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mercoledì 17 giugno 2009

Gruppo PD punta a coalizione ampia dal centro alla sinistra

Regione Campania - Costruire un'ampia coalizione, dal centro alla sinistra, per affrontare adeguatamente le prossime scadenze politiche. E' il primo punto su cui i componenti del gruppo regionale campano del Pd hanno trovato un'intesa nel corso di una riunione indetta nel pomeriggio dopo le sollecitazioni di Pasquale Sommese che ha insistito per un confronto interno dopo l'esito deLle europee e il rimpasto (fatto ieri) in giunta dal Presidente Bassolino. Una nota a firma del capogruppo Pietro Ciarlo riferisce che i componenti il gruppo hanno concordato anche di ''definire un programma per il prossimo anno di lavoro del Consiglio regionale che verta su decentramento, legge sul turismo, normativa sulla casa e sulla valorizzazione delle esigenze dei territori''. Fra gli impegni messi in agenda anche un incontro con il segretario regionale del Partito Democratico, Tino Iannuzzi (impegnato a Montecitorio) ed il governatore Bassolino ''per chiarire e mettere a fuoco le tematiche in discorso''. Il gruppo, conclude la nota, ''ha stigmatizzato l'inconsueta applicazione della legge elettorale europea che sembrerebbe penalizzare il Sud e le isole nella ripartizione dei seggi''. (Asca)

Pd, la corsa mancata dei quarantenni

sabato 13 settembre 2008

Corteo anti-Governo: adesioni da Pd, Sd e giunta regionale

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Pietro Ciarlo (foto) aderisce alla manifestazione della Cgil Campania indetta per il 27 settembre a Napoli «a tutela spiega - dei diritti sociali ridotti dalle politiche del governo nazionale che penalizzano in particolar modo il Mezzogiorno e l'occupazione». Neanche il tempo di annunciare la mobilitazione di piazza per fine mese, (Michele Gravano — segretario della Cgil regionale — l'ha definita un'iniziativa «contro la politica economica del governo Berlusconi e per chiedere una svolta nell'azione della Regione»), che fioccano i primi «ci sarò» eccellente. Dopo Ciarlo ha aderito, con tanto di comunicato, anche il consigliere regionale democratico Peppe Russo. «Mi auguro - dice che al corteo non ci siano solo le forze della sinistra radicale. La scomparsa del Mezzogiorno dall'agenda politica del governo impone una battaglia ed una mobilitazione che mi auguro non sia solo del sindacato ma di tutte le forze, a cominciare dal Pd, consapevoli che il rilancio del Paese non può prescindere dallo sviluppo economico e civile del Sud». Finalmente, prosegue il consigliere del Pd, «c'è una reazione civile e democratica alle scelte ed agli orientamenti di questo governo che intende far pagare il prezzo della crisi ai settori più deboli ed esposti della società, studenti, lavoratori e giovani, minando ulteriormente la già precaria coesione sociale». Pertanto, «condividendo ed apprezzando l'iniziativa della Cgil - conclude Russo aderisco alla manifestazione regionale che hanno indetto ed invito il segretario regionale e quello provinciale di Napoli del Pd a fare altrettanto». Sinistra Democratica, dal canto suo, «aderisce al corteo del 27 settembre indetto dalla Cgil campana. Riteniamo fondamentale - spiegano in una nota Raffaele Porta, coordinatore regionale di Sd e l'ex-deputato Arturo Scotto del coordinamento nazionale di Sd - costruire un fronte largo di opposizione alle scelte di politica economica del governo Berlusconi». Come si fa, si chiedono Porta e Scotto, «a non vedere in questo momento la sofferenza profonda che attraversa intere famiglie di lavoratori dell' Atitech e i tagli gravissimi alla scuola. E il vantaggio sempre più forte che verrà offerto alle scuole private sul nostro territorio? ».«Per queste ed altre ragioni presenti nella piattaforma della Cgil - concludono Porta e Scotto - manifesteremo il 27 settembre e chiediamo a tutte le forze del centrosinistra di fare altrettanto. È ora di riprendere insieme una battaglia seria a favore del Sud e dei diritti dei lavoratori». Sarà della manifestazione anche l'assessore regionale alla Formazione, Corrado Gabriele («giusta l'iniziativa di lotta») e anche la parlamentare del Pd Teresa Armato («mi colpiscono soprattutto i tagli alla scuola»). (Corriere del Mezzogiorno)

giovedì 19 giugno 2008

«Comunità montane tagli insostenibili»

Il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante fa i conti di quanto costerebbe alla Campania il temuto azzeramento, per decreto di scioglimento, delle 27 comunità montane. «Per la nostra regione 24 milioni». Trasferimenti statali, da destinare al sostegno dei territori montagnosi, che verrebbero a mancare. Questo nel caso il governo imbocchi oggi la via della decretazione e della tabula rasa, andando oltre i tagli imposti dal precedente governo che, pur pesanti, erano stati assolti con un disegno legge regionale (a questo punto sospeso) che sfrondava le spese di cinque milioni di euro. Ed abbassava a 21 il numero delle comunità montane. «Ritengo - dice Valiante - che il riordino sia giusto ma che sia altrettanto giusto mantenere in piedi una politica che riguardi la montagna, soprattutto per una regione come la nostra che è montagnosa per la gran parte del suo territorio». Potrebbe la regione supplire? «Non è facile. Certo, si farebbe il possibile, ma il taglio sarebbe pesantissimo». Il professor Pietro Ciarlo, consigliere regionale e coautore del progetto di ridimensionamento delle comunità montane campane, sostiene che, comunque, la regione, «non potrà rinunciare a politiche sociali per la montagna». Perchè si possono abolire le comunità ma non i problemi. «La regione - dice Ciarlo - studierà, in caso, altre forme associative per gestire i territori. E non è detto che il governo voglia cancellare del tutto anche i trasferimenti statali. Aspettiamo di leggere le norme transitorie. Ci sono una serie di problemi, sui rapporti in essere ad esempio, sul personale, che devono essere affrontati». Non solo comunità montane. Anche la provincia di Napoli, con quelle di altre grandi città italiane, potrebbe essere cancellata. La materia potrebbe finire in un disegno di legge accorpato alla Finanziaria. E l’orientamento, almeno quello del Viminale, sarebbe quello di procedere «sulla linea indicata dal codice delle autonomie». Ci crede il presidente della provincia di Napoli Dino Di Palma. Il decreto, ragiona, non è praticabile. Ci sono problemi di costituzionalità, non si vede dove siano l’urgenza e la straordinarietà. «La nostra provincia, poi, conta 3milioni e duecentomila abitanti. Tante e cruciali sono le competenze sovracomunali: urbanistica, gestione di strade, pianficazione scolastica, ambiente. Il governo ha davanti l’occasione per una riforma che attende da troppo tempo. Si vuole un sindaco metropolitano, con una rete di municipalità con molte competenze amministrative? Si può fare ora. Credo il ministro Maroni abbia dimostrato sensibilità». E a chi parla di risparmi, almeno sulle diarie dice: «le diarie provinciali sono già state decurtate del 20% ed un consigliere riceve circa 1500 euro al mese, niente di paragonabile a quelle parlamentari o regionali. Tutta la filiera istituzionale potrebbe dare l’esempio, dal Senato in giù..» (c.gr. il Mattino)

sabato 31 maggio 2008

Comunità montane: ancora polemiche

Regione Campania - Un disegno di legge regionale riduce le comunità montane da 27 a 21, taglia fuori i comuni costieri o con più di 15mila abitanti (come Sorrento), licenzia i lavoratori a tempo determinato, taglia i consiglieri da 1208 a 271. Tagli per tre milioni. Pietro Ciarlo, consigliere Pd, lo ha presentato assieme ad Enrico Borghi, presidente dell’Unione comunità montane. Il riordino è imposto entro il 30 giugno dalla finanziaria. Alla conferenza stampa c’era anche il Presidente della Comunità montana Monti Lattari – Penisola Sorrentina Giuseppe Guida, che verrà “tagliato”: “Non vorrei che le comunità montane siano individuate come un capro espiatorio del sentire comune, noi facciamo cose utili sul territorio. Tra l’altro faccio presente che quasi tutte le comunità montane sono governate dal centrosinistra e tagliano me, forse l’unico di centrodestra”.

venerdì 29 febbraio 2008

Bassolino non è incompatibile

Regione Campania - Il consigliere campano del Pd Pietro Ciarlo, esperto di diritto costituzionale, ritorna sulla problematica sollevata da numerosi esponenti dell'opposizione secondo cui in caso di rinvio a giudizio del presidente Bassolino (fra gli indagati del processo sui rifiuti avviato dalla Procura di Napoli) il governatore sarebbe incompatibile. Ciarlo, che è già intervenuto molto sinteticamente sulla questione, richiama con maggiori dettagli le leggi vigenti che, invece, non prevedono incompatibilità anche in caso di rinvio a giudizio. ''La normativa applicabile alla presunta incompatibilità dei consiglieri regionali, dei componenti della Giunta e del Presidente nel caso di un eventuale rinvio a giudizio in cui la regione si sia costituita parte civile - spiega - è quella contenuta nell'art. 9, comma 4, della Legge regionale 19/01/2007 n. 1, (Legge finanziaria 2007). Tale norma rinvia alla legislazione statale vigente che espressamente esclude l'incompatibilità nel caso in questione. La citata legge regionale - aggiunge Ciarlo - del gennaio 2007 adegua l'ordinamento regionale a quello generale statale, pertanto i casi verificatisi prima del gennaio 2007 ricevevano una diversa disciplina. In particolare, il caso del consigliere Boffa fu disciplinato secondo la normativa allora vigente, oggi non più in vigore''. Il caso di Boffa era stato additato come esempio proprio dai consiglieri di opposizione.

mercoledì 12 dicembre 2007

Team direttivo

Regione Campania - Un vero e proprio team - istituito all'interno del gruppo regionale campano del Pd - avra' il compito di preparare e istruire i lavori del gruppo, avanzare proposte, predisporre il nuovo regolamento. La decisione e' stata assunta oggi, nel corso di una riunione durata piu' di tre ore, su proposta del capogruppo Mario Sena. Una nota riferisce del clima di dialogo fortemente unitario e costruttivo maturato nell'incontro in cui si e' affrontata la situazione politica che sta vivendo il Consiglio regionale e, in particolare, le questioni attinenti lo Statuto e il Bilancio (alla presenza dell'Assessore Valiante), le nomine e l'organizzazione. Il team, battezzato 'direttivo' e' stato istituito all'unanimita'. E' composto dai consiglieri Pietro Ciarlo, Roberto Conte, Antonio Cuomo, Felice Iossa e Peppe Russo (foto). L'intero gruppo campano del Pd ha confermato la volonta' di approvare lo Statuto con 60 consiglieri ed ha unanimemente condiviso la necessita' inderogabile di approvare il Bilancio regionale nei termini di legge. (Asca)