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giovedì 7 maggio 2009

Cossiga scrive a Noemi: sei stata trattata in modo volgare

Francesco Cossiga Presidente emerito della Repubblica, un tempo detto il Picconatore, ha inviato a Noemi Letizia, la diciottenne che si è vista arrivare papi Silvio Berlusconi alla festa di compleanno una lettera.

“Gentile Signorina, chi Le scrive è un padre, anzi meglio un nonno, che ha avuto modo nella sua ormai lunga vita di occuparsi di politica ed anche forse con qualche successo e con qualche utile servizio reso alla Nazione. Le scrivo come padre e come ex-politico da sardo e da italiano e per quel millecentesimo che possa io mai politicamente rappresentare la ”Nazione in Parlamento”, per chiederle scusa per il modo volgare e incivile con il quale politici e scribacchini (nel centenario della nascita di quel maestro che fu Indro Montanelli mi sembrerebbe infangarne la memoria chiamarli ”giornalisti”!) hanno voluto coinvolgerla in una polemica politica ed etica ad personam alla quale Lei è palesemente estranea. Voglia peraltro trasmettere a Suo padre questo consiglio: tenga lontano dalla famiglia i politici, non per loro ma per quanto ”li segue”. Le formulo i migliori auguri per i suoi studi e per il suo lavoro. Cordialmente. Francesco Cossiga”.

E Noemi diserta «Stelle emergenti» in tv
La diciottenne che chiama "papi" Berlusconi non va alla trasmissione in onda su TeleA per i nuovi talenti

sabato 10 gennaio 2009

Le mele marce …

Il Commissario piddino Enrico Morando comincerà il suo tour domenica. L’agenda del senatore non è ancora definita ma l’intenzione è di incontrare tra i primi i segretari dei circoli. Che non sono molti, in verità, perchè se è vero che il tesseramento è stato quasi ovunque completato, è anche vero che solo trentacinque circoli hanno già eletto il segretario. Morando parte dalla base, e almeno per il momento non ascolterà i capibastone… Invece, del mitico nastro, se ne occupa Francesco Cossiga che a “Il Giornale” dice. "Brutto segno. Bruttissimo: significa che sono proprio messi male, se c'è bisogno di registrare il colloquio tra il sindaco e i segretari provinciali e regionali". "Difendo Rosetta - aggiunge l'ex capo dello Stato riferendosi al sindaco del capoluogo partenopeo- e non soltanto perchè è stata mia collega di partito. Se è vero quello che ha dichiarato, e cioè che Nicolais e l'altro sapevano che il colloquio fosse registrato, di che cosa si lamentano?". Ad ogni modo la bobina e i file audio hanno fatto una brutta fine, sono stati distrutti in presenza di reporter di agenzie. La Iervolino intervistata da Lucia Annunziata La Stampa” consegna una nuova puntata dello scontro con il Pd che farà discutere: fu Walter Veltroni, dice Rosetta, a chiedermi di non mollare, di non dimettermi. A Napoli si parla degli assessori perché nella Giunta si sono scoperte delle mele marce, dice l'Annunziata. «Attenzione, le mele marce le abbiamo cacciate io e la magistratura. Gambale ad esempio, con eccellente storia, focolarino, eletto tante volte, antimafia: io non me ne sono accorta, e me ne prendo la responsabilità. È stato il più fetente. Ma neanche loro del Pd! Il litigio attuale sulla giunta non è sul passato ma su chi nominare, e per me alcune delle loro obiezioni sono inaccettabili perché il primo rimpasto per cambiare l’ho fatto da sola a giugno. Il loro problema è di mettere altri da quelli che io volevo. Ma io ho la mia autonomia, per legge..... Intendiamoci: quando hanno arrestato i 4 assessori non ho perso tempo. Dopo mezz’ora ero in macchina per Roma dove mi sono consigliata con Walter. Gli ho detto che facciamo, sono a disposizione. E Walter, insieme a Franceschini, Fioroni, Nicolais mi hanno detto chiaramente "Vai avanti, tu sei pulita, fai il rimpasto più ampio possibile". Insomma io mi sono posta il problema e mi sono messa a disposizione. Ho ricevuto anche tanta solidarietà: da Ciampi, da Scalfaro, da Mattarella...». La storia delle mele marce, mi ha fatto pensare nuovamente a quello che incautamente disse Craxi a proposito del «mariuolo» Mario Chiesa ...

mercoledì 20 febbraio 2008

Cossiga scrive a De Mita

Il caso del giorno, è la candidatura di De Mita definitivamente esclusa dai massimi vertici del Pd. Il senatore a vita, Francesco Cossiga, ha inviato una lettera al Collega: «Esimio Onorevole, da lunghissimo tempo ormai i nostri rapporti si sono definitivamente deteriorati e si sono non interrotti, ma rotti. Ma Lei rimane pur sempre per me uno dei leader più prestigiosi e intelligenti della Democrazia Cristiana e in essa della Sinistra di Base, anche se pessimo segretario politico e ancor peggiore Ministro e Presidente del consiglio: una versione moderna e democratica del clientelismo meridionale. Lei rimarrà sempre nella storia politica del Paese e in particolare in quella della Democrazia Cristiana». «È ingiusto - aggiunge il presidente emerito della Repubblica - che non la vogliano ricandidare! Non immiserisca però questa Sua figura, La prego - anche a difesa della dignità di tutti noi democratico-cristiani -, insistendo per essere candidato nel Partito Democratico che non La vuole. E, La prego! non scivoli nel patetico e nel ridicolo, dando vita ad una piccola e fasulla lista campana! Caso mai, in cambio, si faccia dare... qualche Asl», conclude Cossiga.

domenica 2 settembre 2007

Un tetto di stelle per te …



E una casa di lusso per me…

Case a prezzi stracciati per vip, politici e sindacalisti. Lo rivela un'inchiesta de L'Espresso, dal titolo "Casa nostra". Una squadra "vasta e assortita", è la denuncia del settimanale, ha potuto comprare appartamenti a Roma a costi di molto inferiori a quelli di mercato. Una squadra bipartisan che va dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, agli ex presidenti di Camera e Senato Luciano Violante e Nicola Mancino. Dalla famiglia del leader Udc Pier Ferdinando Casini a quelle del ministro della Giustizia Clemente Mastella e del primo cittadino di Roma Walter Veltroni. Coinvolti nell'inchiesta anche altri potenti, come il presidente della Consob Lamberto Cardia e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni.Le prime anticipazioni, trapelate ieri, hanno sollevato la reazione di alcuni dei politici chiamati in causa. Mastella ha annunciato una querela, mentre Cossiga si è limitato a spiegare: "Ho comprato a prezzi scontati, ma non ingiustamente". Duro il presidente del Senato, Franco Marini: "Sono false le notizie che mi riguardano (due piani di un palazzo ai Parioli pagati 1 milione di euro). La “Casta,” ha tutti i privilegi ed i vantaggi possibili. Come può essere ascoltata e seguita dalla gente comune alla quale promette tempi e condizioni di vita migliori, quando i fatti dimostrano che pensano soltanto a migliorare il proprio benessere materiale?