martedì 9 febbraio 2010

Comunisti spaccati

Regione Campania - Vincenzo De Luca fa litigare i comunisti. " In Campania sono convinto che i Comunisti e la sinistra non possano in alcun modo appoggiare la candidatura di De Luca". E' il giudizio che il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto. ''Sarebbe necessaria una riflessione più attenta da parte del Pdci - lo sottolinea in una dichiarazione Davide Zoggia, responsabile Enti Locali della segreteria del Pd - e sarebbe auspicabile l'utilizzo di toni più consoni. Con De Luca, vista la grande coalizione che si sta raccogliendo intorno alla sua candidatura, si sta offendo un importante segnale di rinnovamento per la Campania. De Luca ha ampiamente spiegato le sue ragioni e il fatto che attorno a lui si stia creando una forte alleanza, che ha superato anche le iniziali diffidenze dell'Idv, deve spingere il Pdci ad appoggiarlo''. Sempre da sinistra Corrado Gabriele Prc in procinto di passare con il Pd dice. "La prossima tornata elettorale è intrisa di un signficato nuovo, è una battaglia in campo aperto contro la camorra e tutte le mafie. Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e candidato del centrosinistra, è la persona più adatta ad arginare l'avanzata dei Cosentiniani. Bisogna quindi costruire una battaglia elettorale energica, vitale e piena di contenuti, bisogna superare le differenze in nome di un comune denominatore - la lotta alla camorra- appoggiando con forza Vincenzo De Luca alle prossime elezioni regionali." "Il distacco era già in atto: meglio dividersi se si hanno visioni così distanti". Dura la reazione di Raffaele Tecce, ex assessore comunale e ora responsabile Prc per gli enti locali, commenta con una nota la probabile scelta dell'assessore regionale al lavoro di passare al Pd: . "La scelta di Gabriele di candidarsi alle prossime elezioni regionali nel Pd, se confermata, non mi sorprende e mi sembra assai sbagliata e strumentale". "Tale scelta - prosegue Tecce - è il prodotto di un progressivo distacco dell'assessore Gabriele dalla partecipazione attiva alla vita organizzata del Prc accentuatosi nel 2008 quando gli organismi dirigenti del partito presero atto dell'esaurimento di un ciclo e chiesero discontinuità con il bassolinismo. Negli ultimi mesi si era accentuato il dissenso sulla costruzione della Federazione della Sinistra come soggetto autonomo e strategicamente alternativo al Pd a partire da una verifica sulla nostra stessa collocazione in giunta che l'assessore non ha mai voluto portare a termine". "Queste ragioni del tutto personali - conclude Tecce - di cambio di orizzonte politico, spiegano la sua scelta e, senza acredine, ci fanno pensare che forse è un bene per tutti dividere le proprie strade quando si hanno visioni strategiche e comportamenti così diversi".

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