Fonte: Salvatore Dare da MetropolisVico Equense - Alla fine, l’incontro tanto atteso, c’è stato. Ma nessun accordo, nessuna intesa. La trattativa è saltata prima di cominciare. Da una parte il sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque. Dall’altra i consiglieri comunali che, a dicembre, il primo cittadino «cacciò» dalla maggioranza: Lora Cristallo, il presidente dell’assise cittadina Maurizio Cinque e Andrea Balestrieri. E dopo la lettera di diffida del prefetto di Napoli, Francesco Antonio Musolino, che ha concesso venti giorno di tempo all’amministrazione comunale per convocare il consiglio, approvare definitivamente il rendiconto finanziario 2012 e scongiurare il rischio di uno scioglimento anticipato dell’ente municipale. Il summit fra Cinque e gli ex alleati aveva sostanzialmente un obiettivo: capire se ci fossero dei margini di manovra per ricucire lo strappo e trovare un accordo definitivo per ricomporre i cocci ed evitare il crac amministrativo. Che a questo punto ormai sembra proprio dietro l’angolo. Il sindaco, secondo le ultime indiscrezioni, ha dichiarato di non volersi presentare alla conferenza dei capigruppo e di non essere sicuro della sua presenza in aula consiliare quando l’assise cittadina verrà convocata per la approvare il bilancio. La tensione, manco a dirlo, è alle stelle. Ma a quanto pare Cinque ha informato i consiglieri Cristallo, Cinque e Balestrieri di non aver fornito alcun tipo di ordine di scuderia per la prossima seduta di consiglio comunale. Il tempo continua a passare e di una svolta tangibile neppure l’ombra. Qualora l’amministrazione comunale dovesse essere sciolta anzitempo – una bocciatura del rendiconto finanziario 2012 in consiglio comunale prevedrebbe l’immediato commissariamento dell’ente municipale di Vico Equense – il sindaco avrebbe comunque tutte le chance per ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative per andare a caccia del terzo mandato.
Uno spiraglio concesso dall’ipotesi di un defenestra mento entro la metà della seconda consiliatura. Ipotesi su cui l’opposizione consiliare vuole vederci chiaro. Non ci sta neppure Aldo Starace, l’avvocato capogruppo di «In Movimento per Vico» che, giorni fa, in una lettera aperta, non esitò ad andare all’attacco del primo cittadino rispondendo proprio a Cinque che, in una nota firmata assieme ai suoi alleati, disse che la minoranza aveva paura di tornare alle urne con lo spettro di un tris del sindaco. « Il problema non è quello che si sente dire e cioè il timore di una sua vittoria elettorale – scrisse l’avvocato Starace –. E’ che non gli può essere consentito di fare il furbetto ed aggirare la legge. La “ratio” del divieto è quello di bilanciare i maggiori poteri del sindaco rispetto a quelli della giunta e del consiglio ponendo un limite alla permanenza al potere (vedi, lavori preparatori della legge 81 del 1993). La giurisprudenza ha chiarito che il divieto favorisce il ricambio dei vertici dell’amministrazione locale per evitare soprattutto l’uso personale del potere e spezzare il vincolo personale tra elettore ed eletto. Ma parlare di diritto e di principi costituzionali con il sindaco è cosa ardua. Per queste ragioni “In Movimento per Vico” farà tutto ciò che è nel suo potere per evitare l’elusione di tale divieto e la violazione di tali principi. Nell’interesse della democrazia e della città. Chi farà diversamente se ne assume la responsabilità». Tensione alle stelle. Resta da valutare cosa farà il principale gruppo a sostegno della coalizione di centrodestra del sindaco Gennaro Cinque, ovvero il Pdl. Dopo l’assenza in massa in aula consiliare per la scorsa consiglio comunale, si dovrà valutare cosa accadrà per la prossima seduta che dovrà essere convocata entro e non oltre il prossimo 29 maggio. Non solo consiglieri comunali di opposizione. Anche il locale circolo Vas coordinato da Franco Cuomo, spesso, si è scontrato con l’amministrazione comunale di Vico Equense. In particolare proprio con il sindaco Cinque. Basti pensare alla pressante richiesta, presentata con una lettera inviata al prefetto di Napoli, Musolino, affinché ci fosse la sospensione dalla carica del primo cittadino a causa della condanna emessa in primo grado al termine del processo per l’ormai noto caso Patierno.
1 commento:
Noi col Sindaco abbiamo parlato,
abbiamo ascoltato le due campane:
"Sono pronto a dire in giro che per il 95% è colpa mia..."
ha detto capicchione
SI DIMETTA(*) PERCHÈ "QUELLO" È STATO UN ATTO CONTRO NATURA...
In tale ed unico caso, sono prontissimo, azzeriamo tutto è ripartiamo.
Bah, trovatemi un discorso più onesto e coerente e, potrei anche tifare milan (ovviamente anche questa cosa sarebbe “contro natura”)
(*) Maurizio Cinque dalla carica di Presidente del Consiglio
raffaele starace
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