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domenica 27 settembre 2009

Cofferati a sostegno di Franceschini

Arriva Sergio Cofferati. L’ europarlamentare del Partito Democratico, sarà a Napoli lunedì 28 settembre per una serie di incontri a sostegno della mozione Franceschini. Intenso il programma degli incontri dell'ex Sindaco di Bologna. Alle 10,30 Cofferati sarà al Cardarelli dove parteciperà ad un'assemblea, alle 12,45 si recherà alla Whirpool di via Argine per un incontro con i lavoratori ed il consiglio di fabbrica. Infine, il deputato europeo si recherà alle 14 a Pozzuoli per un colloquio con i lavoratori della ''Grimaldi Carpenterie'' nell'area della ex Sofer.

sabato 11 ottobre 2008

Cofferati è pronto a guidare il PD

Sergio Cofferati ha annunciato di non volersi ricandidare a sindaco di Bologna. «Non si può essere contemporaneamente sindaco a Bologna e padre a Genova». E' stata una scelta esclusivamente familiare. Nel fine settimana mio figlio e la mia compagna erano a Bologna. E 600 km in due giorni per un bambino di pochi mesi non si possono replicare in continuazione''. In rete, però, c'è chi sostiene che c'è qualcosa sotto. “Sergio, in verità, vuole fare le scarpe a Veltroni e sfidare Enrico Letta alla segreteria del Pd. Ne riparliamo dopo le elezioni europee, - dice Pierluigi Diaco dal suo blog - quando Walter annuncerà di voler tornare a fare il sindaco di Roma oppure, finalmente, il Direttore Artistico del Festival delle Emozioni a Nairobi. Cofferati a quel punto, come testimonia la foto qui sopra, si candiderà, in nome del figlio, a dare una speranza democratica alle nuove generazioni. Ormai siamo alla baby-politique!”

La scelta di Sergio Cofferati deve essere presa sul serio nelle sue nobili motivazioni: il bambino prima della politica. (di Andrea Romano, su Il Riformista)

martedì 6 maggio 2008

Cofferati: subito il congresso del Pd

Congresso subito, possibilmente «la prossima settimana». Questa «l'opinione e la speranza dell'iscritto al Pd» Sergio Cofferati. Che sceglie di dire la sua e fa capire quanto la questione sollevata nei giorni scorsi dagli uomini più vicini a Walter Veltroni sia tutt’altro che archiviata. Anticipare il congresso, per il sindaco di Bologna, è «la cosa più utile e ragionevole» per riprendere il cammino interrotto dalle elezioni». Convocarlo subito, «nel giro di brevissimo tempo». Magari in autunno? «Macchè, la prossima settimana!». Perché la leadership non è in discussione ma il congresso è la sede dove «definire le strutture e il profilo del partito». Ecco perché attivare subito tutte le procedure tecniche per tenere l’assise subito dopo l’estate «Penso sarebbe utilissimo – sostiene Cofferati - per mettere a profitto il risultato elettorale molto confortante». Ma anche per «misurare» la vocazione maggioritaria del Pd, «perchè le opinioni diverse sono legittime e quella è la sede democratica per eccellenza». Ed è proprio questa la questione che oggi più agita le acque democratiche. Le alleanze. Con chi dialogare, come ripensare la «vocazione maggioritaria» stringendo nuove intese. Nei giorni scorsi Cofferati ha più volte ribadito la convinzione dell'utilità di una corsa solitaria del Pd alle amministrative e alle regionali nelle regioni in cui il partito è più forte.

sabato 19 aprile 2008

Anime in movimento

Nel Pd ferve il dibattito su cosa fare. Da un lato si discute sulla possibilità di una organizzazione federale. Il progetto viene rispolverato da Sergio Cofferati. «Serve un Partito democratico del Nord, una federazione che unisca Emilia-Romagna, Triveneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. In questa macroarea ci sono elementi distintivi che vanno dalle tradizioni alla cultura fino ai caratteri sociali ed economici. La novità è proprio questa, secondo me: noi siamo parte del Nord, non del Centro». Dall’altro, il nodo della effettiva fusione delle originarie anime, che va di pari passo con l’eterna lotta fra Veltroni e D’Alema. Lunedì pomeriggio, Veltroni sarà a Milano per l´analisi del voto, senza ricette: per sentire i segretari regionali e cogliere gli umori. Ma intanto D’Alema ha incontrato Casini, e dichiara che Marini gli andrebbe benissimo come nuovo presidente. La mossa di D’Alema ha acuito l’insofferenza tra i democratici di provenienza popolare, che hanno interpretato l’incontro del ministro degli Esteri uscente con il leader dell’Udc come un affronto: ipotizzare un’alleanza futura con l’Udc significherebbe infatti ridurre a un ruolo marginale i cattolici che militano nel Pd. Insomma c’è un rischio peggiore della sconfitta elettorale, è il fallimento del progetto. L’anima popolare del Pd teme proprio questo: aver scommesso su una moderna forza riformista e ritrovarsi invece in un Pci del terzo millennio.