliera regionale Flora Beneduce, vedova dell’ex assessore regionale Armando De Rosa dal quale ha ereditato la proprietà, vuole abbatterlo. Sostiene che ci sia il pericolo che crolli. Il Comune ha emesso già alcune ordinanze nei confronti di Beneduce affinché metta in sicurezza il costone dove ha le radici l'albero. Operazione che secondo l'amministrazione potrebbe garantire la sopravvivenza del pino e l'eliminazione del pericolo. Il Wwf Terre del Tirrreno ha indirizzato una diffida al Comune affinché non autorizzi l'abbattimento ed ha commissionato una relazione ad un geologo affinché chiarisca se il risanamento della scarpata potrebbe salvare l'albero secolare. Ha inoltre chiesto alla Regione che il pino sia inserito nel censimento degli alberi monumentali. La vicenda inizia l'11 settembre 2025, quando Beneduce segnala al Comune di Vico Equense che un maestoso pino, «che insiste nella mia proprietà al confine con il suolo demaniale, versa in condizioni di rischio caduta, stante il significativo sollevamento delle radici, presumibilmente prodotto dalle condizioni metereologiche»." Il 29 settembre i tecnici del Comune accertano che la scarpata sulla quale vegeta l'albero è sprovvista di muratura di contenimento e la continua erosione del terreno dovuta agli eventi atmosferici ha comportato una costante perdita di ancoraggio. L'area è interdetta e il sindaco Peppe Aiello firma una ordinanza affinché Beneduce intervenga sulla parte terminale della muratura e metta in sicurezza il pino «anche mediante opere di contenimento/consolidamento della sottostante scarpata atte a prevenire ulteriori cedimenti».

 

L'ex consigliere dà incarico all'agronoma Patrizia Esposito di verificare le condizioni dell'albero. Esposito scrive nella relazione del 14 novembre 2025: «Dall'assenza di radici esposte lungo il versante esterno e dalla conformazione del terrapieno è evidente che l'albero abbia sviluppato tutto il sistema radicale all'interno del fondo rustico. Ciò ha permesso alla pianta di sopportare il graduale cedimento del versante esterno senza particolari problemi di stabilità». Conclude: «Appare evidente che la pianta è un esemplare di pregio per età, condizioni estetiche, ambientali e dimensionali, in buone condizioni vegetazionali e fitosanitarie. Tuttavia è posta in una situazione di rischio a causa del deteriorarsi della stabilità del terrapieno su cui giace». Consiglia poi di sottoporre l'albero ad un ulteriore accertamento di natura strumentale. Beneduce incarica un altro agronomo (Giuseppe Logiudice) il quale rileva che il pino si presenta in condizioni vegetative e fitosanitarie accettabili e tuttavia, in base all'esito delle prove di trazione, conclude che la tenuta radicale non è sufficiente a garantire la resistenza ai venti superiori a 100 km orari. Il 5 febbraio 2026 Beneduce invia un progetto al Comune per eliminare l'albero e sostituirlo con una magnolia o con un carrubo. Il Comune invia una richiesta di parere alla Soprintendenza circa le procedure da seguire. L'ente del Ministero chiarisce che l'abbattimento del pino va soggetta al procedimento di autorizzazione paesaggistica e che va valutata la praticabilità di soluzioni alternative al taglio, ove tecnicamente sostenibili. Scrive anche Beneduce alla Soprintendenza per chiedere il nulla osta e, trascorsi 21 giorni senza risposta, ritiene di avere acquisito il silenzio assenso. Manca però l'autorizzazione del Comune, ultimo ostacolo alle motoseghe. Se dovesse arrivare, la Marina di Equa perderebbe il suo secondo pino secolare.

Nessun commento: