Da Repubblica l’intervista ad Alfredo Vito, il «Sig. Centomilavoti» resuscitato da Forza Italia, oggi PDL, tangentista reo confesso nella Dc della prima Repubblica, che sferra un durissimo attacco al sottosegretario Cosentino, accusandolo di non opporsi alle infiltrazioni della camorra. «Mi trovi una sola dichiarazione – si legge - o un rigo del sottosegretario Cosentino in cui egli riconosca come mafiosi il clan dei casalesi. Troverà generiche frasi sulla vittoria dello Stato, ma mai una parola contro la mafia che soffoca la terra in cui è nato. A parte questo dettaglio, ho avanzato critiche circostanziate anche su alcune elezioni di consiglieri o capigruppo Pdl in comuni importanti della provincia, da Villaricca a Giugliano». Naturalmente va da se che «Vito ’a Sogliola» preferisce un altro candidato alla presidenza della regione Campania. «Da un anno sotto processo mediatico senza che mi sia stata contestata una multa», spiega il sottosegretario Cosentino al Corriere del Mezzogiorno, che si dice pronto a chiedere al parlamento di accettare le sue dimissioni da deputato, nel caso in cui dovesse essere candidato alla presidenza della Regione Campania. L’annuncio del leader del centrodestra è di quelli che farà discutere, anche perché, spiega l’interessato, «trova motivazioni nel fatto che se mi sarà chiesto di impegnarmi nella delicata e importantissima sfida delle prossime elezioni regionali, vorrei rinunciare a qualunque privilegio: sia esso lo scudo dell’immunità parlamentare che quello di poter ritornare, in breve tempo, a sedere immediatamente tra i banchi della Camera» .
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mercoledì 30 settembre 2009
Vito ’a Sogliola...
Da Repubblica l’intervista ad Alfredo Vito, il «Sig. Centomilavoti» resuscitato da Forza Italia, oggi PDL, tangentista reo confesso nella Dc della prima Repubblica, che sferra un durissimo attacco al sottosegretario Cosentino, accusandolo di non opporsi alle infiltrazioni della camorra. «Mi trovi una sola dichiarazione – si legge - o un rigo del sottosegretario Cosentino in cui egli riconosca come mafiosi il clan dei casalesi. Troverà generiche frasi sulla vittoria dello Stato, ma mai una parola contro la mafia che soffoca la terra in cui è nato. A parte questo dettaglio, ho avanzato critiche circostanziate anche su alcune elezioni di consiglieri o capigruppo Pdl in comuni importanti della provincia, da Villaricca a Giugliano». Naturalmente va da se che «Vito ’a Sogliola» preferisce un altro candidato alla presidenza della regione Campania. «Da un anno sotto processo mediatico senza che mi sia stata contestata una multa», spiega il sottosegretario Cosentino al Corriere del Mezzogiorno, che si dice pronto a chiedere al parlamento di accettare le sue dimissioni da deputato, nel caso in cui dovesse essere candidato alla presidenza della Regione Campania. L’annuncio del leader del centrodestra è di quelli che farà discutere, anche perché, spiega l’interessato, «trova motivazioni nel fatto che se mi sarà chiesto di impegnarmi nella delicata e importantissima sfida delle prossime elezioni regionali, vorrei rinunciare a qualunque privilegio: sia esso lo scudo dell’immunità parlamentare che quello di poter ritornare, in breve tempo, a sedere immediatamente tra i banchi della Camera» .
giovedì 8 maggio 2008
Tre ca(mpa)ni al governo
Ieri è stata formalizzata la lista dei ministri, tre i campani: Elio Vito, fedelissimo del cavaliere, si occuperà dei Rapporti con il Parlamento; Mara Carfagna sarà alle Pari opportunità; Gianfranco Rotondi (unico non del Pdl) sarà all'Attuazione del programma. E' possibile che siano quattro o cinque i sottosegretari (si parla di Pasquale Viespoli e Mario Landolfi per An, di Nicola Cosentino e Paolo Russo per Fi e di Stefano Caldoro per il Nuovo Psi), ma lo si saprà questa sera. Resta comunque un dato: l'equilibrio territoriale di questo governo è decisamente sbilanciato verso il nord. Quasi certamente, la prossima settimana il nuovo governo sbarcherà a Napoli. Tutto è praticamente pronto a palazzo Reale per ospitare la riunione dell'esecutivo durante la quale Berlusconi presenterà il suo piano per i rifiuti (cui stanno lavorando ingegneri e tecnici lombardi di sua fiducia), dopo aver ricevuto qualche utile consiglio da Paolo Russo che durante il Berlusconi ter, tra il 2001 e il 2006, guidò la commissione bicamerale rifiuti; e soprattutto indicazioni indispensabili dal prefetto Gianni De Gennaro, incontrato un paio di volte.Il commento
E' il governo del Cavaliere di Massimo Franco il Corriere della Sera
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