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martedì 18 agosto 2009

Scintille tra Bindi e Serracchiani

«Sarà un congresso vero, non lacerante», secondo Rosy Bindi, che sostiene Pier Luigi Bersani per la segreteria Pd. Intanto il clima è rovente. Come dimostrato ieri durante un faccia a faccia a Cortina tra la vicepresidente della Camera e Debora Serracchiani, che sostiene Dario Franceschini. «La candidatura di Franceschini è una contraddizione, non è credibile - dice Bindi - che chi ha sostenuto il programma di Veltroni oggi predichi per un partito completamente diverso. Quella di Veltroni è stata una linea politica fallimentare e Franceschini ha le sue responsabilità. Nel 2008 sapevo che avremmo perso le elezioni. Veltroni era l’unico a sperare di pareggiarle. Non gli ho mai rimproverato di aver perso le elezioni, ma sapevo che le avremo perse. Gli ho rimproverato di non aver fatto abbastanza per non aver sostenuto Prodi e di averci fatto andare da soli e male accompagnati». «Il problema è trasversale - ha risposto Serrachiani - perché gli altri non sono stati in ferie per anni. Ti ricordo che siamo nelle stesso partito non serve litigare. Il segretario che abbiamo avuto aveva il consenso popolare ma non della dirigenza. Il partito è stato gestito da tutti ma solo uno se n’è assunto la responsabilità». (L’Unità)

Veneto, Fassino apre a Galan «Pd flessibile sul territorio»

lunedì 16 giugno 2008

Pd: lite sul presidente, verso il rinvio

Acque ancora agitate nel Pd alla vigilia dell’assemblea nazionale della prossima settimana dove si dovranno sciogliere non pochi dubbi. A cominciare dalla presidenza dopo le dimissioni di Romano Prodi. Ora buona parte dei democratici chiede al Prof di ripensarci e rimanga alla presidenza scatenando così le ire dei prodiani che attaccano chi «prima ha preso le distanze dall’Ulivo e ora insiste perchè l’ex premier resti». Prodi, però, difficilmente tornerà sui suoi passi anche davanti al riconoscimento che l’assemblea di venerdì e sabato prossimo gli tributerà: un documento per respingere le dimissioni per poi rinviare tutto a settembre. Anche ieri, infatti, sono arrivate critiche al precedente governo. E a farle, inaspettatamente, è Franco Marini per spiegare le ragioni della sconfitta del Pd. «Nei due anni di Governo - ha detto l’ex presidente del Senato durante un convegno a Napoli - abbiamo dato l’immagine di una coalizione non in grado di governare e il cittadino l’ha capito». Un attacco, se pur velato, da parte di chi era stato chiamato a sostituire proprio Prodi alla presidenza del partito ricevendo però in cambio un rifiuto. Comunque sia la prossima settimana sarà cruciale per il futuro del Pd, ancora disorientato dalla sconfitta elettorale e sfilacciato da discussioni continue e nascite di aree e associazioni. Senza contare le tensioni scatenate sulla collocazione in Europa nel Pse (osteggiata dall’ex Margherita) e le conseguenti spinte affinché si celebri subito un congresso. «Veltroni sfiderà - spiega un dirigente del Pd - i critici dicendo ”se c’è una linea alternativa, venga fuori ora e facciamo il congresso, oppure basta con questo clima”. Ma forse solo Parisi raccoglierà la sfida mentre gli altri preferiranno mantenere i distinguo senza però spingersi a mettere in discussione il partito e il segretario». In questa situazione appare difficile che si riesca a trovare una figura ”neutra”, cioè non riferibile agli ex Ds ed ex Dl, per la presidenza ed è per questo che nelle ultime settimane si è provato a far desistere Prodi. Ma se Prodi non cede, le diplomazie sono al lavoro per cercare di convincere il Prof almeno a partecipare all’assemblea ed evitare così che la sua assenza suoni come una rottura definitiva. (Il Mattino)

Ridotti così …

Rosy Bindi sarebbe disponibile a riaprire il dialogo con Rifondazione Comunista, ma a determinate condizioni. Soprattutto se nel Prc “fossero disposti a fare una seria riflessione sui motivi che li hanno portati a ridursi cosi''. A “In mezz'ora”, il vicepresidente della Camera parla del presente e del futuro del Pd. E precisa: “Io non ho una corrente, siamo una componente trasparente, al contrario di altri che sono opachi”.

martedì 6 maggio 2008

Camera: eletti i 4 vicepresidenti

Antonio Leone e Maurizio Lupi (Pdl), Rosy Bindi (Pd) e Rocco Buttiglione (Udc) sono i quattro nuovi vicepresidenti della Camera. L'Assemblea di Montecitorio ha anche eletto i tre deputati questori - Francesco Colucci, Antonio Mazzocchi (Pdl) e Gabriele Albonetti (Pd) - e otto segretari: Pippo Fallica, Gregorio Fontana, Donato Lamorte, Lorena Milanato (tutti Pdl), Emilia De Biasi, Renzo Lusetti, Gianpiero Bocci e Mimmo Lucà.

sabato 1 settembre 2007

Lavavetri o lavacoscienze?


Sono sorpresa e anche un po' indignata. Non tanto dall'ordinanza del sindaco Domenici, quanto dalle prese di posizione, dalle reazioni a catena cui abbiamo assistito in questi giorni e da cui non è emersa con la necessaria chiarezza la differenza fra la cultura del centrodestra e quella del centrosinistra in merito ai temi della sicurezza, dell'ordine e del decoro urbano delle nostre città. Dobbiamo liberare le nostre città dai lavavetri e dagli abusivi ma prima di tutto dobbiamo liberare gli abusivi e i lavavetri dallo sfruttamento della criminalità organizzata e dal dominio dei racket. E soprattutto dobbiamo interrogarci su dove vanno e cosa fanno queste persone, quando non sono più nelle nostre strade. Un’ordinanza comunale, assunta dopo tanti anni e senza che sia stata svolta un'opera umanitaria nei confronti di queste persone, insospettisce sulla cultura della sicurezza e della solidarietà che il centrosinistra vuole coltivare e promuovere. Credo che un sindaco di centrosinistra o chi si candida alla guida del Partito Democratico debba innanzitutto chiedere a chi lava i vetri come si chiama, da dove viene, dove abita, cosa fa dei soldi che raccoglie. Togliendolo dalla nostra vista potremo anche illuderci di aver risolto i problemi della sicurezza e del decoro, potremmo anche lavarci la coscienza immaginando di aver reso un servizio alla comunità. Certo non avremo liberato quel lavavetri, non gli avremo restituito la dignità e non avremo affermato un’idea più giusta e sostenibile di convivenza e sicurezza per le nostre città. (Rosy Bindi)

(Clicca sul titolo) Uno spunto di riflessione sulle condizioni di vita che molte persone, meno fortunate di noi, quasi certamente dopo aver lavato vetri, soffrono per vivere. E’ bene che le istituzioni progettino interventi di inclusione, e non di repressione inefficace, che rischiano di spingere il prossimo verso altre forme di illegalità.

Enrico Letta a Napoli
Lunedì 3 settembre Enrico Letta sarà a Napoli per presentare la sua candidatura alla guida del Partito Democratico in vista delle primarie del 14 ottobre. Letta terrà una conferenza-stampa alle ore 12 presso l’Hotel Vesuvio, in via Partenope.

giovedì 23 agosto 2007

Pd, Veltroni: "Contrastare pratiche spartitorie"



"Va contrastata anche la sola impressione che si intenda procedere alla scelta dei nuovi dirigenti attraverso pratiche di cooptazione, centralistiche e spartitorie". Lo afferma, in una lettera pubblicata sul suo sito, Lanuovastagione.it, e indirizzata a Piero Fassino e Francesco Rutelli, il candidato alla segreteria del Pd, Walter Veltroni. "Penso ci si debba piuttosto impegnare tutti perché dalle elezioni del 14 ottobre emerga, anche attraverso competizioni aperte alla partecipazione di più candidati - prosegue Veltroni - un gruppo di segretari regionali che veda la presenza di molte donne e, accanto a giovani dirigenti di partito, noti per il loro impegno a favore del Pd, l'apporto di energie nuove, provenienti dal mondo del lavoro, della cultura, delle professioni, delle istituzioni". "Un gruppo dirigente così rinnovato, sia a livello nazionale che nelle regioni - sottolinea il sindaco di Roma - sarà tanto più necessario in vista del grande lavoro che ci aspetta, quello della costruzione di una identità comune, non solo sul terreno della proposta politica, ma anche sul piano della elaborazione culturale, come su quello delle forme organizzative".

Pd, Bindi: sul sito Ds c'e' solo link a Veltroni, serve par condicio virtuale

"Vedo che sulla home page del sito ufficiale dei DS compare solo il link al sito del candidato Walter Veltroni e non anche quelli di tutti gli altri concorrenti. Serve forse una consulenza tecnica per rendere possibile almeno una par condicio virtuale? Autorizzo fin d'ora tutte le procedure per poter ospitare quanto prima anche un collegamento al mio sito www.scelgorosy.it". Lo afferma in una nota Rosy Bindi, candidata alle primarie del Pd.

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Campania Democratica

Nasce il blog dell'Assessore alle attività produttive Andrea Cozzolino




Assunzioni nel Sud, conta la conoscenza



Lavoro: il Sud si conferma la terra delle segnalazioni. Il 53 per cento delle imprese, infatti, assume solo per conoscenza diretta (magari dopo uno stage o un contratto a tempo determinato) oppure su indicazione di conoscenti, rispetto alla media italiana del 45 per cento. E’ quanto emerge dall’indagine Unioncamere nell’ambito del sistema informativo “Excelsior”. Lo studio evidenzia che sono soprattutto le Pmi del Meridione ad assumere su segnalazione (il 56 per cento del totale). Sostanziale flop, invece, per il reclutamento tramite internet (effettuato solo dal 2 per cento delle aziende), centri per l’impiego (se ne servono 8 imprese su cento) e società di lavoro interinale (2,5 per cento). (Il Denaro)

martedì 7 agosto 2007

Intervista a Franca Chiaromonte

«Ci divertiremo». Franca Chiaromonte che, come avrebbero detto nel Pci del quale il padre Gerardo fu una delle bandiere, viene da lontano, è elettrizzata all’idea della corsa di Rosy Bindi per la segreteria del nascente Pd. È arrivata da lontano, Franca, per passare la borraccia «alla prima donna candidata alla segreteria di un partito»; a quella Bindi che, correndo correndo, giunge però da una strada del tutto diversa dalla sua - profondissima radice solidarista a parte - quella del cattolicesimo popolare vissuto nella Democrazia Cristiana prima e nel Ppi poi. Se non si vince non ci si diverte, Chiaromonte. «Verissimo. Infatti corriamo e corriamo per la vittoria. Chi fa politica ce l’ha nel Dna. Non si corre per partecipare o per tenere una parte in commedia. Il realismo è una cosa, la giusta tensione un’altra. Da appassionata della politica Rosy ha anche questo gene: non le manca nulla, alla nostra candidata». Quando dice che si sente Davide contro Golia, forse Bindi ha in mente l’esito finale dello scontro più che la stazza dei contendenti. «La corsa per la segreteria è vera. La candidatura di Rosy, che mi chiese consiglio a Montecitorio qualche giorno prima della decisione ufficiale, è una sfida che nacque per reagire ad un’unica candidatura piovuta dall’alto e che rischiava di ridurre il Pd alla sommatoria di due partiti, Ds e Margherita». Bindi ha scompigliato i giochi, perchè? «Per passione, passione politica. Rosy, nell’attuale crisi della politica e dell’affezione della gente, è una donna animata da un’evidente passione per la politica che la spinge a modellarsi ogni giorno alla luce della sua coscienza, della sua fortissima fede e dell’ascolto, vorrei dire laico, dell’interlocutore». Sulle scelte di coscienza non siete sempre state dalla stessa parte. «Verissimo. Ricordo la sua posizione sulla legge 40, sulla fecondazione assistita. Ma lei fu molto efficace nello spiegare che era alla sua coscienza che rispondeva. Principio laico». Quindi, sui temi eticamente sensibili? «Mediazione, mediazione. Le donne sono le più capaci nell’usare lo strumento della mediazione, gli uomini preferiscono i rapporti di forza. Per questo è importante che ce ne siano tante nel Pd». Anche quelle che, come Teresa Armato, hanno fatto una scelta diversa da quella di molte amiche di Emily, il partito rosa guidato in Campania da Annamaria Carloni? «Emily è la luce dei miei occhi. Come la causa delle donne lo è. Veltroni, che si sarebbe potuto pensare come candidato per me naturale, ne ha messe ben 11 alla guida dei suoi comitati. Un segno bellissimo. Quindi vorrei dare un augurio a tutte e a tutti. A noi, che stiamo con Bindi ed a loro che hanno scelto altrimenti, a tutte noi che conserviamo amicizia ed obiettivi in comune, mi si lasci dire, senza troppe perifrasi: in culo alla balena, ragazze». Anche ad Armato? «Ovviamente». Ma senza scordare la giusta tensione. «In politica si corre per vincere». Il Mattino 7 agosto 2007

sabato 4 agosto 2007


Se 5 euro vi sembrano pochi...

Il versamento obbligatorio di cinque euro per votare il 14 ottobre rischia di frenare la partecipazione spontanea e popolare alle primarie. Riceviamo mail di protesta e negli incontri che sto facendo un po’ in tutta Italia questo è uno dei problemi più sentiti e sollevati dai cittadini, in particolare dai pensionati e da tante famiglie. (post di Rosy Bindi)