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giovedì 1 ottobre 2009

Pd, verso le primarie

Ieri sera si sono chiusi gli ultimi congressi locali, i tre candidati segretari del Partito democratico si preparano a una battaglia finale per le primarie del 25 ottobre il cui esito non sembra completamente scontato, anche a giudicare dalle ultime scintille tra i vari schieramenti. In realtà la sfida se la giocano in due: Franceschini e Bersani. Marino, per quanto coraggioso e combattivo, non sembra in grado di sparigliare i giochi. E così si torna ad ex popolare contro un ex Ds. Pierluigi Bersani ottiene il 56,49% dei voti, mentre a Dario Franceschini sono andati il 35,85% dei consensi e a Ignazio Marino il 7,66%. Al voto ha partecipato il 56,99% degli iscritti aventi diritto. Adesso l’iter prevede, prima il congresso l'11 ottobre e poi le primarie il 25 ottobre. Per votare basta semplicemente registrarsi il giorno del voto all'albo degli elettori e pagare un contributo di 2 euro. Ma non è detto che le primarie scriveranno la parola fine alla scelta del leader. Se nessuno candidato otterrà la maggioranza assoluta, la scelta toccherà ai membri dell'assemblea nazionale (eletti dal congresso), con un ballottaggio a scrutinio segreto tra i due candidati collegati al maggior numero di membri dell'assemblea.

martedì 1 settembre 2009

Disgiunti… dalla realtà

Domani arriva Dario Franceschini a Salerno e tra sette giorni Bersani a Napoli. A tenere banco, in particolare, è la discussione (accesa) tra chi rivendica il diritto di un voto disgiunto (Franceschini al nazionale e il bersaniano Amendola al regionale) accusato, a sua volta, di incoerenza. Scelta, quella del doppio voto, rivendicata dal deputato Salvatore Piccolo, dal consigliere regionale Pasquale Sommese e dal sindaco di Portici, Enzo Cuomo. Proprio a loro il senatore irpino Enzo De Luca raccomanda più coerenza: «Riconfermo la necessità, in tutti gli iscritti al Partito Democratico, di un comportamento di assoluta coerenza, pur nella difesa delle singole mozioni, che a mio avviso dovrebbe esplicitarsi in esemplare linearità di scelta a livello nazionale, regionale e provinciale». Scrive Aurelio Musi su Repubblica Napoli parlando dei candidati regionali del Pd. “L´apparenza del ricambio generazionale cela la realtà della riproposizione di vecchie logiche. I giovani candidati sono espressione pura della nomenclatura. Riproducono sulla scala locale il sistema nazionale delle correnti. Ha ragione Chiamparino: così non si sa e non si può parlare al paese reale, anzi ci si allontana sempre di più da esso. La partita è sicuramente aperta. Ma l´impressione di assistere a vecchie liturgie, quelle del Pci, senza la legittimazione della militanza e la percezione delle differenze tra i programmi dei candidati, è assai forte.”

giovedì 26 marzo 2009

Ci vorrebbe un miracolo …

Vico Equense - Le primarie per la presidenza della provincia sono state un flop. Lo dicono i numeri; e qui i numeri hanno parlato chiaro. Un partito che non ha credibilità non può puntare ad avere voti d’opinione. Nicolais ha ricevuto i voti di Tonino Amato, di Peppe Russo, e dei lettiani, ma soprattutto il suo nome è sembrato il più spendibile un po' dovunque, specialmente tra militanti, iscritti e simpatizzanti poco organici alle componenti interne. Per questo ha vinto. Il gioco ora si sposta sulla composizione delle liste e sulla capacità di bilanciare l'esigenza di un buon risultato in una competizione che parte tutta in salita con quel cambio di passo tanto sospirato. Non voglio esprimere giudizi affrettati. Abbiamo davanti a noi un’occasione importante che non va sprecata. S’impone dunque, nel Pd locale, il momento della riflessione, delle scelte, del prevalere dell’interesse comune su quello delle correnti. La bassa affluenza indica con trasparenza che gli elettori sono disillusi. Tralasciando le scempiaggini di chi sa soltanto insultare, il Pd è un partito chiuso ed i veti lo dimostrano inequivocabilmente, oltre ad essere sordo alle richieste ormai disperate di cambiamento. Ci vorrebbero tante idee costruttive e una genuina passione, insomma, messe a disposizione per un progetto politico che, per riconquistare parte della credibilità perduta, dovrebbe avere al comando una nuova generazione politica, dei dirigenti contemporanei con una chiara visione del futuro. Comincerei a preoccuparmi, in queste ore il Pdl si prepara a certificare la costruzione del più grande partito dei moderati d´Italia - a Vico stanno quasi al 70% - e farebbe bene alla democrazia avere dall’altra parte un partito della sinistra moderna e riformista. Viste le premesse, ci vorrebbe un miracolo...

martedì 24 marzo 2009

Primarie, il giorno dopo

Vico Equense - Le primarie della coalizione non hanno entusiasmato davvero nessuno. Il metodo – però – ci ha consentito di capire gli umori del popolo di centrosinistra. In provincia di Napoli - per chi non se ne fosse accorto - gli elettori sono incavolati neri. I dirigenti locali hanno già tirato fuori il frasario tipico: bisogna rimboccarsi le maniche, ripartire dai territori, abbandonare i personalismi, tornare tra la gente, solo stando uniti possiamo vincere etc. etc. Con questi dirigenti ci vorranno generazioni prima che il centrosinistra torni a vincere. Ovviamente ci aspettiamo un'autocritica degli errori, e non la solita ed inutile analisi. Un film già visto. Gli attori sempre gli stessi, privi di passione, senza nulla da trasmettere e con nessuna voglia di imparare a crescere. Quando sono messi in discussione, subito si evoca “Tafazzi” o l’autolesionismo minoritario di “certa parte della Sinistra”. Ho l’impressione che i dirigenti del Pd locale tendono sempre più a chiudersi in se stessi per paura che qualcuno, magari con più consensi di loro, possa scalzarli. Si assiste ad una politica poco attenta ai cittadini e sempre più indirizzata a se stessi, una politica priva di passione, di ideali e di idee. Non si riesce ad eleggere un capogruppo, non c’è ambizione di ricercare un candidato alle provinciali che sia una personalità di spessore, un investimento per il futuro, di rinnovare i consiglieri comunali neanche a parlarne. Se avessimo un pizzico, solo un pizzico del senso della decenza, inizieremmo con ammettere l'ovvio. Restano seri dubbi, almeno per me, sul fatto che qualcuno abbia voglia di interpretare davvero i messaggi dei militanti e dare qualche segno di vita e di speranza per il futuro.

Solo in 42 mila alle primarie E il Pd ammette: un flop

'A meraviglia…

Nicolais si dice meravigliato per il fatto che il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, abbia dichiarato di aver votato per un altro candidato, Salvatore Vozza. «Mi dispiace e mi meraviglia - ha commentato Nicolais - per il fatto che proprio lei che fa parte della direzione nazionale del Pd abbia votato per l’unico candidato che non era del partito». Adesso Nicolais dovrà rianimare una base non più entusiasta come agli inizi e recuperare il rapporto con gli altri due contendenti. Infatti, la prima bordata arriva da Guglielmo Allodi. «La reazione di Nicolais riguardo al voto del sindaco di Napoli conferma la strana visione che egli ha della democrazia». «D'altronde ne avevamo avuto già dimostrazione nel corso delle ultime due settimane. Nicolais continua a pensare - aggiunge Allodi - che con l'intruppamento dei consensi sia possibile dare ossigeno a un partito che invece, specie nella partecipazione al voto di ieri, ha dimostrato quanto grande sia il disagio che si avverte nei confronti di questo tipo di politica. Nicolais dovrebbe ricordare - conclude Allodi - che il sindaco Iervolino, così come chiunque altro, sono liberi di esprimere il proprio voto nella più piena autonomia e libertà. Dirsi meravigliato della scelta compiuta dalla prima cittadina è davvero grottesco». «Io non lo so - ribatte Salvatore Vozza - e certamente non le avevo chiesto il voto. Se qualche esponente del Pd, comunque, ha votato per me ha scelto in ogni caso una persona del centrosinistra. Mica hanno votato per Forza Italia».

lunedì 23 marzo 2009

Flop

Provincia di Napoli - La parola flop riempie i titoli dei maggiori quotidiani. Repubblica Napoli, vince l´ex ministro Luigi Nicolais ma le urne del centrosinistra restano semivuote. Un flop le primarie del Pd e della Sinistra con una quota di votanti inferiore agli stessi iscritti. Il Mattino, la vittoria di Nicolais, che poteva contare sul sostegno della grandissima parte del Pd, era preventivabile. Del resto, l'ex segretario provinciale del partito vince in quasi tutti i comuni. Singolare il caso di Castelcisterna, dove per per protesta per l'assenza dei tre candidati in campagna elettorale ha stravinto il partito delle schede bianche: ben 138 su 153. Un voto tormentato, invece, quello della Iervolino. Sempre dal Mattino, si evince che il Sindaco di Napoli apre la scheda e, con fare deciso, mette una croce sul nome di Salvatore Vozza. E lo vedono chiaramente almeno tre persone. Una mossa studiata apposta? Lei nega invocando, quando le viene chiesto a chi ha dato il suo voto, la segretezza. «Ed è una scorrettezza che qualcuno abbia visto a chi ho dato la mia preferenza». A Barra dice il Roma c’è il rischio che le primarie del Pd si rivelino una vera e propria farsa. Ne è convinto il consigliere della sesta municipalità dello stesso Partito democratico Domenico Martullo. «Non ci sono stati abbastanza controlli e quindi si sono verificate molte irregolarità nelle operazioni di voto». Irregolarità che, secondo il consigliere, consistono sostanzialmente nel fatto che «in molti casi agli elettori non è stato richiesto, così come previsto dal regolamento, oltre al documento anche il certificato elettorale e quindi non solo non è stato possibile controllare se ogni elettore abbia votato nel seggio giusto ma non si può nemmeno escludere che uno stesso elettore abbia votato più volte in seggi diversi».

Il silenzio di Bassolino

Un flop le primarie del centrosinistra

Luigi Nicolais è il candidato Presidente

Vico Equense – Sono andati nei tre seggi allestiti in Città 293 «aventi diritto» tra iscritti e simpatizzanti (bastava avere più di 16 anni). Dati lontani dai 1077 vicani che si recarono alle urne il 14 ottobre del 2007 per incoronare segretario del Pd Walter Veltroni. Ha stravinto l’astensionismo. Non c’è stato l’effetto sorpresa: nel 2005, quando Romano Prodi vinse le primarie, in provincia di Napoli votarono in 150mila, dato che andò molto oltre le aspettative. Oggi, i dati parlano di 30mila votanti, a fronte dei 60mila iscritti al Pd napoletano e dei 90mila partecipanti previsti dal commissario del partito Enrico Morando. Poco entusiasmo, insomma, per chi doveva votare il candidato del centrosinistra per la presidenza della Provincia di Napoli. Questo evento che avrebbe potuto tratteggiare una svolta positiva per il Partito Democratico, stranamente è passato sotto silenzio, trasformandosi in una forma burocratica d’attuazione dello Statuto. La confusione regna sovrana con tutte le sue contraddizioni, belle parole e buoni propositi, ma sempre le solite facce. La discontinuità non può essere agitata in modo strumentale, ma va attuata a tutti i livelli sul piano dei contenuti e delle persone. E’un fallimento del gruppo dirigente di questo partito, già fioccano le polemiche. Se non lasciamo alle spalle i tempi dell’autoreferenzialismo a tutti i costi, la nuova stagione del Partito Democratico difficilmente germoglierà.

Risultati Vico Equense

Luigi Nicolais
200 voti (68,96%)

(Vico Centro – 94, Ticciano – 54, Seiano 57)


Salvatore Vozza 62 voti (21,37%)

(Vico Centro – 49, Ticciano 2, Seiano 11)


Guglielmo Allodi 28 voti (9,6%)

(Vico Centro – 24, Ticciano – 2, Seiano 2)


Schede Bianche 1
Schede Nulle 2


Risultati Penisola Sorrentina

Meta - voti 173 (Nicolais 143, Vozza 13, Allodi 17)

Piano di Sorrento - Sant'Agnello - voti 142 (Nicolais 73, Vozza 56, Allodi 12 - Bianche 1)

Sorrento - Massa Lubrense - voti 117 (Nicolais 35, Vozza 72, Allodi 10)

Risultati Castellammare di Stabia

Salvatore Vozza 1195
Luigi Nicolais 551
Guglielmo Allodi 232

I militanti tra rabbia e disincanto «Faremo i conti con i vertici del partito»

domenica 22 marzo 2009

Votate ...

Non so se il popolo di centrosinistra ci andrà o non ci andrà, alle primarie per scegliere il candidato alla Provincia di Napoli. Il Pd e gli altri pezzi della coalizione hanno ancora una discreta “capacità organizzativa”, tale da consentire che oggi si rechino alle urne parecchi iscritti, molti dei quali finti, qualche simpatizzante e poi un bel po’ di quelle truppe mosse per l’occasione – finanche - con mail che invitano a votare per Gino Nicolais … Sono quegli "inviti" il problema o – meglio - il fatto che non suonino affatto come un invito, ma assumano sempre più il tono della perentorietà. Metodi e stili che caratterizzato un ciclo che non si è chiuso, pertanto, trasloco con lo sguardo a Roma. La chiamano la norma anti-Bassolino. A ventiquattro ore dalla direzione nazionale del Pd dove si decideranno regole e strategie per le prossime Europee, il segretario Dario Franceschini annuncia: «Lunedì proporrò ai vertici del partito di candidare alle elezioni europee solo persone che non hanno mandati di governo ed incarichi negli enti locali, che devono completare il mandato per cui sono stati eletti». Insomma non potranno aspirare a Strasburgo né governatori né sindaci. «Il parlamento europeo è il luogo dove si decide il nostro futuro — così Franceschini intervenendo all'assemblea nazionale dei circoli del Pd negli studi di Cinecittà — non un residence per pensionati di lusso. Le nostre liste sono fatte di persone che si candidano per andare a lavorare in Europa e non per truffare i cittadini, i nostri candidati saranno persone autorevoli e competenti che resteranno in Europa». L'altolà di Franceschini – dice il Corriere del Mezzogiorno - suona come l'ennesimo aut aut al governatore: per la serie non sperare nei trucchi berlusconiani, se vuoi candidarti ti devi dimettere.

Le primarie e gli oligarchi

Le primarie sono tra i motivi d'orgoglio della sinistra, il segno della democrazia che scorrerebbe nelle sue vene. Ma sono primarie finte. Servono a santificare plebiscitariamente il candidato unico del partito (Prodi, Veltroni). Vengono annullate se il risultato non è quello voluto (il caso Petteruti). Si decide di non farle se bisogna imporre per una seconda sindacatura la Iervolino, ma si decide di farle se bisogna sbarazzarsi dell'uscente Di Palma. Piaccia o non piaccia, le cose stanno così. Altro che America. Le primarie della sinistra finiscono per rivelarsi, volta a volta, come un'esibizione di patriottismo o una lotta sorda tra maggiorenti. Non sono una mobilitazione dell'opinione pubblica (a conti fatti, va a votare lo zoccolo duro). Né un'occasione di dibattito (mai sentiti discorsi programmatici). Né un modo per rompere le oligarchie di partito (come nei vecchi congressi, le fila le tirano comunque i big). In vista delle provinciali del 13 aprile, erano da attendersi — per una volta — primarie vere. Dopo tutto, il quadro amministrativo locale è screditato, il rapporto con l'opinione pubblica in grande sofferenza, la prospettiva di essere scavalcati dal centrodestra molto forte. Non a caso, nei mesi scorsi, il dibattito all'interno del Pd aveva preso fuoco e duri scontri si erano accesi tra bassoliniani e antibassoliniani, ex-ds ed ex-popolari, napoletani e salernitani, eccetera. Questo grumo di conflitti, sia pure in modi talvolta politicistici, sembrava voler riflettere su un'esperienza di governo locale, della quale tutti — ma proprio tutti, da Ranieri a Nappi — dicono che sia morta e sepolta. Del resto, quando una coalizione fallisce e diventa minoritaria, è il suo istinto di conservazione a chiedere che si metta mano ad una riflessione seria e coraggiosa, nella prospettiva di riconquistare credibilità. È successo l'opposto. I duellanti sono finiti nella palude. Oggi i democrat che parteciperanno alle primarie, dovranno scegliere fra tre candidati, Guglielmo Allodi, Luigi Nicolais e Salvatore Vozza, i quali — a parte essere ottime persone — hanno spiegato molto poco e frettolosamente perché bisognerebbe votare l'uno e non gli altri due. E che anzi, con il passare del tempo, hanno evitato di differenziarsi troppo, hanno annacquato i giudizi politici, hanno sfornato programmi mingherlini, trincerandosi (chi più, chi meno) dietro mezze parole, cortesie sibilline, promesse cifrate. Il che non vuol dire che la sinistra abbia miracolosamente sanato le sue ferite. Dietro le quinte, al contrario, le contrapposizioni appaiono più che mai laceranti. Le odierne primarie sono soltanto la prima battaglia di una guerra tra i notabili del Pd, che passerà poi per le europee, le regionali e infine le comunali. La posta in gioco è altissima e questo spiega perché, pur trattandosi di un ente minore come la Provincia, negli ultimi giorni si siano moltiplicati i tradimenti, le conversioni improbabili, le alleanze machiavelliche e perché i Signori dei Voti siano scesi in campo al gran completo e stiano lavorando alacremente. Tutto accade nell'ombra e tutto fa pensare che queste primarie non serviranno a rompere le oligarchie. Al contrario, le rafforzeranno. (Paolo Macry da il Corriere del Mezzogiorno)

sabato 21 marzo 2009

Votazioni

Manca poco più di un mese alla presentazione delle liste per le elezioni Europee ed oggi registriamo dal Corriere del Mezzogiorno, l’ipotesi di Rosa Russo Iervolino candidata. A quando si apprende non è la Iervolino che chiede di candidarsi ma il PD, di cui è membro della direzione nazionale, che lo vorrebbe. Anche per mantenere un equilibrio delle quote rosa in lista, considerato che non sono molte le donne potenzialmente candidabili alle prossime Europee. Sarà la direzione nazionale del partito, che si tiene lunedì nella capitale, che deciderà sui criteri per le candidature. Questione delicata, alla quale non saranno certo estranei i risultati delle primarie, che proprio in quelle ore diventeranno ufficiali. Primarie per le quali Morando si mostra fiducioso. Un po’ meno Augusto Muojo da la Repubblica Napoli, che dice “domenica sarebbe auspicabile un confronto reale su una prospettiva sociopolitica diversa dall´ultimo blocco di potere. Assisteremmo diversamente all´ennesimo trionfo dell´autoreferenzialità, una pratica che ha i migliori interpreti nel centrodestra.” Infine, le ultime dichiarazioni dei tre candidati: Salvatore Vozza, Luigi Nicolais e Guglielmo Allodi.

Seggi, accuse al coordinamento Pd

Sant’Agnello - Saltano le primarie Pd in tre città del comprensorio e dai circoli locali arrivano le critiche alla gestione del coordinamento provinciale. A poche ore dall’annuncio dell’ubicazione dei seggi, allestiti in 89 città, che domenica saranno aperti a tutti gli elettori del centrosinistra per la scelta (tra Salvatore Vozza, Luigi Nicolais e Guglielmo Allodi) del candidato alla presidenza della Provincia da proporre alle elezioni di giugno, dai circoli territoriali Pd arrivano le prime accuse per la mancata apertura dei seggi in tre Comuni, tutti dell’area a sud del capoluogo. Si tratta di Casola, dove gli elettori saranno dirottati a Gragnano, Massalubrense, accorpata a Sorrento, e Sant’Agnello, dove i simpatizzanti del centrosinistra potranno esprimere la propria preferenza nel seggio allestito a Piano di Sorrento. In particolare, a sollevare il polverone di polemiche, è l’assenza di un seggio a Sant’Agnello, città simbolo per Piergiorgio Sagristani, di cui è stato sindaco e dove cinque anni fa si attestò come candidato più votato della provincia, (presentandosi nel collegio che comprende anche Capri, Anacapri, Sorrento, Massalubrense, Meta e Piano). Quasi 10mila preferenze che lo hanno lanciato con forza nello scenario della politica provinciale, che due anni fa lo hanno portato a lasciare il seggio in consiglio per approdare nella giunta del presidente Dino Di Palma, con l’incarico di assessore alle politiche sociali. Sindaco, consigliere e assessore provinciale, leader indiscusso del territorio, Sagristani non è però riuscito ad organizzare una sede provvisoria dove allestire un seggio per le primarie del Pd. Secondo molti iscritti Pd, lo scarso interessamento alle primarie dell’assessore alle politiche sociali sarebbe dovuto a un forte dissidio con i vertici provinciali del suo partito, che avrebbero indotto lo stesso Sagristani ad aprire il confronto con i vertici dell’Udc, al fine di valutare un’eventuale candidatura tra le fila del partito di Casini, un passaggio più volte segnalato nei giorni scorsi al consiglio di Santa Maria la Nova. Intanto, in penisola, c’è chi preferisce non entrare direttamente nel merito della questione Sagristani, ma non tralascia le accuse al coordinamento provinciale per la mancata apertura dei seggi. «Come dirigenti locali ci siamo mossi ripetutamente – spiega Stefania Astarita, membro del direttivo di Meta e responsabile provinciale con Emma Giammattei –, ma da Napoli non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Comprendiamo le difficoltà incontrate dal commissario Morando, ma una seria iniziativa ad opera del coordinamento provinciale avrebbe potuto ovviare ogni scontro o problematica di tipo locale». Intanto, dai circoli della penisola, in molti indicano Astarita come papabile candidata del Pd, in antitesi alla candidatura di Sagristani. Una voce che la stessa interessata non smentisce. «Le candidature saranno decise dagli iscritti locali – sottolinea –, la discussione è aperta e il collegio sceglierà il candidato migliore da presentare agli elettori». (Ciro Saccardi il Mattino)

Morando: «chiudo» la lista provinciale e lascio l'incarico di commissario

Primarie nel centrosinistra: chi sceglieresti?

Primarie, risultati del nostro sondaggio:

Salvatore Vozza - 41%
Luigi Nicolais - 30%
Guglielmo Allodi - 29%

I sondaggi pubblicati in questa pagina non hanno alcun valore statistico, sono tuttavia il risultato delle indicazioni di opinione fornite liberamente degli utenti che vi partecipano.

venerdì 20 marzo 2009

Primarie domenica 22 marzo ore 8.00 - 21.00

Scegli il candidato alla presidenza della provincia di Napoli del centrosinistra tra

Salvatore Vozza, 56 anni. E’ il candidato di “Sinistra e Libertà”. Tre volte deputato (a lui si devono importanti proposte di legge, come le norme per l’occupazione giovanile nelle aree depresse e quelle di tutela dei lavoratori esposti al rischio amianto), è dal 2005 sindaco di Castellammare di Stabia. Nel suo programma, “Una nuova Provincia per una nuova Regione”, innanzitutto la riduzione dei costi della politica (nomina di massimo 10 assessori) e iniziative concrete per uscire dalla crisi, con investimenti in ricerca, edilizia sostenibile, risparmio energetico, turismo, istruzione e beni culturali. Altre proposte riguardano la legalità (patto contro la camorra), le energie pulite (un piano di ecoincentivi), la mobilità (il rilancio delle vie del mare) e 5 leggi da approvare entro il 2010 su: imprenditoria giovanile e femminile; formazione professionale; recupero dei centri storici; libere cure mediche nelle strutture pubbliche per gli stranieri. "Mai come in questo momento di crisi economica a Napoli e alla sua Provincia servono politiche che rimettano al centro il lavoro, lo sviluppo e la difesa dei diritti di cittadinanza. Mobilitiamoci affinché le destre non prevalgano sul nostro territorio con le loro politiche rivolte alla tutela di pochi e non di tutti. Possiamo vincere con l’unità del centrosinistra”.www.salvatorevozza.net

Luigi Nicolais, 67 anni. Ingegnere chimico e professore universitario di fama internazionale, è stato Assessore all’Università e Ricerca scientifica della Regione Campania dal 2000 al 2005, e nel 2006 è stato nominato Ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione nel secondo governo Prodi. Ecco il suo programma: “Nelle nostre università abbiamo conoscenze e competenze di eccellenza, in grado di fornire risposte ad ogni nostra domanda, abbiamo un patrimonio storico e culturale di valore mondiale, abbiamo tradizioni artigianali e contadine che rendono unici i prodotti del nostro territorio, abbiamo risorse per ogni tipologia di domanda turistica, abbiamo grandi capacità industriali che dobbiamo difendere con i denti. Il mio pensiero ed il mio impegno va, in questo momento, ai tanti lavoratori che soffrono le difficoltà della crisi, la paura della perdita del posto di lavoro, va ai precari, ai giovani in cerca di lavoro. Tutte queste risorse oggi sono disperse, spesso dimenticate. È mia convinzione che facendo leva su queste nostre risorse possiamo rimetterci in moto e ripartire. Se i cittadini della Provincia di Napoli ci daranno fiducia, governeremo insieme, con loro, ogni giorno del nostro mandato”. www.luiginicolais.it

Guglielmo Allodi, 49 anni. Assessore alle Risorse strategiche della Provincia di Napoli, dal 1974 ad oggi ha ricoperto numerosi incarichi politici. Durante il suo mandato, la Provincia è divenuta uno degli enti italiani economicamente più solidi e affidabili, una delle poche amministrazioni ad aver cancellato ogni forma di indebitamento, ed ha ottenuto la migliore valutazione finanziaria riservata a una istituzione locale. “Sono in campo per discutere di temi reali, problemi concreti, cose da fare, priorità su cui lavorare, per costruire un progetto politico nuovo, condiviso, aperto al contributo di tutti coloro che vivono e credono nei valori della solidarietà, dell’equità, della laicità, della legalità, della trasparenza. Il mio obiettivo è ricostruire con tanti cittadini un rapporto di dialogo che per motivi diversi si era interrotto e di mettere in campo una visione di governo innovativa, autonoma, moderna e coerente dell’area metropolitana di Napoli. Lo farò guardando a tutto il centrosinistra e dialogando con tutti coloro che saranno interessati a un'opportunità di partecipazione autentica come questa”. www.guglielmoallodi.wordpress.com

Possono votare tutti coloro che abbiano compiuto 16 anni di età, inclusi i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, residenti nel Comune. Ad ogni votante sarà chiesto il contributo di un euro per le spese elettorali.
SEGGI: Meta, sede PD, piazza V. Veneto n. 7; Piano di Sorrento e Sant’Agnello, piazza Cota; Sorrento e Massa Lubrense, sede CGIL, via degli Aranci n. 35; Capri, Centro Congressi, via Camerelle.

giovedì 19 marzo 2009

Tre giorni e tre mesi …

Provincia di Napoli - A tre giorni da quella che doveva essere una mobilitazione per dare il via alla campagna elettorale, con l´obiettivo di coinvolgere 100 mila persone, prevale la freddezza. Repubblica Napoli evidenzia che nessun evento della coalizione è stato organizzato. Nessuna manifestazione pubblica. Allodi, Nicolais e Vozza non si sono mai incontrati. E neppure incrociati per sbaglio: alla conferenza programmatica del Pd c´era l´ex ministro ma non l´assessore provinciale; domenica mattina Nicolais era nella Castellammare di Vozza, e Vozza a Napoli per presentare il programma. Un´occasione è data dalla marcia di sabato per la giornata in ricordo delle vittime di mafia, promossa da Libera. Ma finora non c´è una foto che li ritragga insieme, non c´è una nota che porti la firma di tutt´e tre per mobilitare l´elettorato. Sempre da Repubblica Napoli, apprendiamo che ventiquattr´ore prima della partita contro il Napoli e 3 mesi prima delle elezioni, il Milan se ne va a Sant´Antimo, la città del candidato Pdl alla presidenza della Provincia.

Centrosinistra prigioniero del passato di Massimo Villone

Vico Equense - Primarie dove si vota

1. Vico Centro, Corso Umberto I°, 67 - Gli elettori di Largo dei Tigli, Sconduci, Bonea, Sant'Andrea, Massaquano (sez. da 1 a 10)
2. Circolo ACLI Ticciano – Elettori di Moiano, Ticciano, Arola ( sez. 11; 12; 13; 14; 15; 16)
3. Piazza Seiano, 15 - Elettori di Fornacelle, Montechiaro, Seiano (sez. 17; 18 e 19)

Votare è semplice: occorre recarsi al seggio con un documento d'identità (carta di identità o patente) e Certificato Elettorale. Possono votare i cittadini iscritti nelle liste elettorali e tutti coloro che alla data della votazione hanno compiuto il 16° anno di età e i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno in corso di validità, purché residenti nel Comune. Ad ogni votante verrà richiesto un contributo di un euro, quale concorso per le spese elettorali.

I candidati:
Luigi NICOLAIS
Guglielmo ALLODI
Salvatore VOZZA

martedì 17 marzo 2009

Senza tanto entusiasmo …

Provincia di Napoli - Primarie entusiasmanti non mi sembrano. Quando la scelta della classe dirigente, è tutta interna alla nomenclatura, con un risultato già scontato, non è facile esultare ... Statisticamente, con tre candidati in campo non si può escludere l'ipotesi del ballottaggio (si verificherebbe se nessuno prendesse più del 40 per cento al primo turno). “Tuttavia mi meraviglierei – parole di Nicolais - se si dovesse rendere necessario il secondo turno per la scelta del candidato alla presidenza della Provincia”. Il solo Pd conta – in provincia di Napoli - circa 75mila tesserati e se solo si mobilitasse questo popolo il successo delle primarie sarebbe garantito per Luigi Nicolais. Difatti, il candidato ufficiale del PD ha investito sui sindaci, e sui parlamentari, impegnati ad accompagnarlo nei vari Comuni. Venerdì prossimo sarà a Vico Equense scortato da Antonio Amato consigliere regionale, e Salvatore Piccolo deputato, referenti sul territorio delle componenti democratiche. "Non vedo grande entusiasmo per queste primarie, - afferma Dino Di Palma Presidente uscente della Provincia - e auspico che, di qui a domenica ci sia una mobilitazione. Se l´affluenza dovesse essere bassa sarebbe una sconfitta per il centrosinistra". "Certo - ha aggiunto Di Palma - ci sono stati errori nel modo in cui si è arrivati a queste primarie e nel modo in cui sono state fatte. Senza la candidatura di Salvatore Vozza, sarebbero state una partita in famiglia nel Pd". Di Palma, che appoggia alle primarie il sindaco di Castellammare di Stabia Salvatore Vozza di Sinistra democratica ha confermato che sarà candidato alle Europee con il cartello “Sinistra e liberta” che vede alleati la Sinistra di Vendola, i Verdi e il Partito socialista.

mercoledì 11 marzo 2009

Parzialmente cotti ...

La macchina organizzativa delle primarie si è messa in moto. Entro domani dovrebbero essere pubblicati sul sito www.primarienapoli.it l´elenco dei seggi dove si potrà votare. Dovrebbero essere almeno 300, con il coinvolgimento di almeno 1500 persone chiamate a fare da ufficio elettorale. Naturalmente partono anche le schermaglie tra i candidati. Allodi, - da Repubblica Napoli - fa sapere di non gradire alcune dichiarazioni di Nicolais. L´ex ministro ha infatti dato per scontato che lui debba passare al primo turno, pena la nascita di un problema politico. «Dovrebbe sapere - replica Allodi - che le primarie nascono per favorire la partecipazione e per rafforzare sia il Pd che la coalizione. Per questo devono essere aperte e vere». Lo stesso Nicolais è intanto andato a Roma, a conferire con il capogruppo Pd alla Camera Antonello Soro per ottenere la dispensa alla presenza a Montecitorio durate i dieci giorni circa che ci separano dalle primarie. Sarà di nuovo a Napoli oggi, e punta ad aprire un comitato molto snello, un locale nel quale riunire soprattutto i coordinatori di circolo e gli amministratori dei vari enti locali. Continuando la lettura dei giornali Massimo Villone fa notare che “senza cambiamento non ci può essere entusiasmo”, ed inizia il suo articolo utilizzando il dizionario. “Precotto è il cibo che ha ricevuto un preliminare trattamento di cottura, da completare ai fini del consumo. Decotto - o scotto - è invece il cibo molto, troppo a lungo in cottura, con perdita delle qualità organolettiche. Secondo i palati fini, una roba da buttare in entrambi i casi. Ma le primarie del centrosinistra sul candidato presidente alla Provincia di Napoli sono precotte o decotte? Precotte, di certo. Cosa è più precotto di una primaria di cui già si conosce l´esito?”

martedì 10 marzo 2009

Ci siamo persi il centro …

Provincia di Napoli - L’argomento delle primarie trova ampio spazio negli articoli di giornata, si trova di tutto: dalle biografie dei tre candidati alla insoddisfazione di moderati e capibastone del pd. Partiamo con l’editoriale di Fabio Ciaramelli, dal Cormez "il solito gioco dell'oligarchia". “Appare anzitutto molto strano, - afferma Ciaramelli - in una realtà locale in cui la componente moderata (ovverossia ex democristiana) all'interno del centrosinistra è sempre risultata decisiva, che i tre candidati alle primarie siano tutti di provenienza diessina …”. Pasquale Sommese, - Corriere del Mezzogiorno - consigliere regionale del Pd (ex Margherita), uomo forte delle preferenze in provincia di Napoli, accoglie con freddezza la notizia della candidatura alle primarie di Salvatore Vozza. Sommese, tre ex diessini candidati. Dov'è il centro? «Anche questa circostanza è la conferma di quel disagio che provo da tempo e che, invano, sto cercando di far comprendere al mio partito. Siamo alla follia totale». Sempre dal Cormez, il candidato della Sinistra ha anticipato le motivazioni di fondo che lo hanno spinto a partecipare alla competizione per la nomination del centrosinistra. «Per prima cosa — ha evidenziato Salvatore Vozza — non ci arrendiamo all'idea che le elezioni provinciali si debbano necessariamente perdere. Vogliamo ribellarci all'idea della sconfitta ineluttabile». Poi mette le mani avanti. «La mia non è una candidatura di rottura, ma una candidatura che parte dall'interno del centrosinistra ed ha lo scopo di unirlo e non di dividerlo». Infine, da Repubblica Napoli, circospezione e cautela sì, perché in fondo competono un assessore provinciale e un sindaco. Nicolais è un po’ preoccupato, quel partito che doveva riunirsi intorno a una candidatura unitaria, non lo vede più. Nonostante il lavoro diplomatico di Morando. Perciò non è più scontato che il Pd napoletano riesca, come vorrebbe il commissario, a darsi un segretario a fine aprile, prima delle elezioni, subito dopo aver composto le liste. Era un segretario da insediare a larga maggioranza, col gradimento di tutti, senza sospetti e diffidenze. Ma gli equilibri sono tornati fragili.

(Foto di Alessandro Savarese)

mercoledì 25 febbraio 2009

Primarie il 22 marzo, Bassolino “c’è bisogno di primarie vere”

Provincia di Napoli - Dal Corriere del Mezzogiorno per le Provinciali di Napoli il centro sinistra si prepara alle primarie. Secondo le indicazioni raccolte dall'agenzia «Il Velino» - emerse dall'ultimo incontro tra i vertici del centrosinistra napoletano - le primarie si svolgeranno domenica 22 marzo: le candidature vanno presentante entro il 9 marzo direttamente dalle singole forze politiche oppure presentando 1500 firme; una commissione interna valuterà le personalità presentatesi anche sotto il profilo etico (per evitare il rischio di infiltrazione camorristica). Al momento è certa la discesa in campo di Luigi Nicolais per il Pd: come concorrente interno sono in calo le quotazioni di Nicola Corrado mentre salgono quelle di Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo; i partiti della sinistra (Verdi, Socialisti, Vendoliani e Sinistra Democratica) punteranno sul presidente uscente Dino Di Palma – che però dovrebbe sciogliere solo la riserva nei prossimi giorni – mentre Rifondazione è pronta a lanciare l'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Corrado Gabriele. Dal Mattino il commento di Luigi Nicolais «Spero che si faccia presto, siamo in ritardo» che per la prima volta apre alla possibilità di avere in campo altre liste, oltre a quelle del Pd e del presidente. «Nel partito - osserva - ci sono molte spinte in tal senso. È un tema che va affrontato in modo collegiale individuando la miglior soluzione possibile». L’ex ministro è candidato del Pd alle primarie. Resterà l’unico? Morando ha detto che «non sarebbe un problema» la presenza di un altro nome ma si è anche augurato che il Pd possa esprimere una candidatura sulla quale «la convergenza dei militanti sia molto ampia». Insomma, il commissario preferirebbe evitare conte interne e concentrare l’attenzione su primarie di coalizione che siano sì all’insegna della competizione ma non si svolgano in un clima di veleni.''Io reputo che le provinciali a Napoli siano le elezioni più difficili per il Pd, più difficili anche delle comunali di Napoli e delle regionali quando ci saranno. Lo sono perchè il Pdl è forte, soprattutto in molte città in provincia di Napoli e dunque a maggior ragione c'è bisogno di primarie vere che mobilitino tante persone''. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino (Adnkronos). ''Nicolais si è fatto avanti - prosegue Bassolino - bene, candidato forte Se ci saranno altri candidati che si faranno avanti potremo andare a primarie che coinvolgono tante persone''. Secondo il governatore, ''una mobilitazione civica, di tanti che credono nel Pd, puo' aiutare la campagna per le provinciali e le europee''. Bassolino aggiunge inoltre che ''nelle prossime settimane si dovrà eleggere, con l'aiuto di Morando, un segretario provinciale, un segretario se possibile eletto all'unanimità o comunque a stragrande maggioranza. Sarebbe un segnale utile per noi e a livello nazionale, e io lavoro per costruire questa unità più alta e più forte''.