Vico Equense - Per tanti anni ha salvato i bambini che le madri abbandonavano. Stiamo parlando della Ruota, quella al numero 34 di via dell' Annunziata a Napoli, circondata di particolare fascino e di profondo significato per il nostro popolo, fu la più famosa in Italia e l'ultima ad essere chiusa, il 27 giugno 1875. Oltre, al di là della piccola stanza dove i bambini abbandonati venivano accolti, c'era un enorme brefotrofio, chiuso nel 1980. I bambini venivano chiamati figli della Madonna, figli d'à Nunziata, gettatelli, esposti, da cui il cognome Esposito loro attribuito per secoli. All'immissione venivano registrati con tutto ciò che li accompagnava, quale traccia per un eventuale futuro riconoscimento; al collo di ciascuno veniva messo un laccetto con un "merco" di piombo (poi una medaglia) recante da un lato l'immagine dell'Annunziata, dall'altro il numero progressivo d'entrata e la lettera dell'anno. Oggi l'Annunziata è meta di pellegrinaggio per coloro a caccia delle proprie origini, nella speranza di scoprire il nome della madre, o quantomeno tracce di un passato che li porti a riannodare i fili di una parentela "naturale" di cui non sanno nulla. Un rigido sistema di privacy, però, tutela fortemente il diritto all'anonimato della madre, che impone infatti che la "busta" con le generalità materne non possa essere aperta, prima che siano passati settant'anni dal giorno in cui il bambino venne abbandonato. La storia di Maria (foto) assomiglia a quella di tante altre. Nata a Vico Equense il 20 giugno del 1963, in casa dell'ostetrica Marianna Buonocore in Via Raffaele Bosco, subito dopo è stata abbandonata dalla madre naturale. Portata all'Annunziata, che l'ha ospitata per 18 mesi, è stata in seguito adottata. Maria è troppo giovane per ricevere la “busta” con le informazioni, l'unica cosa che conosce è l'età della madre (26 anni) al momento del parto.
giovedì 11 febbraio 2010
Maria cerca la madre naturale
Vico Equense - Per tanti anni ha salvato i bambini che le madri abbandonavano. Stiamo parlando della Ruota, quella al numero 34 di via dell' Annunziata a Napoli, circondata di particolare fascino e di profondo significato per il nostro popolo, fu la più famosa in Italia e l'ultima ad essere chiusa, il 27 giugno 1875. Oltre, al di là della piccola stanza dove i bambini abbandonati venivano accolti, c'era un enorme brefotrofio, chiuso nel 1980. I bambini venivano chiamati figli della Madonna, figli d'à Nunziata, gettatelli, esposti, da cui il cognome Esposito loro attribuito per secoli. All'immissione venivano registrati con tutto ciò che li accompagnava, quale traccia per un eventuale futuro riconoscimento; al collo di ciascuno veniva messo un laccetto con un "merco" di piombo (poi una medaglia) recante da un lato l'immagine dell'Annunziata, dall'altro il numero progressivo d'entrata e la lettera dell'anno. Oggi l'Annunziata è meta di pellegrinaggio per coloro a caccia delle proprie origini, nella speranza di scoprire il nome della madre, o quantomeno tracce di un passato che li porti a riannodare i fili di una parentela "naturale" di cui non sanno nulla. Un rigido sistema di privacy, però, tutela fortemente il diritto all'anonimato della madre, che impone infatti che la "busta" con le generalità materne non possa essere aperta, prima che siano passati settant'anni dal giorno in cui il bambino venne abbandonato. La storia di Maria (foto) assomiglia a quella di tante altre. Nata a Vico Equense il 20 giugno del 1963, in casa dell'ostetrica Marianna Buonocore in Via Raffaele Bosco, subito dopo è stata abbandonata dalla madre naturale. Portata all'Annunziata, che l'ha ospitata per 18 mesi, è stata in seguito adottata. Maria è troppo giovane per ricevere la “busta” con le informazioni, l'unica cosa che conosce è l'età della madre (26 anni) al momento del parto.
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2 commenti:
A cosa possa servire avere la generalità della madre avendo oltre settant'anni, in più è da considerare che la madre quasi certamente non è più in vita. Che razza di leggi sono, m'impediscono di poter conoscere chi mi ha generato, o peggio chi mi ha abbandonato. Questo purtroppo accade nel 2010.
La legge è voluta proprio per tale motivo. Si scoraggia l'interruzione della gravidanza o peggio ancora la soppressione del neonato permettendo alla madre di non farsi rintracciare in alcun modo. E' come quando vai in ospedale, partorisci e vai via, questo evita che tu possa abbandonare un neonato mettendone a rischio la vita.
Emotivamente ingiusta ma legalmente ineccepibile per la tutela dei più deboli.
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