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venerdì 9 gennaio 2009

Vai tranquillo Morando ...

Il registratore della Iervolino diventerà un feticcio come il cubo di Rubik o la chitarra di Elvis, e un giorno sarà battuto all'asta alla Blindarte di Napoli... Inizia così l’articolo di Francesco Merlo su "Repubblica" per la terza puntata della stampa, nazionale, e internazionale visto che anche l'Economist mette Napoli in prima pagina, alle registrazioni. Affonda il bisturi Emanuele Macaluso coscienza critica della sinistra che intervistato da “Il Messaggero” ricorda di aver "sempre rimproverato ai dirigenti del Pd di non aver neanche tentato di analizzare che cosa erano diventati Ds e Margherita in questi anni. Se lo avessero fatto, non sarebbero forse a questo punto". "Il Pd è nato – continua Macaluso - mettendo insieme una enorme macchina di potere locale, una serie di potentati locali" ed è ovvio che oggi il vertice del Pd nazionale "dica che è impossibile rimuovere chi è eletto dal popolo, sfido io, non potrebbero farlo neanche se lo volessero". Per Macaluso "qui si tratta di amministratori, di sindaci, di governatori regionali con l'appendice di quelli provinciali che contano meno... migliaia di persone pagate che gravitano attorno a questa pletora di cacicchi". Alla domanda se siamo alla riedizione del partito degli assessori di nenniana memoria, Macaluso replica: "Le analogie ci sono. La crisi del Psi nasce non quando Craxi fa politica seriamente" ma quando dopo il Muro di Berlino "si impunta a voler tornare a palazzo Chigi avendo ormai con sè un partito di cacicchi e di potentati locali". La soluzione per i democratici? "Si chiariscano, aprano finalmente il confronto interno anche aspro, si diano battaglia ma alla fine decidano, se no il Pd è destinato a implodere". Renato Soru intervistato da “La Stampa” dice. "Io mi sono dimesso per molto meno. Dopo di che, ognuno decide per conto suo, non voglio giudicare gli altri". Secondo il governatore ricandidato alla guida della Sardegna, il Pd ha avuto un "inizio promettente" con "le primarie, la grande partecipazione di forze nuove, di giovani" poi c'è stato "un contraccolpo, una vera e propria involuzione". Questo perchè "vecchie forze, vecchi personaggi, gente destinata ormai a uscire di scena è tornata alla ribalta e si è ripresa un pezzo di potere che non le spettava". Di qui, aggiunge Soru, nasce la questione morale: "Quando si rinuncia alla politica, quando non ci si impegna in un lavoro lungo e faticoso, ricompaiono le scorciatoie". La giornata si chiude con la difesa di Rosetta da parte del «Il Riformista»: le registrazioni? Non sono uno scandalo...

sabato 1 marzo 2008

La coscienza di Antonio

Decida che cosa fare affidandosi alla sua coscienza: aveva affermato Walter Veltroni, durante un comizio. E la coscienza del Governatore si è espressa, dicendo di non mollare. Antonio Bassolino dopo il rinvio a giudizio per il processo sui rifiuti ribadisce di sentire ''il dovere di dare il mio contributo a De Gennaro'' e ancora ''di portare avanti le azioni di governo per combattere e stare in campo''. ''Non è il momento di disertare abbandonando Napoli e la Campania - annuncia il governatore – emergerà la verità sia sul fronte giudiziario che su quello politico''. Si sgombra così il campo dall’ipotesi di dimissioni che per tutto sabato aveva mobilitato buona parte del mondo politico. Il neo assessore campano al Turismo, Claudio Velardi, invece attacca la magistratura. Per Velardi, «Sono del tutto evidenti gli elementi politici dell'inchiesta: come spesso accade ed è accaduto in Italia, la magistratura esce dal suo ruolo istituzionale e diventa giustiziera. Insomma, si arroga il diritto di fare politica». Difende Bassolino anche Emanuele Macaluso, storico politico partenopeo, il quale in una intervista a Il Mattino dice: «Conosco Bassolino da anni, l'ho criticato e lo critico. Detto questo, dal punto di vista della moralità lo ritengo una persona assolutamente insospettabile. Altra storia sono le responsabilità politiche, che invece ci sono e come. E sulle quali si giocherà la campagna elettorale».

domenica 6 gennaio 2008

Macaluso: Antonio, niente scuse

«Caro Antonio, farfugliare scuse non serve. Quelle immagini sono così forti da cancellarle, anche se fossero plausibili. E non lo sono». Così Emanuele Macaluso, dalle pagine del Riformista, si rivolge a Bassolino: «Ho trascorso le vacanze natalizie in Svizzera. Quest’anno la domanda posta con più insistenza non è stata sullo sfascio politico italiano ma sulla monnezza di Napoli. Parlo con persone di sinistra che amano Napoli, di cui ricordano la rinascita degli anni ’90 e sono sbalordite dalle immagini che le tv di tutto il mondo trasmettono in questi giorni».