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giovedì 6 novembre 2008

Derubato il ministro Rotondi

Il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, ha denunciato un "singolare furto avvenuto alla Camera mentre il ministro sedeva ai banchi del governo: la settimana scorsa ignoti hanno prelevato il suo impermeabile contenente le chiavi di tutte le sue abitazioni e una valigetta 24ore contenente documenti". Lo rende noto il suo portavoce, Alfredo Tarullo. "Prima di denunciare l'accaduto - prosegue - il ministro ha confidato in un errore o in uno scambio e solo oggi ha reso noto l'episodio. Il ministro Rotondi non è nuovo a esperienze del genere. Già mesi addietro fu derubato della 24ore in treno e più volte ignoti sono entrati nella sua abitazione romana. Senza nessuna congettura persecutoria, siamo vigili e preoccupati da una serie di episodi incresciosi se non inquietanti".

Dell’Utri: antifascismo superato. È bufera

venerdì 12 settembre 2008

Rotondi: Io, un cattolico lavoro per le unioni gay

Ministro Gianfranco Rotondi, l'imbarazza essere diventato quasi un'icona gay grazie alla sua proposta sulle coppie di fatto? «Per fortuna non sono bello e non sono corteggiato da chicchesia, anche perchè ho una moglie gelosa». Come mai lei, cattolico, sta pensando ad una legge per le coppie di fatto? Cos'è, una sfida alla Chiesa? «Quando il centrosinistra nella scorsa legislatura pose il problema, io con Bondi e pochi altri facemmo altrettanto nel centrodestra, anche per una ragione di puntiglio culturale che rende la questione ancora più interessante. La missione della Chiesa è affidata non solo ai pastori, ma anche ai laici che la esercitano in vari settori, anche in politica che Paolo VI considerava la forma più esigente di carità. Come deve fare politica un cattolico? Forse realizzando la città di Dio solo per i credenti? Certamente no, il politico deve amministrare i diritti di tutti, deve tenere unita la società e quindi deve fare leggi che non contrastino con i principi cristiano, ma che comunque tengano conto di tutti». Se è così, cosa votò al referendum sul divorzio e a quello sull'aborto? «Nel '74 non votai, ma mi sarei espresso contro l'abolizione della legge sul divorzio. L'aborto è questione diversa. Se io decidessi per l'aborto commetterei lo stesso errore di chi vuole imporre ad altri (in questo caso il non nato) il proprio pensiero. Ma poiché l'aborto è legge ed è un punto di equilibrio per questa stagione dico no all'abrogazione della 194, altrimenti si tornerebbe alla pratica delle mammane». E il suo progetto di legge è molto diverso da quello dei Dico? «Ragiono come per il divorzio. Non si possono negare diritti a chi ha deciso di non sposarsi, tanto più agli eterosessuali con figli. Oggi questi ultimi, per esempio, ereditano dai genitori, ma non dai nonni, pagando la colpa sociale dei genitori non sposati». Nel merito cosa propone? «Io e il collega Renato Brunetta stiamo pensando ad un testo minimale, in cui possano riconoscersi tutti gli italiani, anche quelli cattolici. Ragioniamo sui diritti dei conviventi, per esempio sul diritto di assistere il partner malato, di succedere nel contratto d'affitto e nella proprietà dell'alloggio. Anche sui diritti ad entrare nelle graduatorie pubbliche. C'è anche una parte avvenieristica: pensiamo ad uno stimolo alle convivenze ampie degli anziani. Insomma, la nostra sarà una legge lontana dai Dico, senza registro pubblico, più vicina alla tradizione della coesione sociale, all'utopia di Mario Tomasini».E chi è Tomasini? «Un vecchio comunista di Parma che si batteva per l'abolizione degli ospizi».I conviventi possono essere anche gay? «Certamente sì. Il Signore ci ha dato una gamma ampia di peccati, non sta a me legislatore decidere quale è quello più grave e quale merita una legge ad hoc». Mentre lei, cattolico, «apre» alle convivenze, l'altra ministra campana, Mara Carfagna, esulta per la sua legge contro le lucciole. Lei che ne pensa? «Un ministro pensa sempre bene di ciò che fa un collega». Darà una risposta diplomatica anche a proposito dei due consiglieri municipali napoletani che hanno fatto outing sfidando la sindaca Rosa Iervolino che nega l'istituzione del registro per le unioni civili? «Credo che sia inutile legalizzare soluzioni fai da te, come i registri locali. C'è bisogno di una normativa bipartisan e infatti io e Brunetta stiamo lavorando ad un testo che vorremmo fosse condiviso da Pdl e Pd e se possibile anche dall'Udc. Ne abbiamo parlato con Paola Binetti, con Savino Pezzotta, regista del "family day"». In sostanza, quali differenze ci sono tra il vostro progetto e quello dei Dico? «I Dico sono centrati sul registro delle unioni civili e sono modellati sul matrimonio. Danno l'idea di voler fondare un nuovo istituto familiare. Invece noi ragioniamo sui diritti individuali, non avversati nemmeno dalla Chiesa. La prossima settimana ci vedremo con Brunetta per stendere il primo testo che comunque faremo vedere in Vaticano, con cui abbiamo costanti rapporti». (Rosanna Lampugnani da il Corriere del Mezzogiorno)

lunedì 19 maggio 2008

Sceneggiata napoletana …

«I rifiuti sono la priorità assoluta dell'azione del governo», ma mercoledì, quando il consiglio dei ministri farà la sua trasferta napoletana, non si parlerà di immondizia. Non è uno scherzo, ma la dichiarazione di Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del Programma. Quello di mercoledì, insomma, è «un gesto simbolico, volto a sottolineare un cambio di passo nel senso di un rilancio del Mezzogiorno e del ruolo di Napoli». Una sceneggiata napoletana, verrebbe da dire, se non fosse la triste realtà. Nel frattempo un'altra notte di incendi, blocchi stradali e tensione a Napoli. I vigili del fuoco hanno dovuto spegnere 75 roghi tra Napoli e provincia, alcuni dei quali di consistenti dimensioni. Gruppi di persone, a Fuorigrotta e Bagnoli, zona occidentale della città, sono scese in strada bloccando il traffico e collocando cassonetti della N.U. sulla sede stradale. Roghi e blocchi stradali sono continuati fino all'alba.

giovedì 8 maggio 2008

Tre ca(mpa)ni al governo

Ieri è stata formalizzata la lista dei ministri, tre i campani: Elio Vito, fedelissimo del cavaliere, si occuperà dei Rapporti con il Parlamento; Mara Carfagna sarà alle Pari opportunità; Gianfranco Rotondi (unico non del Pdl) sarà all'Attuazione del programma. E' possibile che siano quattro o cinque i sottosegretari (si parla di Pasquale Viespoli e Mario Landolfi per An, di Nicola Cosentino e Paolo Russo per Fi e di Stefano Caldoro per il Nuovo Psi), ma lo si saprà questa sera. Resta comunque un dato: l'equilibrio territoriale di questo governo è decisamente sbilanciato verso il nord. Quasi certamente, la prossima settimana il nuovo governo sbarcherà a Napoli. Tutto è praticamente pronto a palazzo Reale per ospitare la riunione dell'esecutivo durante la quale Berlusconi presenterà il suo piano per i rifiuti (cui stanno lavorando ingegneri e tecnici lombardi di sua fiducia), dopo aver ricevuto qualche utile consiglio da Paolo Russo che durante il Berlusconi ter, tra il 2001 e il 2006, guidò la commissione bicamerale rifiuti; e soprattutto indicazioni indispensabili dal prefetto Gianni De Gennaro, incontrato un paio di volte.

Il commento
E' il governo del Cavaliere di Massimo Franco il Corriere della Sera

mercoledì 7 maggio 2008

Rotondi ministro, Carfagna portavoce del premier

Quando parte l'ultima corsa per il governo, sul pullman dei papabili c'è anche il deputato irpino (eletto però in Lombardia) Gianfranco Rotondi, fondatore della Democrazia cristiana per le Autonomie, poi confluita nel Popolo della libertà. Ma, tra i politici campani, la garanzia di un posto al tavolo più importante di Palazzo Chigi dovrebbe averla solo Elio Vito. L'ex capogruppo di Forza Italia alla Camera (eletto in Toscana) dovrebbe ricevere quasi certamente dal futuro premier Berlusconi la delega ai rapporti con il Parlamento. Per la salernitana Mara Carfagna sarebbe pronto comunque un incarico di grande responsabilità: o ministra o, come si apprende dalle voci più recenti e ricorrenti, di portavoce del nuovo governo. Più nutrita la pattuglia dei campani in corsa per le altre poltrone che contano, quelle cioè di viceministro e sottosegretario. Il derby tra i due parlamentari casertani di An Italo Bocchino e Mario Landolfi dovrebbe risolversi in una doppia promozione. Il primo dei due, infatti, è da ieri vicepresidente vicario del gruppo del Pdl a Montecitorio, mentre il secondo dovrebbe diventare viceministro alle Telecomunicazioni. Buone chance anche per altri due esponenti di An cioè il senatore beneventano Pasquale Viespoli e il deputato salernitano Edmondo Cirielli in corsa per le cariche di sottosegretario, rispettivamente al Welfare e alla Giustizia. Un posto di rilievo nella compagine governativa allargata dovrebbe essere destinato a Nicola Cosentino. Il coordinatore campano di Fi, forte del lusinghiero risultato elettorale, superiore alla media nazionale, ottenuto dal Pdl nella regione amministrata dal centrosinistra, dovrebbe essere nominato viceministro: il premio per Cosentino potrebbe essere una delega nell'ambito del ministero dell'Economia. Altra questione ancora aperta, la poltrona di sottosegretario all'Emergenza rifiuti. Già da giorni circola con insistenza il nome della ex governatrice di Nassiriya Barbara Contini, milanese, ma eletta al Senato proprio in Campania. In alternativa, Contini potrebbe occuparsi di cooperazione internazionale. Per l'ex senatore di An Luigi Bobbio, accreditato alla vigilia del voto come sottosegretario in pectore, sembra invece sempre più probabile un incarico comunque di prestigio in qualche staff. (Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno)