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martedì 21 luglio 2009

Cesaro, lavoreremo per farne città metropolitana

Rispoli Presidente del consiglio provinciale

Provincia di Napoli - Mettersi subito al lavoro con il nuovo esecutivo puntando in prospettiva a costruire la Citta' Metropolitana di Napoli. Questo, in sintesi, il primo messaggio ufficiale del presidente Luigi Cesaro al Nuovo Consiglio provinciale di Napoli riunito per la prima volta nell'aula di Santa Maria La Nova dopo le elezioni del 6 e 7 giugno scorso. Cesaro, - che ha ringraziato il suo predecessore Dino Di Palma ''per l'impegno istituzionale che resta ed e' indubitabile” - ha assicurato che sara' ''il Presidente di tutti'' aggiungendo ''la mia non e' un'immagine retorica ma espressione di una volonta', decisa e ferma, a recuperare il valore originario, di servizio e di responsabilita' che, oggi piu' di ieri, si chiede alla politica''. Rispetto al programma dell'esecutivo il presidente ha sottolineato che si puntera' ad ''innovare la Provincia di Napoli, nell'ottica di un progetto di Grande Napoli, di Citta' Metropolitana. Priorita' fondamentale in un mondo che cambia rapidamente e che impone strategie attente per non trovarsi impreparati alle sfide del futuro e per correggere, come ha detto il Presidente della Repubblica Napolitano, il preoccupante divario tra Nord e Sud''. Sui punti programmatici Cesaro ha richiamato quelli della legalita', della sicurezza, di lavoro e sviluppo economico e sociale, dell'edilizia scolastica, dell'ambiente, della lotta agli sprechi e della valorizzazione delle risorse culturali. Ed ha assicurato che lavorera' ''per ricercare il massimo di unita' possibile con tutte le Istituzioni'' superando gli ''schieramenti di parte'' (Asca). Luigi Rispoli, invece, 49 anni, primo eletto nella lista del Popolo della Libertà, è il nuovo presidente del Consiglio provinciale di Napoli. Quarantuno sono stati i voti riportati dal neo presidente, mentre uno è andato a Luigi Cesaro. Quattro le schede bianche. L'Ufficio di Presidenza è stato poi completato con l'elezione dei due vicepresidenti: Antonio Durazzo, 43 anni, di Pimonte, del Gruppo del Movimento per le Autonomie, con 36 preferenze, e Massimo Costa, 50 anni, di Napoli, del Gruppo del Partito Democratico, con 35 voti assumono l'incarico in rappresentanza rispettivamente della maggioranza e della minoranza.

domenica 29 marzo 2009

Provincia debitrice di due milioni per incidenti causati da buche

Provincia di Napoli - Due milioni e 150mila euro con i quali la Provincia di Napoli dovrà risarcire gli automobilisti e i motociclisti che hanno subito danni causati dalle pessime condizioni delle strade provinciali. La denuncia è del capogruppo di An a Palazzo Matteotti, Luigi Rispoli che accusa la Giunta Di Palma e il partito Democratico di un immobilismo che ha finito col diventare colpevole e lassista. «Nel solo 2008 questa situazione di incuria è costata alle casse dell’ente di piazza Matteotti addirittura 2milioni per risarcimenti ai cittadini protagonisti di incidenti causati dal cattivo stato di manutenzione della rete stradale - ha detto l’esponente allentino - Il trend storico del numero di istanze di risarcimento inoltrate alla Provincia di Napoli è assolutamente indicativo di questo grave stato. Nel 2003 ci sono state 592 richieste, 2004 le richieste sono state 567, il picco nel 2005 e 2006 con 747 e 788 richieste di risarcimento, mentre nel 2007 e nel 2008 sono state rispettivamente 674 e 591». La ricaduta economica di queste richieste è impressionante. Basti pensare che nei soli anni 2006, 2007 e 2008 la Provincia di Napoli ha dovuto risarcire più di 7 milioni di euro per un totale di 600 provvedimenti di impegno e liquidazione. «Da cinque anni stiamo ripetendo inutilmente che la sicurezza stradale dei cittadini è un dovere delle pubbliche amministrazioni e che va perseguita avendo riguardo a tutti gli aspetti che su di essa possono incidere - ha concluso il capogruppo - Lo stato attuale della rete stradale affidata alla Provincia versa in condizioni gravissime e l’amministrazione ha finora ha risposto con il nulla, con il risultato che buche e dislivelli del manto stradale sono presenti ovunque e rappresentano insidie pericolosissime per i nostri automobilisti. La nuova amministrazione provinciale dovrà necessariamente invertire la tendenza di questi anni e privilegiare la spesa di investimento, legata soprattutto al rafforzamento ed al mantenimento della rete infrastrutturale provinciale, rispetto alla spesa corrente che tradotto in soldini vuol dire soprattutto feste e contributi». (Il Giornale di Napoli)

giovedì 19 febbraio 2009

Delibera-capestro per Monte Faito

Affidamento al parco ma gli oneri sono a carico di Palazzo Matteotti

Una delibera capestro. Aspre contestazioni, ieri, all’interno del consiglio provinciale che ha reso noto di aver approvato un protocollo di intesa che ha affidato al Parco regionale dei Monti Lattari l’affidamento di Monte Faito, il tutto con una gestione libera da vincoli e controlli, del prezioso complesso turistico. Il complesso immobiliare Monte Faito, costituito essenzialmente da immobili adibiti a funzioni sportive e ricreative nonché da 420 ettari boschivi, fu acquistato da Provincia di Napoli e Regione Campania all'inizio del 2007 dalla Fintecna Spa. «Dopo due anni nei quali abbiamo più volte sollecitato un accordo sulla gestione del sito ecco che la Provincia e la Regione, con un patto scellerato, approvano l’affidamento - ha detto il capogruppo di An alla Provincia Luigi Rispoli - Secondo questo sconsiderato accordo entro il 31 marzo il Parco dovrebbe presentare un piano di gestione i cui interventi che saranno previsti, saranno finanziati da Regione e Provincia. Prima anomalia poiché è evidente che un affidamento deve tener conto del piano di gestione che deve essere, per questo, presentato e vagliato ai fini dell’affidamento della struttura». Inoltre il protocollo prevede che il Parco per la gestione della struttura potrà avvalersi di personale della Regione e della Provincia. Una previsione, questa, che da sola merita un esposto alla Corte dei Conti considerato che un ente pubblico non può pagare personale che presta la propria opera per altri enti. «La chicca è però certamente rappresentata dalla previsione che il Parco potrà incrementare la volumetria esistente fino ad un massimo del 30% purché la stessa sia destinata ad attività turistico ricettiva. Una speculazione edilizia in piena regola in una area altamente protetta sulla quale vigono certamente i vincoli paesaggistici» ha concluso Rispoli. Riassumendo insomma gli interi oneri della operazione sono a carico di Regione e Provincia, le quali non possono però intervenire in merito alle modalità di gestione della struttura che a questo punto il parco potrà liberamente affidare a chiunque in maniera del tutto discrezionale e arbitraria senza dover rendere conto ai proprietari e tutto ciò per un periodo di 20 anni. «Non c’è dubbio che questa operazione di evidente speculazione punta a garantire alcuni uomini della sinistra laddove dalle urne dovesse uscire una sonora bocciatura a questo modo clientelare di governare cui ci hanno abituato Sassolino ed il centrosinistra in questi anni» ha chiosato Rispoli. (eriada il Giornale di Napoli)

domenica 1 febbraio 2009

Stanziati undicimila euro per i bufali del Mozambico

La Provincia di Napoli scommette sul bufalo in Mozambico. E liquida la spesa di 11.373 euro alla «Società italiana di veterinaria e zootecnia tropicale per la cooperazione internazionale — veterinari senza frontiere» che ha sede a Legnaro in provincia di Pordenone. La decisione è stata assunta giovedì scorso con determina dal dirigente dell'area Politiche sociali, Cultura, Pace e Politiche giovanili. Il contributo è stata la conseguenza di una delibera della giunta provinciale del 2005 con la quale è stato finanziato il progetto sul «Miglioramento delle caratteristiche produttive e riproduttive del bufalo in Mozambico. Prima dell'atto ufficiale di destinazione della somma in questione, gli uffici dell'ente di Piazza Matteotti hanno provveduto all'istruttoria, cioè alla raccolta dei documenti comprovanti l'effettiva attuazione del progetto e le spese sostenute per condurlo in porto. L'iniziativa ha suscitato molte perplessità, soprattutto tra le forze di opposizione. «In un momento del genere — osserva io capogruppo di An Luigi Rispoli — tale atto pare del tutto fuori luogo. Sembra addirittura irritante rispetto ai dipendenti dell'ente stesso che in questi giorni sono in agitazione per i tagli della retribuzione». Per il rappresentante del Pdl, la determina oltre che inopportuna, sul piano politico, risulterebbe addirittura illegittima. «In quanto — spiega Rispoli — il soggetto beneficiario non ha sede nell'ambito della provincia di Napoli. Quindi, secondo il regolamento, non poteva ricevere questa somma. Eppure nell'ambito della cooperazione internazionale ci sarebbe l'opportunità di aiutare altri soggetti locali che da anni sono attivi nei Paesi in via di sviluppo». (Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno)

martedì 19 agosto 2008

AN: Salviamo il Faito

Vico Equense - Da Alleanza nazionale una denuncia: versa in condizioni di grave abbandono il complesso immobiliare Monte Faito, acquisito un anno e mezzo fa dalla Regione Campania e dalla Provincia di Napoli. Perché i due enti, denunciano i consiglieri provinciali Luigi Rispoli e Giuliano D´Auria, «dopo aver sostenuto un notevole investimento, non hanno ancora preso in carico la proprietà». Il complesso immobiliare Monte Faito, che si trova nel Comune di Vico Equense, «è costituito essenzialmente da immobili adibiti a funzioni sportive e ricreative, nonché da 420 ettari boschivi: venne acquistato all´inizio del 2007 dalla Fintecna Spa. Eppure - insistono Rispoli e D´Auria - non dovrebbe essere difficile capire che il ripristino e la riattivazione del complesso avrebbe un effetto assolutamente positivo sulla preservazione del patrimonio ambientale e diventerebbe un notevole attrattore di flussi turistici». A un anno e mezzo dall´oneroso acquisto, proseguono i consiglieri, «l´Ente Parco dei Monti Lattari, la Provincia e la Regione, non solo non hanno raggiunto un accordo sulla gestione così come prevedeva l´atto di acquisto, ma non hanno proprio affrontato l´argomento». Di questa situazione la Fintecna Spa è l´unica che otterrà benefici perché, «dopo aver incassato il denaro derivante dalla compravendita del complesso, potrà continuare a incamerare soldi, circa centomila euro, per garantire i servizi della guardiania e della custodia del complesso». Per i due esponenti di An alla Provincia si tratta di «un duro colpo anche per il turismo nella zona, che per un altro anno ancora si vedrà privato di un elemento che completa ed integra l´offerta turistica della penisola sorrentina. Un ente - è la conclusione - che non si preoccupa di salvaguardare il proprio patrimonio, compie prima di tutto un danno erariale, aggravato in questo caso dalla considerazione che esso rappresenta anche un delitto nei confronti del territorio e dell´ambiente». (Repubblica Napoli)

giovedì 19 giugno 2008

Viaggio in Cina da 100mila euro

La Provincia di Napoli si fa ambasciatrice delle bellezze del Vesuvio e larghi dintorni in quel di Pechino. Almeno una dozzina di «Marco Polo» di piazza Matteotti sono approdati da in Cina per partecipare alla fiera internazionale sul Turismo «Bite», in programma dal 19 al 21 giugno. Un torpedone niente male composto da circa 12 inviati speciali capeggiati dagli assessori Giovanna Martano e Guglielmo Allodi. Sono volati tutti alla volta del Dragone per la modica cifra, si fa per dire, di circa 100mila euro, rendicontazione postuma esclusa (taxi, ristoranti, eccetera). Un viaggio promozionale contro il quale punta il dito l'opposizione: «La trasferta in Cina? Rappresenta l’ennesimo viaggio di piacere a spese dei contribuenti» commenta Luigi Rispoli, capogruppo di An al consiglio provinciale. «A cosa potrà mai servire - si chiede retoricamente Rispoli - la presenza in Cina di due assessori, non solo quello con la delega specifica (cioè la Martano, titolare del Turismo, ndr)? È un bel mistero. Fatto sta che funzionari, segretari, portaborse ed anche qualche congiunto, sono partiti alla volta di Pechino». Anche lo stand della Provincia, secondo An, non restituirebbe una rigogliosa immagine del territorio da «pubblicizzare»: «Stand? Ma se hanno portato solo un paio di brochure...altro che vetrina, rischiamo anche di fare brutta figura». Aggiunge: «È singolare il fatto che, nonostante si tratti ufficialmente di "promozione turistica", tra i partecipanti al viaggio non c'è il dirigente del settore turismo, come sarebbe lecito aspettarsi, né nessun lavoratore della competente direzione, assessore a parte che però ha funzioni più "politiche" che tecniche. In compenso c’è il Capo di gabinetto del presidente Di Palma ed il dirigente della direzione politiche comunitarie». Si spera che almeno, con un auto-corso accelerato, i nostri «Marco Polo» partiti da piazza Matteotti si siano preparati a rispondere (o a sviare) in maniera lesta e fantasiosa alle domande sulla spazzatura partenopea in strada. Domande che, ahinoi, gli addetti al turismo di tutto il mondo non mancheranno di girare («Excuse me, and the garbage-solutions?») al nutrito stand napoletano. (Alessandro Chetta Corriere del Mezzogiorno)

LA DELIBERA

mercoledì 27 febbraio 2008

Dal cantiere affiora la necropoli dell’antichità

Vico Equense - Dal sottosuolo di un cantiere in via Nicotera affiorano importanti testimonianze della plurimillenaria storia cittadina grazie agli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli, sotto la direzione dell'archeologo direttore Tommasina Budetta coadiuvata da Maria Rispoli, che hanno messo in luce un settore della necropoli equana. Dall'area, ricoperta da circa un metro di lapilli dell'eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei ed Ercolano, è riemerso un sepolcreto che copre un arco cronologico compreso tra il IV a.C. ed il I sec. d.C. dove le sepolture erano organizzate per lotti delimitati da muri in opus reticulatum. Un'epoca di cinquecento anni che finora era rimasta scoperta nella datazione dell'ampia necropoli di via Nicotera, dove a partire dal 1966 ed in più riprese sono state rinvenute oltre duecento tombe i cui reperti si possono ammirare nell'Antiquarium Equano e nel museo Georges Vallet di Piano di Sorrento. Ora sono state rinvenute una quindicina di tombe con corredo in pasta vitrea e a ceramiche nere e novità per la città equana con sepolture in tufo contrassegnate da una columella (monumento funebre con parte superiore in forma umana) o da una lapide con epigrafe o da un solo cippo. Queste tombe ed anche un sepolcro funerario con copertura a volta, rivestito da intonaci bianchi decorati, sono rivolte tutte verso l'attuale via Nicotera. Limitrofa ad essa nella campagna di scavo è emerso, grazie all'attento lavoro delle archeologhe, uno spaccato della via Minervia, parallelo alla moderna via. La strada antica, costituita da bianchi ciottoli calcarei e fornita di due lunghe carreggiate, costeggiava la necropoli romana che ha restituito tombe ad inumazione a cappuccina, realizzate con grosse tegole, ed altre ad incenerazione con i testi del defunto conservati in olle di ceramica. Dallo scavo risulta il riutilizzo di reperti molto più antichi, come uno splendido capitello in tufo in stile gotico del IV secolo a.C. molto simile ad uno dei due esemplari rinvenuti in via Nicotera negli anni '60 ed ora collocati nel museo di Piano. La scoperta di un tratto di via Minervia conferma la tesi degli archeologi dell'arrivo nel centro urbano di Vico attraverso il borgo di S.Maria del Toro dell'importante arteria che da Nuceria, Stabia e la penisola sorrentina, giungeva all'Athenaion (Tempio di Minerva) di Punta Campanella. (Umberto Celentano da il Mattino)