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domenica 23 agosto 2009

I bassoliniani

Andrea Cozzolino interviene sul caso Bassolino ri-sindaco, e spegne ogni polemica, vuole una coalizione ancora più allargata e soprattutto boccia ogni candidatura piovuta dall’alto: “L’ultima parola la diranno le primarie”. Sul caso è intervenuto pure Gianfranco Nappi che si impegna oltre ogni immaginazione a spiegarci chiaramente come/quanto l’antibassolinismo non paghi, e come/quanto Bassolino possa fare come gli pare, compreso ri-candidarsi a sindaco, se volesse. Ma secondo lui non vuole. Per l’assessore comunale alla Cultura Nicola Oddati «i bassoliniani sperano che si arrivi alla fine della legislatura e si stanno impegnando per quest’obiettivo. Abbiamo ancora due anni di lavoro per realizzare alcune grandi opere che possono cambiare il volto della città. Penso al Forum delle Culture, alla riqualificazione del centro storico e alla riconversione di Bagnoli. Proprio sulla zona occidentale, grazie al Forum, abbiamo compiuto passi da gigante ma dobbiamo essere consapevoli che non si può arrivare fino al 2011 tirando a campare. Occorrono obiettivi chiari e passo spedito. Oggi il sindaco è Rosa Russo Iervolino e con lei siamo chiamati a creare le condizioni per la prossima vittoria alle urne». E i candidati? «Bassolino e la lervolino dovranno accompagnare il centrosinistra verso una nuova classe dirigente che si sta già costruendo – afferma Oddati – In questo quadro sono pronto a dare il mio contributo, anche partecipando ad eventuali primarie per la scelta del prossimo candidato sindaco. Ma a patto che ogni decisione venga assunta in modo collegiale e che davanti a noi ci siano risultati concreti».

Congressi, sale la febbre il Pd rinuncia alla Festa

giovedì 11 giugno 2009

Chi parte e chi arriva ...

Claudio Velardi lascia. Ovviamente l’assessore regionale lo fa a modo suo. Facen­do trapelare la notizia sul sito di gossip più informato d’Italia, Dagospia. «All’al­larme a Napoli: scassato dalla politica politicante, Claudio Velardi è pronto a dimettersi da assessore alla Cultura del capoluogo campano», strilla D’Agostino nel primo pomeriggio. Luigi Cesaro neo presidente della provincia lavora alla nuova giunta. Al momento, l’opzione più accre­ditata resta quella che fa riferimento al pre­fetto, già questore di Napoli, Bari e Reggio Calabria, ed ex senatore Franco Malvano, molto probabilmente prossimo assessore alla legalità dell’esecutivo partenopeo targa­to centrodestra. Malvano, candidatosi alle recenti europee, ha collaborato nell’ultimo periodo con la struttura del sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso, occupandosi pro­prio di ordine pubblico. Cesaro, poi, ha intenzione di confer­mare la vicepresidenza all’Udc e per questo incarico starebbe pensando al rettore della Parthenope Gennaro Ferrara, il quale ri­nunciò alla candidatura alla presidenza del­la Provincia proprio in forza dell’intesa si­glata con il Pdl. Inoltre, un’altra ipotesi al vaglio è quella che conduce al coinvolgi­mento dell’ex senatore di An Luigi Bobbio, ex pm della procura di Napoli. Altra new-entry, al posto di Andrea Cozzolino, in partenza per Strasburgo, potrebbe essere Nicola Oddati pronto a trasferisi a Palazzo Santa Lucia con la benedizione della Iervolino. Chi invece rimane saldamente in sella è il governatore Antonio Bassolino, che controlla reti di in­teressi e voti ...

domenica 22 marzo 2009

Il sindaco fa rimuovere il Cristo col condom

E' stato rimosso dagli organizzatori della mostra al Pan di Napoli il crocifisso avvolto in un profilattico, che venerdì aveva creato polemiche e malumori nella giunta comunale. «È chiaro che, quando manca l'ispirazione artistica - dice il sindaco di Napoli riferendosi chiaramente alla contesta opera dell'artista napoletano - si tenta di far parlare di sé anche con operazioni artistiche di pessimo gusto e che non rispettano - come si dovrebbe - il sentimento religioso dei cittadini. Naturalmente, quando chiedo il rispetto del sacro, mi riferisco a tutte le religioni e non intendo comprimere la libertà dell'arte. Ma, lo ripeto, in questo caso, quello che manca è proprio l'arte, mentre regna sovrano il pessimo gusto. Sono sicura - conclude la prima cittadina lanciando così un chiaro messaggio al suo assessore - che la saggezza dell'assessore Oddati eliminerà questo sconcio, senza naturalmente che il Pan e l'arte abbiano a soffrire» ma non era mai arrivato il diktat ne' alla curatrice della mostra, Iulia Draganovic, ne' all'artista, Sebastiano Deva. Sabato pomeriggio invece è scattata la decisione. Oddati, alle 20, è andato al Museo. «L´opera di Sebastiano Deva, non deve rovinare una bellissima iniziativa - commenta l´assessore - Tra parentesi questa piccolissima installazione, rientra in un format curato da Geoffroy, che prevede che ogni giorno un artista possa installare una sua opera ispirata alle notizie di cronaca, secondo una rotazione libera. Quando sono arrivato Sacred Love era già stato messo in una stanza secondaria, perché questo prevede il format. Io ho materialmente spento il proiettore che ricreava la diapositiva sul muro. L´opera è stata rimossa». Oddati aggiunge: «Secondo me, l´artista ha voluto far parlare di sé, anche se ha affrontato un tema delicato come il rapporto tra religione-morale cattolica-prevenzione dell´Aids. Però se voleva fare una cosa seria, poteva sforzarsi di più e non presentare un´installazione così dozzinale». Oddati cita un altro esempio: «Sempre al Pan, nell´ambito di "Napoli senza titolo", c´è una foto di Salvino Campos, giovane fotografo brasiliano, che ritrae un crocifisso, con ai piedi una sedia a rotelle. È tutt´altra storia». Tra le opere esposte al Pan, comunque, c´è un´installazione dell´artista napoletana Roxy in the box, che giocando sul parallelismo tra le notizie ossessive dei media e la fede cattolica presenta Madonna, Gesù e un Dio con i superpoteri di Superman, Batman e gli Incredibili.

giovedì 19 febbraio 2009

E’ meglio dividersi …

Naturalmente non ci crede nessuno al fatto che sabato in 2800 decideranno cosa fare del Pd. Parliamo di quel coordinamento nominato da Veltroni e che quindi, a rigor di logica, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni (e magari continuare a lavorare, se serve, ma da dimissionario e uscente) un secondo dopo quelle di Veltroni. I 2800 delegati nazionali, per alzata di mano, voteranno Franceschini segretario, - ovviamente - speriamo in qualche sorpresa, quindi non disperiamo. Morando, tanto per ritornare alle cose di casa nostra, è tornato subito in via Toledo. «La mia attività prosegue». Le dimissioni di Veltroni non lo fermano. «Non credo che la linea cambi, - dice a Repubblica Napoli - anzi tendo a escluderlo. Non cambia il progetto di fondo sul futuro della città». Tutte le scadenze previste sono confermate, eccetto una: l´assemblea regionale, in programma sabato per l´approvazione dello statuto messo a punto da Giuseppe Ossorio, slitta al 9 marzo (primarie obbligatorie, limite di 3 mandati per i consiglieri, incandidabilità per chi è condannato seppure non in via definitiva per corruzione e concussione). Ieri sera nuovo vertice tra Morando e i segretari provinciali del centrosinistra. C´è l´adesione della Sinistra al progetto delle primarie di coalizione (22 o 29 marzo). Con una novità: Sd, l´area Vendola uscita dal Prc e i Verdi sono pronti a iscrivere alla corsa contro Nicolais l´uscente Di Palma, convinto ormai al 90 per cento ad accettare la carta di riserva, dopo la mancata ricandidatura diretta da parte della coalizione. Dopo la caduta di Veltroni, sempre da Repubblica Napoli, è la giornata delle analisi, Nicola Oddati: «Il Pd ha cercato di mettere insieme due anomalie, Dc e Pci, facendo un tentativo che s´è rivelato un errore. Non è diventato né mai potrà diventare un partito. Hai voglia a fare primarie. Bisogna invece costruire una nuova alleanza elettorale, fondata su due partiti, uno socialdemocratico e uno liberaldemocratico, per governare insieme. Sarebbe saggio. Ma non sempre le cose sagge si fanno. La cosa peggiore sarebbe far finta di rimettere in piedi il Pd. In Italia, una sinistra moderna non può scomparire del tutto. Così com´è giusto che abbia una casa sua un´area cattolica, liberaldemocratica». Ancora più chiaro? «Se D´Alema o Bersani avessero il coraggio di prendere l´iniziativa, mi sentirei di seguirli subito. Così come sarebbe un bene se l´iniziativa venisse dai moderati. Nulla di scandaloso. Il Pd nasce per vincere con il 40 per cento. Se si ferma al 33 e perde, e poi perde ancora, non può andare contro la storia». In poche parole cari amici è meglio dividersi ... Chi invece potrebbe cadere (forse) è Antonio Bassolino, trenta a trenta, appeso a un voto. Senza Udeur e Idv la maggioranza in Consiglio non c'è (quasi) più.

mercoledì 7 gennaio 2009

Oddati: logica da vecchia Repubblica

Nicola Oddati è uno degli assessori riconfermati della Giunta Iervolino, un “bassoliniano”, secondo alcuni. È con lei dal 2001. È cresciuto nei Ds, è stato molto vicino a Bassolino, ma si è anche allontanato dal partito. Di fronte alle dimissioni del segretario cittadino del Pd, Luigi Nicolais, è meravigliato. Soprattutto dalle dichiarazioni del professore che parla di «innovazione» nel partito. Una innovazione che sarebbe dovuta partire dall’azzeramento della Giunta, dalle epurazioni dei “vecchi” assessori, anche di quelli che hanno fatto bene. «Come fa lui a parlare di “bassoliniani” e di “vecchio” nel Pd e nella giunta Iervolino - dice Oddati - Se non mi sbaglio lui ha 66 anni e io 44, non mi trovo. E poi lui è stato cinque anni assessore con Sassolino con un potere più ampio del mio, chi è più bassoliniano, io o lui? Poi è stato ministro per due anni e ora è deputato, mi pare che occupi ruoli abbastanza importanti. Insomma, ha gestito e gestisce potere, non ha un ruolo di secondo piano». «La giunta abbia subito un cambiamento radicale. Chi dice il contrario nega l’evidenza. Dobbiamo finirla – incalza Oddati - con questa logica tribale delle spartizioni, bisogna smetterla con questi giochini da prima Repubblica, se davvero vogliamo costruire il Pd. Non ho nulla contro Nicolais, e secondo me non avrebbe neanche dovuto lasciare la segreteria. Del resto, lui deve ricordarlo bene: quando era ministro fu il primo a sapere da me della questione del Forum universale delle culture, della possibilità che Napoli potesse ospitarlo». (cs il Roma)

giovedì 10 luglio 2008

Oddati: «Pino si è venduto al potere per un pugno di lenticchie»

Il siparietto più gustoso è avvenuto dietro le quinte. Ed è lo specchio della Napoli di oggi. Il governatore Antonio Bassolino è passato a salutare Pino Daniele e l’ha «preso di faccia»: «Caro Pino, hai detto che non ti ho aiutato per il concerto. E sai che non è così. Hai ringraziato tutti e non me. Ora, stasera, lo devi smentire». Il mascalzone latino è rimasto di stucco: «Ma no, Antonio, l’ho detto anche in conferenza stampa: è il Comune, la Iervolino, che non mi ha aiutato. A te non ho chiesto nulla». Un teatrino sotto gli occhi imbarazzati del ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mentre tra palco e camerini si aggiravano Fabio Cannavaro, Ciro Ferrara e Tony Renis. Finisce sempre in politica: dal palco, Milly Carlucci legge anche un saluto del premier Berlusconi che ringrazia Pino & Friends «per questa festa di musica e civiltà». Una sfida per Napoli che vuole ritrovare la dignità ridotta ad ecoballe. La querelle politica era iniziata nel pomeriggio in albergo, quando il nero a metà aveva commentato i problemi avuti per organizzare il suo «concerto ad ostacoli: sembrava una caccia al tesoro, non sapevi mai dove dovevi fermarti. Non ho avuto aiuti, la città aveva altri problemi, ma il Comune qualcosa la poteva fare, per me, i soldi per Mehta e per Bolle li ha trovati. Solo il ministro per l’Ambiente Prestigiacomo mi ha dato una mano, con la campagna sulla raccolta differenziata». E l’amico Bassolino? «Non mi ha dato una mano perché non l’ho chiesta. Ci siamo visti ieri, siamo davvero amici, quando è partita la macchina organizzativa era nel bel mezzo dell’emergenza rifiuti, non potevo parlargli del mio concerto». Questa la dichiarazione, fraintesa, all’origine delle tensioni e del chiarimento serale dietro le quinte. Ma le accuse al Comune il nero a metà non le smentisce, anzi. E l’assessore alla Cultura Nicola Oddati (foto) replica a muso duro: «Questa città ha fatto tanto per lui, constatare che si è venduto al potere corrente per un pugno di lenticchie ci fa una certa tristezza». E l’assessore ai Grandi Eventi, Valeria Valente, rivendica intanto con gli organizzatori lo sforzo compiuto e gli aiuti concessi e racconta come sul suo cellulare arrivino sms di protesta sulla diretta televisiva trasformata, a loro dire, in uno spot pro-governo. Ma Ferdinando Salzano di Friends and Partners, che ha organizzato lo show, ribatte: «Abbiamo pagato tutto quello che c’era da pagare, spendendo circa 500 mila euro. E dal Comune abbiamo avuto solo la piazza». (p.t. il Mattino)

martedì 11 marzo 2008

Scotto contro Oddati

Lo spunto è stato fornito dall´incontro organizzato per sostenere Olga D´Antona, la vedova del giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse che il Pd schiera come numero 4 nella lista presentata per il collegio Campania 1 della Camera. A Santa Maria la Nova, nel giorno della ufficializzazione delle liste, il Partito democratico napoletano riunisce i suoi big, con in testa il sindaco Rosa Russo Iervolino, il governatore Antonio Bassolino e il ministro dell´Innovazione Luigi Nicolais, e incassa l´appoggio di Nicola Oddati, assessore comunale alla Cultura che dopo la nascita del nuovo soggetto politico aveva scelto Sinistra democratica. «Per ora non aderisco al Pd - spiega Oddati - perché mantengo le mie perplessità e non sarebbe serio farlo adesso. Ma farò campagna elettorale per Olga D´Antona». Una mossa che il segretario regionale del partito, Tino Iannuzzi, definisce «testimonianza della capacità del Pd di essere forza attrattiva di nuove energie, un passaggio importante che conferma come il Pd sia in grado di coinvolgere nel confronto elettorale ulteriori potenzialità rispetto a quelle scese in campo con le primarie del 14 ottobre». Ma l´annuncio di Oddati viene accolto polemicamente da Arturo Scotto (foto), capolista a Campania 1 per Sinistra Arcobaleno, che parla di scelta «legittima ma francamente incomprensibile. Evidentemente ha funzionato il richiamo della foresta: un bassoliniano che torna con i bassoliniani». Ma Oddati respinge le accuse e replica: «Faccio i migliori auguri a ScottO e agli altri candidati della Sinistra Arcobaleno. Sono una persona libera, nelle liste si entra perché ci sono padrini e io non ne ho, a differenza di chi parla. Scotto è stato designato parlamentare per la seconda volta ma forse un´esperienza amministrativa gli avrebbe fatto bene». (Tratto da La Repubblica Napoli)

lunedì 10 marzo 2008

Oddati torna nel Pd

Nel pomeriggio di oggi a Santa Maria la Nova incontro con Olga D’Antona, vedova del giuslavorista Massimo, ucciso dalle Br. La D’Antona parlamentare uscente, è in lista alla Camera in Campania per il Pd. Nell’occasione l’assessore comunale Nicola Oddati annuncia il suo impegno per la candidatura ed ufficializza i rientro nel Pd. Attesa in sala la presenza del Sindaco Iervolino e del Governatore Bassolino.

lunedì 25 febbraio 2008

La vendetta di Rutelli

Il fulmine è arrivato durante l'ultima seduta del Consiglio dei ministri: il Governo ha deciso la «revoca della dichiarazione di "grande evento" per il Forum delle culture del 2013.
Se il provvedimento sarà confermato attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, Napoli non riceverebbe importanti fondi. La notizia ha suscitato la reazione del sindaco Iervolino e di Bassolino, che si sarebbero rivolti al Presidente Giorgio Napolitano. Il più arrabbiato è ovviamente l’assessore Oddati. Che si chiede se il casus sia legato al suo nome, o al desiderio di affossare Napoli. «Dobbiamo davvero pensare a una ripicca, a una provocazione? Ma no, mi rifiuto. Se una tale decisione fosse confermata, direi che c’è un atteggiamento negativo e forse di astio non solo rispetto all’amministrazione comunale - e già sarebbe discutibile - ma rispetto alla città. Questo non si può accettare. Comunque Napoli deve andare avanti». Addirittura rivolge un appello a Veltroni: «Mi appello a chi crede ancora in una politica dei fatti, del merito, dei progetti. Chiedo a Veltroni, anche se non sono uno del Pd. Ci crediamo nelle cose che diciamo? Se Veltroni ci crede, come io penso, allora che si vinca o si perda alle prossime politiche, qualcuno dovrà spiegare perché Rutelli decide di privare Napoli di qualcosa in cui, fino a qualche settimana fa, lo stesso Prodi e lo stesso Rutelli credevano».

giovedì 31 gennaio 2008

Invecchiare altrove …

«Io assessore? Già lo sono. Anche da troppi anni. Vorrei cambiare mestiere, invecchiare altrove...». Magari in Regione? «Lo escludo. E poi c’è una posizione del mio partito che rispetto». Nicola Oddati (Sinistra democratica), assessore al Comune di Napoli, potrebbe traslocare da palazzo San Giacomo a palazzo Santa Lucia. Anche se lui nega.

«Lo dico con la fraterna comprensione e amicizia che nutro per Antonio: io mi sarei già dimesso». Massimo Cacciari, sindaco di Venezia si rivolge ad Antonio Bassolino, alla sua giunta e anche al suo consiglio regionale. Un’assemblea segnata da arresti e inchieste, al punto che si ritorna a parlare dell’intreccio fra camorra e politica. Che idea si è fatto della vicenda campana? «Seguo con grande apprensione e partecipazione quanto accade a Napoli e in Regione. Sono legatissimo alla vostra terra e sono molto amareggiato». Che cosa la colpisce di più? «Che lo sforzo di rinascita partito qualche anno fa si sia spento: Napoli e la Campania erano un modello anche politico. Non si è sfruttato al meglio quel magico momento».

domenica 11 novembre 2007

Auto blu

Qualcosa si muove. Forse le cose non cambieranno, ma l'abuso di mezzi di servizio per farne privilegi personali comincia a creare qualche problema. A Napoli una nuova inchiesta fa i conti sulla flotta di auto blu del Comune, che a dispetto della stagione di tagli alla spesa pubblica naviga a tutta velocità. Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha una vettura del Viminale con scorta in quanto ex ministro dell'Interno. Invece assessori e presidente del Consiglio comunale hanno a disposizione 17 Alfa 159, grintose e comode. In più, però, ai consiglieri viene rimborsato il noleggio di auto private e i taxi. Otto Fiat punto sono poi a disposizione dei dirigenti delle società municipali. E per i manager del Comune sarebbe garantita la copertura H24, con due turni di autisti e spesso due macchine diverse che si alternano nella stessa giornata. Adesso Procura e Guardia di Finanza vogliono capire come sono state utilizzate le auto blu e hanno sequestrato la documentazione su otto anni viaggi. Ci sono trasferte a feste di partito in tutta Italia, ma anche escursioni a Rimini e in località turistiche della Calabria: di tutte si verificherà la reale motivazione. Nicola Oddati, con delega alla Cultura, ha una posizione del tutto particolare da quando non ha più l’auto di scorta fornita dal ministero dell’Interno. «Ho comprato uno scooter e per ora mi muovo con quello, l’auto di servizio la lascio in garage. E questo non significa che non la userò né che chi lo faccia sbaglia».

mercoledì 3 ottobre 2007

Primarie, ricorsi di de Franciscis, Piccolo e Mazzarella


Il marasma ora è per i ricorsi: tre candidati su quattro impegnati nella corsa alla segreteria campana del Pd protestano formalmente contro il collegio regionale dei garanti.
Roma dovrà esaminare gli esposti di Salvatore Piccolo e Sandro de Franciscis (area Veltroni) ed Eugenio Mazzarella (area Letta) contro il verbale del collegio, reo, secondo i ricorrenti, di una sostanziale «sanatoria» per molte liste collegate a Iannuzzi. Ecco cos'hanno deciso i garanti: respinte le richieste di nuove candidature o spostamenti per rinunce; scollegata la lista «Campania democratica per Iannuzzi» in quattro collegi — Ischia, Pianura, San Giuseppe Vesuviano, San Giorgio a Cremano — nella circoscrizione Campania 1: così non si potrà concorrere al riparto dei resti. Piccolo invece non potrà presentare la lista «Territori protagonisti» nei collegi 7 (Napoli-San Carlo all'Arena) e 17 (Pomigliano d'Arco). Mentre de Franciscis dovrà fare a meno dei suoi «coraggiosi» nel collegio 22 (Gragnano). Entrambi per «numero di candidati inferiore ai 2/3 di quelli da eleggere». Infine, i garanti hanno consentito tre cambi di capolista a diverse liste per garantire il rispetto dell'alternanza uomo-donna. Ma proprio il mancato «equilibrio di genere» fa infuriare i lettiani. Per i quali parla il coordinatore campano Amedeo Lepore: «Lo squilibrio tra uomini e donne in troppe liste è marchiano e contro il regolamento.
Va punito. Sennò gli elettori che devono pensare?».

Oddati: "Bassolino affondato da De Mita e dai rifiuti"
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 03 ottobre 2007