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lunedì 29 settembre 2008

Pd, parte il cantiere per le primarie dei giovani

Si avvicinano le primarie dei giovani del Pd, e come avvenne un anno fa per quelle dei compagni di partito più grandi, non mancano le polemiche. I giovani democratici il 17 e 18 ottobre saranno chiamati ad eleggere l’assemblea nazionale, composta da 1000 membri in rappresentanza delle diverse realtà regionali, e il segretario nazionale. Tre le condizioni per partecipare al voto: avere un’età compresa tra i 14 ed i 29 anni, versare 1 euro e sottoscrivere l’appello per l’Organizzazione giovanile del Partito Democratico. Per ora la situazione è ancora in evoluzione visto che il termine per presentare le candidature scade il 3 ottobre. Al momento sono già tre la candidature per la carica di segretario nazionale. Il candidato favorito è Fausto Raciti, 24 anni, catanese ed ex segretario della Sinistra Giovanile. L’altro candidato alla segreteria è Dario Marini, membro della direzione provinciale del Pd bresciano. La terza candidata è donna: Giulia Innocenzi, 24 anni di Rimini, radicale e coordinatrice studenti dell’associazione Luca Coscioni. Giulia, da buona radicale, si è mostrata sin da subito battagliera. È da lei che sono partite una serie di polemiche sulla disinformazione che ha avvolto l’evento. La giovane radicale, avendo saputo delle primarie decide di candidarsi ma ecco cosa scopre appena qualche giorno fa: «Apro il sito del Pd: zero, nemmeno una parola. Allora telefono al partito: ma, pure lì, nessuno sa niente». Giulia non si dà per vinta, crea il suo blog e fa addirittura un sit-in davanti alla sede del partito.

Massimo D'Alema commenta le parole di Silvio Berlusconi secondo cui il dialogo "con questo Partito democratico e' impossibile". "E' una delle poche cose su cui sono d'accordo con Berlusconi", ha detto l'ex ministro degli Esteri a margine del Festival della salute a Viareggio. "Nel senso che e' molto difficile il dialogo con lui, che lo concepisce solo come il diritto dell'opposizione di dire che e' d'accordo con lui - ha proseguito D'Alema - Questo non è il dialogo". Per l'ex ministro Berlusconi "è abituato a gestire il potere come se fosse la sua azienda, non e' abituato a dialogare, e purtroppo lo ha dimostrato in questi mesi".

Chiamparino: occorre ricostruire il Pd

lunedì 16 giugno 2008

Pd: lite sul presidente, verso il rinvio

Acque ancora agitate nel Pd alla vigilia dell’assemblea nazionale della prossima settimana dove si dovranno sciogliere non pochi dubbi. A cominciare dalla presidenza dopo le dimissioni di Romano Prodi. Ora buona parte dei democratici chiede al Prof di ripensarci e rimanga alla presidenza scatenando così le ire dei prodiani che attaccano chi «prima ha preso le distanze dall’Ulivo e ora insiste perchè l’ex premier resti». Prodi, però, difficilmente tornerà sui suoi passi anche davanti al riconoscimento che l’assemblea di venerdì e sabato prossimo gli tributerà: un documento per respingere le dimissioni per poi rinviare tutto a settembre. Anche ieri, infatti, sono arrivate critiche al precedente governo. E a farle, inaspettatamente, è Franco Marini per spiegare le ragioni della sconfitta del Pd. «Nei due anni di Governo - ha detto l’ex presidente del Senato durante un convegno a Napoli - abbiamo dato l’immagine di una coalizione non in grado di governare e il cittadino l’ha capito». Un attacco, se pur velato, da parte di chi era stato chiamato a sostituire proprio Prodi alla presidenza del partito ricevendo però in cambio un rifiuto. Comunque sia la prossima settimana sarà cruciale per il futuro del Pd, ancora disorientato dalla sconfitta elettorale e sfilacciato da discussioni continue e nascite di aree e associazioni. Senza contare le tensioni scatenate sulla collocazione in Europa nel Pse (osteggiata dall’ex Margherita) e le conseguenti spinte affinché si celebri subito un congresso. «Veltroni sfiderà - spiega un dirigente del Pd - i critici dicendo ”se c’è una linea alternativa, venga fuori ora e facciamo il congresso, oppure basta con questo clima”. Ma forse solo Parisi raccoglierà la sfida mentre gli altri preferiranno mantenere i distinguo senza però spingersi a mettere in discussione il partito e il segretario». In questa situazione appare difficile che si riesca a trovare una figura ”neutra”, cioè non riferibile agli ex Ds ed ex Dl, per la presidenza ed è per questo che nelle ultime settimane si è provato a far desistere Prodi. Ma se Prodi non cede, le diplomazie sono al lavoro per cercare di convincere il Prof almeno a partecipare all’assemblea ed evitare così che la sua assenza suoni come una rottura definitiva. (Il Mattino)

Ridotti così …

Rosy Bindi sarebbe disponibile a riaprire il dialogo con Rifondazione Comunista, ma a determinate condizioni. Soprattutto se nel Prc “fossero disposti a fare una seria riflessione sui motivi che li hanno portati a ridursi cosi''. A “In mezz'ora”, il vicepresidente della Camera parla del presente e del futuro del Pd. E precisa: “Io non ho una corrente, siamo una componente trasparente, al contrario di altri che sono opachi”.

mercoledì 28 maggio 2008

Rifiuti: Marini, emergenza inaccettabile PD aiuti il governo

''Nel Pd c'è un eccesso di nervosismo. E' vero, la sconfitta è stata più dura del previsto, ma non ci aiuta la fretta di recuperare. Saremo all'opposizione probabilmente per cinque anni. Di tempo ne abbiamo... Ciò che non bisogna sbagliare è la rotta: la nostra opposizione deve essere determinata sui punti di dissenso, ma anche capace di riconoscere gli interessi nazionali. Nel dissenso non faremo sconti, ma quando occorre, come per esempio sull'emergenza rifiuti, dobbiamo aiutare apertamente il governo a scegliere bene''. Lo afferma Franco Marini, in un'intervista a “Il Messaggero”. Per il leader dei popolari, la linea di Walter Veltroni, pur nella sconfitta, ''è giusta'': in un ''bipolarismo sano ci si divide su tante cose, ma si è anche capaci di collaborare quando chiaramente serve al paese'', sottolinea l'esponente del Pd. Forme di collaborazione sono possibili ''innanzitutto sulle regole del sistema''. ''Ma non dobbiamo avere paura di convergere sulla politica estera o in casi come l'emergenza rifiuti. Lo scandalo dei costosi treni carichi di immondizia che viaggiano verso la Germania e' inaccettabile per l'Italia. Nessuno può tirarsi indietro, sia esso governo, opposizione, sindaci della Campania''.






sabato 19 aprile 2008

Anime in movimento

Nel Pd ferve il dibattito su cosa fare. Da un lato si discute sulla possibilità di una organizzazione federale. Il progetto viene rispolverato da Sergio Cofferati. «Serve un Partito democratico del Nord, una federazione che unisca Emilia-Romagna, Triveneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. In questa macroarea ci sono elementi distintivi che vanno dalle tradizioni alla cultura fino ai caratteri sociali ed economici. La novità è proprio questa, secondo me: noi siamo parte del Nord, non del Centro». Dall’altro, il nodo della effettiva fusione delle originarie anime, che va di pari passo con l’eterna lotta fra Veltroni e D’Alema. Lunedì pomeriggio, Veltroni sarà a Milano per l´analisi del voto, senza ricette: per sentire i segretari regionali e cogliere gli umori. Ma intanto D’Alema ha incontrato Casini, e dichiara che Marini gli andrebbe benissimo come nuovo presidente. La mossa di D’Alema ha acuito l’insofferenza tra i democratici di provenienza popolare, che hanno interpretato l’incontro del ministro degli Esteri uscente con il leader dell’Udc come un affronto: ipotizzare un’alleanza futura con l’Udc significherebbe infatti ridurre a un ruolo marginale i cattolici che militano nel Pd. Insomma c’è un rischio peggiore della sconfitta elettorale, è il fallimento del progetto. L’anima popolare del Pd teme proprio questo: aver scommesso su una moderna forza riformista e ritrovarsi invece in un Pci del terzo millennio.

lunedì 4 febbraio 2008

Ad aprile si torna alle urne

Consultazioni concluse. Sentiti anche i presidenti emeriti Cossiga, Scalfaro e Ciampi, ora Franco Marini può dire di aver veramente fatto il possibile per trovare la sintesi che ci facesse uscire dalla crisi. Purtroppo, non ce l’ha fatta. Una settimana di consultazioni non è bastata a mettere d’accordo le forze politiche, né a farle ragionare in virtù della responsabilità nazionale a cui il presidente si era più volte appellato. Silvio Berlusconi, nei suoi 25 minuti di colloquio con il presidente del Senato, non ha aperto nessuno spiraglio. È convinto di vincere, e vuole correre al voto. Come lui Gianfranco Fini, che non ha voluto nemmeno accettare l’ipotesi di un “governo per il referendum” nonostante An fosse uno dei maggiori sponsor dei quesiti. Per questo a Walter Veltroni, l’ultimo, il 27esimo, degli “ospiti” di Marini, il presidente del Senato non ha potuto fare altro che mettere in tavola le carte della sconfitta. A questo punto, non c’è alternativa, Napolitano dovrà sciogliere le Camere e indire le prossime elezioni per una data compresa tra il 30 marzo e il 13 aprile.

mercoledì 30 gennaio 2008

Incarico a Marini

"Sciogliere anticipatamente le Camere e' la decisione piu' difficile che spetti al presidente della Repubblica, percio' ho chiesto di verificare il consenso sulla riforma delle legge elettorale", ha detto il presidente della Repubblica Napolitano. Durante le consultazioni, ha spiegato il presidente della Repubblica, "ho prospettato a tutti i partiti l'esigenza di una soluzione che dia almeno avvio in tempi brevi" alle riforme necessarie. Franco Marini ha accettato l'incarico pur sapendo che si tratta di un "impegno gravoso" e ha dichiarato che "cerchera' di concentrarsi per avere tempi piu' brevi possibile".

venerdì 5 ottobre 2007

Marini Arriva in aliscafo


Capri - ''Io viaggio spesso in treno''. A bordo dell'aliscafo partito dal molo Beverello di Napoli per Capri, c'e' anche il presidente del Senato Franco Marini. Atteso al convegno dei giovani di Confindustria che si apre oggi nell'isola azzurra, il presidente dell'assemblea di Palazzo Madama si e' imbarcato sul traghetto veloce con scorta al seguito. Avvicinato dai giornalisti Marini dice che spesso usa il treno e l'aliscafo per viaggiare. ''Io vado a casa in traghetto non per rendere omaggio a voi -scherza rivolto ad alcuni cronisti, riferendosi alle polemiche di questi giorni legate alla riduzione dei costi della politica- Io ho sempre preso l'aliscafo, così come viaggio sempre in treno per andare a Napoli e a Firenze '' Al Convegno il Presidente del Senato nel corso del suo intervento ha detto: "Una sospensione delle ostilità per un patto tra le forze politiche e parlamentari che consenta di approvare le riforme istituzionali urgenti e indispensabili per il bene dell'Italia e degli italiani. Mi rendo conto che questo obiettivo è difficile - continua il presidente del Senato - Forse lo diventerebbe meno se le forze politiche accettassero di mettere da parte, almeno per un momento, gli interessi particolari per guardare a quelli del paese". Dialogo dunque. E anche in tempi brevi. Subito dopo le primarie del Pd, previste per il 14 ottobre. "Ci vuole consapevolezza e ragione - spiega il presidente del Senato - ci vuole un ragionamento comune".

domenica 2 settembre 2007

Un tetto di stelle per te …



E una casa di lusso per me…

Case a prezzi stracciati per vip, politici e sindacalisti. Lo rivela un'inchiesta de L'Espresso, dal titolo "Casa nostra". Una squadra "vasta e assortita", è la denuncia del settimanale, ha potuto comprare appartamenti a Roma a costi di molto inferiori a quelli di mercato. Una squadra bipartisan che va dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, agli ex presidenti di Camera e Senato Luciano Violante e Nicola Mancino. Dalla famiglia del leader Udc Pier Ferdinando Casini a quelle del ministro della Giustizia Clemente Mastella e del primo cittadino di Roma Walter Veltroni. Coinvolti nell'inchiesta anche altri potenti, come il presidente della Consob Lamberto Cardia e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni.Le prime anticipazioni, trapelate ieri, hanno sollevato la reazione di alcuni dei politici chiamati in causa. Mastella ha annunciato una querela, mentre Cossiga si è limitato a spiegare: "Ho comprato a prezzi scontati, ma non ingiustamente". Duro il presidente del Senato, Franco Marini: "Sono false le notizie che mi riguardano (due piani di un palazzo ai Parioli pagati 1 milione di euro). La “Casta,” ha tutti i privilegi ed i vantaggi possibili. Come può essere ascoltata e seguita dalla gente comune alla quale promette tempi e condizioni di vita migliori, quando i fatti dimostrano che pensano soltanto a migliorare il proprio benessere materiale?