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mercoledì 30 settembre 2009

Vito ’a Sogliola...

Da Repubblica l’intervista ad Alfredo Vito, il «Sig. Centomilavoti» resuscitato da Forza Italia, oggi PDL, tangentista reo confesso nella Dc della prima Repubblica, che sferra un durissimo attacco al sottosegretario Cosentino, accusandolo di non opporsi alle infiltrazioni della camorra. «Mi trovi una sola dichiarazione – si legge - o un rigo del sottosegretario Cosentino in cui egli riconosca come mafiosi il clan dei casalesi. Troverà generiche frasi sulla vittoria dello Stato, ma mai una parola contro la mafia che soffoca la terra in cui è nato. A parte questo dettaglio, ho avanzato critiche circostanziate anche su alcune elezioni di consiglieri o capigruppo Pdl in comuni importanti della provincia, da Villaricca a Giugliano». Naturalmente va da se che «Vito ’a Sogliola» preferisce un altro candidato alla presidenza della regione Campania. «Da un anno sotto processo mediatico senza che mi sia stata contestata una multa», spiega il sottosegretario Cosentino al Corriere del Mezzogiorno, che si dice pronto a chiedere al parlamento di accettare le sue dimissioni da deputato, nel caso in cui dovesse essere candidato alla presidenza della Regione Campania. L’annuncio del leader del centrodestra è di quelli che farà discutere, anche perché, spiega l’interessato, «trova motivazioni nel fatto che se mi sarà chiesto di impegnarmi nella delicata e importantissima sfida delle prossime elezioni regionali, vorrei rinunciare a qualunque privilegio: sia esso lo scudo dell’immunità parlamentare che quello di poter ritornare, in breve tempo, a sedere immediatamente tra i banchi della Camera» .

martedì 29 settembre 2009

Carfagna o Cosentino?

Regione Campania - La scelta del candidato alla Presidenza della Regione Campania mette in fibrillazione il Popolo delle Libertà. “Ribadisco che non sono interessata alla candidatura per la Regione Campania: serve un candidato radicato sul territorio e che abbia una grande esperienza politica”, afferma Mara Carfagna. Ai margini dell’Assemblea di parlamentari e ministri del Pdl a Palazzo Reale a Napoli, il sottosegretario all’economia e coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino ritorna sulla questione: “le scelte sul candidato governatore verranno fatte dal territorio insieme con i vertici nazionali: non è questione di nomi, ma di squadra e programma da mettere in campo per il rilancio della Campania”. Non piacciono a Edmondo Cirielli le dichiarazioni di esponenti romani del partito sulla personalità da indicare per la candidatura a presidente della Regione Campania. Soprattutto, al presidente della Provincia di Salerno, non piacciono le dichiarazioni di Italo Bocchino sul coordinatore regionale Cosentino che, come riportano alcuni quotidiani, si sarebbe lasciato andare a pesanti repliche. E punta, invece, Cirielli, ''nello stile del partito da cui provengo'' ad invitare in maniera determinata ''ad un confronto interno al Pdl, piuttosto che ad esternazioni a mezzo stampa''. ''L'identikit del candidato e' quello di una persona radicata nel territorio - esordisce Cirielli parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa - da uomo di partito, però, se scende in campo il coordinatore regionale (Cosentino, ndr) io rispetto la scelta. Se voglio discuterne lo faccio all'interno del partito, rispettando le regole'' e senza ricorrere ad alcuna ''vis polemica''. Il riferimento, subito dopo esplicitato, è a Italo Bocchino: ''Ha gettato la maschera. E, essendo il vicecapogruppo alla Camera sbaglia due volte, da esponente del partito che non affronta la questione al suo interno, e dal punto di vista politico visto che lui e' stato il candidato alle scorse regionali e non ha fatto una bella figura ne' sul piano dei consensi, ne' su quello istituzionale, visto che ha lasciato il consiglio regionale''. In sostanza, Cirielli condanna ''le critiche sul proprio coordinatore regionale'', tanto piu' se mosse ''dal vice capogruppo a Motecitoiro che, così, delegittima il partito''. ''Tra l'altro - sottolinea il presidente - Cosentino ha guidato bene prima Fi e poi il Pdl, abbiamo avuto uno strepitoso successo alle provinciali di giugno con tre province conquistate al primo turno - cosa mai accaduta nella seconda Repubblica - ed ancor prima con l'ottimo risultato del Pdl alle politiche''.

lunedì 28 settembre 2009

Nicola e Mara, una poltrona per due…

La Ministra Mara Carfagna è pronta per candidarsi alla Presidenza della Regione Campania. «Ho già detto - ha spiegato a Napoli a margine di un meeting del Pdl sulla questione meridionale - e sono disponibile, nel senso che se mi si dovesse chiedere di candidarmi non potrei tirarmi indietro. I nomi che sono stati fatti - ha aggiunto il ministro - sono tutti autorevoli. Credo sia giusto che il confronto avvenga nel partito sia a livello regionale che nazionale». «La Campania è una regione mortificata da anni di malagestione del centrosinistra. Una regione con potenzialità straordinarie - ha sottolineato il ministro - è stata ridotta in ginocchio. Penso allo scandalo dei rifiuti, alla mancanza di infrastrutture ed al disastro della malasanità dove spicca il primato di regione con la maggiore migrazione sanitaria. Mai prima d’ora - ha proseguito il ministro - si era vista una classe dirigente che per pensare ai propri interessi ha sconquassato un’intera regione». Ecco perchè per il ministro si rende necessaria «una rivoluzione culturale basata sul merito e la necessità di rimboccarsi tutti le maniche per restituire alla Campania il ruolo che le compete». Anche Nicola Cosentino è pronto per la candidatura, ma oggi arrivano due gelidi avvertimenti, firmati Italo Bocchino. Sul metodo. «Cosentino ha tutto il diritto di proporsi. Ma la candidatura a governatore va offerta, non può essere pretesa. Al di sopra del Garigliano, non funziona così. Abbiamo regole, meccanismi». E poi anche nel merito. «A quattr´occhi gliel´ho detto. Fossi in lui farei un passo indietro».

domenica 27 settembre 2009

Pdl, Cosentino a nervi scoperti

«A Roma ci sono dei frocetti che congiurano contro di me». È quasi ora di pranzo quando da Caserta arriva la notizia che scuote la giornata del Pdl. Il sito giornalistico “Caserta c´è” riporta questa frase, pronunciata da Nicola Cosentino nel corso di una assemblea del partito. Cosentino alla fine non smentisce la frase, ma prova a spiegarla: «Non vi era alcuna intenzione polemica, le frasi che mi sono state attribuite sono frutto di una falsa o cattiva interpretazione di quello che è stato il mio ragionamento». La sua stessa spiegazione va però al nodo del dualismo politico in atto nel centrodestra: domani un convegno sul Mezzogiorno, a Palazzo Reale, organizzato dai gruppi parlamentari; il 3 ottobre invece la convenzione regionale che dovrebbe lanciare la candidatura alla Regione proprio di Cosentino. Due eventi che collidono più che collaborare. Venerdì sera una riunione del coordinamento regionale con i parlamentari è stata persino attraversata dalla tentazione di non andare domani a Palazzo Reale. Ne è invece uscito un documento in cui si lodano i risultati elettorali ottenuti da Cosentino, si afferma la necessità di continuare questo «percorso vincente» e si vara una consulta regionale da utilizzare come interlocutore dell´azione di governo. Peccato che domani di questo di parlerà, dalla Agenzia per il sud al controllo dei fondi Ue: di come lo sviluppo possa essere guidato da Roma. In locandina ministri e dirigenti (Bondi, La Russa, Tremonti, Scajola, Matteoli, Brunetta, Fitto, Carfagna, Verdini), ma le presenze certe sono quelle dei vertici parlamentari: Cicchitto e Bocchino, Gasparri e Quagliariello. Ambienti in cui circolano altri nomi per la Regione: Mara Carfagna, ma anche Stefano Caldoro o Erminia Mazzoni. Cosentino spiega: «Il documento che presenteremo tratta di un´assunzione di responsabilità, a cui il coordinatore regionale non poteva sottrarsi. Chi poi ha voluto capire qualcosa di diverso, è tutt´altra storia». (di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)

Pdl. Classe dirigente cercasi

sabato 5 settembre 2009

Elezioni regionali: Maroni, si voterà il 21 e 22 marzo

Il ministro dell'Interno: probabilmente unica data possibile

Per le prossime elezioni regionali si voterà il 21 e 22 marzo. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Parlando alla “Summer School” del Pdl a Frascati, Maroni ha spiegato che si tratta “probabilmente, dell'unica data possibile”. Nell'ambito del Pdl campano circola la volontà di chiudere al più presto il cerchio sulle regionali. Secondo quanto risulta al Velino, c'è una data precisa per l'ufficializzazione del candidato governatore: il 4 ottobre, data conclusiva della convention regionale in programma a Napoli. Quando il 10 ottobre sia il premier Silvio Berlusconi che il presidente della Camera Gianfranco Fini saranno in Campania per due manifestazioni (il primo a Salerno, il secondo a Benevento) potrebbe già essere cominciata di fatto la campagna elettorale per la conquista di Santa Lucia. Al momento, in pole position come aspirante governatore c'è sempre il coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, ma resta in piedi l'ipotesi del ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, con il leader degli industriali Gianni Lettieri terzo incomodo. Nel centrosinistra c'è il governatore Bassolino che guarda lontano e sembra lanciare il suo assessore regionale Ennio Cascetta alle primarie per la Regione: "Sono del tutto convinto che possiamo andare alle prossime elezioni regionali con primarie con più candidati - ha detto Bassolino a margine della Festa dei Popolari Udeur a Telese - in questi anni è cresciuta una classe dirigente di centrosinistra e questo è un fatto molto importante, sbaglia invece chi pensa che questo non sia avvenuto: c'è stata una crescita e, dunque, dentro la giunta regionale e fuori dalla giunta in altre amministrazioni comunali e provinciali, nella società civile ci sono forze importanti. Quello che conta è lavorare nei prossimi mesi perchè il Pd, innanzitutto, sia più unito e ci siano al suo interno meno scosse e ci sia più capacità di guardare avanti".

sabato 18 aprile 2009

Lacrime napulitane ...

Il giorno dopo l’accordo siglato tra Pdl e Udc per le amministrative campane, tutti a piangere, nel centrosinistra, sul latte versato. Francesco Rutelli: «Mi colpisce come un segna­le molto negativo l’alleanza in Campania con la destra sotto l’egida di De Mita». E poi il governatore che chiu­de la stalla quando i buoi so­no tutti già scappati. Bassoli­no dice: «Anche se l’Udc in questo momento ha scelto le forze di destra bisogna conti­nuare a insistere perché il confronto politico raggiunga il risultato di nuove alleanze e coalizioni». Ni­cola Cosentino, sottosegreta­rio del governo Berlusconi, lea­der azzurro in Campania, ri­vendica quell’accordo. Ci man­cherebbe, l’ha firmato lui con Mario Landolfi, Pierferdinan­do Casini e Lorenzo Cesa. Feltri dice: «Hanno imbar­cato Ciriaco De Mita e Dome­nico Zinzi». Al di là del termi­ne più o meno felice, è vero. «Noi non abbiamo imbarca­to De Mita o Zinzi o chiunque altro. Noi abbiamo sottoscrit­to un’alleanza con l’Udc, parti­to con il quale condividiamo anni e anni di opposizione. Un naturale epilogo, al di là di De Mita e di un pezzo di mode­rati che ora condividono le no­stre battaglie». Nel PD, invece, operazione “candidature pulite”. La lista per la Provincia passerà prima sotto gli occhi di prefetto e magistrati. «La mia verifica sarà rigorosissima. Ne solleciterò un´altra alle autorità competenti, per quel che potranno fare nel rispetto delle loro funzioni». È la prossima mossa del commissario Enrico Morando. Lo dice nella sede del Pd di Sant´Antimo, città di Cesaro, candidato del Pdl. «È un´iniziativa su un tema, non contro qualcuno. Ma se in questa città accadono episodi strani, Cesaro non avverte l´esigenza di prendere le distanze?». Gli episodi, eccoli. Quattro commissariamenti in un decennio. L´aggressione (denunciata come rapina) a un consigliere comunale Udc che non aveva votato la sfiducia al sindaco di centrosinistra.

Fava: Rutelli dice la verità, loro non sono di sinistra

"Lo abbiamo sempre saputo, lo ringraziamo per la conferma"
Francesco Rutelli ammette che il Pd non è di sinistra, Claudio Fava di 'Sinistra e libertà' commenta l'intervento su Europa dell'ex vice-premier e afferma: "Va dato atto a Francesco Rutelli di aver affermato una verità elementare che tra i dirigenti del Partito Democratico in molti tacciono (o per timore o per interesse): il PD non è un partito di sinistra". "Noi - conclude Fava - lo abbiamo sempre saputo e sostenuto. Da Rutelli, che ringraziamo, ci arriva un'autorevole conferma".

Provinciali, resa dei conti nel Pd dopo l'accordo elettorale Pdl-Udc

martedì 3 marzo 2009

Provinciali di primavera, il Pdl presenterà anche una lista dei «giovani»

Forza Italia deciderà insieme agli altri partiti del Pdl sulla presentazione di più liste alle provinciali di primavera. Lo hanno detto in un conferenza stampa i deputati Nicola Cosentino e Paolo Russo, rispettivamente coordinatore regionale e commissario cittadino di Fi. «A questo punto c’ è un problema di sovraffollamento - ha detto Russo - ma decideremo insieme agli alleati della Pdl». Candidature potrebbero essere offerte ai giovani under 30, che saranno impegnati come coordinatori nei collegi. A sollecitare candidature di giovani «in collegi dove l’ elezione non è impossibile» è stata Chiara Giordano, responsabile di «Campania in movimento». Forza Italia affiderà a giovani under 30 il coordinamento dei collegi elettorali delle province di Napoli, Salerno ed Avellino, dove si voterà per le amministrative di primavera. «Il loro compito - ha detto il coordinatore regionale di Fi Nicola Cosentino - sarà quello di aiutare lo sforzo di comunicazione del governo e di colmare il deficit di partecipazione che da anni si registra in città.». In una conferenza stampa sono state presentate Francesca Pascale, ex animatrice del comitato «Silvio ci manchi», Chiara Giordano, responsabile dell’ associazione «Campania in movimento» e Virna Bello, assessore alla cultura del Comune di Torre del Greco. »L’ obiettivo - ha detto Cosentino - è quello di estendere a tutta la Campania la presenza degli under 30 nei collegi«. «L’ iniziativa di Forza Italia - ha detto il commissario cittadino Paolo Russo - potrebbe essere allargata all’ intero Pdl dopo il congresso nazionale costitutivo del 27 marzo». (Corriere del Mezzogiorno.it)

lunedì 2 febbraio 2009

Il Pd salva Cosentino

È guerra tra i quotidiani del Pd. Europa (ex Margherita) ha accusato l’Unità (ex Pci e Ds) di essere l’organo di Di Pietro e di condurre una dura campagna contro il Pd. L’Unità ha criticato il Pd per i deputati assenti nel voto che ha salvato il sottosegretario Cosentino indagato per camorra, ma ha taciuto l’assenza dei deputati dipietristi: 8 su 27, la stessa percentuale del Pd. Mercoledì, alla Camera, si è tenuta una seduta per votare le dimissioni di Nicola Cosentino, attuale sottosegretario all’economia, accusato da sei pentiti di essere un uomo di fiducia del clan dei Casalesi. Da “L’Espresso” i nomi degli uomini del Pd che hanno consentito, fra astensioni e misteriose assenze, a Cosentino di rimanere saldo al suo posto.
Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.
Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.
Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut, Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D'Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.
Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D'Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.
Risultavano "in missione" gli onorevoli: Fassino, Migliavacca, Bindi, Albonetti, Barbi, Farina, Rigoni.

D’Alema: il Pd? È incompiuto, così non va

venerdì 17 ottobre 2008

Veltroni: Cosentino deve dimettersi

Il leader del Pd per la prima volta attacca direttamente Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia. «Si deve dimettere». La richiesta di Walter Veltroni viene raccolta in un’intervista a «L’Espresso». Veltroni si scaglia contro l’uomo di Forza Italia in Campania indicato dai pentiti della camorra come vicino al clan dei casalesi. «C’è un sottosegretario di questo governo - dice Veltroni - che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento. Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza. Sarebbe opportuno che facesse un passo indietro». «Ci sono aree di collusione, ambiguità, connivenza. La mafia e la camorra sono in grado di garantire voti, a qualcuno possono piacere quei voti. Questa volta - sottolinea il segretario del Pd - vorrei che Berlusconi non dicesse ’me ne fregò o che lui ha da lavorare».

Conte non si dimette dall’Ufficio di Presidenza

Regione Campania - «Il Pd attiverà tutte le procedure regolamentari previste per determinare la revoca di Conte dall’Ufficio di presidenza». È il capogruppo del Partito democratico Pietro Ciarlo a indicare la linea del gruppo rispetto alla posizione di Roberto Conte (foto), eletto nella Margherita, confluito nel Pd e oggi indipendente dopo essere stato sospeso perchè coinvolto in un’inchiesta giudiziaria. «Il gruppo regionale del Partito democratico - spiega Ciarlo - il 15 settembre scorso, ha richiesto, per motivi etici e politici, le dimissioni del consigliere Roberto Conte dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Tali dimissioni non sono state rassegnate». Da qui l’annuncio di Ciarlo che il Pd attiverà le procedure regolamentari.

martedì 13 maggio 2008

I magnifici quattro ...

Quattro i sottosegretari campani: Nicola Cosentino, coordinatore regionale azzurro, all'Economia; Pasquale Viespoli, di An, che torna al Welfare; Giacomo Caliendo, magistrato di Cassazione originario di Saviano di Nola ma eletto in Lombardia, alla Giustizia; e Enzo Scotti, già ministro democristiano e ora tornato dopo sedici anni esatti al ministero degli Esteri come sottosegretario.

giovedì 20 marzo 2008

Sanità, insorgono Sinistra e Pdl "Quei manager sono vassalli"

«Apprendo con stupore e angoscia che martedì a una manifestazione, in cui erano presenti la ministra Livia Turco e l´assessore regionale Angelo Montemarano, sono accorsi manager pubblici, primari, medici e portantini. Il Pd si conferma, dunque, una sorta di partito-Stato. Se non fai parte della corte non esisti». È l´accusa di Arturo Scotto, capolista a Napoli e provincia della Sinistra arcobaleno, su quanto avvenuto martedì all´Excelsior ad una manifestazione in cui era presente anche il candidato al Senato Annamaria Carloni. «Noi proponiamo - incalza Scotto - che le nomine pubbliche siano fondate sul merito e non sulla tessera che si ha in tasca». Manifestazione a cui erano presenti manager di Napoli e hinterland, dal Cardarelli al Pascale, dalla Asl di Pomigliano a quella di Torre Annunziata. Presenze su cui si scaglia anche Forza Italia. «Lo spirito di insulso vassallaggio di cui non perdono occasione di dar prova i vertici della sanità in Campania - denuncia il coordinatore regionale Nicola Cosentino - irrita e disgusta assai più della montagna di debiti che le Asl hanno prodotto sotto la gestione Montemarano». E aggiunge: «Ai manager, che anche martedì si erano fatti riservare un posto in prima fila al convegno al quale partecipava il ministro della Sanità Livia Turco, sarebbe opportuno ricordare che in soli tre mesi, gli ultimi del 2007, la Regione ha sfondato di ben 140 milioni di euro il tetto previsto dal Patto della salute e ora, automaticamente, quei 140 milioni e gli altri che verranno saranno prelevati dalle tasche di cittadini, artigiani e piccoli imprenditori, con l´aumento di Irpef e Irap». «In Campania - rileva il parlamentare forzista - i cittadini pagavano l´Irpef all´1.40, ossia la più alta d´Italia, ma ora si raggiungerà la quota scandalosa del due per cento. Con l´aumento dell´Irap, l´imposta regionale sulle attività produttive, ci sarà una sorta di condanna a morte per le imprese già in ginocchio a causa dell´emergenza rifiuti. Insomma anche per la sanità, come per l´ambiente e altri settori strategici dell´economia campana, lo slogan è sempre lo stesso. Meno servizi, più debiti, più tasse». È invece cauto il rettore dell´università Parthenope Gennaro Ferrara, candidato dell´Udc: «I manager delle Asl sono stati scelti in base alle loro capacità manageriali. Non resta che sperare che siano le stesse capacità a guidare anche le loro scelte politiche».In difesa Pasquale Sommese, consigliere regionale del Pd: «La Turco e Montemarano al convegno hanno parlato nelle loro vesti istituzionali di ministro e assessore su temi fondamentali per la Campania. Scotto e Cosentino fanno demagogia e populismo, il risanamento dei conti e la ristrutturazione del debito sono un dato oggettivo del lavoro della giunta regionale. Il trend è positivo e nei prossimi mesi si vedranno gli ulteriori risultati». (Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli)

lunedì 18 febbraio 2008

Viva ...

Fiorello attacca i politici e invita gli elettori a disertare le urne se non verrà risolto il problema dei rifiuti a Napoli. Il conduttore si scatena nella prima puntata della nuova edizione di “Viva Radio2”: "Quando vi arriva il certificato elettorale - dice - strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni e non promettere e basta chiedendo voti". Fiorello incalza: "Invece di chiedere, devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate". Un invito impossibile da realizzare, visto che l'emergenza infinita - che dura tecnicamente da 14 anni - viene usata da tutti per fini elettorali. L'opposizione, per voce del coordinatore campano di Fi, Nicola Cosentino, sentenzia èl'ultimo tassello di un disastro che Bassolino lascia in dote a chi verrà dopo di lui. La rabbia e l'indignazione, che la città delle persone oneste trasuda anche in queste ore, non trova conforto e giustificazione nell'immobilismo di chi, pur avendone l'autorita' e gli strumenti, continua a fare orecchie da mercante, permettendo che questo assurdo e osceno spettacolo abbia a continuare''. Dal fronte della sinistra - seppur molto critico nei confronti del governatore al punto che si sono posizionati all'opposizione - i socialisti che, con il consigliere regionale Fausto Corace, puntano il dito su De Gennaro: ''Abbiamo ripetutamente dichiarato il nostro sostegno all'impegno del Commissario Straordinario ai Rifiuti Gianni De Gennaro, ma le sue ultime dichiarazioni sono devastanti. Se molte delle sue scelte iniziali mutuate tra l'altro dai precedenti Commissari, si sono rivelate fallaci per clamorosi errori dei dati tecnici di partenza, non solo cade il rispetto dei tempi per superare l'emergenza, ma salta del tutto la credibilità delle nuove impostazioni del piano. Quale fiducia - si chiede Corace - potranno mai accordargli le forze politiche e i cittadini? E come superare il divario che si possa rientrare in un tunnel senza uscita?''. E mentre il sindaco di Napoli, Iervolino, ''invita'' il nuovo assessore Regionale all'Ambiente, Walter Ganapini (ex presidente di Greenpeace e finora convito oppositore dei termovalorizzatori) a conoscere bene la realtà prima di esprimere giudizi'' perchè ''in un momento tanto difficile e delicato non c'e' proprio bisogno di confusione sui problemi dei rifiuti''.