domenica 11 settembre 2016

Eco-sistema, più protezione ecco gli ispettori ambientali

Luigi Di Prisco
Il consigliere Di Prisco: «Sono necessari controlli serrati» 

Fonte: Massimiliano D'Esposito da Il Mattino 

Sorrento - Qui dove il mare luccica. La costa sorrentina a settembre è ancora più bella. Lo testimoniano non solo i panorami da cartolina catturati dagli smartphone dei turisti, ma i risultati dell'Arpac, l'Agenzia regionale per l'ambiente, che ha pubblicato i dati sul mare di Sorrento. Il Golfo è sano, e per proteggere sempre di più l'ecosistema presto potrebbero arrivare anche gli ispettori ambientali. Non solo vigili del mare per evitare inquinamenti provocati da scarichi abusivi, ma anche controlli sui rifiuti che spesso finiscono in acqua. Se il meteo di questi ultimi giorni non ha invogliato ad andare in spiaggia, chi vive in penisola sorrentina non rinuncia ai bagni settembrini. Il mese di settembre è tradizionalmente proprio uno dei più piacevoli per una giornata di mare. Da Vico Equense e fino a Massa Lubrense le calette saranno prese d'assalto sopratutto dai residenti che hanno atteso la fine della stagione per riappropriarsi di quelle spiagge che nei mesi estivi vengono colonizzate dai turisti. E così non appena tornerà a splendere il sole il litorale della costiera tornerà ad essere affollato dai sorrentini rassicurati proprio dai risultati pubblicati dall'Arpac. I test effettuati tra lunedì e mercoledì scorsi sui campioni prelevati in vari punti della penisola hanno dato tutti esito negativo, attestando, quindi, l'assenza di batteri(escherichia coli e enterococchi intestinali), così come di schiuma, mucillagine, rifiuti solidi e residui bituminosi o di idrocarburi. I controlli hanno interessato l'intera linea di costa, con diversi punti di prelievo nei vari Comuni. Occhi puntati sul porticciolo di Marina Grande.
 
Il borgo dei pescatori di Sorrento è il punto più sensibile della penisola. Le verifiche effettuate nei giorni scorsi, come del resto accaduto per tutta la stagione 2016, hanno evidenziato che quel tratto di mare è pulito. Ma resta il divieto di balneazione; il provvedimento è prettamente burocratico, si rifà alla normativa che tiene conto delle campionature effettuate in precedenza. In questo caso i test degli ultimi 5 anni non sono stati soddisfacenti, per cui lo specchio di mare compreso tra l' approdo di Marina Grande e La Tonnarella continua ad essere off-limits ai tuffi. E per tutelare ancor di più il litorale si punta su controlli serrati. L'idea è del consigliere comunale Luigi Di Prisco: istituire gli ispettori ambientali per contrastare gli illeciti che possono creare danni al mare. Ma si pensa di estendere le guardie ambientali anche al centro cittadino ed alla zona collinare, dove spesso si devono fare i conti con sversamenti abusivi o al mancato rispetto dei criteri della raccolta differenziata. Le nuove figure professionali dovrebbero, quindi, attenzionare soprattutto il ciclo di smaltimento dei rifiuti. La proposta è stata messa nero su bianco ed inviata al sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo e prende spunto dall'approvazione, lo scorso 21 luglio, del Regolamento che disciplina la gestione della spazzatura e punti alla tutela del decoro e dell'igiene ambientale. «Gli ispettori ambientali - secondo Di Prisco - dovranno avere il compito di fronteggiare i numerosi illeciti che vengono commessi sul territorio». Al momento si punterebbe ad istituire tali figure solo in sperimentale, per un periodo di prova limitato nel tempo. Per questo anche per non gravare sul bilancio comunale si pensa di utilizzare operatori di Penisolaverde, la società che si occupa dello spazzamento dei rifiuti a Sorrento. Questo progetto può essere grande aiuto alla città – conclude il consigliere Di Prisco - perché oltre ad innescare un efficace meccanismo di deterrenza, può accrescere la raccolta differenziata a Sorrento».

1 commento:

Giuseppe Guida ha detto...

L'ambiente non è costituito solo dal mare ma anche dall'aria e dal territorio: non vi accorgete che l'aria della nostra penisola diviene irrespirabile in alcune ore del giorno ( in particolare la mattina presto); tutti i proprietari di giardini e contadini accendono sterpaglie e non solo, l'aria diviene irrespirabile e puzzolente ( forse contenente anche diossina). Cosa fare? I sindaci della Penisola possono riunirsi ed invitare le autorità competenti (anche il Ministero dell'ambiente) ad emettere un decreto che vieni nel modo più assoluto di accendere sterpaglie ecc., tali materiali vegetali possono diventare compost con un minimo di sacrificio che la stessa autorità comunale può suggerire e controllare.
G. Guida