sabato 27 agosto 2011

Considerazioni sulla politica a Vico

Vico Equense - Mi si permetta qualche considerazione sulle vicende poltiche del Comune di Vico Equense dalle elezioni amministrative del 10 maggio ad oggi. Vico ha un Sindaco e un Consiglio comunale ma non ha una Giunta. E’ come se a Roma ci fosse il Parlamento, il Presidente del Consiglio ma non il Consiglio dei Ministri. Il sindaco è considerato molto operativo, ha la fiducia del 70 % degli elettori votanti. Al Municipio lo si vede poco ma è presente dove vi sono eventi come le processioni e sagre e dove sono in corso lavori pubblici; non si sottrae al dialogo con tutti. L’opposizione, ritenendo la mancata nomina della Giunta comportamento illegale, dopo aver costatato che il Consiglio comunale niente ha da dire per quanto riguarda la sua funzione di controllo degli atti del sindaco, si è rivolta al Prefetto. Questi ha sentito il sindaco e non ha inteso giustamente prendere provvedimenti. Infatti, il prefetto può intervenire nei confronti del sindaco soltanto per questioni che riguardano il suo comportamento nella qualità di ufficiale di governo, per l’ordine pubblico e per la sanità. Qui siamo di fronte a problemi della politica e che la politica deve risolvere. E’ innegabile che a Vico vi sia mancanza di politica e ricorrere alle autorità governative o alla magistratura per far funzionare la politica, è un errore e un esercizio inutile. Certamente a Vico manca il governo della città nella sua pienezza; infatti, la città per essere governata ha bisogno di un sindaco, di una Giunta, di un Consiglio comunale, oltre che di un apparato burocratico che a sua volta ha bisogno delle direttive che provengono dalla Giunta e dai suoi componenti, sotto l’avallo e il controllo del Consiglio comunale. Il danno per tutti noi cittadini è evidente e siamo noi che dobbiamo farci sentire.


A Vico manca la politica come gestione della cosa pubblica ma anche la politica come sistema di governo, che vede accomunati nelle responsabilità civiche i membri eletti dal popolo e gli elettori che li hanno eletti. Infatti, in democrazia, chi governa sia a livello locale sia nazionale, è legittimato dal fatto che è stato votato ma anche dal fatto che dà conto a tutti i cittadini di quello che fa o non fa. Da noi e non soltanto a Vico, difetta una cultura di governo ma anche una cultura democratica che renda la popolazione consapevole dei propri diritti e dei propri doveri. I cittadini, oltre che consapevoli e informati, devono anche esercitare il diritto-dovere di esprimersi, non soltanto nella cabina elettorale ma sempre e ogni volta che sia giusto. Fra questi diritti vi sono quelli d’informazione, di partecipazione e il dovere d’intervento attivo per sanare le situazioni compromesse. Per questo, esiste l’opinione pubblica espressa dai giornali, partiti, associazioni. Io, da cittadino comune e senza potere, mi aspetto dagli organi di partecipazione, che pur esistono, di essere informato e di essere coinvolto. Da solo non posso fare niente. I partiti si lamentano spesso del fatto che la gente è insensibile ai problemi comuni; spetta a loro coinvolgerci se lo sanno fare. Altrimenti vadano a casa. Non c’è dubbio che in questo momento il sindaco è oppresso da difficoltà che non dipendono da lui, avendo tutto l’interesse ad avere una Giunta nella pienezza delle sue funzioni. E’ giusto che egli ne informi la cittadinanza com’è giusto che il Consiglio comunale, anziché tacere, mostri di saper aiutare il sindaco a risolverle. E’ giusto che la gente sappia e non è giusto che le critiche si risolvano con volantini, manifesti e lettere che servono al massimo ad irritare chi legge e a confondere le idee. La carenza di democrazia, che si traduce in difetto di governance, ha origini storiche e ne siamo tutti chi più o chi meno responsabili; il discorso sarebbe lungo e lo rimandiamo. L’invito a chi ha responsabilità dirette nella vita della città, soggettive od oggettive che siano, è di fare un esame di coscienza e di operare in maniera chiara e responsabile, senza nascondersi nei silenzio o dietro le recriminazioni inutili. (Fonte: Vincenzo Esposito da Agorà della Penisola Sorrentina)

2 commenti:

Giuseppe Guida ha detto...

Sono d'accordo. Questa amministrazione deve essere valutata per le cose che fa e soprattutto per quelle che poteva e doveva fare e non ha fatto.
Allargare via Antignano è forse una cosa giusta, non riqualificare la via per la Marina di Equa è una colpa grave nei confronti della città e dello sviluppo turistico.
Riparare le buche è una cosa necessaria, creare un insensato incrocio pericoloso a Bonea è una cosa criminale.
Realizzare un ascensore per la spiaggia sarebbe una cosa buona, ma non valutare il progetto e non elaborare studi su quanti sono quelli disposti a prenderlo e a pagare 2 euro a persona significa buttare via i soldi pubblici e realizzare l'opera solo per pochi interessi privati.
Incentivare il turismo è bene, ma finanziare e concedere strutture a sagre, sagrette e feste delle birre senza alcuna rilevanza fuori dagli striminziti confini comunali, solo perchè non si è in grado di pensare ad eventi di livello superiore è uno sperpero grave di risorse comuni che potrebbero avere destino migliore.
Parlare del Faito è giusto. Ma parlare a vanvera dello sviluppo del Faito da almeno 10 anni è una specie di reato politico che manifesta la poca qualità di chi amministra.
Parlare di centro storico e di riqualificazione è bene. Ma parlare dei centri storici di vico e di massaquano da anni e non combinare nulla meriterebbe una grande pernacchia.
Con questi precedenti, meglio non farla la giunta.

Laura ha detto...

Sono più d'accordo che mai con Giuseppe, questa festa della birra è una scemenza!
Che centriamo noi con la tradizione tedesca e bavarese? Vico come Monaco di Baviera come descritto nella circolare Ascom? Ma non scherziamo! Cerchiamo di supportare di più i nostri prodotti locali, piuttosto che raschiare il fondo.