sabato 11 aprile 2009

Morando lancia la lista anticamorra

Una lista anticamorra alle Provinciali. È l´argine che Enrico Morando immagina di alzare in risposta all´allarme sul voto inquinato che giunge dall´hinterland. Propone una lista composta dai giovani democratici e da quelli dell´associazionismo. «Questa sì che sarebbe una lista che vorrei accanto a noi. Anche perché - sottolinea - con il centrodestra non ci possono stare». È solo la parte finale di un affondo, inedito e forte, che il commissario del Pd riserva alla coalizione di centrodestra, quel Pdl che alla Provincia candida Luigi Cesaro, ex coordinatore provinciale di Forza Italia e deputato, il cui nome compare nei verbali d´interrogatorio di un pentito, in un´indagine della Procura di Napoli sui rapporti tra camorra e politica. Cesaro afferma di non essere indagato. All´assemblea dei giovani democratici che elegge il 22enne Valerio Di Pietro segretario napoletano, Morando indica qual è la strada per rispondere «a un candidato presidente che è leader politico di una città in cui è evidente l´inquinamento». Evidente, dice Morando, scuotendo la testa davanti alla "nota" che ha tra le mani, una lunga relazione spedita da Sant´Antimo, la città di Cesaro. Morando legge, scuote la testa, mormora. «Elezioni, scioglimenti, commissariamenti. E poi di nuovo». Morando racconta che si sta documentando «in vista di un´iniziativa da mettere in campo». È su una serie di episodi che il commissario Pd si va informando. Sull´urbanistica, sugli incroci tra certa imprenditoria e la vita dell´amministrazione, sul boom di preferenze in alcune liste civiche. E poi abusivismo edilizio, sospetti sui concorsi pubblici, aggressioni in prossimità delle elezioni. È questo il quadro che fa esplodere Morando, di solito misurato con le parole: «Non sto dicendo che Cesaro sia coinvolto, ma che in quel Comune sono state accertate infiltrazioni più volte, e non si sa nulla delle conclusioni delle indagini e delle relazioni prefettizie. Quando vedo che in Comuni come Sant´Antimo accadono fatti del genere, senza che abbiano una rilevanza nazionale, mi chiedo se siamo in una grande metropoli europea o in un Paese di cui non importa nulla a nessuno. Per fortuna la società napoletana è vigile. È ora che la politica faccia la sua parte». (an. car. da la Repubblica Napoli)

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