Visualizzazione post con etichetta Morando. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Morando. Mostra tutti i post

sabato 18 luglio 2009

La tessera

Enrico Moran­do, commissario del Pd, nei giorni scorsi, ha affermato che i capi di tutte le correnti invece di dare bat­taglia «sulla piattaforma politica… hanno preferito sfidarsi a suon di tessere». Ammette che i circoli del Pd, «a parte pochi casi vir­tuosi », non hanno «mai contattato le persone che erano venute a votare alle primarie, mai una lettera, mai una telefonata». Ave­vano deciso (dice ancora Morando) «che era me­glio mantenere e consoli­dare gli equilibri che c’era­no ai tempi di Ds e Mar­gherita piuttosto che apri­re il partito a chi si era avvi­cinato a noi», e così è sta­to ( Il Riformista del 15 lu­glio). Questa mattina l’eurodeputato Andrea Cozzolino scrive le sue proposte al Corriere del Mezzogiorno “…dobbiamo ripensare i meccanismi di selezione dei gruppi dirigenti, a partire da un tesseramento sano, attivo e partecipato. Servono controlli seri e parametri oggettivi per rilevare le anomalie. Ma soprattutto dobbiamo puntare su una nuova militanza civile e politica. Le campagne di tesseramento propongono spesso idee nuove con metodi vecchi, rivolgendosi soprattutto a persone già vicine alla politica organizzata. Per coinvolgere nuove energie dobbiamo creare opportunità di partecipazione innovative che muovano da problemi concreti, dai fronti più "caldi"…” Andrea Forgione che ha tesserato Beppe Grillo chiarisce la questione al Corriere del Mezzogiorno. «Voglio semplicemente dire che in questo momento bisogna chiedersi se noi militanti del Pd abbia­mo sottoscritto la tessera di un partito democratico oppure burocratico. Un partito cioè dove — specifica — esiste una commissione modello Pcus, parti­to comunista dell’Unione sovietica, che stabilisce chi moralmente possa essere tesserato o meno in base a pseudo-com­portamenti ostili».

martedì 14 luglio 2009

Tessere Pd, Marino a Franceschini: un commissario a Napoli

«Capisco che, nella fretta della preparazione della sua candidatura, il particolare gli sia sfuggito, ma vorrei informare Marino che il sottoscritto svolge la funzione di Commissario provinciale di Napoli dal gennaio del 2009 ed ha - come sua prima iniziativa - insediato immediatamente una commissione di garanzia per il tesseramento, che ha svolto e sta svolgendo in modo assai puntuale le sue funzioni». Lo afferma Enrico Morando, commissario straordinario del Partito Democratico a Napoli, commentando la richiesta fatta dal senatore del Pd e candidato alla segreteria del partito Ignazio Marino a Dario Franceschini di «inviare dei commissari del PD a Napoli». In particolare, Marino sostiene che «in poche ore, sarebbero state fatte seimila tessere» e paventa che presto a Napoli ci siano più tesserati che elettori. «I numeri di cui ha parlato Marino - conclude Morando sono quindi del tutto inventati».

venerdì 10 luglio 2009

Provincia, Morando difende Nicolais

Cesaro apre alla pace con l´Udc in Provincia. L´incontro di ieri considerato cordiale è una tregua armata. Nicolais prepara invece la relazione da capo dell´opposizione (in aula il 20). Non si dimette, dunque. Non subito. L´ex ministro si dividerà tra Montecitorio e Santa Maria la Nova, e intanto ieri ha vissuto per colpa della Provincia una giornata di «estremo disappunto». L´agitazione, giunta fino all´orecchio di Veltroni, nasce dalla lettura delle parole con cui Bassolino ha ricostruito mercoledì la genesi della candidatura: «Con Veltroni e D´Alema avevamo concordato una figura non politica. Quando è uscito Nicolais, mi sono fermato». A Nicolais pare di scorgere nel passaggio l´accusa di una interferenza. Come se gli venisse addebitata una intromissione, che giudica «un ribaltamento della verità». Probabilmente un equivoco: Bassolino aveva già spiegato in passato la candidatura di Nicolais non come un´intrusione durante la ricerca, ma come la fine della ricerca quando il partito lo convinse. È dovuto comunque intervenire il commissario Morando, ricordando che si trattò di «una disponibilità alle primarie» e ringraziando ancora Nicolais «per il coraggio in una situazione resa difficilissima dalla drammatica crisi in cui versava l´esperienza di governo del centrosinistra in Campania». Insomma, nuovo battibecco tra partito e amministratori. E poi c´è il congresso. Nicolais, che negli schemi su carta viene dato con Franceschini, in realtà non ha scelto. Ieri non era alla presentazione della mozione. Franceschini lo ha cercato, Nicolais ha preso tempo. La sua lista "per l´innovazione" chiede più spirito critico. Ed è Ignazio Marino, stesso profilo biografico, che pare più pronto a incarnarlo. I due dialogano: decisione in una settimana. Entro il 31 luglio vanno presentate le candidature alla segreteria regionale, dove gli schemi peraltro si rimescolano. Iannuzzi non fa sapere se ci riprova: nel 2007 vinse di un soffio col sostegno di Bassolino, De Mita e Nicolais insieme. Possono provarci (area Franceschini) sia Piccolo sia Andria; Amendola è tra i nomi per la mozione Bersani, e non si esclude l´ipotesi Oddati. Da Salerno il sindaco De Luca chiede «rinnovamento radicale dei dirigenti dopo il disastro dovuto a gruppi autoreferenziali e sradicati dai territori. Ci sono troppe anime morte: andiamo verso una rigenerazione fatta di concretezza e umiltà». (Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli)

De Luca attacca: Bersani ha ragione, serve una svolta

mercoledì 10 giugno 2009

«La rottura con il passato non è stata ben percepita»

Provincia di Napoli - Il ko alle Provinciali è uno spartiacque nella storia del Pd napoletano, e accelera le istanze di rinnovamento. «Penso di convocare quanto prima l’assemblea provinciale, ritenendo che sia giunto il momento di procedere all’elezione del segretario del Pd napoletano» annuncia Enrico Morando, commissario inviato dall’ex segretario Veltroni nei giorni della bufera seguita alle dimissioni di Nicolais da segretario, e al terremoto giudiziario che investì la giunta Iervolino per l’inchiesta Global service. Quindi, «prima dell’estate convocherò l’assemblea», spiega Morando, per dare al Pd provinciale una nuova leadership. Sulla sconfitta nella competizione per Palazzo Matteotti, il senatore “liberal” è lapidario: «Ci troviamo di fronte, dagli ultimi ed ancora incompleti segnali, ad una netta affermazione del Pdl – afferma Morando –. Mentre le Europee hanno segnato un relativo avvicinamento tra Pdl e Pd, rispetto ai risultati delle Politiche, alle Provinciali sono confermate le distanze. Partivamo da un divario di 18-19 punti. Va sottolineata con forza l’esigenza in tutta la Campania, per il Pd, di lavorare con ancor maggiore impegno per elaborare una proposta che si collochi in discontinuità con l’esperienza amministrativa degli ultimi anni, specialmente a Napoli e in Regione. Sono stati fatti sforzi, ma la rottura col passato non è stata completamente percepita. Dobbiamo impegnarci ancora». (girone il Roma)

giovedì 7 maggio 2009

Pd, bufera su Morando: «Non c’è trasparenza»

Dalle donne del partito durissimo attacco: «Si è fatto piegare dai diktat dei capibastone». Giallo sulla lista Nicolais

Malumori e malesseri erano nell’aria da lunedì pomeriggio. Quando nelle sede del Pd si sono incontrati il commissario Morando e una delegazione «rosa»: l’assessore Giovanna Martano e le parlamentari Teresa Armato, Maria Fortuna Incostante e Annamaria Carloni. Per discutere di candidature. Ma l’incontro è durato poco perché le proposte avanzate al senatore piemontese sono state stoppate: via uscenti e, cosa peggiore in un partito dove le tensioni tra le due anime sono all’ordine del giorno, nessuna donne della Margherita nella lista dei democrat. Un’amarezza sfociata ieri in una lettera durissima contro Enrico Morando. «Poche donne e, il più delle volte, in posizioni scomode, a segnalare una mancanza di impegno nel dare esecuzione concreta ad un principio, sulla carta, condiviso», scrivono ieri pomeriggio Giovanna Martano, Angela Cortese, Valeria Valente, Maria Fortuna Incostante, Teresa Armato, Annamaria Carloni e Luisa Bossa che lamentano anche come siano state «tenute all’oscuro sui criteri e sui nomi» nella lista di Nicolais. Un passaggio, quest’ultimo, che risolverebbe anche un giallo saltato fuori ieri mattina quando, in fretta e furia, è stata annullata la conferenza prevista per stamani alle 11 in cui l’ex ministro dell’Innovazione avrebbe dovuto presentare la sua lista. Probabile, quindi, che Nicolais, nelle prossime ore, tenti, su pressione di Morando, di recuperare i nomi avanzati dalle politiche democrat. A cominciare dal consigliere uscente Marianna Fragna per il collegio di Fuorigrotta fatta fuori per far posto ad un uomo (ma della stessa corrente) e da Sonia Fusco a Chiaia e Susy Tartaglione al Vomero. La rabbia contro il commissario comunque è molta. «Le scelte compiute sui candidati e le modalità adottate da Morando sono in aperto contrasto con le norme statutarie relative ad una partecipazione paritaria di donne e uomini e con i più elementari principi di democrazia e trasparenza. Stigmatizziamo ancora una volta - scrivono nella lettera - un’agghiacciante impermeabilità del gruppo dirigente del Pd ad una tra le più importanti e significative istanze di rinnovamento». Parole dure, quelle messe nero su bianco, anche se qualcuna delle interessate, in via informale e anonima, circostanzia le accuse con toni ancora più duri: «Alla fine ha vinto la peggiore politica: il commissario si è fatto piegare da scelte e diktat dei vari capicorrente». Intanto, ieri sera alla Mostra d’Oltremare, l’assessore regionale Andrea Cozzolino ha aperto la campagna elettorale per la sua candidatura alle Europee. In sala una platea quasi tutta bassoliniana (ma senza il governatore campano) e con le presenze, in prima fila, di Antonio Valiante, del sindaco Iervolino e del suo vice Tino Santangelo. «Ho accettato questa candidatura per portare più Sud in Europa, la mia è stata anzitutto una scelta politica» ha spiegato Cozzolino. Nessun accenno sulle polemiche per le mancate dimissioni ma solo un passaggio che sembra riferito all’indagine casertana che l’ha coinvolto: «Io sono tranquillo e a differenza di altri posso mettere la mia faccia sui manifesti». (Adolfo Pappalardo il Mattino)

sabato 18 aprile 2009

Lacrime napulitane ...

Il giorno dopo l’accordo siglato tra Pdl e Udc per le amministrative campane, tutti a piangere, nel centrosinistra, sul latte versato. Francesco Rutelli: «Mi colpisce come un segna­le molto negativo l’alleanza in Campania con la destra sotto l’egida di De Mita». E poi il governatore che chiu­de la stalla quando i buoi so­no tutti già scappati. Bassoli­no dice: «Anche se l’Udc in questo momento ha scelto le forze di destra bisogna conti­nuare a insistere perché il confronto politico raggiunga il risultato di nuove alleanze e coalizioni». Ni­cola Cosentino, sottosegreta­rio del governo Berlusconi, lea­der azzurro in Campania, ri­vendica quell’accordo. Ci man­cherebbe, l’ha firmato lui con Mario Landolfi, Pierferdinan­do Casini e Lorenzo Cesa. Feltri dice: «Hanno imbar­cato Ciriaco De Mita e Dome­nico Zinzi». Al di là del termi­ne più o meno felice, è vero. «Noi non abbiamo imbarca­to De Mita o Zinzi o chiunque altro. Noi abbiamo sottoscrit­to un’alleanza con l’Udc, parti­to con il quale condividiamo anni e anni di opposizione. Un naturale epilogo, al di là di De Mita e di un pezzo di mode­rati che ora condividono le no­stre battaglie». Nel PD, invece, operazione “candidature pulite”. La lista per la Provincia passerà prima sotto gli occhi di prefetto e magistrati. «La mia verifica sarà rigorosissima. Ne solleciterò un´altra alle autorità competenti, per quel che potranno fare nel rispetto delle loro funzioni». È la prossima mossa del commissario Enrico Morando. Lo dice nella sede del Pd di Sant´Antimo, città di Cesaro, candidato del Pdl. «È un´iniziativa su un tema, non contro qualcuno. Ma se in questa città accadono episodi strani, Cesaro non avverte l´esigenza di prendere le distanze?». Gli episodi, eccoli. Quattro commissariamenti in un decennio. L´aggressione (denunciata come rapina) a un consigliere comunale Udc che non aveva votato la sfiducia al sindaco di centrosinistra.

Fava: Rutelli dice la verità, loro non sono di sinistra

"Lo abbiamo sempre saputo, lo ringraziamo per la conferma"
Francesco Rutelli ammette che il Pd non è di sinistra, Claudio Fava di 'Sinistra e libertà' commenta l'intervento su Europa dell'ex vice-premier e afferma: "Va dato atto a Francesco Rutelli di aver affermato una verità elementare che tra i dirigenti del Partito Democratico in molti tacciono (o per timore o per interesse): il PD non è un partito di sinistra". "Noi - conclude Fava - lo abbiamo sempre saputo e sostenuto. Da Rutelli, che ringraziamo, ci arriva un'autorevole conferma".

Provinciali, resa dei conti nel Pd dopo l'accordo elettorale Pdl-Udc

sabato 11 aprile 2009

Morando lancia la lista anticamorra

Una lista anticamorra alle Provinciali. È l´argine che Enrico Morando immagina di alzare in risposta all´allarme sul voto inquinato che giunge dall´hinterland. Propone una lista composta dai giovani democratici e da quelli dell´associazionismo. «Questa sì che sarebbe una lista che vorrei accanto a noi. Anche perché - sottolinea - con il centrodestra non ci possono stare». È solo la parte finale di un affondo, inedito e forte, che il commissario del Pd riserva alla coalizione di centrodestra, quel Pdl che alla Provincia candida Luigi Cesaro, ex coordinatore provinciale di Forza Italia e deputato, il cui nome compare nei verbali d´interrogatorio di un pentito, in un´indagine della Procura di Napoli sui rapporti tra camorra e politica. Cesaro afferma di non essere indagato. All´assemblea dei giovani democratici che elegge il 22enne Valerio Di Pietro segretario napoletano, Morando indica qual è la strada per rispondere «a un candidato presidente che è leader politico di una città in cui è evidente l´inquinamento». Evidente, dice Morando, scuotendo la testa davanti alla "nota" che ha tra le mani, una lunga relazione spedita da Sant´Antimo, la città di Cesaro. Morando legge, scuote la testa, mormora. «Elezioni, scioglimenti, commissariamenti. E poi di nuovo». Morando racconta che si sta documentando «in vista di un´iniziativa da mettere in campo». È su una serie di episodi che il commissario Pd si va informando. Sull´urbanistica, sugli incroci tra certa imprenditoria e la vita dell´amministrazione, sul boom di preferenze in alcune liste civiche. E poi abusivismo edilizio, sospetti sui concorsi pubblici, aggressioni in prossimità delle elezioni. È questo il quadro che fa esplodere Morando, di solito misurato con le parole: «Non sto dicendo che Cesaro sia coinvolto, ma che in quel Comune sono state accertate infiltrazioni più volte, e non si sa nulla delle conclusioni delle indagini e delle relazioni prefettizie. Quando vedo che in Comuni come Sant´Antimo accadono fatti del genere, senza che abbiano una rilevanza nazionale, mi chiedo se siamo in una grande metropoli europea o in un Paese di cui non importa nulla a nessuno. Per fortuna la società napoletana è vigile. È ora che la politica faccia la sua parte». (an. car. da la Repubblica Napoli)

Chiesto il sequestro di “Fortapasc”

venerdì 20 marzo 2009

Morando: «Alle primarie voteranno in 80mila»

Provincia di Napoli - Il commissario straordinario del Pd di Napoli Enrico Morando si aspetta una partecipazione di almeno 80-90 mila elettori alle primarie di coalizione per le provinciali di Napoli che si svolgeranno domenica. Rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine di un convegno, Morando ha ricordato che alle primarie per Prodi in provincia di Napoli votarono in 110 mila. «Una cifra molto elevata, che si basava su una campagna elettorale prolungata e nazionale. Mi aspetto per le provinciali - ha proseguito Morando - una cifra più bassa ma comunque una elevata partecipazione. Poichè ci sono poco più di 60 mila iscritti al Pd in provincia di Napoli mi auguro che la cifra minima degli elettori che verranno a votare alle primarie di domenica si situi tra i 60 mila iscritti al Pd e i 110 mila che votarono per Prodi». Quanto alla mancanza di entusiasmo tra gli elettori segnalata dal presidente uscente della Provincia, Dino Di Palma, Morando ha detto: «Mi sembra di vedere interesse in giro e le primarie serviranno anche a dimostrare la differenza tra noi ed il Pdl, dove a decidere è sempre Berlusconi». Infine sul mancato confronto tra i tre candidati, Luigi Nicolais, Guglielmo Allodi e Salvatore Vozza, il commissario del Pd ha commentato: «Un confronto tra i tre sarebbe stato utilmente di spettacolo, ed avrebbe attirato attenzione». (Il Mattino)

domenica 15 marzo 2009

«Smentiremo chi ci accusa di tesseramento gonfiato»

«Saranno primarie vere. Ecco perché chiedo agli iscritti del Pd la massima partecipazione, anche per scacciare le false voci sul tesseramento gonfiato». È l’appello che il commissario provinciale del Pd Enrico Morando rivolge al popolo del centrosinistra in vista della consultazione del 22 marzo. Senatore, il tempo stringe. A che punto siete? «Siamo impegnati in un grande sforzo organizzativo. Abbiamo già individuato 276 sedi di voto, ciascuna delle quali ospiterà almeno due seggi. Entro domani arriveremo a oltre 300 punti, che non saranno solo circoli di partito». I tre candidati hanno pochi giorni a disposizione. Non si rischia una campagna elettorale solo formale? «No, saranno primarie vere. Certo, il tempo è poco, ragion per cui i candidati si concentreranno sul porta a porta, più che sui convegni. Qualcuno dice che il Pdl è più avanti. Io rispondo che se il candidato del centrosinistra lo avesse scelto Veltroni o Franceschini, anche noi avremmo fatto prima. Ma noi siamo un’altra cosa». Prevede una buona partecipazione? «Abbiamo poco più di 65mila iscritti. Agli ultimi congressi, Ds e Margherita ne avevano 74.819. Ciò in quanto a Napoli e provincia esiste una forte tradizione di iscrizione ai partiti. Nessuna anomalia, dunque. Naturalmente non può accadere che nelle Municipalità e nei Comuni con tanti iscritti ci sia una scarsa partecipazione alle primarie. Significherebbe dare ragione a chi parla di tesseramento drogato». È Nicolais il candidato ufficiale del Pd? «Non esiste nessun candidato ufficiale, se non quello che vincerà le primarie. Ho insistito con Nicolais perché si impegnasse in questa battaglia, considero Gino un candidato molto forte. Questo non è in alcun modo in contrasto con la scelta delle primarie». I moderati dicono che lei qui blocca le liste civiche mentre in Piemonte pare si facciano... «In Piemonte ogni decisione spetta agli organismi dirigenti, io non c’entro nulla. Alle Provinciali di Napoli il Pd avrà la sua lista, i cui componenti saranno scelti democraticamente con i coordinatori dei circoli». E gli alleati? «Attendiamo la decisione di Prc e Idv. L’Udc ci ha detto che andrà da sola al primo turno». Dopo le primarie il Pd eleggerà il segretario? «Il primo a cui sta a cuore l’elezione del segretario, che dovrà essere scelto a stragrande maggioranza, è proprio Enrico Morando. Spero così di potermi dedicare alle vicende nazionali». (ger.aus. il Mattino)

Morando a Piano di Sorrento, per le primarie nulla è deciso

giovedì 12 marzo 2009

PD, una o più liste?

Provincia di Napoli - Il Commissario del Pd Enrico Morando ha ribadito che oltre alla lista del Pd ci sarà, se il candidato la riterrà opportuna, quella del presidente che dia voce a un civismo che non si sente rappresentato nel Pd. È stato stabilito, per la scelta dei candidati, che in ogni circolo, collegio per collegio, si terranno assemblee da cui far emergere una terna di nomi (almeno uno dovrà essere di donna). «Le liste - osserva - Morando - vanno costruite attraverso un coinvolgimento effettivo della base». Sulla ricandidatura degli uscenti il commissario è stato cauto. «Le regole dello statuto - dice - fissano un tetto alle legislature. Per il resto, faremo le opportune valutazioni». Contro l’ipotesi di avere più liste riferite al Pd si è detto contrario Salvatore Piccolo. «La frammentazione non aiuta a radicare il partito e a far crescere consensi. Si avrebbe - sostiene Piccolo - una corsa alla lista e si determinerebbe una federazione di movimenti. La lista del Pd è una». Mostra perplessità anche Teresa Armato. «La lista sia una, ma effettivamente rappresentativa - dice la senatrice - della grande ricchezza culturale e politica che c’è nel partito».

Piano di Sorrento - Sabato 14 marzo alle ore 10 biblioteca comunale, interverrà il commissario provinciale Enrico Morando per discutere di primarie e candidature provinciali.

domenica 8 marzo 2009

Nicolais e le primarie: no al cannibalismo

Troppi esponenti del Pd alle primarie del centrosinistra che sceglieranno il candidato per la presidenza della Provincia di Napoli? Gino Nicolais allarga le braccia. E al forum organizzato a Santa Maria La Nova sulle nuove strategie per l'area metropolitana dice: «Forse è vero quello che qualcuno pensa, e cioè che il nostro è un partito troppo democratico. Ma tant'è. Quello che deve essere chiaro fin dall'inizio è che il centrosinistra deve vincere le elezioni contro il Pdl; se all'interno della coalizione dobbiamo cannibalizzarci per capire chi è più forte, allora non sono più interessato». Una strategia per scoraggiare nuove candidature, dopo quelle di Mastranzo e Allodi? «Non escludo che arrivi qualcun altro — prosegue l'ex ministro— ma gli alleati dovrebbero stabilire con freddezza chi, all'interno della coalizione, ha più possibilità di vincere. Anche perché, non dimentichiamolo, competiamo con un partito quasi monarchico che la campagna elettorale l'ha iniziata già da un pezzo ». Un partito, il Pdl, e un candidato, Cesaro, che a detta di Nicolais «mancano di un'idea chiara su cosa debba essere questo territorio nei prossimi anni» ed è qui, dunque, che bisogna insistere. E il lavoro fatto finora? Il docente universitario vuole evitare polemiche e all'uscente Di Palma dice: «La decisione di non ricandidarsi alla Provincia e puntare direttamente alle europee è senz'altro da apprezzare. D'altronde, coi cambiamenti che ci aspettano a partire dal federalismo fiscale e la creazione delle aree metropolitane, è giusto puntare su forze nuove». Concetto ribadito anche a proposito di Bassolino: «Voglio bene al governatore ma dopo tanti anni si è chiuso un ciclo e lui stesso ne è consapevole. D'altra parte, chi ha portato a termine una stagione, non può essere il promotore di una nuova». Intanto ieri a Castellammare, intervenendo a un'assemblea di giovani, organizzata dal vicesindaco Nicola Corrado, il commissario provinciale del Pd Enrico Morando ha auspicato che il nuovo segretario «appartenga alla generazione successiva alla mia, e, possibilmente, sia una donna». E a proposito delle quote rosa in consiglio regionale, Morando ha affermato che «pur rispettando l'autonomia del gruppo, il Pd dovrebbe prendere una posizione precisa» e ha invitato i giovani a far sentire la loro voce «anche in maniera fragorosa». (Ugo Ferrero da il Corriere del Mezzogiorno) (Foto di Corrado Amitrano da Facebook)

giovedì 26 febbraio 2009

Pd, tesserati a quota 66mila sabato convention con D’Alema

La prima tappa del programma di Enrico Morando è vicina alla conclusione. Il tesseramento è ormai completato e sono sessantaseimila i napoletani, tra città e provincia, che hanno sottoscritto l’adesione al Pd. Anche i circoli sono stati costituiti in quasi tutti i comuni e le municipalità di Napoli e restano da celebrare gli ultimi congressi per eleggere i coordinatori. «Stiamo procedendo secondo i programmi», dice Morando. Restano da risolvere i casi in cui il tesseramento è stato sospeso, come a Torre Annunziata, Visciano, Casamarciano, Nola. La seconda tappa è la conferenza programmatica. È stata convocata per sabato prossimo e sarà conclusa da Massimo D’Alema. Il programma è sul sito del partito (www.pdnapoli.it) e poggia sul concetto della Città metropolitana per cui, scrive il commissario, la Provincia dovrà «essere la sede di scelte strategiche sul futuro dell’area» demandando ai municipi «l’attività amministrativa a partire da quella ordinaria amministrazione che appare oggi così drammaticamente carente». Partendo dalla premessa di Napoli per «vocazione naturale» capitale del Mezzogiorno, Morando traccia le linee di sviluppo della provincia fissando sei direttrici organizzative e otto obiettivi. «È il nostro programma, il programma del Pd, al quale il candidato presidente potrà attingere. E lo stesso vale per le altre forze politiche: non pretendiamo che il nostro sia il programma dell’intera coalizione», ha detto il commissario. Solo dopo la conferenza programmatica e le primarie, sarà affrontata la questione della segreteria. Resta da capire se il nuovo segretario provinciale sarà eletto prima o dopo le elezioni di giugno. (p.mai. il Mattino)

martedì 24 febbraio 2009

Morando resta

Primo giorno di lavoro a via del Nazareno per Dario Franceschini, dopo l’elezione a segretario del Pd. Enrico Morando, che nella giornata di ieri aveva rimesso il mandato di Commissario straordinario del Coordinamento provinciale di Napoli, è stato inviato dallo stesso a restare in carica. Morando ha accettato di proseguire il suo lavoro. Il 28 febbraio, presso la Citta della Scienza a Napoli, si terrà la prima conferenza programmatica provinciale del Pd. Si discuterà di organizzazioni, obiettivi e metodi per una nuova stagione di governo del centro-sinistra.

Mazzoni va via

Erminia Mazzoni lascia l´UDC. «Non ho più convinzione della bontà delle scelte che il mio partito sta operando - afferma la Mazzoni - perché l´autonomia rivendicata rischia di trasformarsi in opportunismo se non si spiegano le scelte divergenti che si stanno adottando nelle diverse competizioni amministrative. In Trentino l´Udc è a sostegno della sinistra, in Abruzzo ha gareggiato da solo, in Sardegna a sostegno del centrodestra. Tale atteggiamento mostra, come avevo paventato sin dall´inizio, che non tutti avrebbero avuto il coraggio di portare fino in fondo il sacrificio della posizione autonoma». «Il risultato ad oggi - secondo la Mazzoni - è una grande incertezza, di cittadini e quadri dirigenti, e la prospettiva è un Udc schizofrenico».

domenica 22 febbraio 2009

Morando lascia

Il Commissario napoletano del PD Enrico Morando ha annunciato che essendo stato nominato da Walter Veltroni, rassegnerà le proprie dimissioni a colui che lo ha sostituito. È praticamente certo che Dario Franceschini lo confermerà nell'incarico, assunto circa un mese e mezzo fa. Comunque andrà, qualsiasi decisione verrà presa, le parole di Antonio Bassolino, che gli ha suggerito di lasciare l'incarico, hanno turbato il senatore: «Lui e gli altri mi conoscono bene, avrebbe potuto evitare di chiedere le mie dimissioni». Al Corriere del Mezzogiorno il Senatore Morando del Pd napoletano dice: “Ho girato per tutta la penisola - questo è il partito più rissoso d'Italia. Lo è sempre stato e naturalmente parlo del Pci che, nonostante non prevedesse statutariamente le correnti, a Napoli le aveva, eccome. Ma questo è anche il partito più ricco e stimolante di tutti. Domenica scorsa a mezzogiorno e mezzo avevo un incontro a Poggiomarino. Ci sono arrivato alle due, all'ora di pranzo, perché mi avevano trattenuto a Scampia. Pensavo di trovarvi uno sparuto drappello di persone, invece tutti erano rimasti ad aspettarmi, almeno 250 tra giovani e anziani, pronti a discutere con me. Questo mi fa ben sperare per il Pd. Io credo che ora che la sconfitta elettorale incombe sulla sinistra si cominci ad orientare la propria aggressività politica verso gli avversari esterni piuttosto che verso quelli interni”.

I giovani vanno in campo "Uno di noi alle primarie”

venerdì 20 febbraio 2009

Bassolino e Morando chiedono il congresso

Regione Campania - ''Ho chiesto di tenere il congresso da sempre. E' poco spiegabile che non si sia tenuto già un anno fa, dopo le politiche, le elezioni in Friuli e in Sicilia. Sono tornato sul tema in autunno perchè era evidente che ci fosse il bisogno di una riflessione''. Con queste parole Antonio Bassolino auspica che il congresso del Pd si tenga al più presto possibile ''magari, cambiando qualcosa in regole e tempi''. ''Le situazioni internazionali, i temi etici, il ruolo del partito, la politica delle alleanze - insiste Bassolino - sono tutte questioni congressuali''. Il presidente della Regione Campania, definisce "sbagliata" la decisione di Veltroni di dimettersi. Dice di provare "grande rispetto per il travaglio di Veltroni" e di "comprendere l' amarezza e il groviglio di sentimenti che c'è dietro la decisione di dimettersi" ma dice anche che "Veltroni aveva il diritto e il dovere di guidare il partito nelle prossime elezioni europee e amministrative, aveva il diritto e il dovere di portare il partito al congresso".Allo stato attuale urge una ''riflessione di fondo sull'Italia, sulle forze che si muovono, su come ricostruire una prospettiva di governo''. ''Sarebbe stato giusto farlo - insiste Bassolino sul compito che Veltroni, a suo avviso, avrebbe dovuto assumere - producendo cambiamenti, facendo scelte e chiamando anche ad una forte corresponsabilità personalità importanti del partito sia a livello nazionale sia sul territorio''. Comunque, insiste ancora Bassolino, ''andando avanti lui! aveva il diritto/dovere di guidare le forze nella campagna elettorale. E, aggiungo, nel pieno di una crisi gravissima che vive il Paese''."Se la crisi del Pd è drammatica e le dimissioni di Veltroni ne sono l'espressione, allora è necessario mettere in campo una reazione adeguata e giusta" come è quella di affidare agli elettori "entro due mesi, la scelta tra candidati e linee politiche alternative": è il ragionamento, invece, del senatore Enrico Morando, commissario provinciale del Pd.

giovedì 19 febbraio 2009

E’ meglio dividersi …

Naturalmente non ci crede nessuno al fatto che sabato in 2800 decideranno cosa fare del Pd. Parliamo di quel coordinamento nominato da Veltroni e che quindi, a rigor di logica, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni (e magari continuare a lavorare, se serve, ma da dimissionario e uscente) un secondo dopo quelle di Veltroni. I 2800 delegati nazionali, per alzata di mano, voteranno Franceschini segretario, - ovviamente - speriamo in qualche sorpresa, quindi non disperiamo. Morando, tanto per ritornare alle cose di casa nostra, è tornato subito in via Toledo. «La mia attività prosegue». Le dimissioni di Veltroni non lo fermano. «Non credo che la linea cambi, - dice a Repubblica Napoli - anzi tendo a escluderlo. Non cambia il progetto di fondo sul futuro della città». Tutte le scadenze previste sono confermate, eccetto una: l´assemblea regionale, in programma sabato per l´approvazione dello statuto messo a punto da Giuseppe Ossorio, slitta al 9 marzo (primarie obbligatorie, limite di 3 mandati per i consiglieri, incandidabilità per chi è condannato seppure non in via definitiva per corruzione e concussione). Ieri sera nuovo vertice tra Morando e i segretari provinciali del centrosinistra. C´è l´adesione della Sinistra al progetto delle primarie di coalizione (22 o 29 marzo). Con una novità: Sd, l´area Vendola uscita dal Prc e i Verdi sono pronti a iscrivere alla corsa contro Nicolais l´uscente Di Palma, convinto ormai al 90 per cento ad accettare la carta di riserva, dopo la mancata ricandidatura diretta da parte della coalizione. Dopo la caduta di Veltroni, sempre da Repubblica Napoli, è la giornata delle analisi, Nicola Oddati: «Il Pd ha cercato di mettere insieme due anomalie, Dc e Pci, facendo un tentativo che s´è rivelato un errore. Non è diventato né mai potrà diventare un partito. Hai voglia a fare primarie. Bisogna invece costruire una nuova alleanza elettorale, fondata su due partiti, uno socialdemocratico e uno liberaldemocratico, per governare insieme. Sarebbe saggio. Ma non sempre le cose sagge si fanno. La cosa peggiore sarebbe far finta di rimettere in piedi il Pd. In Italia, una sinistra moderna non può scomparire del tutto. Così com´è giusto che abbia una casa sua un´area cattolica, liberaldemocratica». Ancora più chiaro? «Se D´Alema o Bersani avessero il coraggio di prendere l´iniziativa, mi sentirei di seguirli subito. Così come sarebbe un bene se l´iniziativa venisse dai moderati. Nulla di scandaloso. Il Pd nasce per vincere con il 40 per cento. Se si ferma al 33 e perde, e poi perde ancora, non può andare contro la storia». In poche parole cari amici è meglio dividersi ... Chi invece potrebbe cadere (forse) è Antonio Bassolino, trenta a trenta, appeso a un voto. Senza Udeur e Idv la maggioranza in Consiglio non c'è (quasi) più.

martedì 17 febbraio 2009

Le primarie si faranno

Provincia di Napoli - Quasi 190 mila persone hanno votato alle primarie del Pd o del centrosinistra in Toscana. Il dato è stato reso noto dal Partito democratico. Nei 40 comuni e 6 province che in totale sono andati al voto in Toscana nelle due tornate di elezioni primarie di ieri e del 1 febbraio hanno votato complessivamente 189.371 persone. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto ai nostri utenti se fosse giusto che Nicolais si candidasse alla Presidenza della Provincia di Napoli senza passare per le primarie. Il risultato è stato chiaro: 36% ha detto Si, mentre il restante 64% ha risposto di No. Il commissario Enrico Morando assicura che le primarie si faranno, perché così è previsto dallo statuto del Pd. Se gli alleati vorranno, si potranno fare anche le primarie di coalizione, altrimenti andremo avanti da soli. Questa è la linea di Morando per le prossime elezioni provinciali: sì alle primarie per il presidente, no a quelle di collegio per i singoli candidati. «Sarebbe tecnicamente impossibile – ha detto il Commissario del Pd - e politicamente inopportuno organizzarle. Siamo ancora in una fase in cui è necessario garantire la rappresentatività di tutti», Morando ha anche aperto uno spiraglio alla composizione di altre liste: «Le vedo bene se saranno liste del Presidente, cioè espressione della società civile e quindi in grado di allargare la partecipazione, ma escludo che vi possano entrare dirigenti locali del Pd».

domenica 15 febbraio 2009

«Niente guerre di liste né candidati piovuti dal cielo»

A Napoli da poco più di un mese, Enrico Morando presenta il programma del Pd e traccia un primo bilancio da commissario. «È il nostro programma, il programma del Pd, al quale il candidato presidente potrà attingere. E lo stesso vale per le altre forze politiche: non pretendiamo che il nostro sia il programma dell’intera coalizione». Una coalizione dai contorni non ancora definiti. Il percorso verso l’alleanza è più complesso del previsto? «Con i segretari degli altri partiti ho già avuto un incontro. C’erano tutti, tranne Udeur e Comunisti italiani. Ho proposto loro, tra l’altro, di fare le primarie di coalizione. I partiti hanno chiesto una pausa di riflessione ma i primi riscontri mi sembrano positivi». L’Udeur sembra già fuori dalla coalizione. «Per ora so solo che non ha partecipato alla riunione. Mi auguro che la prossima volta ci sarà. Non snobbiamo nessuno e insisto perchè sieda al tavolo». Con l’Udeur in bilico e con l’Udc che andrà da sola, tra i moderati del Pd c’è il timore di una coalizione sbilanciata a sinistra. Come ribatte? «Il Pd è un partito di centrosinistra e non di sinistra. Punto. Chi sostiene il contrario sottovaluta qual è la natura stessa del partito. Detto questo, mi auguro che l’Udeur voglia continuare a stare insieme. Così come mi auguro che con l’Udc ci sia un confronto serio sul programma per verificare se esistono le condizioni per una intesa immediata. Fermo restando che sia con l’Udc che con forze della sinistra che ritenessero di dover andare da sole, si potrebbero registrare intese al secondo turno». Un altro tema delicato, le liste. C’è un pressing perchè a fianco a quella del Pd ce ne siano altre. Conferma la sua contrarietà? «Più volte ho pubblicamente detto che non mi convincono più liste intorno a quella del Pd. La lista del Partito democratico sarà una e dovrà essere costituita evitando che le candidature appaiano paracadutate. Nei collegi il Pd dovrà candidare uomini e donne che siano espressione di quei territori. Per altre operazioni non c’è spazio. A meno che il candidato presidente non vorrà far interpretare con una sua lista un civismo che non trova espressione nella lista del Pd. Ma, chiarisco, questa lista la fa il candidato presidente e non il Partito democratico». Lei ha proposto le primarie di coalizione. Ma se ci fosse, oltre a Nicolais, un altro candidato del Pd? «Non sarebbe un problema, ma mi auguro che si possa avere una candidatura sulla quale la convergenza dei militanti del Pd sia molto ampia». Il partito è commissariato, Veltroni e D’Alema intervengono spesso su Napoli. C’è una delegittimazione della classe dirigente napoletana? «Ho sentito molte lamentele per un presunto disimpegno dei vertici nazionali del partito rispetto a Napoli e alla sua provincia. Le visite di Veltroni e D’Alema, il loro interessamento provano il contrario. Certo, riconosco che commissariare è un trauma, è una lesione dell’autonomia. Ma si è ritenuto che fosse indispensabile farlo e sono io il primo a sostenere che il commissariamento debba durare poco». Ha già in testa il nome del nuovo segretario? «Ho dedicato la mia attenzione ai tre punti che indicai al momento dell’insediamento: radicamento del partito (entro il 20 febbraio avremo i coordinatori in più di cento circoli); conferenza programmatica; alleanze e primarie per le provinciali. Esaurita questa fase affronterò il resto. Ma sin da ora dico che lavorerò a una candidatura di larghissima convergenza perchè questa è la condizione per poter procedere». Anche Bassolino auspica un segretario unitario. Con il governatore c’è sintonia? «Sto ricevendo l’aiuto che mi aspettavo e penso che anche sulle scelte programmatiche si possa sviluppare con lui una interlocuzione. Lo stesso vale anche per la Iervolino». (Paolo Mainiero il Mattino)

venerdì 13 febbraio 2009

Caro Morando la crisi c’è …

Vico Equense – Domani - 14 febbraio 2009 - alle ore 17 Enrico Morando commissario del PD sarà nella nostra Città. Gli uomini e le donne del Pd analizzeranno i problemi dell'Italia e si confronteranno intorno alle sei proposte democratiche per allontanarsi dalla crisi economica. Prima di esprimersi in merito, qualcuno dovrebbe ricordare all’On. Morando che in consiglio comunale il gruppo unico non c’è ancora, una soap opera assolutamente insignificante nel merito, ma che non può sollevare un interrogativo. Come può un PD incapace di influenzare e di dettare legge ai propri uomini e donne, poter soltanto sperare – un giorno - di governare, di fare scelte coraggiose e forti? Con quale attendibilità ci si presenterà agli elettori, se poi gli eletti fanno quello che pare a loro? Il nuovo direttivo è sorto al termine di un repulisti, messo in atto da persone che per semplici capricci personali hanno posto veti. La parte riformista, quella che sosteneva Morando nel 2001 "Per salvare i Ds, consolidare l'Ulivo e costruire un nuovo, unitario partito del riformismo socialista", che vinse il congresso è stata epurata da coloro che lo porteranno in peregrinazione per le vie del paese. L’epurazione non risolve nulla, anzi convalida che la cultura riformista, quell’aperta alle idee e alle libere discussioni, alloggia altrove. La cacciata di una componente riporta alla mente il PCI vecchio stampo, pronto a denigrare i dissidenti, a chiedere la testa di chi la pensa in maniera diversa. Non è un caso se, a fronte di 150 iscritti, soltanto una quarantina, a fine novembre 2008, hanno preso parte al voto congressuale. Questo assottigliamento è dovuto alla malagrazia, alla supponenza e alle impuntature infantili. Nonostante primarie, assemblee costituenti, statuti, carte dei valori - o forse per il modo in cui questi passaggi si sono svolti - il Pd non ha ancora trovato un’identità e un’ anima: la scelta dei 30 elementi è stata fatta secondo le vecchie logiche, manca una prospettiva per il futuro, e una linea politica maggioritaria che sia seguita anche da coloro che non la condividono. Semplificando molto, si stanno in realtà misurandosi a colpi di veti e in modo inespressivo una parte degli ex DS e l’ex Margherita.

mercoledì 11 febbraio 2009

De Franciscis, Lourdes dopo la politica

Il presidente della provincia di Caserta Sandro De Franciscis (Pd) ha deciso di lasciare progressivamente la politica per dedicarsi all' attività di medico a Lourdes. Infatti il vescovo della Diocesi di Tarbes e Lourdes, monsignor Jaques Perrier, ha reso noto la nomina di De Franciscis a «medico permanente» del Bureau Medical, l'istituzione che nel Santuario si occupa di raccogliere le segnalazioni di presunte guarigioni e di curare gli aspetti medici dell'accoglienza degli ammalati. Cinquantatré anni, medico pediatra con master in epidemiologia ad Harvard, ricercatore in aspettativa dall'Università Federico II di Napoli, De Franciscis, che dal 2005 è presidente della Provincia di Caserta, è il primo medico non francese a ricoprire il prestigioso incarico di responsabile del Bureau fondato nel 1882 dal barone Dunot de Saint Maclou, che ne è stato il primo incaricato. Succede al dottor Patrick Theillier, direttore dell'organismo dal 1998.

PD Day

Il Partito Democratico indice tre giornate di incontri e dibattiti per far fronte ai gravi problemi che il Paese sta affrontando. Il 14-15-16 febbraio tutti gli uomini e le donne del Pd sono invitate a discutere dei problemi dell'Italia e a confrontarsi intorno alle sei proposte per uscire dalla crisi che il Pd ha sviluppato. Per la provincia di Napoli il Partito Democratico organizza incontri dove è possibile discutere con i diversi parlamentari. Sabato 14 febbraio 2009 alle ore 17 Enrico Morando commissario del PD sarà a Vico Equense nella sede del PD Via G. Giusso, 6.