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mercoledì 9 settembre 2009

La Iervolino si schiera con Bersani

«Franceschini? Non gli devo nulla»

Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino si schiera con la mozione di Pierluigi Bersani al congresso del Pd. L’adesione l’ha ufficializzata intervenendo alla manifestazione dell’area che sostiene Bersani alla Mostra d’Oltremare. «Al congresso appoggerò Bersani - ha detto ai giornalisti -, grazie a Dio sono una persona libera e questo comporta parecchie difficoltà, ma anche una grandissima libertà, quella di scegliere». «La mozione di Bersani, che è un vecchio amico, mi ha convinto per il tipo di partito popolare dei lavoratori e di sinistra costituzionale e sociale, con una prospettiva europeista e di apertura al dialogo tra i partiti». Quanto a Dario Franceschini, che qualche settimana fa a Napoli aveva parlato di «lungo inverno», riferendosi alla stagione amministrativa di Napoli e della Campania il sindaco ha replicato: «Grazie a Dio quando Franceschini parlava d’inverno ero allo splendido sole di Bruxelles, e grazie a Dio non devo niente a nessuno. Quando la mia giunta era in difficoltà all’epoca del suicidio di Giorgio Nugnes non ho avuto solidarietà nè da una parte nè dall’altra». (Corriere del Mezzogiorno)

venerdì 28 agosto 2009

Ancora su Bassolino ri-sindaco...

Continua senza tregua il dibattito su Bassolino ri-sindaco. Ne approfitta Dario Franceschini venuto ieri a Napoli per dare una scrollata al partito campano, decretando praticamente la incompatibilità fra lui e Bassolino. Da un lato la metafora delle stagioni politiche: «Si inizia con la primavera, non con una riproposizione dell´autunno». Dall´altro il no alla candidatura di Bassolino in Comune: «Sarebbe sbagliato. Se verrò confermato segretario manterrò questa posizione». Il governatore in soffitta, insomma. In serata la repli­ca piccata del bassoli­niano Michele Caiazzo. «Spiace che chi attualmente è segretario nazionale del più grande partito di opposizione e si ricandida faccia dichiarazio­ni incaute, strumentali e di cat­tivo gusto — dice Caiazzo —. Innanzitutto è prematuro parla­re delle elezioni al Comune di Napoli e uno che fa il segreta­rio nazionale di un partito do­vrebbe saperlo. Adesso abbia­mo davanti a noi le elezioni re­gionali e come Pd e come cen­tro sinistra, dobbiamo avanza­re un nuovo progetto di gover­no per la Regione Campania». E termina: «Chi invece di parla­re di progetti alimenta guerre personali, credendo così di prendere qualche voto in più al­le primarie del 25 ottobre, di­mostra per intero la propria inadeguatezza a svolgere il ruo­lo di segretario nazionale del Pd». Se Franceschini boccia l’ipotesi sen­za indugi, Iervolino dice invece di non avere «nul­la in contrario» se Bassolino si ricandida a sinda­co di Napoli. Non fossse altro, perché la decisione verrà presa dalle primarie, «quindi non spetta a me decidere se Antonio vorrà o potrà ricandidar­si ». La sindaca mette però un punto fermo: «Io, comunque, vado avanti fino a fine mandato, quin­di fino al 2011, se me lo permetteranno, e non in­tendo dimettermi in anticipo». Come dire: il go­vernatore della Campania può anche decidere di rimettersi in gioco per la poltrona più alta di Pa­lazzo San Giacomo, ma non potrà fare affidamen­to su dimissioni anticipate della sindaca.

martedì 7 aprile 2009

Cittadinanza Onoraria al piccolo Abou

La Giunta Municipale di Napoli, ha deciso un gesto di forte rilevanza simbolica in una logica di accoglienza e solidarietà stabilendo di dare la cittadinanza onoraria al piccolo Abou nato nei giorni scorsi nella nostra città. “Non vogliamo assolutamente entrare nella dinamica della vicenda che ha riguardato la permanenza di Abou e della sua mamma Kante Kadiatou in ospedale – ha dichiarato il Sindaco Iervolino - ma vogliamo sottolineare che il bimbo, pur non avendo, per l’arretratezza della nostra legislazione, la cittadinanza italiana, appartiene alla comunità di Napoli, città nella quale è nato e che lo accoglie con affetto e rispetto. Il gesto della Giunta Comunale vuole ancora sottolineare – ha proseguito il Sindaco – il sentimento della stragrande maggioranza dei nostri concittadini i quali ritengono – in armonia con la Costituzione - che la tutela della salute è un diritto che va garantito a tutti, indipendentemente dalla condizione giuridica e da ogni logica discriminante. La storia delle istituzioni ospedaliere di Napoli è una storia di solidarietà e di accoglienza, e tale deve rimanere. Ai genitori di Abou, e soprattutto alla sua mamma Kante, così come a quanti si trovano nelle loro stesse condizioni, va la solidarietà affettuosa della Città”

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domenica 22 marzo 2009

Il sindaco fa rimuovere il Cristo col condom

E' stato rimosso dagli organizzatori della mostra al Pan di Napoli il crocifisso avvolto in un profilattico, che venerdì aveva creato polemiche e malumori nella giunta comunale. «È chiaro che, quando manca l'ispirazione artistica - dice il sindaco di Napoli riferendosi chiaramente alla contesta opera dell'artista napoletano - si tenta di far parlare di sé anche con operazioni artistiche di pessimo gusto e che non rispettano - come si dovrebbe - il sentimento religioso dei cittadini. Naturalmente, quando chiedo il rispetto del sacro, mi riferisco a tutte le religioni e non intendo comprimere la libertà dell'arte. Ma, lo ripeto, in questo caso, quello che manca è proprio l'arte, mentre regna sovrano il pessimo gusto. Sono sicura - conclude la prima cittadina lanciando così un chiaro messaggio al suo assessore - che la saggezza dell'assessore Oddati eliminerà questo sconcio, senza naturalmente che il Pan e l'arte abbiano a soffrire» ma non era mai arrivato il diktat ne' alla curatrice della mostra, Iulia Draganovic, ne' all'artista, Sebastiano Deva. Sabato pomeriggio invece è scattata la decisione. Oddati, alle 20, è andato al Museo. «L´opera di Sebastiano Deva, non deve rovinare una bellissima iniziativa - commenta l´assessore - Tra parentesi questa piccolissima installazione, rientra in un format curato da Geoffroy, che prevede che ogni giorno un artista possa installare una sua opera ispirata alle notizie di cronaca, secondo una rotazione libera. Quando sono arrivato Sacred Love era già stato messo in una stanza secondaria, perché questo prevede il format. Io ho materialmente spento il proiettore che ricreava la diapositiva sul muro. L´opera è stata rimossa». Oddati aggiunge: «Secondo me, l´artista ha voluto far parlare di sé, anche se ha affrontato un tema delicato come il rapporto tra religione-morale cattolica-prevenzione dell´Aids. Però se voleva fare una cosa seria, poteva sforzarsi di più e non presentare un´installazione così dozzinale». Oddati cita un altro esempio: «Sempre al Pan, nell´ambito di "Napoli senza titolo", c´è una foto di Salvino Campos, giovane fotografo brasiliano, che ritrae un crocifisso, con ai piedi una sedia a rotelle. È tutt´altra storia». Tra le opere esposte al Pan, comunque, c´è un´installazione dell´artista napoletana Roxy in the box, che giocando sul parallelismo tra le notizie ossessive dei media e la fede cattolica presenta Madonna, Gesù e un Dio con i superpoteri di Superman, Batman e gli Incredibili.

martedì 20 gennaio 2009

Dibattito rinviato

Ieri ci siamo chiesti come sarebbe finita la seduta del consiglio comunale di Napoli, la prima dopo il rimpasto della nuova giunta. Tutto rinviato a giovedì alle ore 10. La sospensione dei lavori è stata decisa per consentire agli esponenti della maggioranza di partecipare alla riunione del partito democratico con Walter Veltroni. "I dibattiti sono sempre costruttivi e questo è stato un dibattito vivace ma indubbiamente costruttivo e interessante" ha detto il sindaco Rosa Russo Iervolino durante la seduta del consiglio comunale. "Adesso si tratta di proseguire - ha aggiunto - e soprattutto di rendere operative le indicazioni che nascono dal consiglio".“I signori che siedono sugli scranni del Consiglio comunale di Napoli non rappresentano più la Città e le sue legittime aspettative – afferma Gennaro Capodanno, fondatore ed amministratore del gruppo “ Napoletani, riprendiamo la Città. E’ ora di dire basta" che su Facebook è sostenuto da oltre duemila iscritti, che aumentano giorno per giorno “. “Anche stamani – prosegue Capodanno - lo spettacolo che ne è sortito, con i cittadini che urlavano fuori dalle mura del Maschio Angioino per chiedere le dimissioni del sindaco e la bagarre scoppiata in aula tra i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, hanno dato una chiara testimonianza del clima pesante e difficile che si respira nel capoluogo partenopeo, che di certo non consentirà alcun miglioramento della qualità della vita dei cittadini, giunta oramai ai minimi storici “. “ E’ mentre all’interno e all’esterno del Palazzo si andava avanti a colpi di slogan e con le solite trovate propagandistiche di qualche associazione in vena di carnevalate, laddove invece la situazione è molto seria e richiederebbe l’impegno di tutti – prosegue Capodanno -, i cittadini erano costretti a patire l’ennesimo disservizio generato dall’occupazione nella mattinata dei binari della stazione ferroviaria di Napoli Centrale, con i viaggiatori impossibilitati a partire. Un fatto gravissimo, quella dell’interruzione di pubblici servizi, che si sta ripetendo con cadenze sempre più ravvicinate “.“A tutto ciò diciamo basta – conclude Capodanno – chiedendo al Governo nazionale di valutare se non esistano le condizioni di ordine pubblico, così come indicate nella norma, per poter giungere allo scioglimento di un consiglio comunale che non riesce più e da tempo ad operare nell’interesse collettivo. Napoli sta diventando una polveriera sociale che potrebbe esplodere da un momento all’altro, visto che alla crisi che sta investendo l’intero Paese si vanno ad aggiungere le difficoltà di uscire da una situazione di paralisi che oramai da tempo impedisce l’azione dei consessi elettivi partenopei”.

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lunedì 19 gennaio 2009

Il giorno della retorica …

Il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni scrive al “Mattino”. Un anticipo di retorica che raggiungerà l'apice questa sera alla Mostra D’Oltremare. Bassolino e la Iervolino non diserteranno l'appuntamento, questo trapela dai rispettivi staff. Sul palco del teatro Mediterraneo saliranno, oltre a Veltroni, Morando e Iannuzzi. Prima delle conclusioni del segretario nazionale, parleranno tre coordinatori di circolo per ricordare che la forza del PD è nella base. La giornata, invece, di Rosa Russo Iervolino inizia con il Consiglio comunale, dove il sindaco rischia di non avere il numero legale nel giorno della presentazione della nuova giunta. Tapiri, gazebo e slogan davanti al Maschio Angioino. Il messaggio è chiaro: La Iervolino vada via. Come finirà?

domenica 18 gennaio 2009

“O si cambia Napoli o si muore”

“O si cambia Napoli o si muore”: così, con un manifesto lungo m.80, da domani, il Pdl chiederà le dimissioni del sindaco di Napoli. Nel maxi manifesto, sulla facciata dell'ex Sferisterio, anche un Garibaldi che invita 1000 uomini a “salvare Napoli e la Campania”. Sempre domani, davanti al Maschio Angioino, ci sarà una manifestazione di protesta del Pdl e di cinque associazioni civiche, che hanno promosso su Facebook il gruppo “Napoletani, riprendiamoci la città”, che chiede l'azzeramento immediato del Consiglio comunale di Napoli con la conseguente necessità di tenere le elezioni amministrative in tempi brevi. Questo obiettivo, alla luce dell'indisponibilità a dimettersi sin qui manifestata dal Sindaco, può essere perseguito o con le dimissioni degli assessori, oppure con le dimissioni dei consiglieri comunali.

mercoledì 14 gennaio 2009

Voltiamo pagina …

Walter Veltroni prepara a "Ballarò" il terreno per l´assemblea di lunedì prossimo al teatro Mediterraneo della Mostra d´Oltremare, si riparla del famigerato nastro e considera il comportamento di Rosetta “inspiegabile e immotivabile”, ma d’altra parte “non tocca al segretario di un partito dire a un sindaco se deve dimettersi”. “Bassolino ha già detto che non intende essere ricandidato. La Iervolino non è ricandidabile perché è al secondo mandato ma in Campania occorre in ogni caso un gigantesco rinnovamento, occorre voltare pagina e avviare un´altra stagione”. Pure Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera ricorda l’ambizioso compito assegnato a Morando. «Capii che la prima cosa da fare era indurre la Iervolino a distruggere il famigerato nastro con la registrazione dei colloqui con Nicolais e Iannuzzi — racconta oggi —. Il sindaco si era appena detto pronto a pubblicare tutto. Imbarazzante. Bisognava impedirlo, e credo di aver dato un piccolo contributo». Simona Brandolini, invece, dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno intervista Berardo Impegno. Nel '93, in piena Tangentopoli, vengono arrestati in successione due segretari del Pds. Uno è Benito Visca, l'altro si chiama Berardo Impegno (poi assolto). Occhetto deve inviare a Napoli un commissario, in un primo momento fa il nome di Petruccioli, poi manda Antonio Bassolino, una sorta di punizione per il giovane funzionario ingraiano nemico della svolta della Bolognina.

Popolarità al minimo

Gradimento ai minimi storici per il governatore della Campania Antonio Bassolino e per il sindaco di Napoli Rosa Iervolino, che secondo il sondaggio di Ipr Marketing per il «Sole 24 Ore» sono addirittura i fanalini di coda delle rispettive classifiche. Per Bassolino il consenso continua ad essere in caduta libera: l’erosione del 7 per cento rispetto ai rilevamenti dello scorso anno porta il gradimento al 39 per cento. Un autentico tonfo se si considera che alle Regionali del 2005 Bassolino aveva vinto raccogliendo alle urne il 61,6 per cento dei consensi. In totale, quindi, sono oltre 22 i punti perduti dal governatore della Campania. Non va meglio la Iervolino, anche lei ferma al 39 per cento e relegata all’ultimo posto nella classifica dei sindaci: tenendo conto che alle Comunali del 2006 il consenso si era attestato al 57 per cento. Anche il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma perde vistosamente terreno, finendo al quart’ultimo posto con il 45 per cento.

domenica 11 gennaio 2009

Staccate la spina … va a fuoco

I due consiglieri del Pdci nel Consiglio comunale di Napoli non voteranno la fiducia alla rinnovata Giunta Iervolino. Lo ha detto il segretario nazionale del Pdci, Oliviero Diliberto, che invita il sindaco di Napoli a “staccare la spina”. In una conferenza stampa, Diliberto ha criticato duramente il centrosinistra campano, Bassolino e la stessa Iervolino, ed ha auspicato “nuove elezioni per mandare a casa un'intera classe politica”. La Iervolino non ci pensa neanche e commenta così la sua scelta: "L'ho deciso poiché ho ritenuto in coscienza di dare in questo momento di grande incertezza e sofferenza per questioni rilevanti di etica pubblica (a prescindere dalla fondatezza, o meno, di accuse di natura penale), che hanno lambito la nostra amministrazione, una risposta forte e responsabile. Mi guidano onesta e coscienza nonché i valori della Costituzione della Repubblica italiana e la profonda convinzione che è più facile abbandonare la nave nei momenti difficili che trovare il coraggio e la forza per uscire da queste difficoltà e navigare verso rotte più sicure. La città - sottolinea - ha bisogno di un sereno e fattivo comune lavoro e non certo di pause istituzionali o di governi commissariali ontologicamente lontani da ogni logica di partecipazione". Per il sindaco questa mattina anche un piccolo fuori programma. Prima di raggiungere l’aeroporto, dove l’attendeva un volo per Bruxelles, il primo cittadino ha dovuto fare i conti con un incendio divampato in una mansarda all’interno dell’edificio in cui abita, in via Duomo. Per fortuna, nessuna conseguenza per gli inquilini dello stabile.

sabato 10 gennaio 2009

Le mele marce …

Il Commissario piddino Enrico Morando comincerà il suo tour domenica. L’agenda del senatore non è ancora definita ma l’intenzione è di incontrare tra i primi i segretari dei circoli. Che non sono molti, in verità, perchè se è vero che il tesseramento è stato quasi ovunque completato, è anche vero che solo trentacinque circoli hanno già eletto il segretario. Morando parte dalla base, e almeno per il momento non ascolterà i capibastone… Invece, del mitico nastro, se ne occupa Francesco Cossiga che a “Il Giornale” dice. "Brutto segno. Bruttissimo: significa che sono proprio messi male, se c'è bisogno di registrare il colloquio tra il sindaco e i segretari provinciali e regionali". "Difendo Rosetta - aggiunge l'ex capo dello Stato riferendosi al sindaco del capoluogo partenopeo- e non soltanto perchè è stata mia collega di partito. Se è vero quello che ha dichiarato, e cioè che Nicolais e l'altro sapevano che il colloquio fosse registrato, di che cosa si lamentano?". Ad ogni modo la bobina e i file audio hanno fatto una brutta fine, sono stati distrutti in presenza di reporter di agenzie. La Iervolino intervistata da Lucia Annunziata “La Stampa” consegna una nuova puntata dello scontro con il Pd che farà discutere: fu Walter Veltroni, dice Rosetta, a chiedermi di non mollare, di non dimettermi. A Napoli si parla degli assessori perché nella Giunta si sono scoperte delle mele marce, dice l'Annunziata. «Attenzione, le mele marce le abbiamo cacciate io e la magistratura. Gambale ad esempio, con eccellente storia, focolarino, eletto tante volte, antimafia: io non me ne sono accorta, e me ne prendo la responsabilità. È stato il più fetente. Ma neanche loro del Pd! Il litigio attuale sulla giunta non è sul passato ma su chi nominare, e per me alcune delle loro obiezioni sono inaccettabili perché il primo rimpasto per cambiare l’ho fatto da sola a giugno. Il loro problema è di mettere altri da quelli che io volevo. Ma io ho la mia autonomia, per legge..... Intendiamoci: quando hanno arrestato i 4 assessori non ho perso tempo. Dopo mezz’ora ero in macchina per Roma dove mi sono consigliata con Walter. Gli ho detto che facciamo, sono a disposizione. E Walter, insieme a Franceschini, Fioroni, Nicolais mi hanno detto chiaramente "Vai avanti, tu sei pulita, fai il rimpasto più ampio possibile". Insomma io mi sono posta il problema e mi sono messa a disposizione. Ho ricevuto anche tanta solidarietà: da Ciampi, da Scalfaro, da Mattarella...». La storia delle mele marce, mi ha fatto pensare nuovamente a quello che incautamente disse Craxi a proposito del «mariuolo» Mario Chiesa ...

venerdì 9 gennaio 2009

Vai tranquillo Morando ...

Il registratore della Iervolino diventerà un feticcio come il cubo di Rubik o la chitarra di Elvis, e un giorno sarà battuto all'asta alla Blindarte di Napoli... Inizia così l’articolo di Francesco Merlo su "Repubblica" per la terza puntata della stampa, nazionale, e internazionale visto che anche l'Economist mette Napoli in prima pagina, alle registrazioni. Affonda il bisturi Emanuele Macaluso coscienza critica della sinistra che intervistato da “Il Messaggero” ricorda di aver "sempre rimproverato ai dirigenti del Pd di non aver neanche tentato di analizzare che cosa erano diventati Ds e Margherita in questi anni. Se lo avessero fatto, non sarebbero forse a questo punto". "Il Pd è nato – continua Macaluso - mettendo insieme una enorme macchina di potere locale, una serie di potentati locali" ed è ovvio che oggi il vertice del Pd nazionale "dica che è impossibile rimuovere chi è eletto dal popolo, sfido io, non potrebbero farlo neanche se lo volessero". Per Macaluso "qui si tratta di amministratori, di sindaci, di governatori regionali con l'appendice di quelli provinciali che contano meno... migliaia di persone pagate che gravitano attorno a questa pletora di cacicchi". Alla domanda se siamo alla riedizione del partito degli assessori di nenniana memoria, Macaluso replica: "Le analogie ci sono. La crisi del Psi nasce non quando Craxi fa politica seriamente" ma quando dopo il Muro di Berlino "si impunta a voler tornare a palazzo Chigi avendo ormai con sè un partito di cacicchi e di potentati locali". La soluzione per i democratici? "Si chiariscano, aprano finalmente il confronto interno anche aspro, si diano battaglia ma alla fine decidano, se no il Pd è destinato a implodere". Renato Soru intervistato da “La Stampa” dice. "Io mi sono dimesso per molto meno. Dopo di che, ognuno decide per conto suo, non voglio giudicare gli altri". Secondo il governatore ricandidato alla guida della Sardegna, il Pd ha avuto un "inizio promettente" con "le primarie, la grande partecipazione di forze nuove, di giovani" poi c'è stato "un contraccolpo, una vera e propria involuzione". Questo perchè "vecchie forze, vecchi personaggi, gente destinata ormai a uscire di scena è tornata alla ribalta e si è ripresa un pezzo di potere che non le spettava". Di qui, aggiunge Soru, nasce la questione morale: "Quando si rinuncia alla politica, quando non ci si impegna in un lavoro lungo e faticoso, ricompaiono le scorciatoie". La giornata si chiude con la difesa di Rosetta da parte del «Il Riformista»: le registrazioni? Non sono uno scandalo...

giovedì 8 gennaio 2009

Il registratore

La telenovela del registratore continua a dominare le cronache napoletane. "Ho parlato, per mia iniziativa, con Iervolino, Nicolais e Iannuzzi, ai quali ho rivolto un pressante invito a non consentire la pubblicazione dei testi della registrazione del colloquio intervenuto domenica scorsa tra di loro". Lo dice il commissario del pd napoletano Enrico Morando, in una nota, che giungerà in Città accompagnato da Veltroni per “dare un segnale di forza", e Andrea Orlando membro della segreteria nazionale si spinge oltre, avrà l'obiettivo di "spostare il dibattito dagli organigrammi alle proposte". Una decisione condivisa dal coordinamento nazionale sebbene Anna Finocchiaro, insieme ad altri, abbia sollevato la questione di quale mandato, poteri e autorevolezza avrà Morando. Gli uomini di Veltroni spiegano che il mandato di Morando sarà innanzitutto quello di "pungolare" la giunta Iervolino per far sentire il fiato sul collo al Pd napoletano, far sentire la pressione di Roma a lavorare "per recuperare la fiducia dei cittadini, un rapporto purtroppo incrinato". Certo, a quanto si riferisce, il giudizio del coordinamento su Iervolino è "molto negativo" e si parla di “Rosetta” come di una che "è partita per la tangente". Ma tant'e'. Le alternative, dicono i veltroniani, sono ridotte all'osso: "O togliamo la fiducia a Iervolino o, visto che lei ha fatto le sue scelte, vediamo che cosa sa fare". Mentre Rosetta è alle prese con le critiche, e con la fine dell’ amicizia con Teresa Armato (per i particolari leggete il Corriere del Mezzogiorno) si ci mette pure Oddati che litiga con Nicolais. Al momento, continuando a pensare dei vecchi ciò che già si pensava, sui nuovi che avanzano mi pare difficile non accodarsi all’ironia di Antonio Fiore ... e constatare che nel PD regna una grande armonia ed una grande fiducia reciproca.

mercoledì 7 gennaio 2009

Dopo le tarantelle … il giallo

Dopo le tarantelle giungono gli sfoghi ... Il rimpasto a Palazzo San Giacomo del Sindaco Iervolino ha creato divisioni e malumore all’interno del Pd, altri sono addirittura contro come Ferrero (Prc) e Fava (Sd). A mettere pace ci dovrà pensare il commissario Enrico Morando - non appena giungerà in Città - dopo le dimissioni di Gino Nicolais. Gennaro Mola l’unico assessore non riconfermato si sfoga con il Corriere del Mezzogiorno. «Non credo si sia trattato di una bocciatura — tenta di argomentare — poiché la sindaca Iervolino mi ha chiesto di continuare a collaborare con lei. Non penso si sia trattato di una promozione, perché evidentemente non lo è. Ritengo di essere semplicemente vittima di quelle particolari vicende politiche che non sempre possono essere comprese». Sul caso Napoli, invece, non si tira indietro Massimo D’Alema che a Matrix dice: «Ad Antonio Bassolino voglio bene, ha fatto molto in questi 15 anni. Ma a Napoli e alla Campania ora serve un profondo rinnovamento perché c’è una classe dirigente che ha esaurito la sua spinta propulsiva». Un ragionamento che vale anche a livello nazionale, tanto che D’Alema torna a ripetere che la politica ha bisogno di «un forte rinnovamento generazionale». Con la sola eccezione di Berlusconi, che con ogni probabilità si sarà prodigato con gli scongiuri. «Lui - ironizza D’Alema - è un caso a parte, si è eternato ed è destinato a perdurare nel tempo. È immortale». Sull’intera vicenda, in fine, spunta anche il giallo delle registrazioni segrete …

martedì 6 gennaio 2009

Parte male la nuova Giunta Iervolino

Dopo le dimissioni di Gino Nicolais dalla segreteria provinciale nel PD, Walter Veltroni ha nominato commissario del Partito napoletano il senatore Enrico Morando. «Ho chiesto a Gino di ripensarci e di rimanere alla guida del PD napoletano – così il Segretario Regionale Tino Iannuzzi - per la sua autorevolezza e per la sua capacità di dare una forte e qualificata spinta d’innovazione alla politica e al nostro partito. L’estrema difficoltà e delicatezza del momento politico che stiamo vivendo - prosegue Iannuzzi - richiede ancor di più che Nicolais continui ad impegnarsi nel lavoro che ha già intrapreso per costruire il PD in provincia di Napoli in piena e leale collaborazione con la segreteria regionale». Da destra interviene Maurizio Gasparri. “Le dimissioni di Nicolais da segretario del Pd di Napoli mettono ancora più a nudo la crisi politica e morale del partito di Veltroni. La Iervolino andrà avanti comunque? Può una città così importante rimanere prigioniera delle bizze di persone e partiti irresponsabili?''. Rifondazione Comunista non appoggerà la nuova giunta al Comune di Napoli. ''Considero estremamente negativa la modalità con cui il sindaco Iervolino propone di risolvere la crisi della sua giunta - spiega Claudio Grassi della segreteria nazionale di Prc - nel pieno di uno scandalo che ha coinvolto larga parte del suo esecutivo, la precondizione per recuperare un minimo di credibilità era quello di azzerare la giunta travolta dagli scandali e sostituirla con una interamente rinnovata. Ciò non è stato fatto e, quindi, per quanto ci riguarda esprimiamo un netto dissenso sulla nuova giunta proposta. Riteniamo inoltre grave e inaccettabile che l'assessore del Prc Riccio sia rimasto al suo posto, nonostante la Direzione nazionale di Rifondazione gli avesse chiesto di rassegnare le dimissioni. E' chiaro quindi che, qualora questa giunta venga insediata, non avrà il consenso e il sostegno del Partito della Rifondazione Comunista''. Il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone (Pdl) in una nota scrive. ''Quello che accade a Napoli sul fronte del Pd, con il caos e le risse intestine che regnano sovrane, e' un vero e proprio spot contro la politica. Vorrei dire a questi signori, a cominciare dalla Iervolino, che fanno male a tutto e a tutti: alla città, a se stessi, e alla possibile fiducia dei cittadini in una politica diversa. C'è una sola cosa utile che possano fare: andarsene''. Il Pd affida a un comunicato ufficiale una presa di posizione sulla vicenda. (Le dichiarazioni sono tratte da Asca)

Le deleghe dei nuovi Assessori

lunedì 5 gennaio 2009

La Giunta dei Professori

Il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha presentato la nuova Giunta, ieri sera sono arrivati i nomi dei sei nuovi assessori. L´editore Diego Guida, l´ex direttore dell´igiene urbana a Roma Paolo Giacomelli e quattro professori universitari: la sociologa Enrica Amaturo, l´economista Riccardo Realfonzo, Marcello D´Aponte, ordinario di Diritto del lavoro pubblico a Scienze Politiche della Federico II, Pasquale Belfiore, ordinario di Composizione architettonica alla Seconda università. Il deputato Pd Francesco Boccia rifiuta il posto di assessore: «Mutati il clima e le condizioni».

L'editoriale di Paolo Macry dal Corriere del Mezzogiorno
Iervolino e i nuovi amministratori, lasciamoli al loro destino

martedì 30 dicembre 2008

Il piano: l'ex ministro al posto di Santangelo

Andrea Orlando, il portavoce del Pd sta seguendo il caso Napoli in prima persona. È come dire che Walter Veltroni ci sta mettendo la faccia. Il ragionamento sul vicesindaco, al di là delle questioni morali e delle guerre interne, è ritenuto centrale per un motivo molto importante. L'idea è quella di mettere su quella poltrona per i restanti due anni e mezzo della consiliatura - chi raccoglierà l'eredità del sindaco Rosa Russo lervolino non più ricandidabile. L'identikit porta diritto a Luigi Nicolais, segretario provinciale del Pd. Il quale per ora sulla questione glissa: «Un qualunque ruolo mio in giunta - spiega - dovrebbe essere full time e non c'è possibilità in questo momento. Non me lo chiederanno. Faccio il deputato e il segretario di un partito difficile che sta nascendo. Non posso dare altre disponibilità. Non perché non ci creda nel rilancio di Palazzo San Giacomo, anzi per come si sta avviando ci credo molto. Ma per questioni di tempo». Nicolais è però uomo di partito e di fronte alla strategia che sta costruendo Veltroni per Napoli, cioè due anni e mezzo con un programma snello, fatto di obiettivi concreti da centrare e percettibili dai napoletani per riconquistare la loro fiducia, potrebbe cambiare idea. Lo stesso Francesco Boccia (foto) arriva a Napoli perché il partito vuole investire sulla città. Una ripartenza con Nicolais al fianco del sindaco sarebbe un mix sul quale scommettere. Nicolais possibile vicesindaco è uno degli scenari possibili. Per il resto la Iervolino se vuole mantenere in squadra Santangelo dovrà sacrificare altre pedine del suo scacchiere, a partire da Valeria Valente - giovane assessore al Turismo, Nicola Oddati (Cultura) in squadra già dal 2001, Gennaro Mola (Rifiuti). E forse dovrà salutare anche qualcuno dei nuovi entrati, fatta eccezione per Luigi Scotti, dubbi sulla permanenza di Gioia Rispoli che ha la delega alla Scuola ce ne sono tanti. Chi potrebbe entrare? Oltre Boccia resta caldo il nome di Adriano Giannola, presidente della Fondazione banco di Napoli, quello di Enrica Amaturo docente di Sociologia. Raffaele Porta, se il sindaco azzera la squadra è pronto a entrare. Il docente Enzo Mormile e il vicepresidente del Consiglio comunale Vito Lupo vicini ad Angelo Montemarano restano opzioni praticabili. Per il resto le ipotesi al vaglio del sindaco sono tante e nelle prossime 72 ore potrebbero materializzarsi. L'eventuale apertura della lervolino a un rimpasto più ampio dei cinque assessori che per vari motivi hanno la sciato la giunta nell'ultimo mese potrebbe solleticare parte di quella società civile rimasta sorda ai richiami di Palazzo San Giacomo fino a questo momento. (Luigi Roano da il Mattino)

Romeo: «Sì ho finanziato la Margherita»
L'ammissione nell’interrogatorio dell’imprenditore

domenica 28 dicembre 2008

Giunta, le richieste della sinistra

Serra i tempi Rosa Russo Iervolino, dopo il ciclone giudiziario che si è abbattuto sulla giunta. Il suo obiettivo è di redistribuire le deleghe e definire la nuova squadra di governo entro il 31 dicembre. Incalzata, tra l'altro, dalla segreteria nazionale del Pd dopo la bufera che ha colpito il Comune per l'inchiesta giudiziaria sugli appalti. Ieri ha incontrato a palazzo San Giacomo i consiglieri comunali della Sinistra Arcobaleno: Prc, Pdci, Verdi, Sd e Gruppo misto. Hanno suggerito al sindaco di ridurre la sua squadra di un terzo, ribadendo l'esigenza di un rinnovamento coraggioso, che si spinga anche oltre le cinque deleghe rimaste scoperte. Chiedono in particolare impegni precisi sul versante della corretta gestione del ciclo dei rifiuti. «La nuova giunta — sottolineano— dovrà garantire entro il 2009 la realizzazione di un sito di compostaggio in città (da circa 30 mila tonnellate annue); il raggiungimento di 200 mila persone per quanto riguarda la raccolta differenziata e il completamento delle 10 isole ecologiche». Cruciale anche il capitolo relativo al centro storico che, secondo i consiglieri di sinistra, dovrebbe essere gradualmente chiuso alla circolazione veicolare, mentre una cabina di regia dovrebbe supervisionare l'investimento di 220 milioni di euro di fondi europei. Lunedì prossimo toccherà invece al segretario provinciale del Pd di Napoli Luigi Nicolais, il quale incontrerà il sindaco nel pomeriggio. (Corriere del Mezzogiorno)

Pd, la svolta giovanile "Basta con le correnti dobbiamo smarcarci"

martedì 23 dicembre 2008

La giunta dei professori

Francesco Boccia, Adriano Giannola, Enrica Amaturo, Eugenio Mazzarella. Comincia a prendere corpo la nuova giunta comunale che il sindaco, dopo aver respinto l´invito di Berlusconi a dimettersi, dovrebbe presentare tra Natale e Capodanno con un rimpasto che, oltre a cambiare mezza squadra, ricalcherà la linea avviata a maggio quando tra i cinque nuovi assessori, che rimarranno tutti al proprio posto ad eccezione del dipietrista Luigi Imperlino per scelta di partito, c´era tra gli altri l´ex Guardasigilli Luigi Scotti con delega alla legalità. Delega ereditata da Giuseppe Gambale, ora agli arresti domiciliari. E quella staffetta è l´esempio del cambiamento, il marchio che la Iervolino vuole rimarcare. Nel fine settimana, oltre a leggere le oltre cinquecento pagine dell´ordinanza del caso Romeo, il sindaco ha accelerato e, dopo il sì del deputato pugliese del Pd Francesco Boccia, che ha avuto anche ieri contatti con la Iervolino (in serata era di nuovo a Roma) e che sta già studiando le carte del bilancio e delle aziende, è ormai a buon punto l´intesa con un nutrito gruppo di professori universitari tra i quali Adriano Giannola, Mario Rusciano, Raffaele Porta, la preside di sociologia Enrica Amaturo, il deputato del Pd Eugenio Mazzarella, il senatore ed ex ministro Luigi Nicolais. Ma è in atto anche un secondo assalto a Tiziano Treu che, dopo un primo no, potrebbe ripensarci anche in considerazione della qualità della nuova giunta in costruzione. Mentre è ormai certo il no di Mirella Barracco. Lavori in corso a Palazzo San Giacomo. Dove potrebbe però trovare spazio anche qualche "esperto" come l´assessore provinciale Guglielmo Allodi, Gianfranco Nappi, il segretario nazionale dei Verdi Grazia Francescato, gli ex assessori comunali Eugenio Chiodo e Roberto Cappabianca. (Tratto da Repubblica)

Sales, il consulente che lavorava gratis "Ho detto basta, eravamo un bancomat"

sabato 20 dicembre 2008

«Io a bordo del Titanic? Non salgo»

Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, non si sente affatto a bordo del Titanic, il colossale transatlantico che affondò nella primavera del 1912 dopo lo scontro con un iceberg durante il suo primo viaggio dall’Europa verso le Americhe. Lo spiega conversando con i giornalisti, nel corso della cerimonia di varo della nave da crociera Msc Fantasia del gruppo dell’armatore Gianluigi Aponte alla Stazione marittima del capoluogo partenopeo. In particolare: a chi, a margine dell’evento, le chiede se in questo periodo si sente di stare sul Titanic che è in procinto di affondare, la Iervolino si concede un briciolo di ironia e risponde: «Sono una persona nata e vissuta sempre sul porto. Le navi le so scegliere: sul Titanic, quindi, non ci salgo». Sempre la Iervolino a margine della direzione del Partito Democratico ha dichiarato. “Bisogna risolvere la situazione il più presto possibile, è nell'interesse della città e del sindaco''. Se non fosse possibile ''il sindaco se ne va allegramente rimettendosi a fare le 3.800 cose che ho sempre fatto, come fare l'avvocato a difesa delle donne''. Per il Sindaco la situazione si risolve ''cercando di mettere le persone giuste al posto giusto. Purtroppo tre degli assessori, che parzialmente mi hanno tradito, erano miei vecchi compagni di partito, erano in parlamento e in commissione antimafia. Scegliere la persona giusta non è facile. Farò il siero della verità a tutti. Le persone che ho scelto, se sapessi quel che so ora non le sceglierei''. Sulle mosse che si appresta a fare ora il sindaco di Napoli dice che farà '' il rimpasto più ampio possibile tenendo conto che non si può punire chi è stato onesto e anche facendo il massimo di rimpasto possibile con la funzionalità della città''.

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