Se pensava che ad agosto se la sarebbe cavata nella disattenzione generale del Palazzo che si svuota per le vacanze, il pidiellino Luigi Cesaro ha sbagliato i suoi calcoli. Il neo presidente della Provincia di Napoli e la sua giunta hanno emanato una delibera, la prima dall’insediamento, che non è passata inosservata. Avrebbero potuto battezzarla, mutuando con ironia uno slogan berlusconiano, “più portaborse per tutti”. E non solo. Trattasi di una manovrina finanziaria con la quale l’esecutivo provinciale guidato dall’avvocato-deputato di Sant’Antimo – noto per essere il generoso fornitore di mozzarelle di Silvio Berlusconi – ha disposto una variazione della relazione previsionale triennale 2009-11 per 343mila euro, e una variazione del bilancio di previsione 2009 per 287mila euro. Fondi che andranno a rimpinguare il capitolo per le assunzioni di “collaboratori esterni per gli uffici alle dirette dipendenze degli organi politici”, ovvero gli staffisti del presidente e dei dodici assessori, nonché per “la nomina di dirigenti con contratto a tempo determinato” e per “l’attivazione del comando di personale di qualifica dirigenziale”. In pratica, il tesoretto servirà a finanziare un’infornata di gente da scegliere e imbarcare tramite decreti, senza selezione e senza concorso. Una cuccagna, che tornerà utile per soddisfare qualche grande elettore di Cesaro e della sua composita coalizione di ben 14 liste, Udc compresa. E dire che pochi mesi prima del voto, la giunta di centrosinistra presieduta dal verde bassoliniano Dino Di Palma, che pure non ha brillato per morigeratezza, aveva deciso di sforbiciare un po’. Lasciando risorse per un solo staffista per assessore, aumentabili a due in caso di contratti part-time. Ora la delibera del centrodestra, approvata “in via d’urgenza e salvo ratifica consiliare”, ha ripristinato il vecchio schema: due staffisti full-time per assessore, che possono diventare tre (o quattro) frazionando un contratto a tempo pieno in due contratti part time, e sei staffisti per il presidente. Dice il capogruppo del Pd, Pino Capasso, che nella precedente giunta è stato assessore al Personale, finito spesso nel mirino dei sindacati: “Più che una rivoluzione quella di Cesaro sembra una restaurazione. Prima ancora di presentare le linee programmatiche e spiegare ai cittadini della Provincia di Napoli il suo progetto di governo, il nuovo corso tanto sbandierato dal centrodestra si sostanzia nella più antica e inveterata pratica della politica: aumentare il personale di staff presso le segreterie politiche, e comandare da altri Enti dirigenti amici, a discapito delle professionalità interne alla Provincia”. “Se il buon giorno si vede dal mattino – conclude Capasso – sembra che il centrodestra abbia intenzione di mutuare tutti i difetti che sono stati per anni addebitati al centrosinistra, con buona pace degli elettori che si aspettavano un reale cambiamento”. (di Vincenzo Iurillo da antefatto.ilcannocchiale.it)
Visualizzazione post con etichetta Cesaro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cesaro. Mostra tutti i post
sabato 15 agosto 2009
Cesaro e la prima delibera alla Provincia di Napoli, più portaborse per tutti
Se pensava che ad agosto se la sarebbe cavata nella disattenzione generale del Palazzo che si svuota per le vacanze, il pidiellino Luigi Cesaro ha sbagliato i suoi calcoli. Il neo presidente della Provincia di Napoli e la sua giunta hanno emanato una delibera, la prima dall’insediamento, che non è passata inosservata. Avrebbero potuto battezzarla, mutuando con ironia uno slogan berlusconiano, “più portaborse per tutti”. E non solo. Trattasi di una manovrina finanziaria con la quale l’esecutivo provinciale guidato dall’avvocato-deputato di Sant’Antimo – noto per essere il generoso fornitore di mozzarelle di Silvio Berlusconi – ha disposto una variazione della relazione previsionale triennale 2009-11 per 343mila euro, e una variazione del bilancio di previsione 2009 per 287mila euro. Fondi che andranno a rimpinguare il capitolo per le assunzioni di “collaboratori esterni per gli uffici alle dirette dipendenze degli organi politici”, ovvero gli staffisti del presidente e dei dodici assessori, nonché per “la nomina di dirigenti con contratto a tempo determinato” e per “l’attivazione del comando di personale di qualifica dirigenziale”. In pratica, il tesoretto servirà a finanziare un’infornata di gente da scegliere e imbarcare tramite decreti, senza selezione e senza concorso. Una cuccagna, che tornerà utile per soddisfare qualche grande elettore di Cesaro e della sua composita coalizione di ben 14 liste, Udc compresa. E dire che pochi mesi prima del voto, la giunta di centrosinistra presieduta dal verde bassoliniano Dino Di Palma, che pure non ha brillato per morigeratezza, aveva deciso di sforbiciare un po’. Lasciando risorse per un solo staffista per assessore, aumentabili a due in caso di contratti part-time. Ora la delibera del centrodestra, approvata “in via d’urgenza e salvo ratifica consiliare”, ha ripristinato il vecchio schema: due staffisti full-time per assessore, che possono diventare tre (o quattro) frazionando un contratto a tempo pieno in due contratti part time, e sei staffisti per il presidente. Dice il capogruppo del Pd, Pino Capasso, che nella precedente giunta è stato assessore al Personale, finito spesso nel mirino dei sindacati: “Più che una rivoluzione quella di Cesaro sembra una restaurazione. Prima ancora di presentare le linee programmatiche e spiegare ai cittadini della Provincia di Napoli il suo progetto di governo, il nuovo corso tanto sbandierato dal centrodestra si sostanzia nella più antica e inveterata pratica della politica: aumentare il personale di staff presso le segreterie politiche, e comandare da altri Enti dirigenti amici, a discapito delle professionalità interne alla Provincia”. “Se il buon giorno si vede dal mattino – conclude Capasso – sembra che il centrodestra abbia intenzione di mutuare tutti i difetti che sono stati per anni addebitati al centrosinistra, con buona pace degli elettori che si aspettavano un reale cambiamento”. (di Vincenzo Iurillo da antefatto.ilcannocchiale.it)
domenica 26 luglio 2009
Provincia Napoli, Cesaro vara 13 commissioni
martedì 21 luglio 2009
Cesaro, lavoreremo per farne città metropolitana
Rispoli Presidente del consiglio provinciale Provincia di Napoli - Mettersi subito al lavoro con il nuovo esecutivo puntando in prospettiva a costruire la Citta' Metropolitana di Napoli. Questo, in sintesi, il primo messaggio ufficiale del presidente Luigi Cesaro al Nuovo Consiglio provinciale di Napoli riunito per la prima volta nell'aula di Santa Maria La Nova dopo le elezioni del 6 e 7 giugno scorso. Cesaro, - che ha ringraziato il suo predecessore Dino Di Palma ''per l'impegno istituzionale che resta ed e' indubitabile” - ha assicurato che sara' ''il Presidente di tutti'' aggiungendo ''la mia non e' un'immagine retorica ma espressione di una volonta', decisa e ferma, a recuperare il valore originario, di servizio e di responsabilita' che, oggi piu' di ieri, si chiede alla politica''. Rispetto al programma dell'esecutivo il presidente ha sottolineato che si puntera' ad ''innovare la Provincia di Napoli, nell'ottica di un progetto di Grande Napoli, di Citta' Metropolitana. Priorita' fondamentale in un mondo che cambia rapidamente e che impone strategie attente per non trovarsi impreparati alle sfide del futuro e per correggere, come ha detto il Presidente della Repubblica Napolitano, il preoccupante divario tra Nord e Sud''. Sui punti programmatici Cesaro ha richiamato quelli della legalita', della sicurezza, di lavoro e sviluppo economico e sociale, dell'edilizia scolastica, dell'ambiente, della lotta agli sprechi e della valorizzazione delle risorse culturali. Ed ha assicurato che lavorera' ''per ricercare il massimo di unita' possibile con tutte le Istituzioni'' superando gli ''schieramenti di parte'' (Asca). Luigi Rispoli, invece, 49 anni, primo eletto nella lista del Popolo della Libertà, è il nuovo presidente del Consiglio provinciale di Napoli. Quarantuno sono stati i voti riportati dal neo presidente, mentre uno è andato a Luigi Cesaro. Quattro le schede bianche. L'Ufficio di Presidenza è stato poi completato con l'elezione dei due vicepresidenti: Antonio Durazzo, 43 anni, di Pimonte, del Gruppo del Movimento per le Autonomie, con 36 preferenze, e Massimo Costa, 50 anni, di Napoli, del Gruppo del Partito Democratico, con 35 voti assumono l'incarico in rappresentanza rispettivamente della maggioranza e della minoranza.
domenica 19 luglio 2009
Accuse a Cesaro
I Circoli della libertà di Castellammare prendono le distanze dalle accuse e difendo il presidente della provinciaCastellammare di Stabia - Accuse al presidente Cesaro. I Circoli della libertà di Castellammare prendono le distanze dalle accuse e scendono in difesa del presidente della provincia. «Gira su internet ed in particolare sul popolare sito www.stabiachannel.it – spiega Elio Pennella, dirigente del Circolo della Libertà di Castellammare di Stabia - un presunto comunicato stampa del Pdl dal titolo “Quale leadership nel centrodestra stabiese’”, in cui, nell’analizzare l’attuale situazione politica stabiese, sono formulate pesanti accuse proprio al neo-presidente della provincia di Napoli». Il passo incriminato del medesimo comunicato stampa è il seguente: “dopo la presentazione della candidatura di Cesaro alla provincia di Napoli, bastava guardare e leggere, con attenzione le liste che lo sostenevano, per capire che non si trattasse di una organizzata strategia né di eccezionale fiuto da politico di razza la ripartizione dei candidati sul territorio in tutte le liste, ma questo è saltato ancora di più agli occhi alla lettura degli stessi risultati derivanti dalla competizione, in certi momenti dura ed aspra come non mai, dove i candidati, quasi tutti consiglieri comunali, hanno voluto dar prova di forza elettorale per contare evidentemente nella costituenda alleanza che dovrebbe sconfiggere dopo 18 anni il centrosinistra stabiese”. «Personalmente – spiega Elio Pennella - non so chi sia l’autore del citato comunicato stampa, ma noi, a questo punto, non possiamo che prenderne le distanze da queste accuse immotivate. Cesaro ha dimostrato grande fiuto politico. Pesanti accuse, poi, non sono risparmiate nemmeno ad altri attori della vita politica stabiese. Ebbene – conclude Pennella – anche da ciò prendiamo le distanze, perché non crediamo opportuno alimentare divisioni con tutti gli alleati del centrodestra e perché siamo convinti che il centrodestra a Castellammare non sia affatto diviso e sicuramente, grazie alla volontà di tutti coloro che credono in un sincero programma di cambiamento della città, trionferà alle prossime elezioni. Certo – ammette Pennella - ci sono ancora delle piccole questioni da chiarire, ma ciò fa parte del dialogo, che è vivo e sicuramente arriverà a buon fine»
venerdì 17 luglio 2009
Cesaro incontra l’UDC e raggiunge intesa su giunta
Provincia di Napoli - Risolta ogni polemica sorta all'indomani delle nomine per il nuovo esecutivo della Provincia di Napoli a guida centrodestra, il presidente Luigi Cesaro si prepara al varo definitivo della giunta in programma per lunedi' prossimo con la prima convocaizone del Consiglio. A causare una situazione di stallo era stata la nomina degli esponenti Udc in giunta, in particolare quella del Rettore della Parthenope, Gennaro Ferrara, come vice dello stesso Cesaro, che non avevano riscontrato il consenso dei vertici provinciali del partito e del capogruppo Biagio Iacolare. Dopo un incontro allargato tenutosi due giorni fa con i vertici del Pdl e del partito di Casii, oggi Cesaro ha incontrato il commissario provinciale dell'Udc, Ciro Alfano ed il capogruppo Iacolare e conferma, con una nota, di avedr raggiunto ''piena intesa sulla composizione della giunta e sul programma guida dell'azione di governo'' ''Una giunta - sottolinea il presidente - che nella sua composizione e nelle deleghe di ciascun assessore, esprime al piu' alto livello competenze e professionalita'''. (Asca)
lunedì 6 luglio 2009
Sindaci e società civile nella giunta Cesaro
Provincia: spazio a tecnici di area, c’è anche il legale della Lonardo. Domani l’assegnazione delle delegheUn passo alla volta: ieri gli assessori, domani le deleghe. Ecco la giunta di Luigi Cesaro, la prima di un governo di centrodestra alla Provincia. Superati gli ultimi scogli, il presidente ha diffuso i nomi dei dodici assessori. Quanto alle deleghe, Cesaro si è preso altre 48 ore di tempo. Nessun giallo, fanno sapere dall’entourage del presidente, ma solo la necessità di limare qualche dettaglio. Con la giunta nascono anche una cabina di regia tecnica e una consulta politica. La prima sarà costituita da tecnici bipartisan esterni all’amministrazione e avrà il compito di monitorare la qualità e la quantità della spesa; la seconda sarà formata dai rappresentanti delle 14 liste che hanno sostenuto Cesaro per verificare l’attuazione del programma. Rispettati i criteri annunciati in fase di trattativa: in giunta non ci sono eletti e hanno avuto l’assessorato solo i partiti che hanno eletto almeno due consiglieri. I nomi. Vicepresidente è Gennaro Ferrara (Udc), rettore della Parthenope. L’altro centrista in giunta è il demitiano Nello Palumbo. La vicepresidenza a Ferrara assegna di fatto la presidenza del consiglio provinciale al Pdl: il favorito è Luigi Rispoli. Restano nell’Udc i maldipancia dei quattro consiglieri provinciali che hanno annunciato il sostegno esterno alla giunta. «Le nomine - spiega il capogruppo Biagio Iacolare, auspicando un ripensamento di Cesaro - non sono state concordate nè a livello locale nè a livello nazionale. Anzi, si è trattato di accordi nascosti, disattendendo le indicazioni di Roma, condivise anche a livello napoletano». Nove gli assessori in quota Pdl. Con Franco Malvano (che avrà la delega alla sicurezza) entrano in giunta l’ex vicepresidente del consiglio provinciale Luigi Muro, i sindaci di Pollena Trocchia e Lettere Francesco Pinto e Antonio Pentangelo, l’imprenditrice Marilù Galdieri. Quattro i tecnici di area: Antonio Iorio, dirigente dell’Agenzia delle entrate di Roma, (dovrebbe avere la delega al Bilancio); Giuseppe Caliendo, docente di Chimica farmaceutica alla Federico II ed esperto di ambiente (materia di cui dovrebbe occuparsi); la penalista Valeria Casizzone, 42 anni, vicina al presidente Francesco Caia nell’attività dell’Ordine degli avvocati e, precisa, «mai iscritta a un partito». Il quarto tecnico di area è Severino Nappi, avvocato, uno dei difensori di Sandra Lonardo nell’ambito dell’inchiesta sull’Udeur, consigliere giuridico della presidenza del consiglio regionale. Nappi, indicato da Mastella, ha battuto la concorrenza di Mino Sibilio, dirigente del consiglio regionale. Il dodicesimo assessore è Antonio Iervolino (Mpa), ex senatore e ex assessore regionale. «È una giunta di alto profilo, scelta in piena autonomia. Cominceremo - dice Cesaro - con una scrupolosa rivisitazione di tutte le società partecipate». Più o meno unanimine la soddisfazione nel centrodestra. «Si tratta - osservano i vertici regionali del Pdl Nicola Cosentino e Mario Landolfi - di una squadra di alto spessore tecnico e politico, in linea con le aspettative dell’elettorato e di chi crede che anche per la provincia di Napoli sia cominciata una nuova stagione». «È una giunta di alto profilo che darà risposte concrete ai problemi della provincia», dice il coordinatore cittadino del Pdl Marcello Taglialatela. «Belle scelte e di qualità», commenta Paolo Russo. Soddisfazione nell’Mpa. «L’indicazione di Iervolino - dice il coordinatore regionale Antonio Milo - è la prova della volontà dell’Mpa di stare in giunta nel modo migliore». Positivo il giudizio di Salvatore Ronghi che l’unica critica la riserva proprio al suo partito, l’Mpa. «Fatta salva la stima per Iervolino - spiega il vicepresidente del consiglio regionale - non posso non rilevare che il mio partito, che più di ogni altro avrebbe dovuto esprimere il rinnovamento, ha invece compiuto una scelta di continuità con il passato». (Paolo Mainiero il Mattino)
lunedì 15 giugno 2009
Cesaro fa festa e prepara la squadra
Ci sarà anche la testimonial degli spot elettorali, l´attrice Maria Mazza, stasera all´Arenile di Bagnoli per la festa del nuovo presidente della Provincia Luigi Cesaro che, espugnata la roccaforte dei verdi, prepara la squadra da insediare entro la fine del mese in piazza Matteotti. Stasera la festa ma, intanto, il Pdl lavora al mosaico che comprende non solo gli assessori ma anche la presidenza del consiglio provinciale, il capogruppo, le presidenze di commissione, gli staff, i posti di sottogoverno. Uno dei tasselli certi è la poltrona di numero due che qui tocca all´Udc perché il partito di Casini, a dispetto di quanto sta avvenendo nei ballottaggi in tutta Italia, in Campania è schierato con il centrodestra. Poltrona che vede al momento in vantaggio il parlamentare Nunzio Testa. Così come in pole position sono per la corsa in giunta il magistrato in aspettativa Luigi Bobbio (area An) che avrà la legalità e il consigliere comunale Salvatore Varriale (area Forza Italia) per il bilancio. In corsa anche due consiglieri comunali di An, Vincenzo Moretto e Luciano Schifone, e Luigi Simeone della Uil che potrebbe avere la delega ai trasporti, settore di cui già si occupa da tempo nel sindacato. Per la presidenza del consiglio provinciale perde quota l´autocandidatura su facebook della giornalista Serena Albano mentre lievitano le quotazioni di Luigi Rispoli, capogruppo uscente di An che ha sbancato nel suo bunker del Mercato. Presidenza che si aggancia direttamente al nodo del capogruppo. Se nel Comune di Napoli i due partiti sono ancora separati in casa, in Provincia sarà il primo banco di prova per un capogruppo Pdl in una grande assemblea della Campania. Un nodo che vede tra i papabili Giovanni Bellerè. Tutt´altra partita è quella che giocano i partiti minori, dall´Udeur alla lista Cesaro, che non hanno garantito il posto in giunta e che potrebbero essere dirottati su presidenze di commissione e posti di sottogoverno, a cominciare dai dirigenti. Obiettivo su cui dovrà ripiegare anche il consigliere Giuseppe Antonio Fuschino che, dopo aver operato ad Arzano il netto sorpasso della lista Cesaro sul Pdl, si è autocandidato ad un posto in giunta. Tutti aspettano indicazioni da Cesaro. Stasera la festa, ma il mosaico comincia a prendere forma. (Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli)Centrosinistra le ragioni di una sconfitta meritata
giovedì 11 giugno 2009
Chi parte e chi arriva ...
Claudio Velardi lascia. Ovviamente l’assessore regionale lo fa a modo suo. Facendo trapelare la notizia sul sito di gossip più informato d’Italia, Dagospia. «All’allarme a Napoli: scassato dalla politica politicante, Claudio Velardi è pronto a dimettersi da assessore alla Cultura del capoluogo campano», strilla D’Agostino nel primo pomeriggio. Luigi Cesaro neo presidente della provincia lavora alla nuova giunta. Al momento, l’opzione più accreditata resta quella che fa riferimento al prefetto, già questore di Napoli, Bari e Reggio Calabria, ed ex senatore Franco Malvano, molto probabilmente prossimo assessore alla legalità dell’esecutivo partenopeo targato centrodestra. Malvano, candidatosi alle recenti europee, ha collaborato nell’ultimo periodo con la struttura del sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso, occupandosi proprio di ordine pubblico. Cesaro, poi, ha intenzione di confermare la vicepresidenza all’Udc e per questo incarico starebbe pensando al rettore della Parthenope Gennaro Ferrara, il quale rinunciò alla candidatura alla presidenza della Provincia proprio in forza dell’intesa siglata con il Pdl. Inoltre, un’altra ipotesi al vaglio è quella che conduce al coinvolgimento dell’ex senatore di An Luigi Bobbio, ex pm della procura di Napoli. Altra new-entry, al posto di Andrea Cozzolino, in partenza per Strasburgo, potrebbe essere Nicola Oddati pronto a trasferisi a Palazzo Santa Lucia con la benedizione della Iervolino. Chi invece rimane saldamente in sella è il governatore Antonio Bassolino, che controlla reti di interessi e voti ...
mercoledì 10 giugno 2009
Cesaro, una squadra di tecnici per eliminare gli sprechi
Provincia di Napoli - "Ho una responsabilità non di poco conto davanti: eredito una situazione disastrosa dal punto di vista finanziario e da quello amministrativo. Occorrerà lavorare molto. Ma non appena proclamato ufficialmente, insedierò una squadra di tecnici per fare luce sugli sprechi del centro-sinistra in questi quindici anni di governo della Provincia. Con particolare attenzione sulle partecipate che andranno ridotte. E poi lancerò un coordinamento regionale dei presidenti delle province". Lo ha affermato in un'intervista a 'Il Mattino' il neo-presidente eletto della provincia di Napoli, Luigi Cesaro. "Entro quindici giorni avrete i nomi degli assessori - ha garantito Cesaro - Per ora posso solo dire che sarà una squadra di alto profilo, spero di tecnici, e che non deluderò chi mi ha votato proprio perchè crede nel cambiamento e in un cambio di rotta". "Dal 17 gennaio, quando il Pdl ha puntato su di me - ha ricordato il neo-presidente della Provincia - ho incontrato tutte le classi sociali, la società civile attraverso forum d'ascolto per capire cosa la gente voleva da me e dalla classe politica di centro destra. Per questo continueremo il percorso di questi momenti d'ascolto: per non perdere il contatto con la gente come è accaduto al centro sinistra". Tra le priorità del presidente della Provincia di Napoli "varare subito l'area metropolitana e investire in sicurezza. Occorre cambiare l'immagine di una città e di una provincia che da anni sono in piena emergenza-degrado". Infine Cesaro ha rilanciato l'offerta di una poltrona d'assessore allo sfidante Luigi Nicolais (Pd): "Glielo chiederò di nuovo. Non e' una provocazione: e' stato assessore, ministro ed è una persona che stimo molto al di là del suo schieramento politico. E potrebbe fare molto per questa città. Spero che accetti". (Adnkronos) (ph. Pressphoto)
lunedì 8 giugno 2009
Luigi Cesaro è in testa
Provincia di Napoli - ''E' una vittoria importante perchè si registra un voto omogeneo del Pdl in tutta la Campania''. Così Luigi Cesaro, candidato del centrodestra alla Provincia di Napoli commenta i dati che - circa al 50% dei seggi scrutinati - lo danno in testa. Cesaro è appena arrivato al comitato elettorale del Pdl in un albergo del centro. Al suo arrivo, alcuni militanti a bordo di motocicli hanno improvvisato un carosello con grida di gioia e bandiere del partito. Cinquantasette anni, sposato, con due figli. Sant’Antimo, nell’entroterra partenopeo, è il quartier generale della sua vita professionale, politica e privata. Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, alla fine degli anni ‘70 muove i primi passi da procuratore legale ad Aversa, in provincia di Caserta. Nel 1980 è vincitore di concorso nell’allora Usl di cui diviene dirigente. Sviluppa la sua passione nei circoli politici del piccolo centro a nord di Napoli fino a diventare consigliere provinciale a Napoli nelle liste del Psi. Viene eletto con il 28,2 per cento. La conferma arriva questa volta sotto la bandiera di Forza Italia, il partito fatto nascere da Silvio Berlusconi a cui aderisce da subito. È il 1996 l’anno decisivo per la svolta politica: arriva la candidatura a Montecitorio. Con 29.907 voti, pari al 47,2 per cento, Luigi Cesaro è l’unico deputato espresso nell’area metropolitana a nord di Napoli. Siede nella commissione Trasporti e in quella di Bilancio, Tesoro e Programmazione. Diventa assessore ai Lavori Pubblici e poi all’Urbanistica e ai Beni Ambientali di Piazza Matteotti. Tre anni dopo, la direzione nazionale del Polo della Libertà lo mette in corsa per un seggio al Parlamento europeo. Il volo diretto a Strasburgo gli è assicurato da 60mila preferenze. A Bruxelles invece è membro della commissione per la Politica Regionale, dei Trasporti e del Turismo della commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale e Vice presidente della Delegazione Interparlamentare per i Rapporti con l’Australia e la Nuova Zelanda. Nel 2001 la conferma a deputato nelle Politiche del 13 maggio con 35.533 preferenze nel collegio Arzano, Casandrino, Casavatore, Grumo Nevano e Sant’Antimo. Il mandato alla Camera, continua nelle elezioni del 2006 e del 2008. Nel 2004 è componente del Direttivo dell’associazione nazionale Comuni Italiani. Le esperienze di amministratore locale, una su tutti quella di sindaco della “sua” Sant’Antimo, lo mettono in evidenza agli occhi del vertice del partito che gli affida il coordinamento di Forza Italia per la Provincia di Napoli e poi quello di vicario per la Campania al fianco di Nicola Cosentino. Oggi il suo nome spezza la continuità del centrosinistra alla guida della Provincia di Napoli da 15 anni. Ad Avellino Cosimo Sibilla è avanti con il 52%, la candidata Pd Alberta De Simone si ferma al 38%. A Salerno Edmondo Cirielli del centrodestra si attesta al 52% mentre Angelo Villani del centrosinistra si ferma al 46,7%. (Fonte Velino e Asca)
lunedì 25 maggio 2009
L’accademico e il paesano
Il quotidiano la Stampa s’interessa, stamani, dei due Gino. Il paesano Cesaro con il suo italiano elementare ma poi si vede bene che sa lavorare silenziosamente, “incurante delle insinuazioni (finora senza prove né conseguenze giudiziarie) che lo vorrebbero contattato da ambienti camorristici”. Di lui dice Ugo Grippo, capofila della Dc cittadina: «Cesaro? E' uomo di poche parole e di molti fatti». Mentre l’accademico Nicolais, docente universitario, uno che sul suo sito scrive di essere «uno degli scienziati più citati al mondo» e che da qualche anno si è rivelato versatile interprete di molti ruoli nella politica napoletana. Assessore regionale quando Bassolino era ancora Bassolino. Bandiera dell'antibassolinisrno quando il Governatore era passato di moda. Ministro nel governo Prodi, in quota Fassino-D'Alema. E in questi giorni, curiosa nemesi partenopea, è diventato l'ultimo baluardo in difesa di quella che lui aveva chiamato in altri tempi «una casta». Sul suo sito fa scrivere: «Nicolais ha fatto in una sola giornata cose impensabili per chi è abituato a ragionare in termini spazio temporali tradizionali». Impensabile è - pure - pensare di venire a Vico Equense per sostenere soltanto il candidato della propria lista, spaccando ulteriormente il già diviso PD, tralasciando che il contributo decisivo - all’eventuale vittoria - passa tra i partiti della coalizione.
mercoledì 15 aprile 2009
Provinciali, intesa tra PDL e Destra
Provincia di Napoli - In attesa di ufficializzare l’accordo con l’Udc, il Popolo della libertà raggiunge l’intesa con la Destra di Francesco Storace. Alle elezioni del 6 e 7 giugno, infatti, i due partiti saranno alleati per sostenere la candidatura di Luigi Cesaro a presidente della Provincia di Napoli. «La partita che si gioca - spiega a tal proposito Bruno Esposito, componente della segreteria nazionale della Destra - è quella dell’inizio dell’allontanamento definitivo dal potere, nelle amministrazioni locali, di comunisti, ex comunisti, comunisti pentiti, comunisti dissociati, comunisti dell’area antagonista, verdi e democristiani di sinistra, per i gravissimi danni prodotti alle popolazioni di Napoli e della Campania». Per Esposito, dunque, «il movimento di Storace non verrà meno all’impegno affinché a Napoli e in Campania, dopo decenni di fallimenti, si volti finalmente pagina spezzando ogni legame con il passato e impegnandosi a fondo su un programma che assicuri il rinnovamento, il risanamento istituzionale e una nuova e autentica progettualità che restituisca speranza e futuro soprattutto alle giovani generazioni. Le elezioni provinciali di Napoli - conclude - dovranno segnare l’inizio di un radicale processo di ricambio e di rigenerazione morale e civile al quale la Destra non vuole sottrarsi». Cesaro si dice soddisfatto del patto sottoscritto con il partito di Storace: «Le Provinciali - chiarisce il parlamentare - devono rappresentare la svolta dopo anni caratterizzati dalla disastrosa amministrazione di Bassolino e dei suoi amici. Apprezziamo, quindi, l’impegno della Destra e di tutte quelle forze politiche che appoggeranno il Pdl in questa sfida determinante per il futuro dei nostri territori». (ger.aus. il Mattino)
lunedì 6 aprile 2009
Melito, devastata la sede del comitato per Cesaro
Dovevano inaugurarla ieri mattina, ma proprio alla vigilia del taglio del nastro la sede del comitato elettorale di Luigi Cesaro è diventata inagibile: qualcuno l´ha devastata e data alle fiamme. L´unica certezza è che il principio di incendio è doloso. Nella notte di sabato sono entrati nei locali del nuovo comitato elettorale di Melito del candidato Pdl alla presidenza della Provincia, quello a più breve distanza dal paese d´origine di Cesaro che è Sant´Antimo, hanno distrutto le suppellettili e hanno cercato di dar fuoco agli arredi. Il comitato "Cesaro presidente", in via Roma, doveva essere inaugurato ieri mattina, presenti il sindaco di centrodestra, Antonio Amente, i consiglieri della sua compagine, il rappresentante del Pdl alla Provincia, Guarino. La prima condanna dell´atto vandalico è arrivata dal sindaco di Melito, che l´ha definito «un grave episodio di violenza politica». Cesaro, dopo aver cancellato dall´agenda l´inaugurazione proseguendo il fitto programma della giornata ha dichiarato di sperare che «non sia solo il Pdl a condannare un simile gesto vandalico di intolleranza. Il clima di odio politico, tollerato da alcuni ambienti della sinistra, è il principale responsabile di atti inconsulti, come quello di sabato notte a Melito. Ci auguriamo - ha detto il candidato - che mentalità e metodi squadristi non abbiano a prevalere in un territorio già vittima di tanti mali». Fabio Chiosi del Pdl ha scritto in una nota che «l´attentato che ha distrutto il comitato elettorale dell´onorevole Cesaro a Melito è un atto vile che getta le prime ombre sulla campagna elettorale per le prossime provinciali. Esprimo tutta la mia solidarietà a Cesaro - continua Chiosi - che certamente non si farà intimidire dalle forze negative che, evidentemente, temono una forte affermazione del Pdl e della politica della legalità. Le forze dell´ordine vigilino sul corretto svolgimento della campagna elettorale, ed assicurino la sicurezza e la serenità ai candidati in corsa». (s. cer. da la Repubblica Napoli)I noti non vengono al pettine
martedì 31 marzo 2009
Pdl dopo il congresso «Obiettivo Santa Lucia»
Provincia di Napoli - Galvanizzato dai tre giorni del congresso fondativo, il Pdl scalda i motori per la sfida delle Provinciali. «Il preludio - spiega il sottosegretario Nicola Cosentino secondo i rumors confermato coordinatore regionale del nuovo soggetto politico - per candidarsi come alternativa a chi ha portato la Campania ad essere il fanalino di coda tra le regioni del Paese, avvicinandola all’Africa e non all’Europa. Il maggiore ente pubblico della regione ha l’indifferibile necessità di tornare ad essere produttivo e propositivo; di dare e ricevere la fiducia delle popolazioni amministrate». Un’accelerata necessaria dopo la discesa in campo ufficiale, due giorni fa, del candidato di centrosinistra Luigi Nicolais. Così dal quartier generale del deputato del Pdl Luigi Cesaro (nella foto) si partirà con la messa in campo dei giovani under 30 per creare, collegio per collegio, un rapporto diretto sul territorio e avvicinare i cittadini magari riottosi a votare per le elezioni del 6 e 7 giugno. Intanto parte anche una mobilitazione contro il caro-bollette. A portarla avanti il delegato campano al congresso romano Rosario Lopa che, proprio alla fine dei lavori, ha consegnato alla segreteria del congresso un odg per calmierare le bollette del servizio idrico.Stop alle auto blu duello in Regione
martedì 17 marzo 2009
Nicolais alla Provincia, Bassolino a Strasburgo e Cesaro in carcere da Angelica
Il Corriere del Mezzogiorno si dedica, stamani, ad analizzare i propositi e le mosse di Antonio Bassolino. Con l’aiuto del Cavaliere, che vorrebbe mettere in lista per le Europee Ministri e Governatori, che, secondo la legge vigente, dovrebbero dimettersi per potersi candidare, si sta pensando ad una modifica normativa che assicuri il doppio incarico per i governatori. Ora, sarà perché Bassolino ai doppi incarichi è abituato (sindaco-ministro del Lavoro nel governo D'Alema), fatto sta che al termine della trasmissione Annozero di giovedì scorso, nell'intrattenersi con alcuni cronisti, si sarebbe lasciato sfuggire: «Se fanno la legge, non ho problemi». Insomma il presidente si vuole candidare alle europee. Alla base della resurrezione bassoliniana ci sono le primarie del Pd in Provincia di Napoli. Per carità Bassolino si è tenuto ben lontano dallo schierarsi apertamente per uno dei tre candidati in campo: Nicolais, Allodi, Vozza. Fino alla fine voleva che andasse diversamente. Che la società civile questa volta uscisse alla scoperto. Ma i suoi uomini già stanno lavorando per l'ex ministro. Per tirare la volata a Gino domenica 22 marzo. Dunque l'accordo è stato stretto. E dovrebbe prevedere Nicolais candidato della neonata coalizione di centrosinistra alla Provincia, il dalemiano Enzo Amendola alla segreteria provinciale del partito, Bassolino in Europa. Poi ovviamente, sempre se il tutto fosse verosimile, si tratta di capire quante persone lo voterebbero il Pd… Spostandoci in casa PDL, da Repubblica Napoli apprendiamo che Luigi Cesaro si è recato domenica al carcere minorile. Essenzialmente spinto a questa iniziativa dalla lettura della vicenda della giovane Angelica, la ragazza rom condannata per il tentato rapimento di una neonata a Ponticelli. Vicenda problematica, in un contesto sociale da tempo condizionato dal conflitto con i rom locali, e la cui sentenza ha subito anche contestazioni. Comunque «Angelica sta bene - dice Cesaro - È riuscita a integrarsi in breve tempo nel gruppo di ragazze, anche loro ospiti dell´istituto. La sua situazione è stata particolarmente presa a cuore dal direttore e dal personale che segue i ragazzi, in particolare coloro che non hanno affetti in Italia. Da loro ho anche appreso che Angelica si è recentemente sentita telefonicamente con i genitori che vivono in Romania assieme alla figlia».
mercoledì 11 marzo 2009
Un gruppo di saggi per Cesaro
Allodi comincia la sfida veraProvincia di Napoli - Tre ex Ds si giocano la candidatura alla presidenza della Provincia. È un primo dato da cui partire e che fa dire a Nicola Cosentino, coordinatore di Forza Italia, - da il Mattino - che «viene ancora una volta fuori l’egemonia della sinistra per cui i moderati escono con le ossa rotte». Il secondo dato è che il tanto sbandierato esponente della società civile non c’è. È stato cercato, forse neanche con troppa convinzione, ma non è stato trovato. Dal Corriere del Mezzogiorno, lo stilista Maurizio Marinella, il musicologo Paolo Isotta, l'architetto Nicola Pagliara, l'urbanista Guido D'Angelo, il presidente dell'Ordine degli Avvocati, Francesco Caia, il segretario nazionale del sindacato medici, Giuseppe Tortora, il presidente di Casa Artigiani, Fabrizio Luongo, il consigliere di Italia Lavoro, Marilù Galdieri. Sono alcuni dei nomi - che l'agenzia il Velino anticipa - del comitato dei saggi a sostegno del candidato del centrodestra alla Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Questo organismo di supporto al deputato di Fi-Pdl è in fase di completamento, si chiamerà «Costituente azzurra per la Grande Napoli» e dovrebbe essere presentato sabato prossimo. Ci sono professori universitari, liberi professionisti, manager ed imprenditori: ognuno di loro intende contribuire all'elaborazione del programma di Cesaro per le provinciali. Da Facebook Guglielmo Allodi dice “in pochi giorni abbiamo dato vita a una mobilitazione autentica, spontanea, quasi “d'altri tempi”. Sono stato avvicinato – dice Allodi - da diciottenni che per la prima volta si accostavano al mondo della politica, ma anche dai militanti “storici”; e tra i tanti, molte persone che neanche avevano mai votato per il centrosinistra o per il Pd e che hanno apprezzato lo spirito con cui è nata questa avventura. Ora comincia la sfida vera. Anzi, è già cominciata a pieno ritmo. E' importante continuare a diffondere il più possibile il valore della “nostra” candidatura e, come dicono i creatori del gruppo, sarà bello se ognuno diventerà promotore di un evento, un incontro, un'occasione piccola o grande di confronto.”
mercoledì 4 marzo 2009
Cesaro e Di Pietro: «In campo per gli operai»
«Lo stabilimento di Pomigliano d'Arco non deve chiudere». Lo afferma il candidato del Pdl alla presidenza della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che aggiunge: «Non si possono tacere le responsabilità di chi, a livello locale, aveva il compito di gestire uno sviluppo che a Pomigliano d'Arco non è mai decollato. Se, dunque, è necessario capire bene in che modo la Fiat intende bypassare la contraddizione che grava sullo stabilimento di Pomigliano (uno stabilimento all'interno del quale si producono beni obsoleti), allo stesso modo è legittimo chiedersi che livello di credibilità hanno interlocutori come la Regione e la Provincia di Napoli». Anche il leader Idv, Antonio Di Pietro, ha annunciato che venerdì prossimo alle 15 sarà in Piazza dei Martiri per una manifestazione pubblica in cui «illustrerà le proposte dell'Italia dei Valori per uscire dalla crisi». (Corriere del Mezzogiorno) Provincia di Napoli, corsi antistress per i dirigenti: spesa di 40 mila euro
giovedì 26 febbraio 2009
Due liste in appoggio a Cesaro, “sponsor” Conte e Pomicino
Provincia di Napoli - Un paio di liste appoggeranno la candidatura di “Cesaro presidente”. La macchina del Pdl è partita in netto anticipo per le Provinciali, sfruttando le sabbie mobili del Pd, la cui struttura provinciale è stata azzerata dalle dimissioni di Nicolais e dall’invio del commissario Morando. E allora, il centrodestra prepara l’operazione sbarco a Palazzo Matteotti. Dietro alle “truppe cammellate” a sostegno di Cesaro, potrebbero esserci due ”grandi elettori”, in passato recordman di preferenze, anche se in ere geologiche diverse della politica locale. Uno è Roberto Conte, consigliere regionale ex Pd, pronto a passare dall’altra parte. Ambienti Pd lo danno come possibile transfuga, dopo la traumatica rottura col partito, seguita alle disavventure giudiziarie (è stato vari mesi ai domiciliari, indagato nell’inchiesta su camorra&politica, innescata dalle dichiarazioni dell’ex boss Peppe Misso, e in quella su un giro di tangenti per forniture alla Regione). L’altro “king maker” di Cesaro potrebbe essere Paolo Cirino Pomicino, una vita da politico Dc, ex ministro del Bilancio, che da tempo s’è ritagliato un ruolo «da allenatore del centodestra», come egli stesso s’è autoironicamente definito. Nel settembre scorso, Pomicino, assieme ad Alfredo Vito e Giuseppe Gargani, inaugurò “Campania Futura”, “think thank” di centrodestra, con l’ambizione di contrastare l’egemonia culturale di sinistra nel dibattito politico. (giro il Roma)
domenica 18 gennaio 2009
Mostruosi ed esibizionisti ...
Ieri all’Hotel Excelsior c’è stata la presentazione del candidato PDL alla presidenza della provincia di Napoli Luigi Cesaro. Repubblica Napoli parla di “una mostruosa esibizione del consenso”. Sindaci e amministratori, consiglieri regionali, provinciali, comunali, municipali. Deputati e senatori. Commercianti e commercialisti. Donne in pelliccia e pensionati con la sciarpa. Pezzi di garofano e scudocrociato venuti dagli anni ‘80. I fratelli venuti da Sant´Antimo. Insomma: tutti. Molte centinaia di persone in una sala grande e insufficiente. Sempre da Repubblica Napoli marcia indietro di Alleanza Riformista. «Accogliamo responsabilmente». Bastano le prime due parole di Felice Iossa per volare direttamente alla fine del suo comunicato e avere la conferma di quanto sospettato: «Questo il passaggio fondamentale perché Alleanza riformista possa desistere dalla posizione politica assunta». Una fuga durata ventiquattr´ore. Il consigliere regionale della componente socialista di Alleanza riformista, una sigla tutta napoletana, annuncia di uscire dal Partito democratico ottenendo diversi inviti a desistere, a cominciare dal segretario regionale Tino Iannuzzi. Iossa tuona ma non tutti tremano. A cominciare dal consigliere comunale Roberto De Masi: «Io resto nel Pd. E con me tanti consiglieri e dirigenti». Alleanza riformista sembra un esercito con un generale e pochi soldati e allora in suo soccorso arriva Antonio Bassolino: «Alla base del disagio espresso da Iossa e da altri esponenti provenienti dal Partito socialista vi sono ragioni che comprendo». Sono le 14.30. Passano quarantasette minuti e Iossa fa marcia indietro. Ecco la politica napoletana di questi giorni. Altro che buche nelle strade, immobiliaristi e deficit sanitario. Ma come viene in mente a qualcuno di chiedere un "gigantesco rinnovamento"? Sempre per rimanere in tema piddì, Antonio Bassolino parla alla direzione regionale. «Andare avanti mettendosi contro l´esperienza fatta ci porta al disastro. Se non facciamo riemergere anche le tante cose buone fatte il pregiudizio sul mezzogiorno diventerà drammatico, può passare l´idea che da queste parti non ci sia più nulla da fare». Dimenticavo, sempre nel Pd, il commissario Morando ha detto che per le provinciali “vanno bene le primarie, ma non per vedere chi ce l’ha più lungo tra noi ..."I democratici scendono al 23 per cento
mercoledì 26 marzo 2008
«La mozzarella? Berlusconi non ci rinuncia neppure in aereo»
«L'ultima volta gliel'ho regalata a gennaio scorso, quando arrivò a Napoli. Mi disse: ‘‘Gigi, la tua mozzarella la mangio perché so che i tuoi amici la fanno con cura. E non ti farebbero mai un torto''». Il deputato azzurro e coordinatore provinciale di Napoli, Luigi Cesaro, svela un altro segreto di Silvio Berlusconi: la passione per la mozzarella di bufala campana che, almeno una volta ogni due o tre mesi, il parlamentare invia ad Arcore, in via del Plebiscito a Roma o, d'estate, in Sardegna, direttamente a Villa Certosa. Cesaro, quanto gliene regala? «Una ventina di chilogrammi. Faccio preparare una decina di confezioni da viaggio da due chili».Tutta per il Cavaliere? «No, in parte anche per Paolo Bonaiuti. Un altro che ne va pazzo». Lei dove l'acquista? «A Cardito, presso un caseificio amico. Uno dei collaboratori del presidente Berlusconi è un mio concittadino, è di Sant'Antimo. Qualche volta impegno lui. In altre occasioni ho provveduto a spedirla con l'aereo». Mai che Berlusconi abbia sospettato: sa, l'allarme diossina... «Macché. L'ultima volta se l'è mangiata anche in aereo, durante il viaggio di ritorno a Milano. Nel corso dell'ultima campagna elettorale organizzammo un pranzo in un albergo di Napoli che prevedeva solo la pizza. Berlusconi pretese che ci fosse anche la mozzarella».
Tutte le volte la richiesta le giunge direttamente dal Cavaliere? «Talvolta.. In altre occasioni mi ha fatto giungere messaggi attraverso alcuni suoi collaboratori: mi dice che lui, in un menu mediterraneo, non rinuncerebbe mai alla mozzarella. (Angelo Agrippa Corriere del Mezzogiorno)
E' crisi in salumeria: i latticini non si vendono.
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 26 marzo 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)