Sant’Agnello - I Comuni della penisola sorrentina chiedono di gestire autonomamente il servizio di smaltimento dei rifiuti. Con una lettera indirizzata al presidente del consiglio Berlusconi, ai ministri dell’Interno Roberto Maroni e dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e al presidente della Provincia Luigi Cesaro, i sindaci di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento e Massa Lubrense hanno chiesto l’esclusione della costiera dall’ambito territoriale ottimale provinciale (Ato), l’area nella quale la legge organizza i servizi pubblici integrati. Obiettivo: garantire un efficiente servizio di smaltimento dei rifiuti. «Il decreto 196 – spiega il primo cittadino di Sant’Agnello Gian Michele Orlando, portavoce del coordinamento dei sindaci della costiera – trasferisce alle amministrazioni provinciali le competenze in tema di raccolta, trasporto, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti: noi, invece, chiediamo al Governo di modificare il testo del provvedimento in sede di conversione in legge e di costituire i nostri Comuni come ambito territoriale autonomo rispetto a quello provinciale di Napoli». Diverse le considerazioni alla base della richiesta. In primo luogo, i risultati conseguiti nel servizio di raccolta differenziata, che nei Comuni costieri raggiunge da tempo percentuali elevatissime. A seguire, l’alta densità abitativa dell’ambito provinciale, che secondo i primi cittadini impone un’organizzazione decentrata e articolata per garantire un efficace smaltimento dei rifiuti. Infine, il valore paesaggistico, che rende la penisola sorrentina una delle mete più ambite dai turisti ma che rischia di essere vanificato dall’acuirsi dell’emergenza-rifiuti. «Nel corso degli ultimi anni – continua Gian Michele Orlando – la penisola sorrentina ha conseguito un indiscusso primato nella gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. Perciò riteniamo che la nostra autodeterminazione e la nostra ottimale gestione rappresentino la migliore garanzia per realizzare un ambito ottimale di livello territoriale. Non siamo più disposti a pagare le conseguenze in termini di immagine provocate dalla crisi che da mesi affligge Napoli e l’area vesuviana». Secondo i sindaci, lo scorporo della penisola sorrentina dall’ambito territoriale provinciale e la costituzione di un soggetto gestore unico per il servizio integrato dei rifiuti, quindi, permetterà di garantire un efficiente servizio di smaltimento dei rifiuti e di preservare il turismo, prima risorsa a riscio-crollo quando le città non sono pulite e accoglienti. Un’emergenza che già troppe volte ha fatto il giro del mondo screditando l’immagine della costiera: «Si tratta di una questione di vitale importanza – conclude Gian Michele Orlando – non solo per la vivibilità delle nostre cittadine ma anche per il comparto turistico, che rappresenta il fulcro della nostra economia». (Ciriaco M. Viggiano il Mattino)
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