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venerdì 19 giugno 2009

Faito, interviene il Parco dei Monti Lattari

Vico Equense - Il Parco dei Monti Lattari si pronuncia sulla denuncia del WWF Penisola Sorrentina, in merito agli interventi posti in essere sul Monte Faito (aree antistanti il cosiddetto Villaggio Sportivo). “Essendo tali lavori tuttora in corso, - si legge nella nota a firma dell’Arch. Anna Savarese commissario del Parco - peraltro, a quanto appreso dalle segnalazioni, in totale assenza di cartelli indicanti le tipologie di opere e le relative autorizzazioni, e con ritmi di lavoro incessanti nell’arco delle 24 ore e anche nei giorni festivi, si risollecita un tempestivo sopralluogo degli enti preposti alla vigilanza in area parco ai sensi dell’art. 23 della L.R. 33/93 e delle autorità di controllo del territorio, dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro. Con la presente, inoltre, si richiede agli Enti Proprietari del Complesso Monte Faito (Regione Campania e Provincia di Napoli) di voler far conoscere a questo Ente se sono state rilasciate autorizzazioni, concessioni, nulla osta, o atti di assenso comunque denominati, per le attività in essere. Analogamente si intende conoscere se anche il Comune di Vico Equense ha autorizzato, a qualsiasi titolo, le attività in essere nel territorio amministrato, ricadente in Area Parco.
Tutto ciò precisando che:
• l’area oggetto dell’intervento ricade in zona B del territorio del Parco e molto probabilmente a ridosso o all’interno di Zona A e comunque in zona SIC Dorsale di Monti Lattari (che comporta il corredo a progetti di intervento della Valutazione d’Incidenza, autorizzata dall’Assessorato Regionale all’Ambiente) ed in area classificata P4 secondo il PSAI dell’AdB del Sarno per dissesti di versante;
• ai sensi della Circolare n. 1 del 14.12.2005 dell’Assessorato all’Urbanistica della Regione Campania, tutti i lavori ricadenti nel territorio del Parco sono sottoposti ad autorizzazione dell’Ente Parco e per esso del Settore Politica del Territorio della Regione Campania a cui vanno trasmessi i progetti di intervento per l’acquisizione del parere autorizzativo;
• a questo Ente non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione ad eseguire opere ed interventi in tale area e questo Ente pertanto non ha rilasciato nessun provvedimento. Laddove gli interventi in corso fossero sprovvisti delle necessarie autorizzazioni, si invitano gli Enti in indirizzo a intervenire tempestivamente, ciascuno per quanto di competenza, anche per l’individuazione di eventuali responsabilità e l’adozione dei provvedimenti consequenziali.”

venerdì 20 febbraio 2009

Gestione monte Faito, nuove polemiche

Vico Equense - Monte Faito, nuova polemica su gestione e prospettive. Su fronti contrapposti esponenti degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra. «Il degrado in cui versa il Monte Faito rappresenta la vera Caporetto della sinistra locale, che non è mai stata in grado di produrre un sensibile rilancio della località - sostiene Antonio Sicignano, vicepresidente regionale dei Circoli della Libertà - Quando si sale sul Faito si ha l´impressione di entrare nella terra di nessuno, perché è inammissibile lo stato in cui versa attualmente tutta la montagna. Dalle foto inviate sul sito www.cdlstabia.com da alcuni cittadini emerge in maniera evidente la presenza di ferraglie abbandonate, case diroccate con tetti penzolanti, cartelli abbattuti. In più, non ci sono controlli. In realtà, è solo grazie ai tanti volontari che si interessano della montagna se la situazione non è ancora peggiore». Di qui l’attacco alla Provincia: «Per fortuna la cornice ambientale è emozionante, così come il panorama. Peccato che ancora una volta si debba parlare di occasione mancata per il turismo e di beni naturali non valorizzati». Difende l’operato della Provincia l’assessore al Turismo Giovanna Martano: «Il protocollo d’intesa che Regione Campania, Provincia di Napoli e il Parco Regionale dei Monti Lattari si impegnano a sottoscrivere per l’affidamento della gestione del Monte Faito è volto a investire finanziamenti pubblici per valorizzare il bene, creando occupazione, sviluppo dell’area e insediamenti turistico-alberghieri, nell’interesse di un territorio che abbraccia i comuni di Vico Equense, Castellammare, Pimonte. Queste finalità possono essere realizzate soltanto attraverso una gestione codificata del complesso». «Per valorizzare al massimo le potenzialità del Monte Faito - spiega ancora la Martano - la Provincia e la Regione hanno ritenuto di impegnarsi per assicurare investimenti. Siamo all’inizio di un percorso che vedrà il pieno coinvolgimento dei comuni del territorio mediante l’istituzione di un comitato tecnico». (Umberto Celentano il Mattino)

giovedì 19 febbraio 2009

Delibera-capestro per Monte Faito

Affidamento al parco ma gli oneri sono a carico di Palazzo Matteotti

Una delibera capestro. Aspre contestazioni, ieri, all’interno del consiglio provinciale che ha reso noto di aver approvato un protocollo di intesa che ha affidato al Parco regionale dei Monti Lattari l’affidamento di Monte Faito, il tutto con una gestione libera da vincoli e controlli, del prezioso complesso turistico. Il complesso immobiliare Monte Faito, costituito essenzialmente da immobili adibiti a funzioni sportive e ricreative nonché da 420 ettari boschivi, fu acquistato da Provincia di Napoli e Regione Campania all'inizio del 2007 dalla Fintecna Spa. «Dopo due anni nei quali abbiamo più volte sollecitato un accordo sulla gestione del sito ecco che la Provincia e la Regione, con un patto scellerato, approvano l’affidamento - ha detto il capogruppo di An alla Provincia Luigi Rispoli - Secondo questo sconsiderato accordo entro il 31 marzo il Parco dovrebbe presentare un piano di gestione i cui interventi che saranno previsti, saranno finanziati da Regione e Provincia. Prima anomalia poiché è evidente che un affidamento deve tener conto del piano di gestione che deve essere, per questo, presentato e vagliato ai fini dell’affidamento della struttura». Inoltre il protocollo prevede che il Parco per la gestione della struttura potrà avvalersi di personale della Regione e della Provincia. Una previsione, questa, che da sola merita un esposto alla Corte dei Conti considerato che un ente pubblico non può pagare personale che presta la propria opera per altri enti. «La chicca è però certamente rappresentata dalla previsione che il Parco potrà incrementare la volumetria esistente fino ad un massimo del 30% purché la stessa sia destinata ad attività turistico ricettiva. Una speculazione edilizia in piena regola in una area altamente protetta sulla quale vigono certamente i vincoli paesaggistici» ha concluso Rispoli. Riassumendo insomma gli interi oneri della operazione sono a carico di Regione e Provincia, le quali non possono però intervenire in merito alle modalità di gestione della struttura che a questo punto il parco potrà liberamente affidare a chiunque in maniera del tutto discrezionale e arbitraria senza dover rendere conto ai proprietari e tutto ciò per un periodo di 20 anni. «Non c’è dubbio che questa operazione di evidente speculazione punta a garantire alcuni uomini della sinistra laddove dalle urne dovesse uscire una sonora bocciatura a questo modo clientelare di governare cui ci hanno abituato Sassolino ed il centrosinistra in questi anni» ha chiosato Rispoli. (eriada il Giornale di Napoli)

mercoledì 18 febbraio 2009

Denuncia dei Circoli della Libertà: “degrado sul Monte Faito”.

«Il degrado in cui versa il Monte Faito rappresenta la vera “Caporetto” della sinistra napoletana, che non è mai stata in grado di agire al fine di produrre un sensibile rilancio di tutta la struttura» è quanto ha sostenuto Antonio Sicignano, vicepresidente regionale dei Circoli della Libertà della Campania, con riferimento alle condizioni in cui versa il Monte Faito, ovvero la vetta più alta dell'intera catena dei Monti Lattari che, lo scorso maggio 2007, è stato ceduto della Fintecna, società in dismissione dell’ex-gruppo Iri, in comproprietà alla Provincia di Napoli ed alla Regione Campania. «Mi sono pervenute – spiega Sicignano – nell’ambito del sito internet (ww.cdlstabia.com) alcune fotografie ritraenti uno scenario davvero raccapricciante. Quando si sale sul Faito – aggiunge il vicepresidente regionale del movimento della Brambilla, che se la prende direttamente con l’amministrazione provinciale – oramai si ha l’impressione di entrare nella terra di nessuno, perché è inammissibile lo stato in cui versa attualmente tutta la montagna. Dalle foto pervenuteci – continua - emerge in maniera evidente la presenza di ferraglie abbandonate, case diroccate con tetti penzolanti, cartelli abbattuti da chissà quando, catapecchie di ferro ad ogni angolo. Vi è, altresì, una mancanza di alcun tipo di controllo e di alcun segno di civiltà e, ad avvolgere i visitatori, vi è solo degrado ed incuria ovunque. In realtà, è solo grazie ai tanti volontari che si interessano della montagna se la situazione non è ancora peggiore». Eppure, per Sicignano, il Monte Faito, almeno dal punto di vista naturale, non è solo degrado. «Per fortuna la cornice ambientale è emozionante, così come il paesaggio che è possibile ammirare da alcuni punti del monte è di quelli che lasciano senza fiato. Peccato che ancora una volta – conclude -, in provincia di Napoli, si debba parlare di occasione mancata per il turismo e di beni naturali non valorizzati».

domenica 25 gennaio 2009

Monte Faito, l´Ente Parco chiede la gestione a Provincia e Regione

Il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque "Ci hanno esclusi: è una proposta indecente"

Vico Equense - L´Ente Parco dei Monti Lattari ha proposto all´Amministrazione provinciale di Napoli ed alla Regione Campania un protocollo d´intesa per avere in gestione Monte Faito. Questo perché, oggi, la montagna è di proprietà della Regione e della Provincia di Napoli che l´hanno acquistata dalla Fintecna - una società in dismissione dell´ex gruppo IRI - nel maggio 2007. Dalla scorsa estate sono cessate le attività di vigilanza e di manutenzione ordinaria garantite dalla precedente gestione. Sull´argomento è intervenuto il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque "Affidare Faito all´Ente Parco è una proposta politicamente indecente. Il Comune di Vico Equense non è stato coinvolto in nessun modo e tantomeno informato di questa iniziativa. Eppure più dei due terzi di Monte Faito ricadono nel territorio cittadino, mentre la parte restante rientra nei Comuni di Castellammare di Stabia e di Pimonte. Mi chiedo: come si possono ignorare le istituzioni, che più di ogni altra, dovrebbero essere coinvolte nella gestione? In questo modo l´Ente Parco viola i suoi stessi principi ispiratori che fanno riferimento alla valorizzazione delle istituzioni più vicine ai cittadini. C´è una palese disattenzione rispetto al principio di sussidiarietà sancito nella nostra Costituzione. Ma anche una mortificazione del territorio. E per territorio intendo anche e soprattutto coloro che risiedono a Monte Faito, gli imprenditori che nel corso di questi anni e tra mille difficoltà hanno assicurato la fruizione della montagna, le associazioni ed i tanti volontari che si sono occupati della salvaguardia dell´ambiente. Rappresentano un patrimonio di competenze che non può essere ignorato. Nessuno può venire e dire: fatevi a lato adesso ci pensiamo noi. In questo modo rischiamo di passare dalla padella alla brace. Il rischio è quello di ripetere l´errore della gestione passata, quella affidata alla Fintecna: c´erano brillanti professionisti ad occuparsi del Faito, ma non lo conoscevano e non ci vivevano, leggevano i nomi dei posti sulle mappe del club alpino. Per questo la montagna non è mai stata rilanciata. Nella proposta dell´Ente parco si parla di tutto - ha continuato il Sindaco di Vico Equense - anche di un comitato tecnico che dovrebbe avere un ruolo consultivo e di supervisione rispetto alla gestione - composto per lo più da burocrati regionali e provinciali - ma nessuno si è preso la briga di coinvolgere chi a Faito ci vive e lavora da anni. In altri termini Monte Faito - se dovesse passare la proposta dell´Ente parco - sarà gestita, per la quasi totalità, da persone che non conoscono il territorio e nominate con un decreto del presidente della Regione Campania. Sia chiaro, noi rispettiamo il ruolo svolto dalla Regione e dalla Provincia, ed il fatto che sono proprietarie della montagna, ma questa non giustifica l´operazione che si sta tentando. Consideriamo qualsiasi intesa su Monte Faito che escluda i Comuni dalla gestione illegittima e per questo siamo pronti a dare battaglia anche sul piano legale. Non consentiremo a nessuno di mortificare in questo modo la nostra città ed il suo patrimonio naturalistico ed ambientale di cui Monte Faito è il fiore all´occhiello, tanto meno a gente che è espressione di una politica ormai logora ed agli occhi dell´opinione pubblica sempre più delegittimata". Secondo Giuseppe Guida, rappresentante del sindaco di Vico Equense nella comunità del Parco " Per noi l´attuale presidente dell´Ente Parco non potrebbe ricoprire l´incarico. Abbiamo forti dubbi sulla sua qualità di commissario straordinario con funzioni di presidente ormai scaduta da tempo. Inoltre, la Regione Campania destina all´Ente parco circa 75 mila euro annui di cui circa cinquantamila vengono spesi per l´indennità di carica dell´attuale presidente. Come si può pensare di gestire con risorse tanto insufficienti una patrimonio di 420 ettari di bosco?"

domenica 28 settembre 2008

Cambia la toponomastica a Faito

Vico Equense - Con delibera n° 184 del 03/09/2008 San Michele Arcangelo avrà una sua strada sul Monte Faito. L'appuntamento con la cerimonia di intitolazione del tratto viario, è per lunedì prossimo 29 settembre, giorno dedicato proprio ai tre santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Nei pressi del Santuario omonimo cambia la toponomastica, quindi. Dopo l'acquisto da parte della Provincia e della Regione Campania dei terreni e delle strutture del Monte Faito, acquisto fatto per preservare e valorizzare uno dei beni ambientali più significativi dell'intera provincia, la presa in consegna del bene è avvenuta lo scorso mese di luglio. Pronto il protocollo d'intesa tra Provincia, Regione ed Ente Parco dei Monti Lattari, che aspetta solo di essere firmato.

giovedì 25 settembre 2008

Monte Faito ricorda Murray Klein

Vico Equense - «E’ stato molto doloroso visitare il luogo dove è morto mio marito- racconta Sonia Kulchin Klein- non avevo ancora avuto il coraggio di venire qui ma il calore della gente del luogo mi ha aiutato a vivere con grande serenità questo momento». Queste le parole pronunciate dalla signora Klein a conclusione della cerimonia, promossa dal comune di Vico Equense, in memoria di Murray Klein, il turista canadese cinquantaseienne ritrovato morto un anno fa a Monte Faito in un dirupo. L’uomo, di professione avvocato ed amante del trekking, era scomparso alcuni giorni prima durante un’escursione solitaria lungo i sentieri della montagna. L´avvocato di Toronto con la passione del trekking aveva abbandonato il sentiero del Cai avventurandosi pericolosamente nel cuore della montagna, forse sbagliando strada - ricorda il sindaco Gennaro Cinque- si tratta di una zona inaccessibile, da cui tutti si tengono ben lontani. In quell´occasione l´Amministrazione, l´Avf e gli altri volontari del territorio sono intervenuti in maniera tempestiva effettuando ricerche sia di giorno che di notte, con la speranza di trovarlo vivo. Purtroppo non è stato così. Da allora abbiamo cercato di stare vicino alla signora Klein offrendole tutto il nostro aiuto e siamo felici che oggi sia ritornata con una grande forza e serenità d´animo”.

sabato 26 aprile 2008

Monte Faito, la formula del rilancio

Vico Equense - Partita l’iniziativa delle escursioni sul Faito grazie alla sinergia tra l’agenzia «I viaggi del delfino» di Napoli, la Circumvesuviana, e i titolari del Sant’Angelo, l’albergo-ristorante di piazzale dei Capi. Un pacchetto rivolto soprattutto agli stranieri, tradizionali amanti del trekking tra i sentieri montani, che è nato lo scorso giugno grazie alla tenacia di Danilo Somma, uno dei proprietari della struttura ricettiva del gigante verde della penisola sorrentina, e la collaborazione della moglie Tatiana Di Leva. Nel 2007 in quattro mesi, senza una adeguata azione promozionale, i due giovani ed entusiasti imprenditori sono riusciti a far scoprire il fascino dei sentieri del Faito, unito a quello della gastronomia locale, a circa cinquecento turisti. Ora il programma è più ambizioso e articolato. Infatti, presso le stazioni della Circumvesuviana di Napoli (piazza Garibaldi), Pompei e Sorrento, si possono acquistare, a prezzi di 17 o 20 euro a testa, pacchetti che prevedono oltre il viaggio in treno fino a Castellammare, il biglietto di andata e ritorno per la funivia Castellammare–Faito, e il pranzo nell’hotel Sant’Angelo. All’arrivo alla stazione della funivia agli ospiti viene fornita una cartina del Faito, edita dall’Azienda di Soggiorno di Vico Equense, e poi a loro scelta possono (in base al pacchetto prescelto) percorrere da soli i vari sentieri o accompagnati da Danilo e da Tatiana, con spiegazioni in inglese, francese o tedesco, raggiungere dal piazzale funivia quello dei Capi. Il percorso avviene attraverso un tracciato dal panorama mozzafiato, la cui pulizia è curata dagli stessi promotori delle escursioni ed anche dai membri dell’Associazione Volontari del Faito, che stanno anche risistemando il percorso dopo anni di abbandono. Il pranzo che gli escursionisti dalle 12 alle 15 possono consumare all’hotel Sant’Angelo è composto da assaggi di provolone del monaco, bruschette con pomodorini, freselle di Moiano con melanzane sottolio, olive, salame napoletano, insalata, il tutto comprensivo di acqua minerale e vino rosso di Gragnano. Per diversificare ulteriormente l’iniziativa Danilo Somma ha anche acquistato un minibus con cui accompagna fino al santuario di San Michele i turisti che hanno scelto la formula dei 20 euro: «Il nostro entusiasmo nasce dagli apprezzamenti degli ospiti – afferma Danilo Somma – che scoprono un’interessante opportunità a prezzi vantaggiosi. Il binomio natura-gastronomia è molto gradito soprattutto dagli stranieri». L’iniziativa andrà avanti fino al 31 ottobre. «Speriamo di essere seguiti da altri imprenditori e che gli enti pubblici affianchino i nostri sforzi – dichiara Tatiana di Leva – migliorando la fruibilità di altri sentieri. Abbiamo registrato il sito www.faitoexcursion.com che implementeremo prossimamente, e lanciato una linea di oggettistica in legno realizzata dai ragazzi della comunità “Il Camino” ed una moda Faito con felpe, cappelli, magliette». (Umberto Celentano il Mattino)