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mercoledì 27 febbraio 2008

I socialisti escono dalla maggioranza

Regione Campania - ''Lasci il campo il più presto possibile''. Sono le ultime parole del lungo e appassionato discorso tenuto in aula dal consigliere dei Socialisti, Fausto Corace, subito dopo la presentazione del nuovo esecutivo regionale (con cinque neo assessori) da parte del presidente Antonio Bassolino. Un discorso intenso in cui Corace ha approfondito e dettagliato, punto per punto, assessore per assessore, la posizione di assoluta contrarietà del suo partito al governo regionale, alla maggioranza ed, in primis, proprio al presidente Bassolino. C'e' un appunto ad ognuno dei nuovi assessori, di natura politica e nello specifico delle rispettive deleghe. In particolare su quella che fino a due settimane fa era affidato ad un esponente del suo partito (Marco Di Lello) l'assessorato al Turismo. ''Lei ha parlato, e su questo noi avevamo insistito anche in occasione del dibattito sulla mozione di sfiducia, di discontinuità. Ma allora perchè continua a tenere per sè le deleghe ai Beni culturali che ha scorporato da questo assessorato?''. ''La verità è che si è agito secondo la logica “Tutto cambi perchè nulla cambi”. Lei signor presidente ha lasciato l'insieme inalterato''. Poi, insistendo sull'aspetto squisitamente politico: ''Lei ha fatto cambiamenti e alla fine conferma la preponderante presenza del suo partito, del rappresentante dei Verdi (l'assessore Cundari, riconfermata all'Urbanistica), del rappresentante del Prc (Gabriele, riconfermato al Lavoro e Istruzione). C'era nella sua giunta la presenza socialista, lei ha espulso il partito socialista dalla sua giunta. Non ha tenuto conto del nostro invito. Ci ha messo nelle condizioni di allontanarci da lei. Di qui la decisione di uscire dalla maggioranza di centrosinistra che, come abbiamo avuto modo di verificare, non c'è più''.

lunedì 18 febbraio 2008

Viva ...

Fiorello attacca i politici e invita gli elettori a disertare le urne se non verrà risolto il problema dei rifiuti a Napoli. Il conduttore si scatena nella prima puntata della nuova edizione di “Viva Radio2”: "Quando vi arriva il certificato elettorale - dice - strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni e non promettere e basta chiedendo voti". Fiorello incalza: "Invece di chiedere, devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate". Un invito impossibile da realizzare, visto che l'emergenza infinita - che dura tecnicamente da 14 anni - viene usata da tutti per fini elettorali. L'opposizione, per voce del coordinatore campano di Fi, Nicola Cosentino, sentenzia èl'ultimo tassello di un disastro che Bassolino lascia in dote a chi verrà dopo di lui. La rabbia e l'indignazione, che la città delle persone oneste trasuda anche in queste ore, non trova conforto e giustificazione nell'immobilismo di chi, pur avendone l'autorita' e gli strumenti, continua a fare orecchie da mercante, permettendo che questo assurdo e osceno spettacolo abbia a continuare''. Dal fronte della sinistra - seppur molto critico nei confronti del governatore al punto che si sono posizionati all'opposizione - i socialisti che, con il consigliere regionale Fausto Corace, puntano il dito su De Gennaro: ''Abbiamo ripetutamente dichiarato il nostro sostegno all'impegno del Commissario Straordinario ai Rifiuti Gianni De Gennaro, ma le sue ultime dichiarazioni sono devastanti. Se molte delle sue scelte iniziali mutuate tra l'altro dai precedenti Commissari, si sono rivelate fallaci per clamorosi errori dei dati tecnici di partenza, non solo cade il rispetto dei tempi per superare l'emergenza, ma salta del tutto la credibilità delle nuove impostazioni del piano. Quale fiducia - si chiede Corace - potranno mai accordargli le forze politiche e i cittadini? E come superare il divario che si possa rientrare in un tunnel senza uscita?''. E mentre il sindaco di Napoli, Iervolino, ''invita'' il nuovo assessore Regionale all'Ambiente, Walter Ganapini (ex presidente di Greenpeace e finora convito oppositore dei termovalorizzatori) a conoscere bene la realtà prima di esprimere giudizi'' perchè ''in un momento tanto difficile e delicato non c'e' proprio bisogno di confusione sui problemi dei rifiuti''.

mercoledì 13 febbraio 2008

Lo Sdi: siamo all'opposizione

Le scelte di Bassolino hanno fatto infuriare il Partito socialista (ex Sdi) che non ha perso tempo e, meno di un'ora dopo il varo della nuova giunta, hanno annunciato il passaggio all'opposizione. «Lasciamo la maggioranza», ha confermato il segretario regionale Fausto Corace: «Non condividiamo nulla di quanto ha deciso Bassolino che non ha posto l'esigenza del cambiamento in un quadro di obiettivi da raggiungere». Poi, ha spiegato meglio: «Ha cambiato gli assessori arrestati e quelli che, per sua ammissione, saranno probabilmente candidati al Parlamento. Non ha liberato le caselle in funzione di nuovi e precisi obiettivi. Se non se ne fosse andato nessuno, non avrebbe operato alcun cambiamento? Di fatto siamo di fronte a un bicolore tra il Pd e la Cosa rossa. Al primo, che è il partito dello stesso presidente, si possono ricondurre dieci assessori. Alla seconda gli altri due. Non ho dubbi che se a livello nazionale Veltroni non avesse detto di no all'alleanza con noi socialisti, Bassolino non si sarebbe spinto fino a questo punto ». Meno pesante il commento del capogruppo regionale della Sinistra democratica Tonino Scala. «I nomi dei nuovi assessori — ha premesso — sono di tutto rispetto». Ma poi ha ammesso: «Francamente ci aspettavamo un cambiamento maggiore. Bassolino avrebbe dovuto avere il coraggio di mandare a casa qualche altro assessore. E, magari, di far entrare nell'esecutivo personalità dello stesso profilo di quelle scelte. Comunque sia, compiremo una valutazione più approfondita all'interno della Sinistra arcobaleno». (Tratto dal Cormez di Gimmo Cuomo)

mercoledì 9 gennaio 2008

Ritorna il Partito socialista

I gruppi consiliari dello Sdi cambiano denominazione in Partito Socialista, lo comunica il segretario regionale dei socialisti Fausto Corace. A partire da oggi il gruppo regionale e i gruppi consiliari dello Sdi presenti nelle amministrazioni locali, dovranno designarsi in Partito Socialista. A Vico Equense continua il dibattito interno ai socialisti che non aderiscono al Pd. “Noi vogliamo rimanere socialisti”. In quest’espressione, non ci sono vecchie dispute e vecchi rancori, ma la voglia di rivendicare, con orgoglio, una tradizione nobile e plurale. Non tutti i socialisti locali approvano la valutazione di qualche compagno che, in maniera individuale, ha scelto di entrare nel nuovo soggetto politico. Certo questo non è il tempo per custodire gelosamente la propria identità. Le battaglie fatte in tanti anni, sempre a servizio del bene comune, non si possono senza nessuna discussione cancellare, e fin quando esisterà il simbolo rimarremo socialisti.

sabato 8 dicembre 2007

Bufera sullo statuto

Regione Campania - Bufera nella maggioranza in consiglio regionale. Sulla proposta di portare da sessanta a settanta il numero dei consiglieri, l’Udeur, che aveva presentato l’emendamento, ha abbandonato l’aula chiedendo una verifica politica e bloccando di fatto l’esame dello Statuto. Il Campanile ha colto di sorpresa gli alleati, tutti contrari all’aumento. Per l’Udeur settanta consiglieri sono giustificati dalle nuove funzioni a cui il Consiglio sarà chiamato, a partire dall’istituzione delle commissioni deliberanti. Ma mentre erano già in corso le operazioni di voto, ecco la mossa di abbandonare l’aula «per dissenso politico». La posizione dell’Udeur ha determinato l’atteggiamento dell’opposizione con Forza Italia e An che sono uscite dall’aula. «Di fronte a una spaccatura così evidente - ha detto Franco D’Ercole - An non può fare da sostegno alla maggioranza». E sulla scia anche Forza Italia ha adottato la stessa scelta. Il Prc a questo punto ha chiesto una sospensione ma ormai il caso era scoppiato. «È anomalo che si abbandoni su un tema come lo Statuto - ha detto Mario Sena (Margherita) - perchè si era concordato che ci si sarebbe confrontati senza metterne in discussione l’approvazione. Quanto accaduto apre un vulnus». E Fausto Corace (Sdi) ha rincarato. «Mi sembra stia emergendo la volontà di buttare tutto a mare. È da irresponsabili. Si voti liberamente. Non sarà l’ennesima riunione di maggioranza a far cambiare idea a nessuno». «Nessun vulnus», ha replicato dall’Udeur Fernando Errico precisando che la volontà di un chiarimento è dettata non solo dalla necessità di arrivare a un’intesa sul numero dei consiglieri ma anche su altri «punti sui cui c’è sofferenza». In realtà, alcune forze, come Sd, non vogliono l’elezione diretta del presidente. Inoltre, c’è un fronte silenzioso cui non dispiacerebbe allargare il Consiglio a settanta. Come ha spiegato Pasquale Marrazzo (Udc), pure a favore dell’aumento: «Molti se potessero votare liberamente sceglierebbero i settanta. Non lo fanno solo per vincolo di partito o per omaggiare l’umore della piazza. Senza contare che mantenendo i sessanta i consiglieri sanno che mettono a repentaglio la loro rielezione consegnandosi a un suicidio di massa». Prima che si consumasse lo strappo, il Consiglio aveva votato una proposta che esclude il presidente della giunta dal novero dei 60 consiglieri, aumentando di fatto di un’unità il computo totale degli eletti (60 consiglieri più il governatore).