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venerdì 5 giugno 2009

Camorra: concorso esterno. Condannato Conte

Regione Campania - Due anni e otto mesi di reclusione é la pena inflitta all'ex consigliere regionale della Campania Roberto Conte. L'esponente politico, eletto nelle liste della Margherita e poi passato al Pd, è stato riconosciuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza è stata emessa oggi dal gup Luigi Giordano al termine del processo che si è svolto con rito abbreviato. Quattro anni di reclusione erano stati chiesti per Conte dal pm Giuseppe Narducci, titolare delle principali inchieste sulle attività del clan Misso. Conte avrebbe chiesto l'appoggio elettorale del clan Misso, attivo nel rione Sanità, in cambio di promesse di posti di lavoro e partecipazione ad appalti. Altre condanne sono state inflitte a esponenti del clan della Sanità. (Ansa)

sabato 4 aprile 2009

An denuncia «Il caso Conte è affare del Pd»

Il Pdl non ci sta. La notizia secondo cui Roberto Conte, il consigliere regionale finito nuovamente agli arresti, stava allestendo una lista in appoggio a Luigi Cesaro, candidato del centrodestra alla Provincia, è stata smentita da Cesaro stesso. Ma ora sul caso parte anche la contraerea, per bocca del deputato di An Marcello Taglialatela, già protagonista di numerose battaglie contro Conte. Taglialatela si infila nei curricula di alcuni di coloro che sono stati inquisiti l´altro giorno con Conte, e non solo: Carlo Sarno, uno degli indagati, presidente del Pd a San Giorgio a Cremano; Ciro Sarno, suo fratello, presidente del Consiglio comunale a San Giorgio; Corrado Sannino, indagato, fratello di Pasquale, consigliere comunale Pd di Napoli; Carmine Sangiovanni, dipendente della De.Co., la società al centro dell´indagine, consigliere della X Municipalità di Napoli per Italia dei valori dopo essere stato eletto con la Margherita; Clementina Cozzolino, anche lei assunta alla De.Co., consigliere Pd alla V Municipalità. Come dire che l´universo Conte è ancora un fatto interno al Pd. Anche perché «tutte queste persone non sono mai state espulse dal partito». (Repubblica Napoli)

Rifondazione agli alleati della sinistra «Candidiamo l´ex senatore Sodano»

Nessuna decadenza per il politico

Prevista la surroga temporanea

Regione Campania - Roberto Conte, il consigliere regionale arrestato ieri perché coinvolto in una presunta truffa ai danni dello Stato, non decade, almeno per ora, dalla carica di consigliere regionale. Soltanto nel caso in cui fosse confermata la misura cautelare emessa nei suoi confronti con l’interdizione dai pubblici uffici, il consiglio regionale, dopo un apposito decreto di sospensione da parte del Governo, dovrà provvedere alla sua surroga con il primo dei non eletti. Nel caso specifico Ettore Novellino, nel frattempo passato nelle fila dell’Udc al seguito di Ciriaco De Mita. La supplenza sarebbe in ogni caso temporanea, è sarebbe legata al perdurare delle misure cautelari a carico di Conte. Per quanto riguarda l’incarico di segretario dell’Ufficio di presidenza, la posizione di Conte è ormai da diverso tempo oggetto di massima attenzione da parte del parlamentino campano. Il Partito democratico, un paio di settimane fa, si era reso promotore di una mozione di revoca che non è stata ancora discussa dall’aula: anche perché Conte ha provveduto a denunciare i firmatari del documento, ovvero i capigruppo di centrosinistra Ciarlo, Oliviero, Buono, Scala e Nocera. Dopo il nuovo arresto di Conte, Ciarlo ha chiesto di inserire al primo punto dell'ordine del giorno della prossima seduta la mozione di revoca. Dopo un lungo periodo di assenza, l’ex consigliere del Pd si era rivisto in occasione di una riunione dell'ufficio di presidenza proprio martedì scorso. (Il Roma)

giovedì 2 aprile 2009

Arrestato Roberto Conte

Regione Campania - Roberto Conte, consigliere regionale, è stato arrestato a Napoli con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata ai danni della Regione Campania. Sei le misure restrittive applicate. Tra le accuse, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Conte, avrebbe costituito una società fittizia per la quale la Regione avrebbe erogato somme di denaro per lavori mai svolti. Conte, ex Pd, è attualmente indipendente.

sabato 28 febbraio 2009

Regione, torna il pressing per sostituire Conte (Pd) coinvolto in un’inchiesta

Regione Campania - Revocare Roberto Conte dall’Ufficio di presidenza. È quanto i capigruppo della maggioranza chiedono al consiglio regionale. È stato Pietro Ciarlo del Pd, a nome di Stefano Buono (Verdi), Gennaro Oliviero (Partito socialista), Nicola Marrazzo (Italia dei Valori), Vito Nocera (Prc) e Tonino Scala (La Sinistra), a presentare alla conferenza dei capigruppo la richiesta di inserire, all’ordine del giorno della prossima seduta, la revoca di Conte, che ricopre l’incarico di segretario all’interno dell’Ufficio di presidenza. Già nei mesi scorsi il Pd aveva chiesto le dimissioni di Conte, coinvolto un anno fa in un’inchiesta giudiziaria. Ma il consigliere, eletto nel 2005 nella Margherita, passato nel Pd e poi sospeso dal partito (dal quale è poi uscito), è rimasto al suo posto pur non partecipando mai alle riunioni dell’organismo. «Considerato - ha spiegato Ciarlo - che dall’inizio del 2008 le continue assenze di Conte dall’Ufficio di presidenza hanno comportato un perdurante mancato svolgimento delle funzioni di segretario; considerato che Conte non rappresenta più le forze politiche che lo hanno espresso; considerato che, in assenza di un espresso divieto di revoca, secondo i principi generali del nostro ordinamento, i nominati da un’assemblea possono essere revocati con le stesse procedure con cui sono stati eletti», Ciarlo ha concluso chiedendo anche a nome dei colleghi di inserire all’ordine del giorno della prossima seduta la revoca di Conte. Il centrodestra si dice d’accordo. «Mi sembra - ha detto il capo dell’opposizione Franco D’Ercole - una posizione ineccepibile. Del resto, è da quasi un anno che Conte non si vede in Consiglio». (Il Mattino)

venerdì 17 ottobre 2008

Veltroni: Cosentino deve dimettersi

Il leader del Pd per la prima volta attacca direttamente Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia. «Si deve dimettere». La richiesta di Walter Veltroni viene raccolta in un’intervista a «L’Espresso». Veltroni si scaglia contro l’uomo di Forza Italia in Campania indicato dai pentiti della camorra come vicino al clan dei casalesi. «C’è un sottosegretario di questo governo - dice Veltroni - che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento. Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza. Sarebbe opportuno che facesse un passo indietro». «Ci sono aree di collusione, ambiguità, connivenza. La mafia e la camorra sono in grado di garantire voti, a qualcuno possono piacere quei voti. Questa volta - sottolinea il segretario del Pd - vorrei che Berlusconi non dicesse ’me ne fregò o che lui ha da lavorare».

Conte non si dimette dall’Ufficio di Presidenza

Regione Campania - «Il Pd attiverà tutte le procedure regolamentari previste per determinare la revoca di Conte dall’Ufficio di presidenza». È il capogruppo del Partito democratico Pietro Ciarlo a indicare la linea del gruppo rispetto alla posizione di Roberto Conte (foto), eletto nella Margherita, confluito nel Pd e oggi indipendente dopo essere stato sospeso perchè coinvolto in un’inchiesta giudiziaria. «Il gruppo regionale del Partito democratico - spiega Ciarlo - il 15 settembre scorso, ha richiesto, per motivi etici e politici, le dimissioni del consigliere Roberto Conte dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Tali dimissioni non sono state rassegnate». Da qui l’annuncio di Ciarlo che il Pd attiverà le procedure regolamentari.

mercoledì 24 settembre 2008

Veltroni «Il Pd è in ripresa»

In molti negli ultimi tempi hanno temuto per la salute del Pd. A rassicurarli scende in campo direttamente il leader dei democratici, Walter Veltroni, secondo cui «il Pd nei sondaggi è in ripresa, è attorno al 30%, le feste sono andate bene, la Summer School ha avuto successo, è assolutamente in condizione di crescere». Il segretario dopo la ripresa dell'attività politica è apparso più critico verso il governo ma anche verso chi, nel Pd, sembra più propenso a criticare che a costruire. Ecco allora che il segretario definisce un «luogo comune» la crisi del Pd e attacca: «Bisogna dare un messaggio vero, il resto è il circo mediatico che ci prende sempre poco».

Associazione camorristica, rischia l’esponente del Pd

Regione Campania - Roberto Conte rischia di finire sotto processo per associazione camorristica. I pubblici ministeri della Dda Sergio Amato e Giuseppe Narducci hanno chiuso le indagini preliminari e sono pronti a chiedere il rinvio a giudizio per l’esponente del Pd al consiglio regionale della Campania accusato da Giuseppe Misso di essersi comprato i voti nelle elezioni del 2000.

De Mita: il vero limite? La gestione dei fondi Ue

sabato 17 maggio 2008

Parco Marino, arrestato l’ex Presidente Russo

Il presidente dell´Autorità portuale di Taranto, Michele Conte, è stato arrestato dai militari della Guardia di finanza, nell´ambito di un´indagine sulla realizzazione, avvenuta tra il 2005 e il 2006, di una discarica abusiva di fanghi derivanti dal dragaggio dei fondali del porto. Insieme con Conte sono stati arrestati anche il vicepresidente della Tct, Taranto container trasporti, Giancarlo Russo, di Sorrento (ex presidente del Parco Marino), e un dirigente della stessa azienda, Antonio Poli. Ai tre sono stati concessi gli arresti domiciliari. I tre sono stati arrestati – sulla base di ordinanze di custodia emesse dal gip del Tribunale di Taranto – per i reati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, corruzione per atto contrario ai doveri d´ufficio, abuso d´ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. A quanto si è appreso, altre tre persone sono indagate, tra queste anche l´ex presidente dell´Autorità portuale di Taranto, Sandro Petriccioni. Il presidente dell´autorità portuale, Michele Conte, è anche consulente della società Sisamtrans International del gruppo Maneschi, per il quale vengono ipotizzati i reati di abuso d´ufficio, corruzione (in quanto la consulenza sarebbe stata la ricompensa per il via libera ai dragaggi) e falso. Ai domiciliari anche il rappresentante legale della Sisamtrans International Massimiliano Paoli (corruzione) e il vicedirettore della Tct Giancarlo Russo (corruzione, falso ideologico e discarica abusiva). Le altre tre persone che risultano indagate sono: l´ex presidente dell´autorità portuale Sandro Petriccione (abuso d´ufficio e falso ideologico); l´ex comandante della capitaneria di porto Tiberio Piattelli (abuso d´ufficio e falso ideologico), e l´ing.Marinella Conte, figlia del presidente dell´Autorità portuale (discarica abusiva). (da "La nuova ecologia")

venerdì 11 aprile 2008

Regione impiegato accusa Conte

Regione Campania - «Sì, è vero: ho scritto un contratto sotto dettatura». E a dettare, secondo gli inquirenti, erano Lucio Multari e Roberto Conte. Sui fitti d’oro alla Regione, c’è una conferma interna al Palazzo. È quella di un dipendente della Regione, la cui testimonianza viene inserita nell’atto conclusivo delle indagini firmato in questi giorni dalla Procura di Napoli. Il pm Filippo Beatrice si appresta infatti a chiedere il processo a carico del consigliere regionale Roberto Conte, dell’ex dirigente Lucio Multari, ma anche degli imprenditori Carmine e Antonio Buglione. Un’inchiesta integrata proprio dalla testiomonianza di un dipendente, che conferma di aver redatto un contratto - presumibilmente per favorire una ditta immobiliare - su input di Conte e Multari. L’inchiesta è quella dei cosiddetti fitti d’oro. O meglio: è quella della creazione ad hoc di un bisogno fittizio - ampliare i locali per le commissioni consiliari - e bandire una gara d’appalto pilotata. A uso e consumo di imprenditori in contatto con esponenti della macchina burocratica regionale. A rivelare questo retroscena è il dipendente Gerardo Bardi, (la cui posizione è estranea all’inchiesta), che è stato ascoltato in una fase successiva l’applicazione di misure cautelari ai domiciliari a carico dei principali indagati. Il suo nome e la sua testimonianza vengono comunque inseriti nell’avviso di conclusione delle indagini notificati ai singoli indagati. S’indaga per corruzione. Una vicenda tutta da chiarire, anche perché nel corso della versione offerta al pm, il testimone parla di un iter sostanzialmente corretto seguito da Multari (difeso dai penalisti Barbara Berardi e Domenico Ciruzzi). La storia scoperta dagli inquirenti napoletani riguarda l’affitto di due strutture che avrebbero dovuto ospitare i gruppi consiliari e le relative commissioni: due immobili - uno all’isola G5 del Centro direzionale, l’altro in via Santa Maria del Pianto - che dal 2005 costavano più di quattrocentomila euro l’anno solo di affitto. Immobili - scrive il gip Laviano nell’emettere le misure cautelari - «che procuravano sostanziosi vantaggi economici alle ditte che si occupavano della manutenzione, della pulizia e della security». Stando agli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza, il danno erariale arrecato alla Regione sarebbe di seicentomila euro l’anno. «Immobili per lungo tempo non utilizzati - si legge negli atti d’inchiesta - che garantivano incassi da capogiro alla Europa immobiliare, riconducibile ai fratelli Antonio e Carmine Buglione, anche grazie a una casalinga che svolgeva il ruolo di prestanome». Ed è anche la voce della casalinga ad entrare nell’avviso di conclusione d’indagine firmato dal pm Beatrice: la donna - una casalinga - figurava a capo di una società in grado di macinare contratti di svariate centinaia di migliaia di euro. (Leandro Del Gaudio il Mattino)

venerdì 22 febbraio 2008

Sena: "Conte lontano dal Pd" non ha pagato le quote

Mario Sena ha mobilitato la sua segreteria. Tira fuori le schede di gennaio. Il capogruppo Pd in Regione vuole dimostrare che Roberto Conte era ormai lontano dal partito. «Abbiamo chiesto per l´adesione il versamento di mille euro come quota, autorizzando a trattenere la cifra dall´indennità mensile. Io da tempo non vedo Conte, ho provato a sollecitare la sua iscrizione molto tempo fa». Sena non ha insistito da quando il consigliere regionale apparve tra gli indagati in una inchiesta sui rapporti tra camorra e politica. «Attraverso suoi amici ho saputo che sta per cambiare partito. Mi è stato testualmente detto che era orientato verso altri lidi, verso il Polo». Roberto Conte è ancora consigliere regionale. Non si è dimesso. Il Pd nel comunicato della segreteria regionale senza esprimere solidarietà informa che «in via cautelare è sospeso da incarichi di partito in attesa che sia chiarita la sua vicenda giudiziaria». L´eventuale sostituto in Consiglio regionale sarebbe il primo dei non eletti: Pasquale Giacobbe, medico, che prepara però la sua battaglia elettorale a sindaco di Pozzuoli con una alleanza di centrodestra. Potrebbe entrare in Consiglio perché la carica non è incompatibile con la candidatura. In caso di elezione, dovrebbe però dimettersi.

Per tre edifici 50 custodi e 27 sceriffi
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 22 febbraio 2008

mercoledì 20 febbraio 2008

Coraggio …

Una nuova bufera sul Consiglio regionale della Campania. Sei arresti, tutti ai domiciliari, con l'accusa di corruzione. Tra loro c'è il consigliere regionale del Pd, Roberto Conte, 44 anni, esponente della corrente rutelliana dei «Riformisti coraggiosi», l'ex potentissimo capo dell'ufficio amministrazione e personale della Regione, Lucio Multari, e i fratelli Buglione, imprenditore nel settore della security. Sei arresti operati dalla Guardia di Finanza per «gravi episodi di corruzione, legati alla locazione di immobili» della Regione Campania che hanno procurato un danno erariale di oltre 600 mila euro. Sullo sfondo un giro di mazzette per selezionare imprese e immobili da locare. A tutti sono stati concessi gli arresti domiciliari.

''In relazione alle indagini avviate ed ai provvedimenti adottati della Procura della Repubblica di Napoli, la segreteria regionale del PD campano, nel ribadire fiducia nell'operato della Magistratura e rispetto della presunzione costituzionale d'innocenza per le persone indagate, ha deciso in via cautelare di sospendere dagli incarichi di partito il consigliere regionale Roberto Conte in attesa che sia definita la vicenda giudiziaria''. Lo riferisce un comunicato stampa del Pd Campania.

martedì 29 gennaio 2008

Coraggiosi ...

Meta – Continua il coraggioso tentativo di costituire il Gruppo unico del Pd. Dopo Giuseppe Tito (foto) anche Paolo Trapani Presidente del Consiglio Comunale sostiene che il punto di equilibrio e di riferimento all’interno dell’amministrazione è il Vicesindaco Antonella Viggiano. Non la pensa allo stesso modo il consigliere comunale Tobia Cafiero. Mettere d’accordo tutti, maggioranza e opposizione, è anomalo. In un paese normale ciò non sarebbe possibile, il Pd nasce per semplificare la politica. Da più di tre mesi, pur utilizzando tutte le alchimie possibili, le divisioni dominano, d’altronde il Pd si trova in maggioranza e opposizione.

Regione Campania - “Roberto Conte fu personalmente allontanato dai Verdi otto anni fa”. Lo ricorda in una nota Grazia Francescato. “Non appena nutrimmo forti preoccupazioni sul modo di agire e sui comportamenti di Conte, lo allontanammo dal partito”. Egli è dunque un ex verde, prima transitato nel centrodestra e poi confluito nella Margherita oggi Pd. Leader della lista “Riformisti coraggiosi” , e da voci non ancora confermate, vorrebbero lo stesso Conte in procinto di traslocare ancora, questa volta destinazione Udc. I verbali


lunedì 28 gennaio 2008

Indagato Conte

Un consigliere regionale della Campania è indagato dalla Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa. E' Roberto Conte (eletto nella Margherita, ora nel Pd), nell'inchiesta che ha portato oggi ai fermi di 5 presunti membri del clan Misso, attivo nel Rione Sanità, mentre una sesta persona è latitante. Secondo le fonti, il consigliere si sarebbe avvalso della “campagna elettorale” fatta a suo favore da Giuseppe Misso, presunto camorrista attualmente in carcere, che sta iniziando "un percorso collaborativo" con la giustizia e dalle cui dichiarazioni sarebbe emerso il suo appoggio per Conte. Per quanto riguarda i sei fermati di oggi, cinque risulterebbero essere affiliati ai clan Misso e Torino, mentre uno è stato individuato come la persona referente del clan Lo Russo nel quartiere Sanità, secondo quanto riferito in conferenza stampa. L'operazione odierna, che ha visto impiegati 200 militari dei carabinieri e della Guardia di Finanza, ha portato al sequestro di numerosi immobili per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.

mercoledì 12 dicembre 2007

Team direttivo

Regione Campania - Un vero e proprio team - istituito all'interno del gruppo regionale campano del Pd - avra' il compito di preparare e istruire i lavori del gruppo, avanzare proposte, predisporre il nuovo regolamento. La decisione e' stata assunta oggi, nel corso di una riunione durata piu' di tre ore, su proposta del capogruppo Mario Sena. Una nota riferisce del clima di dialogo fortemente unitario e costruttivo maturato nell'incontro in cui si e' affrontata la situazione politica che sta vivendo il Consiglio regionale e, in particolare, le questioni attinenti lo Statuto e il Bilancio (alla presenza dell'Assessore Valiante), le nomine e l'organizzazione. Il team, battezzato 'direttivo' e' stato istituito all'unanimita'. E' composto dai consiglieri Pietro Ciarlo, Roberto Conte, Antonio Cuomo, Felice Iossa e Peppe Russo (foto). L'intero gruppo campano del Pd ha confermato la volonta' di approvare lo Statuto con 60 consiglieri ed ha unanimemente condiviso la necessita' inderogabile di approvare il Bilancio regionale nei termini di legge. (Asca)